Visualizzazione post con etichetta lav. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lav. Mostra tutti i post

mercoledì 30 aprile 2014

Belli caldi?

Coniglio d'angora inglese
foto: wikimedia.org


Qualsiasi materiale di origine animale utilizzato nell'industria dell'abbigliamento è inevitabilmente causa di privazioni e sofferenza per quegli stessi animali da cui è stato ricavato.
Per anni si è sempre saputo che la lana d'angora (quella ricavata dal pelo dei conigli d'angora e non la lana della capra d'angora, che si chiama mohair) venisse ricavata tramite tosatura, come quella delle pecore e delle capre.
Anche solo la tosatura è già di per sè una pratica che comporta privazioni e sfruttamento degli animali, ma nel caso del coniglio d'angora si è andati oltre. Come documentato dalla PETA americana, gli aguzzini di turno hanno iniziato a strappare letteralmente il pelo ai conigli invece di tosarli con la finalità di ricavare peli più lunghi e ottimizzare la resa in lana per singolo animale. E' avvenuto in Cina, principale produttore mondiale di lana d'angora. Se l'animale ha la sfortuna di sopravvivere, verrà nuovamente sottoposto a questa violenza a distanza di 3-4 mesi, sino a quando la qualità del peso sarà ritenuta accettabile. L'azienda H&M, che aveva appena lanciato una nuova linea di articoli con lana d'angora, ne ha sospeso la vendita e invitato i propri clienti a restituire i capi acquistati annunciando che non utilizzerà più questo materiale nelle proprie collezioni.
Molte altre aziende straniere hanno seguito l'esempio di H&M, in Italia, invece, solo la designer Elisabetta Franchi ha comunicato alla LAV che non userà più la lana d'angora.
La LAV ha contattato la Camera Nazionale della Moda Italiana, l'associazione che coordina e promuove lo sviluppo della moda italiana nel mondo, e attende risposta.
 

giovedì 2 gennaio 2014

Sperimentazione da fine '800

foto: provarepergustare.blogspot.com


Cozze e vongole sono molluschi filtratori che trattengono piccole alghe innocue per loro, ma con effetti collaterali dannosi alla nostra specie anche se cotti.
Il metodo usato per rilevare la tossicità dei mitili è incredibilmente arcaico: a roditori vivi viene iniettato il campione da testare e si valuta l'eventuale comparsa di diarrea e/o morte entro le 24 ore dall'iniezione.
Usano 3 animali, nel caso ne muoiano due viene dichiarata la tossicità, nel caso muoia un solo animale i molluschi vengono considerati non pericolosi e messi in commercio.
E' un metodo eticamente non accettabile che provoca dolore agli animali.
Nel 2007 l'EFSA (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha sottolineato come il test sia scientificamente non attendibile nel rilevare la tossicità per la nostra specie, corroborata anche da pubblicazioni del settore che ne attestano l'inadeguatezza.
Molti Paesi europei (Olanda, Irlanda, Slovenia, Danimarca, Germania, Belgio, Finlandia, Bulgaria, Norvegia e Portogallo) da anni usano metodi sostitutivi, economici e pratici applicando tecniche innovative che non ricorrono a test con animali (principio espresso dalla Direttiva e dal Regolamento comunitario).
Il modello italiano è ancorato alla fine dell'800 dimostrandosi immorale e pericoloso per l'uomo.
La LAV ha chiesto al Ministro della Salute di rendere ufficiali i metodi sostitutivi di rilevamento per le biotossine algali già riconosciuti in altri Paesi.
 
 

domenica 29 dicembre 2013

Sequestri

foto: municipiov.it


Sotto sequestro preventivo ordinato dal Tribunale di Roma ad ottobre, confermato di recente dal Tribunale del Riesame, il canile Parrelli sulla via Prenestina a Roma era stato denunciato dalla LAV per gravi ipotesi delittuose tra cui il maltrattamento di animali, detenzione incompatibile ed esercizio abusivo della professione medico-veterinaria. La situazione era di gravissima costrizione, il gestore continuava ad accogliere indiscriminatamente una gran quantità di animali consapevole delle condizioni in cui erano costretti a vivere. Pluridenunciato negli ultimi 20 anni, il canile Parrelli è stato oggetto di centinaia di esposti da parte dei cittadini e di associazioni fra cui la LAV con richieste di indagine mai svolte. Nel 1994 furono trovate, durante un blitz nel canile, 40 carcasse di cuccioli soppressi e congelati. La struttura, inadeguata, ospita sia cani che gatti con una breve aspettativa di vita e senza speranza di trovare una famiglia. Gli stessi volontari sono stati ostacolati nel prendere in adozione gli animali, nemmeno per portarli temporaneamente dal veterinario. Il sindaco di Roma è stato nominato custode giudiziario.
>o<
La LAV, nell'ambito della campagna internazionale SOS delfini, ha documentato le violazioni del Delfinario di Rimini e ha inviato una comunicazione di reato per maltrattamenti. I delfinari non hanno alcun valore educativo e scientifico come dimostrano studi indipendenti.
Non vengono rispettate le prescrizioni del Decreto Legislativo 73 del 2005 e del Decreto Ministeriale 469 del 2001, vi è manipolazione degli animali e contatto diretto col pubblico. I delfini sono sottoposti a comportamenti innaturali attraverso la deprivazione alimentare, mancanza di vasche di quarantena, sono esposti a rumori insopportabili causati da concerti e manifestazioni circensi, vengono pubblicizzati progetti "pet therapy" condannati dal Ministero della Salute. Interrogazioni sono state avanzate sui quattro delfinari italiani. la LAV porterà queste violazioni al giudizio della Commissione UE ritenendo che ci siano gli estremi per una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Governo. Il Tribunale del Riesame di Rimini ha convalidato il processo di sequestro confermando l'operato della Polizia giudiziaria e della Procura della Repubblica di Rimini grazie al lavoro svolto dal Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato e dalla Procura.
  

martedì 16 luglio 2013

E' ora di finirla

foto: disabileforum.com


Lo scorso 10 aprile il Tribunale di Como ha condannato il titolare del Circo Miranda Orfei a 7 mesi di arresto (con la sospensione condizionale della pena...) per la violazione dell'articolo 727 del Codice penale, in relazione alle condizioni di detenzione degli animali giudicate incompatibili con la loro natura.
Il Circo Orfei fu denunciato dalla Lav in seguito a una segnalazione di alcuni volontari che nell'inverno 2008/09 documentarono le drammatiche condizioni degli animali, al freddo nonostante le temperature vicine allo zero, nel circo attendato a Como.
Un ippopotamo in mezzo alla neve, un'elefantessa e un dromedario rinchiusi nei rimorchi degli autocarri, al freddo e senza possibilità di compiere alcun movimento.
Inoltre, uno scimpanzè chiuso in una gabbia angusta e al buio e alcuni struzzi (usati come cavalcature negli spettacoli) con lesioni sul dorso erano legati all'aperto, costretti, per mangiare, a infilare la testa fra le transenne del recinto perchè il secchio con il mangime era all'esterno.
Sei cani boxer (usati nella triste parodia di una partita di calcio) erano tenuti legati al freddo con l'impossibilità di muoversi adeguatamente e col rischio di rimanere strangolati dalle corde. Due di loro ( i "portieri" del calcio canino) erano legati alle estremità opposte del recinto. Questo schema era mantenuto anche al momento del pasto, quando gli altri cani erano liberi nel recinto, probabilmente per riprodurre lo stato di antagonismo, competitività, esaltazione dell'aggressività e non condivisione di branco con gli altri cani.
Questa situazione ha causato negli "animali" una diffusa condizione di sofferenza psico-fisica confermata dai comportamenti compulsivi, stereotipati e ripetuti riscontrati negli animali. 

www.lav.it
 

venerdì 31 maggio 2013

Pellicce tossiche




Analisi eseguite su alcuni prodotti in vendita a Milano, Monza, Roma e via web hanno rilevato la presenza di alcune sostanze chimiche, potenzialmente pericolose, in alcuni capi d'abbigliamento per bambini tra i 18 mesi e i 12 anni.
Alcuni dei capi analizzati contengono sostanze chimiche con valori superiori ai requisiti obbligatori della legislazione europea che riguarda le sostanze chimiche pericolose in articoli in pelle e pelliccia (Reach).
Gli inserti di pelliccia usati come decoro ai capi d'abbigliamento possono anche contenere soatanze tossiche o possibili cancerogeni, nonchè tracce di Idrocaburi. Su denuncia della LAV la Procura di Torino ha avviato le indagini e dato mandato ai NAS di svolgere mirati campionamenti presso i negozi e i magazzini delle aziende coinvolte.
In perticolare è stata rilevata la presenza di formaldeide (fino a 10 volte superiori agli standard, la formaldeide è un potente battericida impiegato nelle produzioni tessili e di pelle e pelliccia animale. Potenzialmente cancerogeno, può irritare le mucose e gli occhi se inalata in determinate concentrazioni); Pentaclorofenolo (superiore al limite massimo di sicurezza, è un insetticida e fungicida vietato nella Ue dal 1989 classificato dall'OMS come possibile cancerogeno per l'uomo. Se è assorbito dalla pelle può provocare danni renali oltre a vertigini, nausea e vomito a seconda della concentrazione. E' uno dei pesticidi più pericolosi al mondo); Nonilfenolo etossilato (in quantità molto superiore al limite massimo europeo (è utilizzato come tensioattivo nella produzione tessile, nei detersivi, nei detergenti industriali e in altri prodotti chimici industriali. Non sono attualmente riconosciuti come sostanze pericolose per la salute di chi indossa capi che contengono queste sostanze, ma sono riconosciuti i suoi rischi ambientali. Non si degradano e possono contaminare la catena alimentare umana. Nell'industria sono usati per la produzione di pellicce, per sgrassarle. In Europa ne è vietato l'uso); Alluminio (in misura superiore al limite massimo di sicurezza. Sono impiegati come mordenti nella tintura dei tessuti, è una sostanza corrosiva, irritante per la pelle e le mucose. Può provocare lesioni agli occhi); Cromo (in valore superiore al massimo di sicurezza. Serve per la concia delle pelli e per la tintura. Il cromo esavalente è corrosivo sulla pelle e sulle mucose, è classificato come cancerogeno per quasi tutti gli organismi viventi).

  

mercoledì 29 maggio 2013

Non siamo uguali

foto: stamptoscana.it


Il nostro stile di vita e l'alimentazione sono determinanti nell'insorgenza di malattie, difatti l'ambiente influisce fino al 50% sul nostro organismo.
Il modello sperimentale basato sugli animali fisicamente diversi e cresciuti in un ambiente incomparabile dal nostro è profondamente sbagliato.
Le nuove frontiere della ricerca si stanno rivolgendo all'epigenetica che studia come l'ambiente possa influire sul nostro DNA. Bisogna capire come i popoli occidentali siano gravemente esposti a sostanze pericolose per tutta la vita.
L'inquinamento ha un impatto negativo sulla salute umana, la massiccia esposizione a contaminanti che si accumulano nel nostro corpo è una realtà. Purtroppo continuiamo a vedere autorizzate inutili e immorali sperimentazioni su animali che vivono in gabbie asettiche, mangiando cibo artificiale e vivendo con parametri standardizzati, questo rende ridicolo ogni dato sperimentale se trasferito all'uomo.
Questo è un principio indispensabile, cardine dell'antivivisezionismo.

(Tratto dall'articolo di Michela Kuan su "Impronte", aprile 2013)

www.lav.it

 

lunedì 10 dicembre 2012

No alle discriminazioni!




Il 27 settembre la Camera dei Deputati ha approvato la riforma in materia condominiale, il nuovo testo dell'articolo 1138 c.c. prevederà che "Le norme del regolamento non possono porre limiti alle destinazioni d'uso delle unità di proprietà esclusiva nè vietare di possedere o detenere animali domestici".
Questa nuova normativa entrerà in vigore a fine anno, una volta superata la terza lettura in Senato e venga pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. 
I regolamenti condominiali non potranno più inserire disposizioni volte a limitare, in qualunque modo, il diritto di ciascun condomino a possedere o detenere un animale familiare. Ogni clausola in contrasto si considererà come non apposta. Questa norma avrà anche un effetto retroattivo, con un'automatica caduta di tutti i divieti e/o limitazioni attualmente in vigore. Non sarà necessario perciò impugnare i divieti vigenti, che si dovranno considerare nulli.
L'affermazione del diritto all'animale domestico include il suo transito nelle parti comuni degli edifici, il proprietario (o il detentore) dovrà pulire e curare gli spazi comuni se imbrattati dal proprio animale. Non si potrà più impedire, per esempio, l'utilizzo dell'ascensore all'inquilina dell'ultimo piano insieme al suo cane. 
Questa normativa riguarda solo gli animali domestici, ovvero quelli da compagnia, senza scopi alimentari. Quindi cani e gatti, ma nulla vieta di estendere a qualunque specie posseduta per motivi affettivi, compatibilmente con le sue esigenze e nel rispetto della normativa vigente.
L'importanza del nuovo testo dell'art. 1138 c.c. è evidente, non solo nell'ambito delle liti condominiali, ma anche nel riconoscimento di un "diritto all'animale domestico".
(Tratto dall'articolo su "Impronte", Rivista animalista, dell'Avv. Marianna Sala, Responsabile LAV Milano).

www.lav.it

 
     

giovedì 18 ottobre 2012

Uno ogni ora

foto: pupia.tv


Un reato a danno degli animali ogni ora. Nelle Procure si aprono circa 24 fascicoli al giorno per questo crimine.
Un'ecatombe di macellazioni illegali, bracconaggio, maltrattamenti, sevizie, combattimenti, corse clandestine. Questi dati sono del 2011, il reato di uccisione di animali riguarda l'art. 544bis cp, di maltrattamento di animali l'art. 544ter cp, quello degli spettacoli e manifestazioni vietati l'art. 544quater cp, dei combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali il 544quinquies cp, l'uccisione di animali altrui l'art. 638 cp, per l'abbandono e detenzione incompatibile l'art. 727 cp, e per i reati venatori l'art. 30 L. 157/92.
Il totale dei provvedimenti nel 2011 per questo tipo di reati è di 4880 a carico di noti e di 2587 a carico di ignoti. 
Il reato di abbandono di animali, o che abbiano acquisito abitudini della cattività, è punito dal primo comma dell'art. 727 cp, che coinvolge decine di migliaia di animali l'anno.
Proliferano i procedimenti per spettacoli e manifestazioni vietati, per combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali. Quelli più diffusi, dopo quello di maltrattamento di animali, riguardano reati sulla protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio. 
Ricordiamo che molti reati restano nascosti e non vengono registrati, in primis quello di maltrattamento, e che solo il 30% dei processi celebrati arrivano a sentenza e di questi solo la metà si concludono con una sentenza di condanna.

www.lav.it
    

martedì 7 agosto 2012

Oltre Green Hill




La nuova Green Hill è il canile di Ischia. Un processo si apre a Napoli, i gestori e la vecchia direzione del canile sono accusati di deportare in Germania ogni mese molti cani e gatti senza alcun controllo sulla loro destinazione. 
Secondo l'ultimo rapporto della LAV, le Zoomafie hanno un giro d'affari di 500milioni l'anno per la tratta dei randagi. Sembrerebbe che gli animali abbiano la stessa destinazione dei cuccioli di Green Hill. Un Beagle costa a un laboratorio 800-1000 euro, un meticcio solo un centinaio. La sperimentazione sui randagi conviene e in Germania è lecito. 
I canili italiani non possono sopprimere gli animali ma la legge consente di darli in adozione all'estero. Ci sono associazioni tedesche, austriache e svizzere che fanno da intermediari e piazzano cani e gatti a famiglie del loro Paese, ma poi gli animali spariscono. A Ischia ogni modulo per l'adozione aveva altri quattro falsificati: a ogni cane adottato corrispondevano altri quattro di cui non si conosceva la destinazione.
L'ultimo conto degli animali spariti è dell'Aidaa, nel 2006 era di circa 2000 cani e gatti, spariti dalla sola Lombardia.
L'associazione Animalisti Italiani sta raccogliendo firme per una legge che vieti le adozioni internazionali.
 
La pelliccia dei randagi (cani e gatti) può essere utilizzata in scarpe, guanti e accessori. In Cina muoiono per questo 2milioni di cuccioli, ma anche in Europa. Non comprate cose che hanno diciture fantasiose: probabilmente è pelo di cane.
I randagi possono diventare oggetti sessuali. La Protezione animali tedesca ha lanciato un allarme per l'aumento di abusi sugli animali, succede anche in Italia.
Per allenare al combattimento clandestino Pittbull e Molossi di razza, vengono spesso utilizzati i randagi, soprattutto cuccioli. Ogni anno, secondo l'Enpa, il Italia muoiono 15mila cani.
 
E poi dicono che l'uomo somiglia a Dio...
 

mercoledì 1 agosto 2012

Gare clandestine




I Carabinieri di Messina hanno scoperto un giro d'affari illegale proveniente da competizioni clandestine di cavalli, che sono risultati maltrattati, dopati e costretti a correre.
Nell'aprile 2011 hanno eseguito 20 provvedimenti di custodia cautelare: 8 arresti in carcere e 12 arresti ai domiciliari.
Queste persone organizzavano competizioni non autorizzate tra animali. Fra gli arrestati, 3 veterinari accusati di concorso esterno all'associazione. L'operazione era chiamata "Pista di Sabbia", le corse furono osservate e molte volte furono interrotte le gare clandestine di cavalli. 
Di recente una sentenza della Suprema Corte ha confermato il divieto di dimora per un veterinario coinvolto nelle corse clandestine, docente dell'Università di Camerino, accusato di associazione a delinquere finalizzata all'organizzazione di corse clandestine e di maltrattamento di cavalli, sottoposti ad addestramenti massacranti, dopati con anabolizzanti e impiegati in corse che li mettevano in pericolo.
Da qui, il divieto di dimora a Messina.
In particolare il Tribunale ha appurato che le persone condannate sottoponevano gli animali a stress psicofisici sottoponendoli a vere e proprie sevizie (percosse con bastoni o caschi da motociclista) e al ricorso al doping sistematico per aumentare il rendimento degli animali.
Le corse clandestine si svolgevano secondo un rituale che prevedeva tre fasi: la prima era la fase ispettiva e di controllo del percorso di gara, sempre nelle vie pubbliche, mediante giri di ricognizione; la seconda fase era il raduno presso il luogo di partenza degli spettatori interessati alla gara, i quali facevano le scommesse sul vincitore; la terza fase era la partenza dei cavalli all'orario prestabilito, seguita da un corteo di motocicli. 

Bastava solo il video, per capire.
Le corse clandestine continuano in molte regioni. Spero che i Carabinieri e i Tribunali facciano il loro lavoro per stroncare tutto questo.

www.lav.it
 
 
 

mercoledì 7 marzo 2012

Primi passi ...




Nel 2004 un veterinario Asl uccise nove cuccioli di cani randagi, per presunti motivi di "ordine pubblico", con iniezione di Tanax. Il proprietario del terreno in cui furono trovati i cuccioli avrebbe dichiarato che gli animali erano di sua proprietà e ne avrebbe quindi chiesto la soppressione. Questa la difesa del direttore del Servizio Veterinario di Sanità Animale e del veterinario del Servizio Veterinario di Sanità Animale della Asl dell' L'Aquila al processo. Sette anni dopo la Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado: la condanna a due mesi e dieci giorni di reclusione per gli imputati.
Confermata, quindi, l'applicazione dell'articolo 544 bis del Codice penale "uccisione per crudeltà o senza necessità" e dell'articolo 110 del Codice penale "concorso in più azioni esecutive di uno stesso disegno criminoso".
Già nel 2007 la sentenza condannava i due veterinari pubblici per la morte dei cuccioli, trovati nel proprio giardino da un uomo che aveva chiesto l'intervento della Asl per portarli in canile.
La Corte ha così confermato che il rapporto tra un animale e la persona che lo accoglie nella propria casa risponde ad obblighi e responsabilità che tolgono all'uomo la libera disponibilità di togliergli la vita e che gli unici validi motivi legali per la soppressione con eutanasia di cani e gatti, in base alla legge n.281/1981, sono la certificata incurabilità o la comprovata pericolosità dell'animale.
La LAV si è costituita parte civile in entrambi i gradi di giudizio e ha chiesto la radiazione dei due veterinari dagli Ordini professionali per chiara violazione del Codice Deontologico della professione secondo il quale l'iscritto deve operare "alla promozione del ripetto degli animali ed al loro benessere in quanto esseri senzienti". Richiesta caduta nel vuoto...
Essere veterinari pubblici non mette al riparo dalle conseguenze di azioni compiute in violazione della normativa, deprecabili ancor più perchè commesse da coloro che hanno il dovere di salvare e non di uccidere gli animali.
 

lunedì 5 marzo 2012

Quelli che vengono da lontano ...




Circa 10milioni di animali in natura, all'anno, vengono utilizzati nel mondo per l'approvvigionamento di pellicce, il 15% del totale utilizzato.
L'Italia è il principale trasformatore e utilizzatore di "wild furs" provenienti dagli Usa. Tra il 2008 e il 2010 abbiamo importato pelli di felidi selvatici (linci) per 1,7milioni di euro, migliaia sono poi le pelli di lontre, castori, ermellini, martore, procioni, tassi, topi muschiati, opossum e coyote catturati per il nostro mercato. 
Recentemente è stato documentato il modo in cui sono catturati e uccisi questi animali con un video divulgato dalla LAV. 
Un investigatore delle associazioni Born Free USA e Respect For Animals si è infiltrato per due anni in un gruppo di "trappolatori" attivi in Pennsylvania e New Mexico per filmare le uccisioni di animali. Dopo l'immane e interminabile sofferenza provocata dalle ganasce o dai lacci della trappola, gli animali vengono uccisi con sfondamento del torace, colpiti con un bastone e annegati, oppure strangolati con lacci metallici.
Vittime anche gli animali d'affezione, come cani e gatti, ma anche aquile attirate dalle esche.
L'Agreement on Humane Trapping Standard regola il commercio di pellicce ricavate da animali catturati in natura, sono accordi internazionali sottoscritti da UE, Canada, Russia e USA. Queste norme dovrebbero assicurare catture "senza crudeltà", ma la realtà è ben diversa.
Il Comitato Scientifico della Commissione UE propone nuovi standard che rendano più rigorose le norme internazionali. In realtà nessun sistema di cattura può non essere crudele, inoltre non è possibile controllare le catture perchè effettuate in luoghi isolati e gli animali rimangono in balìa dei loro aguzzini.
Per bloccare queste violenze la LAV ha chiesto all'ex Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini e all'attuale Ministro Giuliomaria Terzi di Sant'Agata di avviare in sede comunitaria la procedura d'infrazione degli Stati Uniti e di sospendere immediatamente le importazioni da questo Paese di pellicce ricavate da animali catturati in natura.
 

martedì 1 novembre 2011

Come aiutare gli animali secondo la LAV





img_logo_lav






MOMENTI SPECIALI

La LAV ha tutto un settore dedicato a un particolare momento della vita:  il matrimonio (bomboniere, lista di nozze, Luna di Miele...). Propone pergamene e bomboniere su www.shop.lav.it; per il viaggio di nozze c'è Luna di Miele Solidale su www.lunadimielesolidale.it; per la lista nozze www.zankyou.com. Per maggiori informazioni: www.lav.it

VOLONTARIATO

Se avete un pò di tempo per aiutare gli animali, visitate sul sito la sezione "La LAV in Italia", troverete dove si trova nella vostra città, oppure contattate il Coordinamento delle Sedi locali: sedilocali@lav.it per portare la LAV dove vivete!

REGALI

Idee regalo alternative della LAV. Non solo oggetti, ma gesti d'amore: l'adozione a distanza può valere più di qualsiasi altra cosa. www.shop.lav.it o regalilav@lav.it

LASCIARE QUALCOSA

Potete anche lasciare un testamento in favore delle creature bisognose, per saperne di più telefonare al 06 4461325 o richiedere la Miniguida "Senza fine", con tutte le risposte.

ISCRIVERSI ALLA LAV

Se lo fare tramite domiciliazione bancaria o su carta di credito permetterà un supporto costante per poter andare più lontano. www.lav.it


Tutta questa sofferenza la provochiamo noi, ricordiamolo sempre. Aiutiamo chi non può difendersi. E' il minimo che possiamo fare.


 

lunedì 31 ottobre 2011

Conoscerli per capirli




img_logo_lav






Libri in uscita consigliati dalla LAV che aiutano a rapportarci con i nostri animali domestici e con molte informazioni pratiche:

- PRENDERSI CURA DI CANI E GATTI, www.lav.it, di Ilaria Innocenti, responsabile LAV Settore Cani e Gatti. Questo libro snello (44 pagine) è alla sua seconda edizione, insegna a capire le necessità fisiche, emotive e affettive dell'animale, a prendersi le responsabilità che conseguono a un'adozione e a garantirne il benessere. Il manuale spiega le regole-base per prendersene cura, le regole di convivenza in condominio, le informazioni pratiche per portare il nostro amico in vacanza con noi e il soccorso stradale. Si parla del traffico dei cuccioli, di maltrattamenti e dei bocconi avvelenati che mietono molte vittime. Una sezione è dedicata alla sterilizzazione. Disponibile su www.lav.it
- DRITTO AL CUORE DEL TUO CANE, di Angelo Vaira, studioso di scienze cognitive, Kolwaski editore, 222 pagine. Aiuta la comunicazione e migliora l'interazione con i cani fondandosi su etologia, psicologia e neuroscienze. Vi sono indicazioni e consigli utili per una crescita personale.
- QUADERNI LAV, Il Settore Educazione LAV propone alle scuole i primi Quaderni LAV: sono dedicati agli animali che vivono in famiglia e pensati per gli allievi dell'ultimo triennio delle scuole elementari e per il ciclo delle medie. Ne nascerà una collana che comprenderà anche gli animali che vivono in città e quelli selvatici. I Quaderni contengono attività varie: attraverso letture, quiz, disegni e ricerche. Il materiale sarà inviato alle classi che si iscriveranno alla LAV. Informazioni al sito www.lav.it, nello spazio dedicato alle scuole. (I soci insegnanti possono chiedere una copia dei Quaderni LAV indicando il grado della classe al Settore Educazione e Scuola LAV: educazione@lav.it, tel. 06 4461325)


 

sabato 23 luglio 2011

Parchi dei divertimenti. Di chi???


Image and video hosting by TinyPic
(Da: digilander.libero.it)



C'è, vicino a Roma, un "parco di divertimenti" che ha ottenuto, inspiegabilmente, la licenza a giardino zoologico ai sensi del D.Lgs 73/2005.
E' un riconoscimento estremamente importante in tema di conservazione della biodiversità, di protezione della fauna selvatica e di salvaguardia della diversità biologica, così come previsto dal Decreto che recepisce la Direttiva Europea 1999/22.
Le specie animali presenti in questo parco, in particolare acquatiche quali delfini e vari pinnipedi, oltre a numerosi volatili esotici, dovrebbero essere oggetto di particolare attenzione e tutela e presentati al pubblico a fini educativi e con estremo rispetto.
Di fatto questa struttura persevera, nella pubblicità e nei fatti, a porsi come un parco di divertimenti, utilizzando gli animali per dei veri e propri show a scapito degli obiettivi che sarebbe tenuta a perseguire: il benessere degli animali che ospita.
Inoltre, al suo interno, nella stagione estiva, sono state pubblicizzate una serie di iniziative che non hanno nulla a che fare con le finalità della struttura, quali concerti aperti al grande pubblico, spettacoli serali ed addirittura la possibilità di nuotare con i delfini. Questi eventi sono in netto contrasto con i doveri a carico di un giardino zoologico riconosciuto a termini di legge in quanto, per esempio, gli spettacoli, i concerti, le esibizioni artistiche, possono avvenire solo in appositi spazi, lontani dai recinti degli animali ed isolati acusticamente per non recare disturbo agli animali stessi. Mentre invece il grande concerto previsto è in prossimità dello stadio dei delfini che, fra l'altro, sono oggetto di spettacoli notturni e di attività di nuoto con il pubblico.
Il D.M. 469 del 2001 specifica che:"I delfini devono essere protetti dai rumori eccessivi, inclusi rumori derivanti da impulsi irregolari; il livello del rumore deve essere tenuto il più basso possibile, tale da non costituire pericolo per la salute ed il benessere dei delfini. Il nuoto con i delfini è vietato, è invece permesso solo con l'addestratore. Al veterinario, al biologo e al curatore è consentito di effettuare immersioni con i delfini allo scopo di provvedere alla loro cura o alla ispezione delle strutture. Altri soggetti possono essere autorizzati, solamente per scopi scientifici, dall'Autorità di gestione CITES, sentita l'Autorità scientifica CITES. I delfini non devono essere alimentati dal pubblico, nè devono entrare a contatto fisico con lo stesso. Durante le eventuali dimostrazioni la sorveglianza deve essere continua per evitare che i visitatori abbiano un contatto fisico con gli esemplari o gettino oggetti nelle vasche".
La LAV ha diffidato la struttura dal mettere in atto qualsiasi manifestazione che si ponga in contrasto con il benessere animale così come sancito dalle norme vigenti, richiamandola al ruolo che le è stato riconosciuto. Inoltre, ha richiesto al Ministero dell'Ambiente maggiore attenzione nella concessione delle licenze onde evitare che strutture assolutamente inidonee possano ottenere riconoscimenti da parte dello Stato e continuare impunemente a perseguire attività a scopo di lucro attraverso l'uso e l'abuso degli animali che detengono. 
Tante prescrizioni, tante attenzioni che vengono vanificate da arene colme di un pubblico urlante che applaude le esibizioni di animali che dovrebbero essere presenti unicamente per partecipare a programmi di ricerca per la conservazione della specie, programmi di educazione e sensibilizzazione e di arricchimento del pool genetico.

>o<

Ma sarebbe anche l'ora che smettessimo di portare i bambini agli zoo, ai circhi e ai parchi marini??? Ma non vi fanno pena ste creature rinchiuse in questo modo??? Che stiamo, all'epoca dell'antica Roma coi spettacoli al Colosseo e al Circo Massimo??? Non sappiamo andare un poco avanti??? Vi piacerebbe, a voi, saltare a comando??? O balzellare a suon di schiocchi su una gamba sola??? Attraversare un cerchio di fuoco? Roteare su voi stessi a suon di musica? Vi piacerebbe? Divertitevi in altro modo, che ce ne sono tantissimi. E lasciate in pace gli animali.


 

domenica 8 maggio 2011

Allarme caccia alle nutrie


Image and video hosting by TinyPic
(Da: modellismo.net)



Bastonate, annegate, gasate, avvelenate, affamate, fucilate...
E i cacciatori non si tirano certamente indietro, paladini come sono dell'ambiente. Con il contributo economico delle province o in prima persona, si spendono per liberarci dalla presenza delle nutrie. Sono state importate nel nostro Paese fin dai primi anni del secolo scorso, dall'industria della pellicceria ma, negli anni '80, crollò la richiesta delle loro pelli. A quel punto gli allevatori cambiarono specie, orientandosi verso quelle di maggior interesse per le loro industrie, ma ciò comportò un grosso problema: cosa fare di tutte le nutrie chiuse nelle gabbie negli allevamenti? La legge prevedeva la soppressione degli animali e lo smaltimento delle carcasse, con spese a carico degli allevatori. Questi ultimi hanno preferito liberare gli animali nell'ambiente, non certo per pietà, quanto per risparmiarsi le spese. Le nutrie si sono adattate benissimo al nostro ambiente. I cacciatori, che da sempre uccidono le volpi, unico predatore del territorio, hanno favorito la loro espansione. Dopo anni di colonizzazione, questi roditori dai denti arancioni, sono dedite giorno e notte a distruggere argini, diffondere malattie, attaccare bambini, animali da cortile, cani ed ogni altra creatura che la fervida fantasia umana possa partorire. Sono state additate anche come colpevoli dell'alluvione in Veneto. Gli abbattimenti continuano nonostante sia dimostrato che gli scavi delle nutrie siano prevenibili con la posa di reti in acciaio lungo i punti critici degli argini e che ci siano numerosi lavori scientifici che dimostrano l'inesistenza di rischi sanitari per l'uomo e gli animali. Ci sono persone di scienza, associazioni e cittadini che ricercano metodi incruenti per ridurre il numero delle nutrie, come l'associazione Tom&Jerry, nel comune di Buccinasco (Milano), che ha lanciato un progetto ambizioso: ricorrere alla sterilizzazione chirurgica, con l'approvazione dell'ISPRA, della Regione Lombardia e del Museo di Storia Naturale di Milano, oltre al sostegno del Comune di Buccinasco. Dopo tre anni dall'avvio del piano le colonie dove si è intervenuto contano lo stesso numero di soggetti. Sono necessari ancora anni di intervento sul territorio, insieme a una raccolta puntuale dei dati, solo a quel punto il metodo potrà essere dichiarato scientificamente valido e quindi diffuso a livello nazionale, per sostituirlo allo sterminio.

 

venerdì 6 maggio 2011

Progetto uistiti


Image and video hosting by TinyPic
(Da:tropicarium.se)



Ogni anno nei laboratori dell'Europa muoiono più di 12milioni di animali. Il quadro scientifico del nuovo secolo deve via via abbandonare il modello animale con metodi sostitutivi, per raggiungere il traguardo di una ricerca efficace e non cruenta. Purtroppo la nuova direttiva che ne regolamenta l'uso (Direttiva 2010/63UE) permetterà ancora di fare tutto senza alcun reale vincolo o divieto.
I primati, ai quali è riconosciuto scientificamente una vicinanza genetica con l'uomo e necessità comportamentali complesse, non hanno ricevuto maggiori tutele. Questi animali hanno un comportamento sociale, capacità di apprendimento, si tramandano storie e insegnamenti tra generazioni, compiangono i defunti, sanno essere altruisti e anche cattivi e, ovviamente, parlano: non attraverso parole, vista la mancanza di corde vocali capaci di formulare suoni a noi comprensibili, ma con un repertorio molto ampio di vocalizzazioni associate a gesti ed espressioni facciali.
La LAV ha abbracciato un progetto di recupero di animali da laboratorio, i protagonisti sono dei piccoli primati poco più grandi di una mano, le scimmie uistiti (Callithrix jacchus). Vivono in gruppo tra gli alberi delle zone tropicali del Sud America cibandosi di frutta, semi, insetti e gomma che ricavano incidendo la corteccia coi denti incisivi inferiori. Questi primati sono molto utilizzati nei laboratori per le piccole dimensioni e la capacità di riprodursi in cattività, sono molto prolifici. Sono utilizzati per i test sui farmaci, test tossicologici, modelli per rigenerazioni del midollo spinale, studi sui cicli ormonali, indagini neurologiche.
La LAV si occupa di quelle rare uistiti dismesse dai laboratori, le accoglie per dare loro un futuro diverso. La nuova casa sarà nel Parco Abatino, le scimmiette avranno calore e luce e potranno arrampicarsi e giocare. Nel Parco ci sono già numerosi primati: macachi, cebi, scimmie scoiattolo e gibboni. In progetto la costruzione di altre due strutture in modo di dare disponibilità, a livello europeo, a recuperare e ospitare primati provenienti da laboratori.
Non potranno essere reintrodotte nel loro ambiente naturale, ma avranno chi si occupa di loro offrendogli un rifugio che sia il più possibile adatto alle loro necessità.

LAV ONLUS, email: info@lav.it


 

domenica 5 dicembre 2010

Per un circo senza animali




16088_MANIF_CIRCHI_Rho






Il circo non è un posto per gli animali. Gli animali sono sempre stati presenti nella stragrande maggioranza dei circhi, ma non per questo possiamo definire il loro "uso" una tradizione che fa parte del nostro bagaglio culturale o che abbia una qualche utilità sociale. Purtroppo una vecchia e obsoleta legge del 1968 permette ai circhi di continuare ad esibirsi coi loro animali anche in quei Comuni italiani, sempre più numerosi, che si oppongono fermamente a questo tipo di spettacoli. Infatti i Comuni che hanno emanato ordinanze o regolamenti che proibivano l'attendamento nel loro territorio a circhi con animali hanno dovuto piegarsi alle sentenze dei vari Tar cui i circhi avevano fatto ricorso vincendolo regolarmente. Questa legge si pone come un ostacolo invalicabile ad un normale progresso culturale che vede gli animali degli esseri senzienti portatori di diritti, degni di non essere privati della loro dignità, come avviene normalmente nei circhi.
Molte sono state le proposte di legge che mirano a una graduale dismissione degli animali nei circhi, ciò nonostante la lobby circense continua a dimostrare una grande forza argomentando i posti di lavoro a rischio.
La LAV oggi raccoglie firme nelle principali città italiane (per sapere quali: www.lav.it) e distribuisce materiale informativo su questa campagna. Si firma per due petizioni: 1) per chiedere una legge che preveda la dismissione degli animali nei circhi e l'istituzione di centri di recupero dove questi animali possano continuare la loro vita in un ambito dignitoso; 2) petizione indirizzata alle istituzioni locali affinchè adottino ordinanze o regolamenti che, in attesa di una legge che proibisca ai circhi di detenere animali, siano quanto più restrittive possibile nel concedere l'attendamento ai circhi.
Domani gli attivisti LAV organizzeranno dei sit-in vicino ai circhi con animali per dimostrare il loro dissenso e spiegare al pubblico che intende assistere allo spettacolo quanto sia ingiusto costringere gli animali a lavorare nei circhi.

Gli animali del circo sono sempre in gabbia, impotenti a difendersi e alla mercè di chi dovrebbe averne cura. Soprattutto nei circhi maggiori sono affidati a personale extracomunitario, a volte pagato in nero, che proviene da realtà in cui già la sopravvivenza umana è un lusso e il rispetto degli animali non fa parte del bagaglio culturale.
Una parte del mondo veterinario è convinta di poter misurare il benessere degli animali nei circhi in base al peso dell'animale: un buon peso, un'abbondante alimentazione, corrisponderebbero a un ottimo trattamento...come dire che un ergastolano se viene ben alimentato non ha nulla di che lamentarsi, anche se condannato ingiustamente!
I ricercatori hanno stabilito, in base a prove cliniche, che sono fonte di malessere per gli animali:
- i viaggi chiusi nei carri bestiame, con correlate operazioni di carico e scarico
- i lunghi tempi di inattività in spazi angusti (malessere psichico e fisico, che porta all'obesità)
- le escursioni termiche
- la presenza imposta dell'uomo per gli animali selvatici
- la mancanza di vie di fuga o luoghi dove nascondersi
L'essere umano viene erroneamente considerato superiore agli animali perchè in grado di provare sentimenti, e l'empatia dovrebbe essere uno tra quelli principali perchè in grado di misurare la sensibilità umana. Provare empatia significa immedesimarsi e calarsi negli altrui stati d'animo, in sostanza "percepire": un sentimento molto pericoloso perchè trasferisce in chi lo prova anche il dolore e la sofferenza di chi gli sta davanti. L'empatia è in antitesi all'indifferenza, ma l'indifferenza non è un sentimento e non è nulla di cui andare fieri. "Sentirsi come un animale in gabbia"dovrebbe far profondamente riflettere sullo stato degli esseri viventi che scontano l'ergastolo a vita. Oltre alla prigionia e a un habitat innaturale, molti animali nei circhi devono subire l'addestramento che è comunque una forma di assoggettamento e sofferenza.
Domare significa sottomettere, soggiogare al proprio volere.
Assistere allo spettacolo di un circo con animali significa essere complici delle sofferenze inflitte a questi animali in modo continuo e favorire una vita di detenzione e il commercio di nuovi animali. I circhi rinnovano costantemente il loro zoo e non tutti gli animali utilizzati sono nati in cattività. Questo significa che ancora molti animali vengono strappati dal loro habitat e portati nel nostro come in altri Paesi.