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giovedì 7 settembre 2017

Il travertino


Il nome deriva dal latino "tiburtinus", pietra.
Roccia calcarea che si forma per evaporazione di acque di sorgente o fluviali calcaree. Il carbonato di sodio si deposita per incrostazione su arbusti e foglie che, scomparendo per putrefazione, determinano nella roccia una tipica struttura porosa che può essere più o meno accentuata, quella con numerosissime cavità si chiama "pietra spugnosa" o "spugnone".
Il colore è biancastro , giallognolo o anche rosso chiarissimo. Il travertino è stato largamente usato fin dall'antichità come materiale da costruzione e come pietra da rivestimento per la sua alta resistenza meccanica, la facile lavorabilità e la resistenza agli agenti atmosferici. A queste caratteristiche si deve il buon stato di conservazione di molti monumenti dell'antica Roma e del Rinascimento (Colosseo, teatro di Marcello, colonnato del Bernini, facciata della basilica romana, ecc.).
I giacimenti più importanti si trovano nel Lazio (cave di Tivoli, di Bagni di Albule, dei Monti Parioli a Roma, di Frosinone, Viterbo, ecc.) e in Toscana (cave di Rapolano e di Chiusdino), importanti i giacimenti di Piobbico (Marche), di Terni e di Fossato di Vico (Umbria) e di Angera in Lombardia. Altri giacimenti si trovano in Tunisia e in Cile.


lunedì 2 gennaio 2017

La rosa del deserto

Tunisia
foto di wikipedia.org



Aggregato di cristalli lamellari di gesso a disposizione concentrica, tale da ricordare una rosa.
Le lamelle sono colorate per inclusione, durante la loro formazione, di granuli di sabbia ricca di ossidi di ferro.

Tunisia

Le rose si rinvengono nelle coltri sabbiose di alcune aree desertiche, dove si formano per effetto di processi di deposizione chimica da parte delle scarse acque circostanti.


Il suo colore sfuma dall'arancione al giallo ocra, è un aggregato di cristalli di gesso che si forma in ben determinate condizioni ambientali e climatiche. Perchè si formi ci vogliono almeno due condizioni fondamentali: un giacimento evaporitico e il clima arido. Nel deposito evaporitico giunge l'acqua filtrante dal sottosuolo  oppure acqua piovana, che scioglie il solfato di calcio. La soluzione tende man mano a risalire in superficie per capillarità e, giunta vicino alla superficie dove c'è anche della sabbia, l'acqua inizia a evaporare facendo cristallizzare il gesso.



Questo può succedere anche con l'urina di cammello che scioglie anch'essa il solfato di calcio e con il caldo arido si cristallizza formando una rosa tendente ancor più al rosso.
I depositi più famosi sono nel Sahara, in Algeria, Libia, Tunisia e Marocco. Si trovano anche nei deserti del Nuovo Messico e dell'Arizona. Forme simili si possono trovare nelle argille dell'Appennino emiliano, dentro la pirite toscana di Niccioleta (Massa Marittima, Grosseto) e nelle cave di marmo a Carrara. Le rose del deserto sono fonte di piccolo guadagno per i nomadi del deserto che le cercano e raccolgono. Quelle migliori sono scavate ad alcuni metri di profondità nella sabbia, individuate con sonde metalliche, scavando poi un tunnel. Si trovano anche in superficie ma se non sono raccolte subito le piogge sfaldano il cristallo.

sabato 24 settembre 2016

La forza delle pietre

Acquamarina

tutte le foto sono di wikipedia.org



La cristalloterapia è una medicina alternativa che può alleviare disturbi e malesseri e allontanare le negatività attraverso l'uso di cristalli di quarzo e altri minerali.
E' una pratica antichissima famosa in tutto il mondo usata dagli egizi ai maya, i celti e gli aborigeni australiani. Il primo testo che ne parla è del filosofo greco Teofrasto, nel 300 a.C., un trattato di cristalloterapia a cui ci si riferisce anche oggi è di Hildegarda di Bingen, monaca benedettina tedesca vissuta nel Medioevo, consigliera di papi e imperatori. Oggi abbiamo scoperto che le pietre hanno una loro vita, come le pile al quarzo e il raggio laser (prodotto dalla luce e dal rubino). Hildegarda spiegò che le pietre sono creature vive che accumulano e trasmettono le energie dei 4 elementi: terra, aria, acqua e fuoco. Questa teoria è sostenuta anche dal dottor Bach, il famoso medico inglese che creò le cure con i fiori di bach. Bach sapeva che la salute e il benessere dipendono dall'armonia tra corpo, mente, emozioni e spirito. Scoprì 38 sostanze che potevano riequilibrare le persone. La cristalloterapia non sostituisce mai le comuni terapie mediche ma può essere un modo per prendere energie benefiche che provengono dalle pietre.

  Ametista

La loro energia si può usare tramite l'immersione (immergendo la pietra in un liquido non caldo per alcune ore o per la notte, che poi va bevuto se utilizzate l'acqua oppure utilizzato per fare impacchi sulle zone dolenti o immergendo la pietra in olio di mandorle dolci e usare l'olio per i massaggi), crema di bellezza terapeutica (immergendo la pietra nella crema idratante per tutta la notte), per contatto (appoggiando la pietra per qualche ora sulla zona dolente), o indossarla come un monile (ciondoli, bracciali, collane). Non tutte le pietre sono adatte a essere messe in un liquido o in una crema, quelle porose potrebbero danneggiarsi. Le pietre vanno purificate: tenetele sotto l'acqua corrente fredda per qualche minuto o per una notte nel sale grosso. Per ricaricarle vanno messe all'aperto alla luce del sole o della luna per alcune ore.

Cristallo di rocca

I cristalli si possono anche tenere in tasca e ogni tanto stringerli in mano, alcune pietre possono essere utilizzate in sinergia.

L'ACQUAMARINA può variare dall'azzurro chiarissimo a quello più intenso, è utile per mitigare l'aggressività o alleviare la paura.
L'AMETISTA è di color viola, più o meno intenso, ha grande energia, combatte lo stress e la paura, ci fa sentire meglio e più forti.
Il CRISTALLO DI ROCCA è incolore e trasparente, è utile per alleviare i dolori alla schiena, porta equilibrio mentale, calma i nervi, allevia la fatica e il senso di vertigini.
L'EMATITE è color grigio acciaio, riequilibra le energie e stimola la mente. Si usa per importanti appuntamenti di lavoro o esami.
La GIADA può essere verde in varie sfumature, ma anche lilla, bianca, rosa e gialla. E' una pietra portafortuna, calma l'ansia, rilassa la mente, attenua le paure represse.

  Ematite

Il GRANATO è una bellissima pietra color rosso scuro, tendente al nero. Aiuta a combattere momenti difficili emotivamente e contribuisce a stimolare la fantasia.
I LAPISLAZZULI sono blu con puntini di pirite dorata, equilibra le emozioni, accresce la fiducia in se stessi e la forza di volontà, calma la collera.
La MALACHITE è verde brillante con disegni lineari o concentrici. Allevia i dolori e i reumatismi.

  Giada

 Granato

 Lapislazzuli

 Malachite

 Ambra

L'AMBRA è una resina indurita, varia dal giallo al marrone, può essere opaca o trasparente. Sembra allevi i dolori alle articolazioni e al nervo sciatico, assorbe le negatività. Va sciacquata la sera e lasciata alla luce della luna.

  Onice

Può essere nera o nera con striature bianche, allontana le negatività, va ripulita quotidianamente.

 Quarzo rosa

Varia da rosa chiaro a rosa uniforme, assorbe la negatività, attiva la fiducia in se stessi, allontana gli incubi e cura i disturbi del sonno.

  Turchese

Varia da azzurro chiaro, azzurro intenso o tendente al verde, è molto delicata, si macchia e si scurisce facilmente. Sembra avere un potere energetico di equilibrare le emozioni, allontana la negatività.

  

    

martedì 21 giugno 2016

Orlov

foto di isolafelice.forumcommunity.net



Famoso diamante indiano, molte sono le leggende sulla sua origine, c'è chi dice sia stato rubato nel 1700 da un ignoto soldato francese da un tempio indù estraendolo da una statua di Brahma di cui costituiva un occhio (in un'altra versione fu invece rubato da un monaco nell'Ottocento), secondo altri è una trasformazione del Gran Mogol.
Sicuramente nel 1773 il principe russo I. G. G. Orlov lo acquistò per 90.000 sterline e lo regalò alla zarina Caterina II.
La leggenda vuole che, a causa del furto, i suoi possessori siano colpiti da una maledizione. Nel 1932 il diamante fu portato negli Stati Uniti da un gioielliere che pare poco dopo si suicidò buttandosi da un grattacielo di New York, in seguito appartenne e due principesse russe che si suicidarono entrambe gettandosi da una finestra, negli anni Quaranta.
Nel 1947 fu di un gioielliere di New York che lo tagliò in 3 diamanti più piccoli per interrompere la presunta maledizione.
Il diamante più grande (67,50 carati) fu acquistato dalla gioielleria Cartier che lo inserì in un pendente con 108 gemme. Nel 2004 fu acquistato da un gioielliere della Pennsylvania. Il diamante è stato esposto all'American Museum of Natural History di New York e al Museo di Storia Naturale di Londra.

Noto come "Occhio di Brahma", è un diamante di 67,50 carati di colore nero opaco. Il colore nero opaco è molto raro nei diamanti con qualità gemmologica (di solito i diamanti neri sono usati per usi industriali), dipende dal fatto che è costituito, diversamente dagli altri diamanti, da milioni di piccolissimi diamanti inglobati assieme.
Il diamante grezzo pesava 195 carati.

venerdì 30 ottobre 2015

Il marmo





Il marmo è una roccia calcarea cristallina, nel linguaggio commerciale indica ogni calcare e qualsiasi roccia adatta a una bella lucidatura, impiegata come pietra da taglio e da decorazione. Il marmo artificiale è un impasto di gesso e cemento colorato che imita le sfumature e le venature del marmo vero, cotto in forno a temperature elevate e impiagato solo per interni. Teoricamente dovrebbe essere formato solo da piccoli cristalli di calcite, sono però sempre presenti dei componenti accessori che hanno un'importanza notevole nel determinare il valore artistico e commerciale del marmo perchè dalla loro concentrazione dipende la colorazione, le tonalità, il disegno, l'alterabilità, ecc.


Marmo di Carrara


I marmi possono essere classificati in base al colore, alla composizione chimica, alla presenza o meno di pigmento e quindi alla sua natura.


 Marmo cipollino


La classificazione in base al colore è quella più usata commercialmente, quello predominante sugli altri. Si distinguono pertanto marmi bianchi, gialli, neri, verdi, policromi e variegati. I marmi solfatici sono gli alabastri gessosi (Volterra, i ballatini della Sicilia, l'anidrite di Costa Volpino (Valcamonica) nota come volpinite o bardiglio di Betgamo). I marmi silicatici sono i graniti, le sieniti, le serpentine, ecc.


 Marmo di Candoglia (Val d'Ossola), Duomo di Milano
tutte le foto sono di wikipedia.org


L'estrazione del marmo si effettua in cave a cielo aperto, per tagliarlo si usa un filo d'acciaio elicoidale con un materiale abrasivo.


Marmo rosso di Verona (Basilica di Santa Maria Maggiore (Bergamo)


Il marmo fu largamente usato dall'antichità a oggi, sia in scultura sia in architettura, con funzioni strutturali o decorative.


 Marmo rosso di Levanto


Nella Grecia antica fu usato talvolta come materiale da costruzione, in grandi blocchi squadrati (marmo pentelico, usato con quello di Paro e di Nasso anche nella statuaria, come nei monumenti dell'Acropoli di Atene, del V secolo a.C.), più spesso come elementi architettonici (fusti, capitelli, architravi, ecc.), in lastre rivestiva i materiali meno nobili.


 Pietra di Trani


L'importazione di marmi grezzi, semilavorati o lavorati dalla Grecia, dall'Egitto e dall'Asia Minore, iniziò a Roma nei secoli II-I a.C., l'uso del marmo nell'architettura e scultura romana si fece più frequente dopo l'apertura (circa nel 50 a.C.) delle cave di Carrara.


 Marmo Primavera (Brescia)


L'applicazione di lastre di marmo  in composizioni geometriche e figurate raggiunse la sua massima fioritura in età imperiale in tutto il mondo romano.


Marmo Pentelico (Grecia)


Erede di questa tradizione che riqualifica le mura con tarsie policrome a motivi geometrici fu l'architettura bizantina (Ravenna, San Vitale; Costantinopoli, Santa Sofia) e veneto-bizantina (Venezia, San Marco) e più tardi (XI-XII secolo) l'arte dei marmorari romani che abbinarono il marmo a tessere musive nella decorazione architettonica e di suppellettili religiose.


 Marmo Botticino (Brescia), Altare della Patria, Roma


Anche l'architettura romanica toscana usò rivestimenti esterni in marmo a tarsie di colore contrastante (Firenze, San Miniato al Monte; Lucca, San Martino e San Michele in Foro), mentre quella gotica lo impiegò con funzioni strutturali e decorative in rosoni, guglie, capitelli scolpiti a traforo (Orvieto, Duomo; Milano, Duomo).


 Marmo Bianconeve Ziche (Brescia)


L'arte rinascimentale usò rivestimenti di marmi policromi in esterni (Firenze, Santa Maria Novella; Pavia, Certosa; Venezia, Santa Maria dei Miracoli) e preziose tarsie marmoree geometriche o figurate (pavimento del duomo di Siena) negli interni, mentre l'arte barocca confinò il marmo all'interno degli edifici (Roma, San Pietro, San Luigi dei Francesi; Napoli, Certosa di San Martino; Firenze, Cappella dei Medici) con brillanti effetti di policromia nelle complesse tarsie decorative in cui il marmo si mescola alla pietra dura.


 Arabescato orobico rosso (Bergamo)
marmiepietrebg.it


Tra i marmi più apprezzati nell'antichità, oltre a quello di Carrara e ad altri bianchi statuari, da citare il pavonazzetto antico dell'Asia Minore, il cipollino dell'Eubea, il giallo antico della Tunisia, il rosso antico forse del Pentelico,


 Calacatta dorata
marmizompanti.it


il Portasanta (chiamato così per esser stato usato nella decorazione delle porte delle basiliche romane) di Chio, l'africano, il fior di pesco (forse dell'Epiro), il nero antico del capo Tenaro (Peloponneso).


Rosa del Garda
mattoli.it


Ai giorni nostri, oltre ai marmi statuari, sono usati in architettura e in edilizia marmi in lastre di vari spessori per rivestimenti di facciate e più raramente di interni e per pavimenti.


 Portoro
marmobon.it


Gli scarti di lavorazione sono utilizzati per formare mattonelle (marmette e marmettoni) insieme a leganti speciali.


 Verde olivo (Brescia)
ceresermarmi.com


Con i frammenti molto minuti, impastati con leganti vinilici, è usato come rivestimento murale, noto come intonaco plastico.


 Marmo rosso di Verona
veronissima.com

lunedì 31 agosto 2015

La madreperla





Strato interno chiaro e iridescente  della conchiglia di alcuni Molluschi.


 Blackfoot Paua, Nuova Zelanda
le foto sono di wikipedia.org


Nautilus


La madreperla è formata da diversi strati di foglietti ondulati paralleli composti dalla conchiolina e da carbonato di calcio. E' una sostanza durissima ma fragile, la disposizione delle lamelle permette alla luce di darle la tipica iridescenza. Le conchiglie più ricercate  sono quelle dei Bivalvi (Meleagrina, Pinna, Anadonta), ma anche quelle di alcuni gasteropodi (genere Haliotis) e quelle dei Cafalopodi (genere Nautilus). La madreperla più pregiata per dimensioni e spessore si ottiene in genere dalle conchiglie provenienti dai mari tropicali. Anche il colore è importante per determinarne il pregio: si può avere la madreperla bianca, bianco-gialla, verde e nera.
Molto apprezzata fin dall'antichità per i suoi riflessi luminosi e iridescenti, si diffuse in Europa nel Medioevo, attraverso l'Oriente.


Una porta del Palazzo di Topkapi, Istanbul


Usata per oggetti ornamentali (tabacchiere, scatole, ecc.), gioielli, intarsi, bottoni, ecc., la madreperla richiede una complessa lavorazione a causa della sua fragilità. E' prodotta anche artificialmente.


Intarsio su legno
National Museum di Storia Vietnamita
Hanoi, Vietnam

sabato 9 maggio 2015

Il Koh-i-Noor




Nome che deriva dal persiano "Kuh-i-nur", montagna di luce, famoso diamante indiano, forse il più antico fra quelli di grandi dimensioni. Dalla storia incerta, fu visto nel 1665 dal viaggiatore ed esploratore J.-B. Tavernier nel tesoro di Aurangzeb, imperatore moghul dell'India (ma non è escluso che abbia visto un altro diamante, il Gran Mogol). Pietra a colorazione lievemente grigia, nel 1849 era tagliata a rosetta e pesava 186 carati. Donato nel 1830 dalla Compagnia delle Indie alla regina Vittoria, nel 1852 fu tagliato a brillante, con una riduzione a 108 carati. Attualmente appartiene alla Corona inglese. Probabilmente estratto dalla miniera di Kollur (celebre miniera dell'antica Golconda nell'Andhra Pradesh, India), la sua prima cirazione scritta la si ritrova nelle memorie di Babur, primo sovrano dell'India moghul, nel 1526. Appartenne a diversi sovrani indiani e persiani che combatterono accanitamente per esso. Venne infine a far parte dei gioielli della Corona britannica quando la regina Vittoria fu proclamata imperatrice d'India nel 1877. Il principe consorte Albert lo fece tagliare per farne risaltare la bellezza, questo lo rese molto più brillante a discapito del peso. Come tutti i gioielli importanti i Koh-i-Noor porta molte leggende, si ritiene che porti molta sfortuna o addirittura la morte di qualunque maschio osi indossarlo o solo possederlo. Viceversa porta fortuna alle donne che lo possiedono. Ora è montato sulla corona della regina madre (realizzata in platino).



mercoledì 17 dicembre 2014

La giada




Dallo spagnolo "piedra de la ijada", pietra del fianco, per la credenza popolare che la pietra avesse vitù taumaturgiche nei confronti di lombaggini e malattie renali.
Il nome indica due minerali differenti per caratteristiche strutturali ma simili nell'aspetto superficiale, la nefrite e la giadeite. La Cina vanta le maggiori tradizioni di lavorazione della giada, altri centri importanti furono la Nuova Zelanda, l'Australia e soprattutto il Messico precolombiano, dove la lavorazione, per lo più limitata alla giadeite, raggiunse altissimi livelli nell'elaborazione di forme naturalistiche.
Le giade cinesi derivano da prototipi della complessa tradizione siberiana alla quale è connessa l'arte animalistica delle steppe. La giada giunse anticamente in Cina dai giacimenti nei territori attorno al lago Baikal e dalle fonti centro-asiatiche di Yarkand e Khotan. Oggetti di giada sono presenti negli arredi funebri dei Chou come simboli cosmici del cielo e della terra, oltre a forme di armi rituali, amuleti e vari oggetti ritenuti insegne  di dignità e autorità. Questo repertorio si arricchì durante i secoli comprendendo pendagli, ornamenti, scettri, impugnature di spade, guarnizioni e ornamenti vari, soprattutto fibbie, fino a piccole forme di pesci e di cicale, che venivano poste rispettivamente sugli occhi e sulla lingua del defunto e facevano parte della serie di giade destinate a occultare tutti gli orifizi del cadavere. Nel 1968 furono scoperti a Man-ch'eng (Hopei) due cadaveri interamente rivestiti di giada (il principe Liu Cheng e la sua sposa Teu Wan), in due tombe del II secolo a.C.
Il sudario della principessa è composto da 2156 placche di giada congiunte da un filo d'oro, mentre quello del principe consta in 2690 pezzi.
Evolutasi nel corso dei secoli, la lavorazione della giada in Cina è divenuta una raffinata forma di artigianato i cui prodotti (soprattutto immagini del buddhismo e del taoismo) ebbero il loro secolo aureo nel Settecento. Ancor oggi gli oggetti di giada sono molto diffusi, centri di lavorazione sono sparsi un pò dovunque in Cina, dove la giada viene trattata in una trentina di varietà con le quali vengono eseguiti diversi oggetti ornamentali.
 

domenica 29 giugno 2014

Il diaspro




Roccia silicea molto dura di colore per lo più rossastro dovuto alla presenza di ferro. La colorazione può essere uniforme o a zone concentriche o a macchie sparse e irregolari. In Italia si trova sull'Appennino settentrionale, in Sicilia e in Sardegna. I giacimenti più importanti sono negli Stati Uniti, nell'Egitto e in Sassonia.
Il diaspro ha una ricca gamma di colorazioni nelle sue numerose varietà (bruno, sanguigno, giallo, verde (molto raro), nero, a bande, ecc.), ha avuto un largo impiego ornamentale, usto fin dai tempi antichi, con esemplari lavorati in area cretese risalenti al III-II millennio a.C., e in area egizia. Numerosi e pregevoli altri esemplari antichi come il diaspro rosso con guerrieri nel Museo Nazionale di Roma (arte romana dei secoli II-I a.C.).
Del Rinascimento autentici capolavori (vaso di Lorenzo il Magnifico, XV secolo; diaspro rosso e fiasca in diaspro giallo venato in rosso e bianco, del 1575, a Firenze nel Museo degli Argenti; l'eccezionale Cristo alla Colonna in diaspro sanguigno della fine del Cinquecento al Louvre di Parigi).

Il diaspro rosso e brecciato sono pietre del secondo chakra, la paesina e il diaspro turitella operano sul terzo, il tipo verde stimola il quanto centro.
Minerale fondamentale nella cristalloterpia, stimola la tenacità e la capacità di combattere per i propri ideali. Le varietà rosse danno maggiore slancio, le gialle aiutano a concentrarsi sugli scopi, la verde approccia emotivamente all'armonia. I diaspri stimolano la circolazione di energia in tutto il corpo (rossi), attivano il sistema immunitario (gialli), disintossicano (verde e turitella), e sono utili nelle malattie dell'apparto genitale (tutti).
   

giovedì 26 giugno 2014

Il diamante




Minerale di solo carbonio cristallizzato, brucia all'aria quando è posto ad alta temperatura, è inattaccabile dagli acidi e resiste agli agenti atmosferici. Nella scala di Mohs ha il massimo grado di durezza, 10; è caratterizzato da un alto indice di rifrazione che gli conferisce la caratteristica lucentezza (detta appunto "diamantina") che lo rende la più pregiata delle gemme. I giacimenti primari più ricchi sono in Sudafrica, i più importanti fra quelli secondari si trovano in India, Brasile, Namibia, Borneo, Zaire, Ghana e Australia.
Noto in Oriente già dal 3000 a.C., la sua introduzione in Occidente risale all'epoca di Alessandro Magno.
Il diamante assume varie colorazioni, dalle varietà perfettamente incolori, prive di impurità, molto pregiate, a quelle in cui inclusioni di altri minerali determinano colori dal paglierino al giallo in tutte le sue gamme, al blu, all'azzurro, al rosa, al rosso, al rosso-mattone, al nero. Fra quelli colorati, rarissime le varietà rosse, azzurre e blu.
Oltre alle numerosissime varianti del taglio a brillante, si praticano diversi altri tagli, tra cui quello a smeraldo, triangolare, ovale, a stella, a tavola, ecc.

Il diamante è la pietra del 7° chakra, centro della corona.
Promuove lo sviluppo spirituale, incoraggia la libertà di pensiero e la rettitudine. Aiuta a superare la paura e la depressione, purifica e stimola le funzioni cerebrali, rafforza il sistema nervoso.


 

lunedì 26 agosto 2013

Il calcedonio

foto: teestone.it


Dal greco "chalkedònios", di Calcedonia.
Varietà di quarzo con colorazioni zonate di bellissimo effetto cromato (corniola, sarda, eliotropio, crisoprasio, agata) molto impiegato negli ornamenti sin dall'antichità, in particolare per diversi oggetti come vasi, coppe, piatti, ecc.
L'impiego di queste pietre, protrattosi durante il Rinascimento e il Barocco, ha vari esempi suggestivi, come la Tazza Farnese (ellenistico-romana, II secolo a.C.), la Coppa dei Tolomei (alessandrina), il Cristo alla colonna del XVI secolo al Louvre di Parigi.

Nella cristalloterapia il calcedonio blu (5 chakra, centro della gola) rappresenta la comunicazione, l'espressione di pensieri e sentimenti, neutralizza la rabbia, favorisce la comprensione di se stessi e degli altri, libera dal silenzio interiore e rinforza il sistema immunitario. Il calcedonio rosa (4 chakra, centro del cuore) dona comprensione e generosità, spinge a risolvere i propri problemi, migliora la memoria, dona ottimismo e fiducia in se stessi, sostiene il sistema immunitario.