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Cozze e vongole sono molluschi filtratori che trattengono piccole alghe innocue per loro, ma con effetti collaterali dannosi alla nostra specie anche se cotti.
Il metodo usato per rilevare la tossicità dei mitili è incredibilmente arcaico: a roditori vivi viene iniettato il campione da testare e si valuta l'eventuale comparsa di diarrea e/o morte entro le 24 ore dall'iniezione.
Usano 3 animali, nel caso ne muoiano due viene dichiarata la tossicità, nel caso muoia un solo animale i molluschi vengono considerati non pericolosi e messi in commercio.
E' un metodo eticamente non accettabile che provoca dolore agli animali.
Nel 2007 l'EFSA (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha sottolineato come il test sia scientificamente non attendibile nel rilevare la tossicità per la nostra specie, corroborata anche da pubblicazioni del settore che ne attestano l'inadeguatezza.
Molti Paesi europei (Olanda, Irlanda, Slovenia, Danimarca, Germania, Belgio, Finlandia, Bulgaria, Norvegia e Portogallo) da anni usano metodi sostitutivi, economici e pratici applicando tecniche innovative che non ricorrono a test con animali (principio espresso dalla Direttiva e dal Regolamento comunitario).
Il modello italiano è ancorato alla fine dell'800 dimostrandosi immorale e pericoloso per l'uomo.
La LAV ha chiesto al Ministro della Salute di rendere ufficiali i metodi sostitutivi di rilevamento per le biotossine algali già riconosciuti in altri Paesi.
Questo e' uno di quei casi in cui il Made in Italy fa' acqua :o( Purtroppo non e' colpa degli allevatori o dei pescatori, loro devono seguire le direttive, ma di alcune nostre leggi antidiluviane. Bisogna che trovino una soluzione altrimenti, per salvaguardare la salute nostra e dei sorci, dovremo comprare il Made In Paesi Sensibili.
RispondiEliminaultimamente mi hanno spiegato in uno stabilimento dove usano gli adesivi che alcuni ricercatori avevano fatto uno studio sulla "colla" che produce la cozza. questa colla, prodotta in laboratorio sarebbe una valida alternativa a quella tossica che causa non pochi problemi. la colla della cozza si attacca a tutto in qualsiasi situazione, pensiamo il suo habitat nell'acqua salata, oleosa, sulle rocce insomma sarebbe l'ideale. invece le grandi industrie boicottano queste ricerche. perché? si andrebbe ad escludere il petrolio e si sa che non è fattibile ancora...
RispondiElimina@ ZeN: Mai viste cozze e vongole provenienti da altri Paesi Ue...comunque noi facciamo veramente schifo... :o(
RispondiElimina@ Laraz: Eggià, dobbiamo aspettare che si esaurisca per usare alternative! Nel frattempo ci saremmo giocati i Poli, gli oceani e i mari. Per non parlare della flora e della fauna marina, già così provate dalla pesca eccessiva e dalla nostra monnezza. Fra poco gli orsi bianchi li vedremo solo in foto o tristemente impagliati... (vale anche per un carburante alternativo al petrolio). :o(
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