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lunedì 7 novembre 2016

Tina Pica (1884-1968)



Attrice drammatica e cinematografica nata a Napoli, figlia d'arte, si affermò soprattutto come eccellente caratterista comica con i fratelli De Filippo e nella compagnia di Eduardo. Ebbe grande successo nel cinema.




Concetta Annunziata Pica è stata un'attrice di teatro e cinema, nacque nel quartiere Borgo Sant'Antonio Abate a Napoli, il padre era già un attore capocomico che impersonava il personaggio "don Anselmo Tartaglia", anche la madre era un'attrice.
Tina iniziò a recitare fin da piccola con i suoi genitori in una compagnia teatrale ambulante a Napoli e dintorni già distinguendosi per il suo talento. In gioventù lavorò nel teatro napoletano fondando una compagnia, il Teato Italia, dove lei stessa scrisse le commedie. Negli anni Trenta il grande incontro con la compagnia di Eduardo de Filippo, col quale iniziò una collaborazione artistica, la vedrà partecipare a varie commedie teatrali. Il suo vero esordio sul grande schermo fu nel film "Il cappello a tre punte" (1934), dopo varie pellicole, a 69 anni interpretò il ruolo di Caramella in Pane amore e fantasia e i suoi seguiti, con cui vinse il Nastro d'Argento alla miglior attrice non protagonista, e commedie con cui divenne una delle caratteriste comiche più amate del cinema italiano del dopoguerra.
Il suo ultimo lavoro per il cinema fu "Ieri, oggi, domani" del 1963, a 79 anni.
Nella vita privata si sposò due volte, la prima volta con Luigi, che però morì giovanissimo dopo 6 mesi di matrimonio e dopo qualche anno morì anche la loro bambina. Dopo molti anni si risposò con un appuntato della polizia municipale, con lui scrisse anche alcuni testi teatrali. Rimasero insieme fino alla morte. Tina Pica morì a Napoli a 84 anni, a casa di un nipote.




lunedì 14 settembre 2015

Anna Magnani (1908-1973)





Attrice cinematografica e teatrale, una una delle maggiori interpreti femminili della storia, attrice simbolo del cinema italiano, è stata, con Aldo Fabrizi e Alberto Sordi, una delle figure preminenti della romanità cinematografica del XX secolo. Nata a Roma, era figlia di una sarta originaria di Ravenna, cresciuta con la nonna, non conobbe mai il padre che pare fosse calabrese. Sua madre, Marina, emigrò ad Alessandria d'Egitto dove conobbe e sposò un ricco austriaco. La nonna fece studiare la nipote fino ai primi anni di liceo, successivamente Anna si indirizza verso la recitazione frequentando con Paolo Stoppa la Scuola d'Arte Drammatica diretta da Silvio D'Amico.





Inizia a recitare nel 1934, passa alla rivista con i fratelli De Rege e dal 1941 lavora in una serie di spettacoli con Totò. Debutta al cinema nel 1934. Nel 1935 si sposa con il regista Goffredo Alessandrini. Si impone per le eccezionali doti di interprete drammatica, Vittorio De Sica le offrì per la prima volta la possibilità di costruire un personaggio di primo piano con il film Teresa Venerdì nel 1941. Nel 1942 nasce il suo unico figlio Luca, frutto di una sua relazione con un attore più giovane che l'abbandona non appena rimane incinta. Nel 1945 raggiunge la fama mondiale e vince il suo primo Nastro d'Argento (in tutto ne vincerà 5) con Roma città aperta. Nel 1947 vince il premio per ma Migliore Attrice alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia per L'onorevole Angelina. Il Premio Oscar arriva nel 1956 con il film La rosa tatuata. Altri furono i premi a lei assegnati durante la sua carriera.





Muore a Roma a 65 anni per un tumore al pancreas, riposa nel piccolo cimitero di San Felice Circeo (Latina), vicino alla sua villa che tanto amava.
Anna Magnani ha la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame, una delle poche personalità italiane rappresentata nella famosa strada. A pochi giorni dal suo arrivo in America la stampa dichiara "In confronto a lei le nostre attrici sono manichini di cera paragonati a un essere umano". Tennessee Williams disse "Anna è diversa da tutte. E' una creatura incredibile, metà femmina e metà maschio. La sua anima è un tutt'uno col suo utero, materno e possessivo alla stessa stregua. Una volta che ti ha generato è pronta a fagocitarti. Di virile ha la cocciutaggone e la permalosità".



lunedì 15 giugno 2015

Walter Matthau (1920-2000)




Walter John Matthow, attore statunitense, è nato a New York da una famiglia ebraica di immigrati ucraini (Milton e Rose Berolsky). A 22 anni entrò nell'Yddish Theatre, si arruolò in aviazione durante la II guerra mondiale e nel 1947 lavorò a Broadway e per la televisione statunitense.


Il suo volto dai lineamenti marcati e rudi lo relegò, negli anni Cinquanta e Sessanta, in ruoli minori di caratterista. Variava dalle commedie ai film d'azione grazie all'espressione sorniona, la tendenza brontolona, la fisicità dinoccolata del suo metro e 91 di altezza, una mimica capace di alternare maschere impenetrabili ad altre umoristiche. 


A 46 anni raggiunse la fama internazionale grazie a Billy Wilder che lo accoppia con Jack Lemmon, coppia che ha interpretato film campioni d'incassi. Matthau ha vinto il Golden Globe come miglior attorr nel 1975, un BAFTA come miglior attore principale nel 1973 e un Academy Award come migliore attore non protagonista nel 1966.
Il suo ultimo film fu "Avviso di chiamata", del 2000. Si è sposato due volte e ha avuto tre figli.


venerdì 12 giugno 2015

Jack Lemmon (1925-2001)




Attore cinematografico statunitense, trovò in Billy Wilder il regista che seppe valorizzare le sue capacità di congiungere la commedia sofisticata all'amaro della vita quotidiana. Memorabili le sue interpretazioni in "A qualcuno piace caldo" (1959), "L'appartamento" (1960), "Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?" (1972) e, in coppia con Walter Matthau, "Non per soldi ma per denaro" (1966), "Prima pagina" (1975), "Buddy Buddy" (1982). Con altri registi predilesse il genere drammatico, vincendo per due volte la Palma di Cannes.


Lemmon, inoltre, ha vinto i maggiori premi di interpretazione nei principali Festival europei, due Premi Oscar (1956-1974), 6 nomination all'Oscar, 6 Golden Globe, 18 nomination al Golden Globe, 2 BAFTA, il David di Donatello e l'Orso d'argento al Festival di Berlino, fra gli altri.
Di origini irlandesi, il padre era un uomo d'affari di successo nella zona di Boston. Studiò all'Università di Harvard, dopo un periodo trascorso in televisione ottenne il primo ruolo importante in "Mister Roberts" nel 1955, col quale vinse un Oscar come migliore attore non protagonista. Con Billy Wilder girò 7 film. Formò con Walter Matthau un proficuo sodalizio dal 1966. La sua ultima apparizione sul grande schermo fu nel 2000 in un cameo del film di Robert Redford "La leggenda di Bagger Vance". Morì a 76 anni, fu sepolto a Los Angeles accanto al suo fraterno amico Walter Matthau.

martedì 9 giugno 2015

Oliver Hardy (1892-1957)




Oliver Norvell "Babe" Hardy nacque a Harlem (Georgia), il suo talento comico era caratterizzato dal "camera-look", un espediente cinematografico che consiste nel rivolgersi direttamente agli spettatori per cercarne la complicità, guardando direttamente nella cinepresa. Hardy è stato un innovatore soprattutto per la sua gestualità fatta di buffe movenze nel contempo eleganti e agili nonostante la sua mole. Ha spesso cantato in alcuni film dimostrando un grande talento vocale blues. Di origini inglesi e scozzesi, il padre era un veterano della Guerra Civile, di professione avvocato, che lavorò come capo cantiere per la Georgia Southern Railroad, in Florida. Oliver da bambino era un sognatore, non aveva interesse per la scuola, aveva una bella voce e andava spesso a teatro. La madre aprì una catena di alberghi, lo iscrisse al conservatorio (dove non si impegnò), poi a una scuola militare (con un ennesimo fallimento). Nel 1910 la famiglia si trasferì a Milledgeville, dove Oliver lavorò nell'unico cinema della città come proiezionista e manager.

Stanlio e Ollio nel loro primo film "The Lucky Dog", 1921

Infatuato del mondo del cinema, si convinse di poterci entrare come comico, lavorò come cantante nei cabaret notturni e come comparsa di giorno. Nel 1914, grazie alla sua stazza fisica (1,87 mt di altezza per circa 120 kg di peso) ottenne varie parti nel tipico ruolo del grassone "cattivo". Era conosciuto come "Babe" Hardy, un soprannome che gli era stato dato da un barbiere italiano che, mettendogli del talco sulle guance appena sbarbate, gli disse "nice Baby!" ("Che bel pupo!"). Nel 1915 realizzò 50 comiche, si trasferì a New York e poi a Los Angeles. Si sposò tre volte. Nel 1924 conobbe Stan Laurel nel film "Yes yes Nanette". Iniziò il sodalizio con Laurel, il loro primo film fu "The Lucky Dog", nel 1927 la pellicola "The Second Hundred Years" decretò il suo successo come protagonista dopo un decennio di lavoro come spalla, comparsa e antagonista in quasi 270 film. Come già scritto per Laurel, la coppia di comici non si frequentava fuori dal set, secondo Stan, Hardy era un "playboy", inteso come un tipo mondano, amante della buona cucina e del divertimento.


Oliver era un attento esecutore delle indicazioni di Stan, regista-attore-montatore-scrittore dei loro film, perciò Laurel (che sullo schermo appariva come un mentecatto) era in realtà il genio creativo, mentre Hardy era piuttosto pigro, ma si impegnava a fondo sul set per realizzare le idee degli altri. Questa grande forma di rispetto reciproco rese salda l'amicizia fra i due, durata più di trent'anni forse senza mai un litigio. Nel 1950, durante la loro tournèe europea, Hardy incontrò a Roma il suo doppiatore italiano, un giovane attore di nome Alberto Sordi. La coppia tornò in due occasioni in Gran Bretagna, il favore del pubblico li fece andare avanti finchè le condizioni di salute di Babe prima, e di Stan dopo, li costrinse a concludere il tour in anticipo, nel 1954. Hardy, per problemi di cuore, fu costretto a una dieta molto rigida, per la prima volta nella sua vita si ritrovò a essere magro, e la cosa non gli piaceva. Preferì abbandonare le scene e chiudersi in casa senza vedere più nessuno. Oliver Hardy è anche ricordato come appartenente alla Massoneria statunitense (Shrine), quest'ultima, nel 1977, collocò una targa commemorativa sulla sua tomba.

Versione italiana che ha sostituito "Shine Harvest Moon"

La mia preferita!!!

 

sabato 6 giugno 2015

Stan Laurel (1890-1965)




Il più grande inventore di gag.
Stan Laurel, Arthur Stanley Jefferson, è stato un attore comico, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore britannico, uno dei più grandi attori comici di tutti i tempi che ha innovato profondamente il modo di recitare la comicità per la sua capacità di rendere ricco di particolari intriganti un individuo apparentemente stupido.
Nacque a Ulverston, in Inghilterra, da una famiglia dedita allo spettacolo: il padre era attore, regista, autore e impresario teatrale, la madre un'attrice drammatica molto apprezzata. La famiglia si stabilì a Glasgow e Stan a 16 anni iniziò a partecipare con piccole parti negli spettacoli di pantomima specializzati in sketch con attori bambini. Nel 1909  iniziò a lavorare con il giovane comico, più anziano di lui, Charles Chaplin, con cui divise la stanza d'albergo. Recitarono insieme per due tournèe teatrali negli Stati Uniti, dove Stan rimase a tentare la fortuna. Nel 1917 cambiò il suo cognome con "alloro" (laurel) scegliendolo a caso da un libro.

 1920


Con Larry Semon (Ridolini) girò tre film. Conobbe Hardy nel film "Yes yes Nanette", di cui era il regista, nacque la loro amicizia e cominciarono a recitare insieme con grande complicità. Stan scrisse gag e copioni per altri 10 film, sempre con lui come attore secondario. Il primo film girato con Hardy, "Duck soup", è del 1927, seguirono altri film girati insieme. Per tutta la seconda metà del 1927 Laurel e Hardy formarono i due personaggi che oggi conosciamo: due ingenui bistrattati da tutti, potenzialmente sciocchi ma candidamente volenterosi, che vivono insieme come due amici inseparabili nonostante la continua instabilità. Sono due bambini nel corpo di adulti impregnati da un'anima buona quanto distruttrice. La loro novità era nei caratteri dei loro personaggi, come due fumetti che prendono vita: Stanlio assente e piagnucoloso, che non sa stare al suo posto, Ollio con lo sguardo sconsolato, che tiene molto alla sua dignità.


Lavorarono insieme senza sosta per 5 anni girando più di 30 comiche mute e una quarantina di comiche sonore. Il sonoro del 1929 diede loro la possibilità di potenziare le gag con il rumore e i canti memorabili. Affiatati e molto amici, i due comici raramente passavano insieme il tempo fuori dal set perchè avevano abitudini e stili di vita opposti: Stan era un tipo tutto lavoro che amava la pesca, Ollie (che si faceva chiamare Babe) era un tipo mondano che passava le sue giornate sui campi da golf, alle corse dei cavalli e nei bar. Il loro cortometraggio "The Music Box" fu premiato con un Oscar nel 1932. Stan, irrequieto, si sposò più volte rischiando anche l'accusa di bigamia, anche Babe ebbe più mogli. Fondarono una propria casa di produzione, nel 1940 girarono 12 città americane facendo il tutto esaurito. Nel 1941 firmarono un contratto con la Fox, ma tornarono sul palcoscenico visitando le basi americane e, nel 1942, ripresero gli spettacoli di rivista. Il successo iniziò a declinare, si recarono in Europa dove girarono l'ultimo film, "Atollo K", una coproduzione italo-francese, ma Stan si ammalò durante le riprese.

 I diavoli volanti, 1939
tutte le foto sono di wikipedia.org


Tornati in America la loro popolarità crebbe grazie alla massiccia riproposta dei loro migliori e vecchi film in televisione, ma le offerte di lavoro erano poche. Nel 1957, a 65 anni, Hardy morì, finì così una coppia irripetibile. Laurel era anche lui sofferente e non potè partecipare ai funerali. Stan ebbe il Premio Oscar alla carriera nel 1961.

lunedì 27 aprile 2015

Buster Keaton (1895-1966)




Nome d'arte dell'attore e regista cinematografico statunitense Joseph Francis Keaton. Figlio d'arte, calcò da sempre il palcoscenico, fin quasi all'ultimo. Esordì sullo schermo nel 1917 come spalla di R. Arbuckle, nel 1920 divenne produttore, sceneggiatore e regista di se stesso in una ventina di cortometraggi, alcuni eccezionali, e nel 1923 passò al film completo. Nacque il suo personaggio, da collocare accanto a Charlot. Impassibile, cocciuto, senza un sorriso, affrontava l'universo intero coalizzato contro di lui. La sua arte muta, tra le più alte negli ultimi anni, dopo un'eclisse di decenni si espresse in capolavori come "Accidenti che ospitalità" (1923), "Sherlock Junior" e "Il navigatore" del 1924, "Le sette probabilità" e "Go West" del 1925, "The General" (1926), tutti diretti da lui, oltre altri. Il sonoro lo costrinse a rompere l'armonia mimica e a farlo addirittura ridere nel film francese "Il re dei Campi Elisi" (1935). Si assogettò a un'attività secondaria di "gagman" e a memorabili apparizioni. In Italia interpretò l'ultimo film (Dolci vizi al Foro, 1965), poco prima di morire. L'ultimo trionfo personale fu alla Mostra di Venezia con "Film" (1965) che gli procurò un'ovazione interminabile.

sabato 28 febbraio 2015

Audrey Hepburn (1929-1993)




E' stata proclamata la terza più grande attrice della storia del cinema, ha vinto un Premio Oscar per Vacanze romane, un Emmy, un Grammy e un Tony. Ha ricevuto 11 designazioni al Golden Globe vincendolo tre volte (per Vacanze romane, per la carriera e come migliore attrice del mondo nel 1955), quattro BAFTA (British Academy of Film and Television). Ha inoltre vinto il maggior numero di David di Donatello per la miglior attrice straniera (tre, per La storia di una monaca, Colazione da Tiffany e My fair lady).
Audrey Kathleen Ruston, nata a Bruxelles, è stata un'attrice britannica cresciuta fra Belgio, Regno Unito e Paesi bassi. Durante la II guerra mondiale studiò danza per poi approdare al teatro e poi al cinema. Negli anni Settanta e Ottanta apparve più raramente sul grande schermo preferendo dedicarsi alla famiglia. Nel 1988 fu ambasciatrice ufficiale dell'UNICEF e da quel momento si dedicò assiduamente al lavoro umanitario. La Hepburn fu una delle figure di spicco del cinema statunitense degli annio Cinquanta e Sessanta. Figlia della baronessa Ella van Heemstra, un'aristocratica olandese, e dell'inglese Joseph Anthony Ruston (che anni dopo aggiunse il cognome della nonna materna Kathleen Hepburn a quello della famiglia, trasformandolo in Hepburn-Ruston), contava tra i suoi avi Edoardo III d'Inghilterra e James Hepburn, IV conte di Bothwell. La famiglia si spostò spesso per il lavoro del padre, presso una compagnia di assicurazioni britannica. Nel 1935 i genitoi divorziarno e suo padre, simpatizzante del nazismo, abbandonò la famiglia. Tramite la Croce Rossa, anni dopo, la Hepburn rintracciò il padre a Dublino e rimase in contatto con lui aiutandolo anche finanziariamente, fino alla sua morte. Nel 1944 Audrey era una ballerina a tutti gli effetti, partecipava a spettacoli segreti per la raccolta di fondi a favore del movimento di opposizione al nazismo. Dopo lo sbarco in Normandia delle forze alleate la situazione in Olanda sotto i nazisti peggiorò, la brutalità crebbe e i nazisti confiscarono le limitate riserve di cibo e carburante della popolazione olandese. Sofferente per la malnutrizione, la Hepburn sviluppò diversi problemi di salute che le condizionarono il resto della vita. Nel 1948 si trasferì a Londra continuando a studiare danza, ma le sconsigliarono di proseguire gli studi a causa della sua altezza (1,67 circa) e della malnutrizione sofferta. Non aveva possibilità di diventare una prima ballerina. Forse in seguito a questa dichiarazione decise di tentare la carriera dell'attrice. Recitò in teatro in una serie di musical, la scrittrice Colette la scelse per interpretare la parte della protagonista del suo romanzo Gigi, trasformato in una commedia per Broadway, che ebbe un discreto successo di critica e molte lodi per la sua interpretazione. Il suo primo ruolo significativo nel cinema fu nel film The secret people (1952), in cui interpretava una ballerina, la sua partecipazione fu fortemente voluta dalla protagonista del film, Valentina Cortese, con la quale nacque una buona amicizia. Del 1952 Vacanze romane, interpretato con Gregory Peck, che le valse l'Oscar come miglior attrice protagonista nel 1954, un NYFCC (New York Film Critics Circle Awards) e un BAFTA come miglior attrice. In Sabrina recitò accanto a Humphrey Bogart e William Holden, il suo guardaroba venne affidato allo stilista francese Givenchy con cui la Hepburn strinse un'amicizia e un sodalizio professionale che durarono tutta la vita. Con Sabrina l'attrice fu lanciata nell'Olimpo della star hollywoodiane. Nel 1954 tornò sui palcoscenici interpretando Ondine con l'attore statunitense Mel Ferrer, con cui si sposò. Negli anni Cinquanta Audrey era diventata una delle più grandi attrici di Hollywood e un'icona dello stile, la sua figura snella e il suo ben noto buon gusto erano ammirati e imitati. In Cenerentola a Parigi (1957) ballò con Fred Aistaire, in quel film apparve sua madre nel ruolo della padrona di un caffè sulla strada. Molti i premi ricevuti col film La storia di una monaca (1959). Dal 1967 lavorò in maniera sporadica, dopo il divorzio da Ferrer sposò uno psichiatra italiano, Andrea Dotti, col quale aveva avuto un secondo figlio, Luca. Diminuì i suoi impegni e si dedicò alla famiglia. Il matrimonio con Dotti fu ben presto rovinato dalle numerose relazioni extraconiugali del medico, finì nel 1982. La Hepburn iniziò a convivere con l'attore olandese Robert Wolders, si trasferirono in Svizzera presso il lago di Ginevra, ma non si sposarono mai nonostante rimasero legati fino alla morte di lei. Si occuparono molto di beneficienza e affrontarono insieme molti viaggi per conto dell'UNICEF. Morì nel 1993 per un cancro al colon, in Svizzera. Il primo figlio, Sean, fondò l'Audrey Hepburn Children's Fund, per favorire la scolarizzazione nei Paesi africani.

  

mercoledì 25 febbraio 2015

Katharine Hepburn (1907-2003)




Oscar come miglior attrice nel 1934, 1968, 1969, 1982. Golden Globe come miglior attrice nel 1953, 1957, 1960, 1963, 1968, 1969, 1982, 1993, oltre a innumerevoli altri premi e nomination.
Inizio con quello che di solito è pubblicato alla fine di una biografia, tanto per sapere subito con chi si ha a che fare.
Katharine Houghton Hepburn era un'attrice teatrale e cinematografica statunitense, la sua carriera è durata più di 70 anni, ha vinto quattro Premi Oscar come miglior attrice protagonista, primato tuttora ineguagliato, ed è ritenuta la più grande attrice statunitense di tutti i tempi.
Nata nel Connecticut, seconda di sei fratelli, sua madre era una femminista a capo dell'associazione statale delle suffragette, il padre un urologo, discendente da una famiglia inglese, strenuo assertore della profilassi pubblica e della necessità di informare la gente sui rischi delle malattie veneree (argomento tabù all'epoca). La madre sosteneva la contraccezione, fondò un'associazione per la promozione dell'aborto e per la maternità responsabile e pianificata, si battè per il voto alle donne.
Katharine crebbe in un ambiente, quindi, privo di argomenti tabù, in cui si affrontavano serenamente davanti ai figli argomenti di carattere sociale, politico e sessuale. Donna che amava lo sport, si impegnò nel nuoto, nel golf, nel tennis, nel pattinaggio artistico, ma il suo sport preferito era il nuoto. Non perse mai l'abitudine di mantenersi in forma nuotando fino agli anni ottanta.
La morte di suo fratello (trovato impiccato, ma i genitori ritennero fosse rimasto vittima di un esperimento finito tragicamente) cadde in depressione e vi rimase per lungo tempo. Evitò i ragazzi della sua età e studiò a casa. Per molti anni usò la data di nascita del fratello (8 novembre) e rivelò la vera data solo nella sua autobiografia. Nel 1928 si sposò con l'uomo d'affari Ludlow Ogden Smith, da cui divorziò nel 1934 in Messico e nel 1942 negli Stati Uniti. Il marito la sostenne moralmente e finanziariamente durante i primi anni della sua carriera di attrice. Esordì a Broadway nel 1928 in una commedia teatrale, dopo anni di apprendistato a Baltimora. La RKO le affidò la parte di protagonista in Febbre di vivere, film diretto da George Cuckor, del 1932, e un anno dopo vinse il primo Oscar come protagonista in La gioia del mattino (1933). Raffinata attrice proveniente dal palcoscenico, le vennero affidate parti di donne forti e volitive, ma tali film, pur notevoli dal punto di vista artistico e della recitazione, non ebbero un immediato successo di pubblico. Katharine portò avanti sia l'attività cinematografoca che quella teatrale. Il film che l'avrebbe definitivamente imposta fu Scandalo a Filadelfia (1940, di George Cuckor), con Cary Grant e James Stewart, prodotto dalla MGM. Negli anni Trenta il suo successo parve declinare in quanto il modello femminile che lei incarnava non rispondeva al clichè classico della donna a quei tempi, in genere anonima, di contorno e fondamentalmente sottomessa. Non era esattamente un modello di bellezza classica, ma forte, audace e ironica. Iniziò ad avere successo nel periodo in cui, con gli uomini partiti per la guerra, le donne iniziavano ad avere un ruolo più incisivo nella società americana. Con lei altre attrici non conformiste come Lana Turner, Bette Davis, Jane Russel, Lauren Bacall e Rita Hayworth. La Hepburn aveva una certa avversione nei confronti dei media che durò fino a tarda età e lo manifestava spiazzando ammiratori e giornalisti con risposte senza senso per scoraggiare la loro curiosità.
Il film La donna del giorno (1942) dette una svolta sentimentale alla sua vita, lavorò con Spencer Tracy, che aveva conosciuo un anno prima. Fu l'inizio di una lunga relazione professionale e personale, duettavano (e duellavano) sia sulla scena che nella vita, fino al 1967, quando lui morì. Era un connubio singolare in quanto la Hepburn era atea dichiarata e Tracy che, nonostante la loro relazione, non divorziò mai dalla moglie, era cattolico. La coppia non convisse mai e condusse vita discreta, fecero nove film insieme, fra cui Indovina chi viene a cena? (1967, di Stanley Kramer) in cui Katherine recitò il ruolo della madre di Katharine Houghton della quale era, nella vita reale, la zia. Con questo film l'attrice ricevette il suo secondo Premio Oscar. Un'altra interpretazione famosa (che le fece guadagnare una nomination) fu La regina d'Africa (1951, di John Huston), con Humphrey Bogart. Le riprese del film furono laboriose e piene di problemi, la Hepburn si ammalò di dissenteria sul set africano, che la svuotò di energie per mesi. Gli unici della troupe a rimanere indenni furono Bogart e Huston, entrambi forti bevitori di alcolici. A questo episodio e all'intera avventurosa lavorazione del film Katharine dedicò un libro (1984) il cui successo fece di lei un'autrice di best-seller a 77 anni. Il suo terzo Oscar arrivò con il film Il leone d'inverno (1968) interpretato con Peter O' Toole. Nel 1976 arrivò un Premio Emmy come miglior attrice protagonista di un film per la televisione: Amore tra le rovine (1975, di George Cuckor), interpretato con Sir Laurence Olivier. Il quarto Oscar arrivò nel 1982 con il film Sul lago dorato (1981) con Herny Fonda (che vinse anche lui l'Oscar, primo e unico). Il film fu prodotto da Jane Fonda che vi interpretò la parte della figlia. Katharine Hepburn fu sempre attiva nel sociale, sostenne molte cause civili, principalmente sulla pianificazione familiare. Morì il 29 giugno 2003 a 96 anni.
Nel rispetto della sua volontà non ricevette funerali religiosi, in suo onore vennero oscurate per un'ora tutte le luci di Broadway. Nel suo testamento indicò di mettere i suoi effetti personali all'asta da Sotheby's a New York, il ricavato della vendita (diversi milioni di dollari) fu devoluto a parenti e amici. L'attrice non ha mai ritirato personalmente i 4 Premi Oscar, visse e morì a Old Saybrook (Comune di circa 10.000 abitanti nel Connecticut).
  

lunedì 8 settembre 2014

Aldo Fabrizi (1905(6)-1990)




Attore, regista, sceneggiatore, produttore e poeta che ha rappresentato la romanità nel cinema.
Sua madre aveva un banco di frutta e verdura a Campo de' Fiori, suo padre, vetturino, morì quando lui aveva 11 anni. Fu costretto ad abbandonare gli studi per aiutare a sostenere la numerosa famiglia (5 sorelle) facendo i lavori più disparati.
Nel 1928 pubblicò un volumetto di poesie romanesche (Lucciche ar sole) e partecipò alla redazione del giornale dialettale Rugantino. Iniziò a calcare le scene con la Filodrammatica Tata Giovanni come dicitore in teatro delle sue stesse poesie. Nel 1931 esordì come macchiettista nei piccoli teatri di Roma e in giro per l'Italia con la compagna Reginella. Comico grottesco romano, proponeva caricature dei tipi caratteristici romani (il vetturino, il conducente di tram, lo sciatore).


Divenne presto popolare e costituì una sua compagnia. Fece il suo esordio sul grande schermo nel 1942 con Avanti c'è posto, poi con Campo de' Fiori e L'ultima carrozzella in cui ripropose le macchiette già interpretate a teatro accanto ad Anna Magnani, con la quale ha un rapporto conflittuale.
Con Roma città aperta (di Roberto Rossellini) interpretò il ruolo più significativo e intenso delle sua carriera, ispirato ai sacerdoti romani don Giuseppe Morosini e don Pietro Pappagallo, entrambi fucilati nel 1944 durante l'occupazione nazista a Roma.
In maniera saltuaria si dedicò al doppiaggio. Interpretò circa 70 film in ruoli drammatici, brillanti e comici nei quali manifestò una naturale carica di bonaria umanità.


Con Totò interpretò Guardie e ladri; Una di quelle; I tartassati; Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi; e Totò contro i quattro. Con Peppino de Filippo, Signori in carrozza!; Accadde al penitenziario; e Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo.
Era particolarmente legato a Totò da una profonda stima e amicizia. Tra il 1948 e il 1957 diresse 9 film (fra cui Emigrantes, la trilogia sulle avventure della famiglia Passaguai, Hanno rubato un tram e il Maestro).
Grande successo al Teatro Sistina (1962-63) con il ruolo del boia Mastro Titta nella commedia musicale Rugantino, con trasferta a Broadway dove lo spettacolo registrò sempre il tutto esaurito.


In televisione trionfò nel varietà del sabato sera "Speciale per noi", con Ave Ninchi, Paolo Panelli e Bice Valori, che è anche l'unica testimonianza visiva rimasta delle sue macchiette teatrali.
Di buona forchetta, coltivava l'hobby della gastronomia, sulla pasta scrisse alcune poesie in dialetto romanesco.
Fabrizi era sposato con Beatrice Rocchi (cantante di varietà molto nota negli anni '20 col nome di Reginella) dalla quale ebbe due gemelli. Abitava nel quartiere Nomentano, nello stesso edificio dell'amica Ave Ninchi.
E' sepolto al Cimitero Monumentale del Verano, a Roma.

  

martedì 25 giugno 2013

Paola Borboni




Attrice drammatica (1900-1995) nata a Golese di Parma, si fece ammirare per la sua bellezza e il suo brio in un repertorio brillante negli anni Venti, in seguito ha maturato, con un'estro comico aggressivo, una sofferta vena drammatica che la fece diventare una delle maggiori interpreti del teatro pirandelliano. Ha recitato in riviste e commedie musicali e in numerosi film.


 

martedì 31 luglio 2012

Andy Warhol




Pseudonimo del pittore e cineasta statunitense di origine cecoslovacca Andrew Warhola (1928-1987). Iniziò come grafico pubblicitario passando poi alla pittura. Negli anni 1961-62 scelse la tecnica del riporto serigrafico creando un linguaggio fondamentale per lo sviluppo della pop art americana. Famosi gli acrilici con i barattoli di minestra Campbell's, i ritratti di Marilyn Monroe, le bottiglie di Cola-Cola, le sequenze dei fotogrammi della Gioconda, le immagini di Jackie Kennedy, di Liz Taylor e i ritratti di Mao Tse-Tung. 
Nel 1963 si unì al movimento underground e rivoluzionò anche il cinema. Propose un cinema esasperato in inquadrature fisse, senza montaggio, con pellicola muta e bianconera, di lungo metraggio (6-8 ore). Alla parola sostituì il linguaggio del corpo, dei suoi atti fisiologici e sessuali. Alcuni suoi film provocarono choc, specie per il sesso, diventando commerciali per lo scandalo che provocarono. La sua factory si trasformò in industria, arrivando anche in Italia.