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martedì 30 giugno 2009

Ombrone come Rio delle Amazzoni

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Oppure come l'Orinoco. Sono fiumi del Sudamerica. Un pescatore ha pescato nel fiume Ombrone un grosso Piranha. Non è una specie carnivora, ma un tranquillo pescione onnivoro che può raggiungere gli 80 cm di lunghezza e che si nutre per lo più di vegetali. Certo, l'Ombrone non è il suo habitat tipico.
Il Piaractus Brachypomus (questo è il suo nome scientifico) è stato portato dal pescatore all'Acquario Comunale di Grosseto, dove è stato identificato. I Piranha sono molto apprezzati dagli appassionati di acquariofilia, ma necessita di molte attenzioni, a causa della mole che raggiunge. Quello trovato nell'Ombrone pesa 1 kg e mezzo ed è lungo 45 cm. E' stato abbandonato da un privato, probabilmente stufo delle cure che richiede l'animale.
Il fenomeno dell'abbandono di specie tropicali ed esotiche nel nostro territorio, oltre che ad essere illegale, può portare gravi danni all'habitat. Questa specie, ad esempio, può essere molto pericolosa per altri pesci autoctoni. Questo fenomeno è definito "inquinamento biologico" ed è stato molto influenzato dalla globalizzazione con l'introduzione di specie aliene in nuovi territori (gambero della Louisiana, gamberi killer, tartarughe azzannatrici, vongola filippina...).
Il biologo dell'Acquario Comunale di Grosseto incita i proprietari di specie alloctone a rivolgersi allo stesso Acquario o al proprio negoziante qualora non avessero più la possibilità di occuparsi dei propri esemplari, in questo modo gli animali verrebbero raccolti da un centro specializzato e non creerebbero danni all'habitat.
A Roccalbegna è stato recuperato un orsetto lavatore famelico: il procione, spinto dalla fame, si era avvicinato troppo alle ciotole dei cani di un podere e poi si è rifugiato su una quercia. Solo i vigili del fuoco sono riusciti a domare la resistenza dell'orsetto, che è stato consegnato al Centro Recupero Animali Selvatici (Crasm) di Semproniano. Al Centro ci sono tanti animali, come rettili  e pappagalli, arrivati illegalmente in Italia. Il procione difatti è un animale tipico del Nordamerica che vive nelle grandi foreste e si chiama orsetto lavatore perchè ha l'abitudine di lavare il cibo o di sfregarlo sull'erba prima di mangiarlo. Anche lui abbandonato prima delle ferie.
Prima del Piranha al centro dell'attenzione c'erano i gamberi killer e le tartarughe azzannatrici: esemplari che fanno male col loro morso, anche se non sono in grado di staccare un dito. Ecco perchè ad un certo punto i proprietari pentiti le gettano nei fossi. Nove su dieci muoiono, come gli altri animali esotici, ma se sopravvivono sviluppano forme di adattamento che le rende aggressive e nocive. I gamberi killer sono presenti ovunque, nel territorio, questi gamberi si riproducono in massa e distruggono tutto.
Come le meduse Caravella Portoghese: sono meduse atlantiche con tentacoli urticanti lunghi fino a 15 metri; è molto raro, ma può capitare che passino lo Stretto di Gibilterra, una di queste ha avuto un incontro con una turista in Corsica.
Sulle coste grossetane sembra che questo problema non ci sia, per questa estate. Al massimo, dicono, troveremo i cosiddetti polmoni di mare (Rhizostoma Pulmo), meduse poco urticanti, oppure le più antipatiche e fastidiose Pelagia Noctiluca.

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...E fare il bagno con la tuta da sub?


sabato 14 marzo 2009

Come scegliere un cucciolo




cuccio1(Da: www.delfinatodiviseggi.com)



Osservare il comportamento

Osservare il gioco dei cuccioli ci dà un'idea abbastanza precisa dei ruoli all'interno della famigliola, e quindi del ruolo che il cucciolo tenterà di assumere a casa nostra.
Il cucciolo che tende a comandare tutti potrebbe avere un carattere troppo forte per i nostri gusti, specie se non siamo esperti cinofili. Al contrario, quello che resta in un angolo e non gioca coi fratellini potrebbe mostrare carenze caratteriali. E quello che ringhia, abbaia o cerca addirittura di morderci? Va scartato: può essere troppo nervoso e poco equilibrato. Non facciamoci trascinare dalla "voglia di cucciolo". Il cagnolino non va preso prima dei 2 mesi, meglio 2 e mezzo. Nessun allevatore serio vi darà un cucciolo prematuramente. Il fatto che riesca a mangiare da solo non significa che sia pronto a lasciare la mamma, aspettare l'età giusta ci risparmierà problemi fisici e psicologici.




sabato 28 febbraio 2009

Il cucciolone 2




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(Da: http://asiunai9872.blox.pl)



L'aggressività verso gli altri cani

Il cucciolone dai 5 ai 7 mesi comincerà a mostrare una certa competitività con gli altri cani del suo stesso sesso: scoraggiamolo subito, ma non isoliamolo dai suoi simili. Anzi, cerchiamo di fargli avere più contatti possibile e di lasciarlo giocare spesso con gli altri cani: proprio attraverso il gioco scaricherà la sua aggressività e non cercherà più la lite. C'è però un'eccezione: se è lui ad essere provocato, può accendersi come un fiammifero. Concludendo: è indispensabile che il cucciolo venga socializzato a dovere, che conosca i suoi simili e che abbia spesso rapporti con loro. Ma è anche importante che il proprietario vigili sugli incontri con gli altri cani, impedendo le possibili risse tra adulti.



domenica 15 febbraio 2009

Il cucciolone




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Per cucciolone si intende un cane che non può più essere definito cucciolo ma che ancora non ha completato il suo sviluppo psicofisico e che quindi non è ancora un adulto.
Paragonandolo con le età dell'uomo, il cucciolone può essere definito un adolescente o più precisamente un teen-ager, ovvero compreso fra i 13 e i 19 anni.
Il periodo in cui un cane può essere definito un cucciolone va dai 4 ai circa 12-14 mesi. Il cane dai 4 ai 12 mesi attraversa un periodo di intensa crescita e di rapidissimo sviluppo psichico che è ben difficile paragonare con lo sviluppo umano, molto più lento e graduale. Il cane, nell'arco di un anno di vita, trascorre tutta l'infanzia e l'adolescenza, quindi è un periodo delicatissimo sia dal punto di vista fisico che da quello psichico.

L'aggressività verso le persone

I cuccioloni più dominanti potranno tentare di imporsi con le maniere forti, se per esempio non vogliono cedere la proprietà di un osso o di una pallina. Tirarsi indietro al primo accenno di ringhio significa convincere il cane che abbiamo paura di lui: sarebbe la fine della nostra carriera di padroni, di educatori e via dicendo. Se lui prova a ringhiarci, un secco "mai!" (e una sberla se insiste) saranno assolutamente indispensabili.
Se il cucciolone mostra aggressività verso le persone , non bisogna accarezzarlo per "tranquillizzarlo": è un gravissimo errore. La carezza, per il cane, è sempre sintomo di approvazione, quindi lui penserà che intendiamo dirgli:"bravo, sono davvero felice quando ringhi o abbai alla gente innocua che incontriamo per strada". La cosa giusta da fare è dare un secco "no!" al cane e poi proseguire la passeggiata come se niente fosse accaduto.



domenica 1 febbraio 2009

Il primo addestramento 3




edfc0d98168de3bdc4fd9b007ccf6e35(Da:www.cokl.cz)
West Highland White Terrier



La condotta al guinzaglio

E' importante che il cucciolo impari una condotta "civile", restando alla nostra altezza e non scapicollandosi davanti. Terremo il cucciolo alla nostra sinistra, gli daremo l'ordine "piede!" e agiremo sul guinzaglio in modo da tenere il cane vicinissimo alla nostra gamba: nella mano destra terremo invece il suo giocattolo preferito, che gli mostreremo per attirare la sua attenzione e per mantenerla fissa sulla mano.
Dopo qualche passo di "condotta" ben eseguita, il cucciolo potrà avere il giocattolo e il proprietario parteciperà allegramente al gioco. Queste sedute possono essere ripetute anche 5-6 volte al giorno, ma inizialmente non devono durare più di 5 minuti l'una, con un cucciolone di 4-5 mesi si potrà arrivare a 10 minuti, non di più.
Se il cane si mette a tirare, diamo subito l'ordine "piede!" e facciamo un brusco cambio di direzione verso sinistra "investendolo" letteralmente. Può essere colpito dalla nostra gamba o venire pestato con un piede: qualsiasi cosa accada non dovrà sembrare una punizione, ma un semplice "incidente" dovuto al fatto che il cucciolo non era attento ai nostri passi. Non dovremo fermarci nè dire alcunchè al cane, ma continuare a camminare come se niente fosse, pronti a ripetere lo stesso gesto qualora il cucciolo ricominciasse a tirare. Ben presto imparerà a tenere il nostro passo per evitare questi "incidenti".


domenica 18 gennaio 2009

Il primo addestramento 2




IMG_4089.jpg1122(Da: http://best-dachshund.com)



Il seduto


La posizione seduta è naturale per il cane, che la assume spontaneamente più volte al giorno. Cominciamo a dirgli "seduto!" ogni volta che ci accorgiamo che sta per sedersi, in questo modo il cucciolo comincerà ad abbinare l'ordine alla posizione.
Dopo qualche tempo passiamo all'insegnamento vero e proprio: teniamo il cucciolo per il collare (o mettendogli una mano sotto la gola, per tenergli la testa alta) con una mano, poniamo l'altra sul posteriore dandogli l'ordine "seduto!". Appena il cucciolo avrà raggiunto la posizione desiderata, premiamolo e lodiamolo. Ripetiamo 3-4 volte al giorno, finchè eseguirà da solo.


Il resta


Quando il cucciolo sa eseguire bene il "seduto", gli si può insegnare il "resta", anche se non dovremo pretendere troppo da un cane di pochi mesi. Tendiamo una mano verso il suo muso dandogli l'ordine "resta!" e facciamo un passo indietro. Il cucciolo cercherà di seguirci, ma noi lo fermeremo con un secco "no! Resta!".
Quando il cucciolo capisce che deve restare fermo, anche solo per pochi secondi, lo loderemo moltissimo. Alle lezioni successive, man mano che il cucciolo comprenderà cosa vogliamo da lui, ci allontaneremo di 4-5 passi al massimo, e lo lasceremo in posizione fino a un massimo di 30 secondi.
Questo esercizio è difficile per il cucciolo, quindi richiede pazienza e gradualità. Lo si può ripetere 1-2 volte al giorno.


domenica 4 gennaio 2009

Il primo addestramento



chloe1_big(Da: http://northcountrydachshunds.com)


Il richiamo

Il richiamo è un esercizio fondamentale, che il cucciolo deve imparare il prima possibile. Poichè è fondamentale che il cane obbedisca SEMPRE al richiamo, i primi esercizi si terranno al guinzaglio lungo: il cucciolo dovrà già conoscere il proprio nome, cosa che si ottiene chiamandolo (in casa e fuori) quando sta già venendo verso di noi. Quando il cucciolo conosce il proprio nome, si dovrà procedere così:
- tenere il guinzaglio molle, senza esercitare alcuna trazione
- chiamare il cucciolo con l'ordine completo "nome-vieni!" o "nome-qui!" in tono allegro e affettuoso, ma anche deciso
- mostrargli il suo giocattolo preferito
Se il cucciolo accorre al richiamo, copriamolo di lodi e carezze, poi liberiamolo subito dal guinzaglio e facciamolo giocare.
Se il cucciolo non accorre prontamente, tiriamolo dolcemente verso di noi con il guinzaglio, mostrandogli un giocattolo o un bocconcino. Non deve esserci nessuna "prova di forza", sempre controproducente: dovremo limitarci a "indirizzare" il cane verso la risposta corretta. Appena arriva lodiamolo, premiamolo e facciamolo giocare come se fosse venuto spontaneamente.
Molti proprietari, quando portano il cucciolo a giocare in un prato o in un parco, si trovano di fronte a un problema: quando è l'ora di tornare a casa, il cane non si lascia più riprendere. Magari arriva ad un metro dal padrone, ma quando questi cerca di rimettergli il guinzaglio scappa via. La cosa può trascinarsi per ore, facendo ammattire il padrone che non sa più cosa fare.
Il cucciolo si comporta così perchè gli piace moltissimo correre libero. Se ogni volta che lo chiamiamo gli mettiamo il guinzaglio e torniamo a casa, lui fa presto a capirlo, sa che finisce il divertimento. Così cerca di ritardare la cosa il più possibile.
Per evitare questo problema, non chiamiamolo solo per riportarlo a casa: chiamiamolo invece più volte e in diverse occasioni. Ogni volta che arriva mettiamogli il guinzaglio, facciamogli due carezze (o diamogli un bocconcino) e liberiamolo nuovamente. In questo modo non creerà l'associazione di idee: richiamo=fine del gioco.

Mai punire se...

L'esercizio del richiamo andrà ripetuto da 2 a 4 volte al giorno. Rispondere al richiamo deve essere sempre fonte di gioia per il cucciolo, che non andrà mai punito se tarda a rispondere: l'arrivo dal proprietario deve essere sempre e comunque gratificante. Se non obbedisce, si potrà dare un leggero strattone sul guinzaglio per richiamare la sua attenzione, ma al suo arrivo dovranno sempre aspettarlo premi e coccole. Solo quando avremo ottenuto un'impeccabile risposta al guinzaglio potremo eseguire l'esercizio anche con il cucciolo libero: ma sempre in ambienti sicuri, privi di pericoli e distrazioni.


sabato 27 dicembre 2008

Andiamo a conoscere il mondo 2



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(Da: www.narfrescue.org)


Le prime passeggiate saranno un utilissio esercizio di socializzazione: il cucciolo deve incontrare più persone possibile. TUTTE le persone che il cucciolo incontra alle prime uscite dovranno essere allegre e amichevoli: serve a dargli fiducia nel genere umano. Benissimo se accettano di chinarsi a livello del cucciolo, di accarezzarlo e di lasciarsi annusare. Se non siamo sicuri del nostro vicinato possiamo sempre accordarci con qualche amico, chiedendogli di spendere qualche minuto in piacevoli "incontri programmati".
E' fondamentale che il cane, fin da cucciolo, abbia un rapporto amichevole col guinzaglio, che non lo veda mai come una forzatura. Per il cane il guinzaglio deve rappresentare un prolungamento della mano del proprietario e quindi costituire un legame di amicizia e fiducia. Se i primi approcci fossero traumatici, il lavoro seguente risulterebbe molto più difficile. E' altrettanto importante anche che lo rispetti e non lo consideri uno dei suoi giocattoli. DA EVITARE: strattonare il cucciolo che non vuole camminare al guinzaglio; picchiare il cucciolo con il guinzaglio (anche solo per scherzo); lasciare il guinzaglio a disposizione del cucciolo, permettendogli di giocarci o di rosicchiarlo (gli lasceremmo rosicchiare il nostro braccio?).
Il cucciolo deve imparare a socializzare anche con i suoi simili. In caso contrario, potrebbe tendere ad essere rissoso. E' meglio che il primo approccio e le relative annusate avvengano con entrambi i cani a guinzaglio, così possiamo verificare il comportamento dell'altro cane.
Durante le prime passeggiate ci si può imbattere in qualche oggetto (o rumore) che spaventa il cucciolo: un esempio classico sono le griglie per terra. Non forziamo MAI il cane a superare l'ostacolo con strattoni e parole brusche, e non precipitiamoci subito a prenderlo in braccio e a coccolarlo: dolcemente, affrontando per primi l'ostacolo, gli facciamo capire con dolcezza e pazienza che non c'è nulla da temere.


domenica 14 dicembre 2008

Andiamo a conoscere il mondo



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(Da: dachshunds-n-doxies.com)


Collarino o pettorina?

Il cucciolo dovrebbe sempre indossare un collarino e non una pettorina, ma moltissimi privati preferiscono la seconda soluzione perchè sembra loro di dare meno fastidio al cane. In realtà la pettorina, oltre a insegnare al cane a tirare, lo costringe a "sgomitare", rovinando spesso il movimento. Le uniche persone realmente "autorizzate" a usare la pettorina sono gli anziani, che così riescono a manovrare meglio il guinzaglio.

Prime esperienze con collare e guinzaglio

La pettorina viene acquistata per le manifestazioni di insofferenza del cucciolo verso il collare: più il cane ha carattere, più di ribellerà a questo strano oggetto. In realtà ci vogliono circa 5 minuti perchè il cucciolo si abitui e non ci pensi più.
Se avremo l'accortezza di far giocare il cucciolo (o dargli la pappa) subito dopo avergli messo il collare, le dimostrazioni di insofferenza saranno ridotte al minimo.
Il collare non deve essere tanto stretto da infastidire il cane, ma neppure troppo largo (se lo sfilerebbe alla prima impuntatura): la distanza ideale tra collo e collare è di circa un centimetro.
Quando il cucciolo si sarà abituato al collare, potremo fare la nostra prima passeggiata. Tenere in mano un giocattolo (o un bocconcino) e mostrarlo al cane è di grande aiuto, perchè il cucciolo cerca di prenderlo e quindi ci segue senza pensare alla costrizione del guinzaglio.
Se il cucciolo "si pianta" e rifiuta di proseguire, non mettiamoci mai a fare il "tiro alla fune".
E' molto meglio piegarsi sulle ginocchia e chiamarlo allegramente, mostrandogli il suo giocattolo. Quando ci avrà raggiunto il cucciolo avrà già dimenticato il motivo della sua impuntatura e riprenderà la marcia al nostro fianco. Se i rifiuti di proseguire si susseguono, però, il vero motivo potrebbe essere la stanchezza: in tal caso non insistiamo oltre e riportiamo il cucciolo a casa.
Riportare il cucciolo a casa non significa "riportarlo a casa in braccio": imparerebbe prestissimo a fare il "finto stanco" ogni volta che gli viene voglia di venire in braccio. Questo tipo di "vizi" spesso trasformano un cane simpaticissimo in un onere insopportabile: ma la colpa è solo del proprietario!



domenica 23 novembre 2008

I giochi educativi



baileyoutside_006(Da: www.dachshunds-n-doxies.com)
Bassotto


Il gioco del baratto

Il cucciolo deve permettere a tutti i membri della famiglia di sottrargli la ciotola (o l'osso) senza mostrare segni di aggressività. Per ottenere questo risultato, inizialmente si metteranno due dita nella ciotola mentre il cucciolo mangia, parlandogli dolcemente e intervenendo con un secco "MAI!" se ringhiasse o tentasse di mordere. Se insiste, è concessa una sberla sul muso, non conta tanto la violenza dei gesti, quanto la ferrea decisione nel tono della voce.
Quando il cucciolo ha capito che deve lasciarsi toccare il cibo, in qualche occasione gli sottrarremo per qualche secondo la ciotola, dandogli sempre in cambio altro cibo (pezzo di carne, crocchetta o formaggio). Subito dopo gli restituiremo la ciotola, con molti complimenti e festeggiamenti.
Il gioco del baratto rafforza l'autorità del proprietario e attenua la possessività del cucciolo verso il cibo, che potrebbe rappresentare un pericolo per i bambini. Ricordo comunque che i bambini non devono mai eseguire questo gioco, se non sotto il controllo di un adulto.
Questo gioco educativo deve essere effettuato SALTUARIAMENTE: non deve trasformarsi in una continua seccatura per il cane.

Il premio

Tutti gli insegnamenti, anche i più semplici, vanno sempre accompagnati da momenti di gioco. Il gioco è il premio più ambito, l'unico che permette al cane di imparare rapidamente e gioiosamente.
A tutti i cani piace il contatto fisico con l'uomo. Oltre alle coccole, un ottimo premio è rappresentato da un pò di lotta "corpo a corpo" col proprietario: attenzione però a tenere sempre il gioco sotto controllo, perchè il cane tende a dominare. Se vincesse lui, potrebbe sentirsi in diritto di "fare il furbo" anche in altre occasioni.

Il gioco come scuola di vita

Il cucciolo, in natura, gioca moltissimo: prima con i fratellini, poi con la madre, poi con gli altri membri del branco.
Tutto ciò che gli servirà nella vita (dalla lotta alla caccia) lo apprende attraverso il gioco, che non è sempre delicato e lezioso, ma prevede anche momenti piuttosto rudi.
Insegnando al nostro cucciolo, noi dovremo comportarci come un papà o una mamma lupo: divertirci il più possibile, non preoccuparci se ogni tanto succede di farsi un pò male, ma soprattutto saper gestire con autorevolezza i vari momenti, ricordando che siamo maestri e non "compagni di scuola" del cucciolo.
Dovremo essere sempre noi a decidere quando si comincia e quando si deve smettere, interrompendo il gioco anche sul più bello se il cucciolo "esagera" (pensando, per esempio, che la nostra pelle sia dura come quella dei suoi conspecifici) e facendogli sempre capire in modo chiaro e coerente quello che desideriamo da lui.


sabato 8 novembre 2008

La prima educazione 2




Black Dachshund

Pulizia casalinga

Appena arrivato a casa o subito dopo aver mangiato, sicuramente il cucciolo sporcherà. Proviamo a metterlo su alcuni fogli di giornale che avremo preparato precedentemente, sperando che si liberi lì.
Se il cucciolo sporca sui giornali, comlimentiamoci vivamente. Se sporca altrove, solo per i primissimi giorni, fingiamo di ignorare completamente la cosa: ouliamo quando il cucciolo non ci vede e passiamo subito dopo un neutralizzatore di odori (si acquista nei pet shop).
Dopo i primi due giorni, quando ormai ha superato lo stress dell'impatto con un nuovo ambiente, il cucciolo dovrà essere educato alla pulizia. Quindi, se sporca nel posto sbagliato, sgridiamolo con um severo "NO!" ma attenzione: possiamo sgridarlo SOLO se lo cogliamo sul fatto. Un minuto di ritardo è già troppo: il cane non è in grado di collegare la punizione a un misfatto compiuto in precedenza, quindi non capirebbe il motivo della nostra ira.
Se arriviamo quando ormai il danno è fatto, ancora una volta puliamo senza farci vedere e passiamo il neutralizzatore di odori.
Il cucciolo torna volentieri a sporcare dove ha sporcato in precedenza, quindi è bene bagnare un foglio di giornale con la sua pipì e disporlo tra gli altri giornali adibiti a "gabinetto".
Appena completate le vaccinazioni, il cucciolo potrà uscire. Portiamolo fuori dopo mangiato e a ogni risveglio, sempre nello stesso posto, scegliendo un luogo non frequentato da altri cani, perchè l'odore degli adulti potrebbe intimorire il cucciolo impedendogli di sporcare, e lodiamolo quando sporca.
Capirà in fretta. Per sveltire l'insegnamento potremo portare con noi un foglio di giornale inumidito con la sua pipì e disporlo all'esterno.
Per strada, le feci del cucciolo andranno raccolte con la paletta apposita. Amare il proprio cane significa anche aiutarlo a non causare problemi o disagi alle altre persone, e mettere il piede sulle sue deiezioni è sgradevole. Non ci sono alibi che tengano.


giovedì 23 ottobre 2008

La prima educazione



Longhaired_Dachshund_portrait(Da: http://upload.wikimedia.org)
Bassotto a pelo lungo


Generalmente il cucciolo che portiamo a casa ha circa due mesi. Non pensiamo che è troppo piccolo per iniziare la primissima educazione: più aspettiamo e peggio è. Tutto va insegnato in proporzione all'età, e da subito. Questo vale anche per i cani più grandi di età. Le razze piccole crescono (anche mentalmente) più velocemente di quelle grandi perciò bisogna rimboccarsi le maniche dopo pochi giorni dal loro arrivo a casa.
Sarà un impegno costante, alcuni cuccioli sono più testardi di un mulo e bisogna insistere con pazienza. E' un impegno che darà i suoi frutti dopo pochi mesi e soddisfazioni per molti anni.
I primi due ordini che il cucciolo deve conoscere sono "no!" e "mai!".
Il primo si userà per interrompere un'azione indesiderata in quel momento, ma che può essere permessa in altre occasioni (per esempio salire sul divano). Il secondo va usato (in tono ancora più perentorio) per le azioni "tabù", quelle che il cane non può assolutamente compiere in nessuna occasione (per esempio ringhiare se gli si tocca la ciotola).
Gettarsi a pancia all'aria, per il cane, è un segno di resa. Significa "ho capito, hai ragione tu, chiedo scusa". Quando il cucciolo lo compie, il proprietario deve immediatamente desistere da qualsiasi azione punitiva: continuare sarebbe un'incomprensibile violenza (anche solo psicologica) e un cucciolo non darà mai la sua fiducia a un adulto guida che evidentemente non conosce le norme più elementari del galateo canino. Altri gesti di sottomissione e di resa sono: dare la zampa, toccare il viso del proprietario col muso, perdere qualche goccia di pipì.