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venerdì 22 giugno 2018

Il management del futuro & Le donne che non dormono mai



La società cambia e il business segue le nuove realtà dove etnie, religioni e orientamento sessuale si mescolano. In Italia, tanto per cambiare, siamo l'ultima ruota del carro, ma in Europa il diversity manager è una realtà. Da noi se ne parla da poco, questa nuova figura lavora soprattutto con le risorse umane, il suo obiettivo è valorizzare e creare inclusione che fa funzionare tutte queste diversità. Un esempio? Estensione dei congedi matrimoniali alle coppie omosessuali e ai matrimoni religiosi non riconosciuti, come quelli ortodossi, oppure pagare di più il congedo di maternità ai neopapà per evitare l'abbandono del lavoro delle neomamme.
Oggi è fondamentale valorizzare le differenze per fare business, come capire le nuove generazioni e chi invecchia, giovani e over 60 devono lavorare insieme per scambiarsi conoscenze ed esperienze e cercare talenti nei disabili al di là delle assunzioni obbligatorie per legge.

L'Italia è all'82° posto su 144 Paesi quanto a divario tra uomini e donne.

La differenza di stipendio a favore degli uomini rispetto alla donne, a parità di lavoro, è del 10,9%.

Gli stranieri in Italia sono 5milioni.

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Le donne del porto di Ancona non dormono mai. Sanno bene che se sposano un pescatore questa sarà la loro vita.
Di giorno vanno in ufficio, di notte scaricano e vendono il pesce. Si ritrovano ogni giorno al porto, ritirano le cassette del pesce e le caricano sul loro furgone. I mariti ripartono per il mare e si rivedranno solo il giorno dopo alle 2.
Ancona è il secondo mercato ittico dell'Adriatico, sono un centinaio le donne che fanno questo lavoro, la pesca è una catena: per ogni uomo in mare deve esserci una donna al porto ad aspettarlo. Tornano a casa alle 8 del mattino, dormono un pò prima di andare a lavorare, per poter avere i contributi per la pensione devono fare 2 lavori e col tempo si abituano a non dormire. Le donne della pesca sono operaie costrette a lavorare in nero senza contributi nè malattia, a differenza delle imprese agricole nel mondo ittico un marito non può assumere sua moglie come collaboratrice dell'impresa di famiglia, l'Italia (con Grecia, Olanda e Cipro) è l'unico Paese europeo a non riconoscere questa figura professionale, significa che questo esercito di donne, pur perdendo sonno per il lavoro, non avrà mai una pensione, una copertura infortunistica o i diritti di maternità.

I pescherecci arrivano in porto alle 2,15 del mattino, in pochi minuti bisogna scaricare, poi le mogli guidano i furgoni per arrivare al mercato ittico dove la vendita inizia alle 3,30. Per stabilire l'ordine di chi deve vendere il pesce c'è un sorteggio, i primi spuntano il prezzo più alto. I pescherecci partono la domenica alle 2, stanno in mare aperto 24 ore e scaricano il lunedì, martedì e mercoledì, sempre alle 2 del mattino. Giovedì c'è la vendita al dettaglio direttamente in porto. Un giorno di pausa e la domenica si leva di nuovo l'ancora.

martedì 13 marzo 2018

La casa, la sanità e i bulli



La nostra abitazione racconta la nostra storia.
L'organizzazione degli spazi non è scelta solo con criteri funzionali ma rispecchia anche i valori, i gusti e le nostre inclinazioni. La casa ci rappresenta, un anziano non riesce a sopportare, per esempio, nemmeno  i piccoli miglioramenti o qualche mobile spostato, fiuriamoci i traslochi...
Ogni elemento è legato a ricordi personali e il mutamento è vissuto come un attentato alla propria identità. Per conoscere una persona basta far attenzione all'ambiente in cui vive, la zona living mostra come si desidera essere visti dagli altri, il bagno e la camera come si è veramente. I pochi arredi, i colori freddi e nessun abbellimento superfluo sono riportati spesso in foto dalle riviste, invece solo un italiano su quattro definisce la sua casa minimalista, chi sceglie un arredamento minimal si sente soffocato dall'abbondanza degli oggetti e in genere è una persona più distaccata e celebrale. Quando gli ambienti sono molto decorati, stipati di soprammobili, fotografie, cuscini e tappeti significa che il padrone di casa ha bisogno di sicurezza e della protezione della famiglia. La grande attenzione al comfort può servire come calmante alle persone ansiose che così ritrovano il loro equilibrio. Anche i libri, i poster e i trofei definiscono un profilo psicologico: avere 10 libri su argomenti diversi denota più apertura mentale che avere scaffali pieni di opere su un solo argomento. Le foto dei viaggi o la frase buddhista incorniciata sono messaggi ispirazionali che, soprattutto negli insicuri, aiutano a smorzare le preoccupazioni e filtrano la tristezza.
In un'indagine è emerso che è difficile convivere con le cose altrui, a volte detestate, il 40% degli intervistati ha gettato oggetti di un familiare di nascosto, anche l'invasione del proprio spazio è fonte di stress e molti non lo rivendicano.



Prossima crisi dei medici di famiglia, nel 2023 21.000 andranno in pensione e solo1/3 verrà sostituito, questo implica che chi rimane dovrà gestire anche 2.000 pazienti.
Sono troppi i dottori anziani che lasciano rispetto ai giovani neospecializzati che iniziano la professione, parrebbe inoltre che ai bandi non si presentino nemmeno i candidati necessari. L'Italia è il Paese europeo che ha i medici di famiglia più vecchi, il 52% ha superato i 55 anni, la scuola di formazione dei dottori è di competenza delle Regioni che sembra abbiano sbagliato la programmazione: si formano 900 dottori di base all'anno ma ne vanno in pensione 2.000, gli specializzandi hanno una borsa di studio di circa 1.800 euro al mese mentre i giovani della scuola di medicina generale si devono accontentare di 900 euro. E' lo Stato che decide i fondi e le università hanno più potere delle Regioni, pare...
La mancanza di medici avrà pesanti ricadute sui futuri pazienti, siamo un Paese che invecchia e gli anziani soffrono di malattie croniche. Il sistema sanitario paga a paziente meno di 4 euro al mese, più malati hai più guadagni, quasi la metà dei pazienti non sono soddisfatti del proprio dottore e si presentano in ambulatorio solo per farsi prescrivere farmaci e impegnative "rosse", le cure a domicilio sono diventate un'utopia e le visite in ambulatorio sono spesso frettolose o superficiali, difatti rivolgersi direttamente allo specialista è diventata quasi una regola.
Con il ricambio generazionale saranno penalizzati soprattutto i piccoli Comuni perchè i neodottori sono attirati dalle metropoli, ma l'Italia è fatta di paesi dove gli abitanti dovranno fare parecchi chilometri per una ricetta. Potrebbe essere aumentato il "massimale", ora di 1.500 pazienti, arrivando a 2.000, ma è una soluzione di emergenza che penalizza il servizio e ci dovrebbero essere più posti nelle scuole di specializzazione e borse di studio più alte. Un bravo medico di base dovrebbe far prevenzione ed evitare le visite specialistiche inutili facendo risparmiare il Servizio sanitario nazionale. E' una figura fondamentale che deve dare informazioni e sostenere psicologicamente le persone più disagiate.

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La nuova legge sul testamento biologico è entrata in vigore il 31 gennaio scorso e prevede novità anche sul consenso informato. Oggi il paziente deve ricevere il consenso almeno il giorno prima di un'intervento in modo da avere il tempo per leggerlo, valutarlo e porre eventuali domande compresa la richiesta di cure alternative, se non è convinto della proposta terapeutica. Per legge il consenso informato va inserito nella cartella clinica cartacea o elettronica. E' uno strumento molto importante in caso di malattie croniche dove è necessaria una continuità terapeutica.

- Non si può iniziare nessun trattamento senza la tua approvazione: il paziente ha la libertà di decidere insieme al medico le varie opzioni terapeutiche. Prima di firmare fai tutte le domande che ritieni necessarie, valuta i pro e i contro e, se vuoi, chiedi un secondo parere. Non puoi esigere però trattamenti contrari alla buona pratica clinica e alla deontologia professionale, se lo fai il medico deve registrare la tua richiesta sul consenso informato e il suo rifiuto a curarti, motivandolo.
- Puoi delegare parenti e amici: puoi delegare la compilazione del consenso informato o decisioni sulla tua salute a un parente, al partner o a un amico, loro possono controllare il consenso e firmarlo. La persona va registrata alla direzione sanitaria dell'ospedale.
- I video hanno la stessa validità dello scritto: "Devono essere utilizzati tutti i dispositivi necessari per permettere alla persona di far valere il suo diritto alla salute", la videoregstrazione ha lo stesso valore del documento scritto e lo stesso per altri dispositivi che permettono a un malato di comunicare. Tutto va allegato alla cartella clinica, devono essere indicati con chiarezza i tuoi dati e giorno e anno di sottoscrizione del documento.
- Il documento va rivisto se cambia la terapia: il consenso può cambiare man mano, anche se ti viene proposto un farmaco diverso, se cambiano le modalità di assunzione, i controlli necessari, ecc. dopo essere stati informati dal medico per poter valutare il consenso. Si può rivedere l'opzione terapeutica accettata insieme al proprio medico e, se si cambia terapia, si firma un nuovo documento.
- Se il medico non rispetta le tue volontà è perseguibile penalmente: l'obiettivo è difendere il paziente con prognosi infausta, si ha diritto sia a domandare sia a rifiutare tutte le terapie previste per i malati terminali ed è possibile ricorrere alla sedazione palliativa profonda, morfina compresa. Oppure non accettare la nutrizione forzata e la respirazione artificiale, fino all'ultimo momento si può cambiare idea sottoscrivendo (paziente o delegato) un nuovo consenso informato e richiedere terapie precedentemente rifiutate.

Il consenso informato va firmato anche prima di esami radiologici, nelle vaccinazioni facoltative, esami come endoscopia, coronarografia, artroscopia, biopsia, procedure come alcolizzazione, cateterismo venoso centrale, terapia sclerosante, applicazione del pacemaker, terapie come la chemio, radio e cure croniche sottopostea piano terapeutico come gli anticoagulanti, trasfusioni, donazione di sangue, procreazione assistita, donazioni di midollo osseo, di organi e tessuti tra viventi, interruzione volontaria di gravidanza, sperimentazione clinica di medicinali e uso off label di farmaci.



Stanno aumentando per numero e ferocia i crimini commessi da teenager che emulano le finction perchè si annoiano, e per ferocia.
Baby gang, bambini killer e criminali in erba stanno seminando il terrore. Colpiscono in gruppo e così si sentono dio. Non tutti sono di famiglie povere, sono il prodotto di una miscela esplosiva fatta dalla bassa scolarità, dal degrado sociale e familiare, dalla disoccupazione e dalla tossicodipendenza, una miscela che è stata favorita dall'indifferenza. Ragazzini fra i 13 e i 19 anni hanno deciso di far del male al prossimo, agiscono in periferia come in centro sicuri che nessuno farà loro nulla. Sono criminali che vivono accecati dal mito dell'arricchimento facile, dell'esibizione del potere, della notorietà nel vicolo, che guardano ai personaggi delle finction Narcos o Gomorra come modelli criminali a cui ispirarsi, sono cattivi esempi, soprattutto se a guardarli sono bambini sotto i 10 anni. I ragazzi vestono tutti allo stesso modo: felpe col cappuccio su jeans o pantaloni della tuta e scarpe comode, chi è già in organico al clan si fa tatuare il cognome del boss del rione o la classica tigre con le fauci spalancate, giovani in cerca di forti emozioni e soldi facili. A Napoli è emergenza. I minorenni italiani seguiti dai servizi sociali a causa di episodi di reato nel 2016 sono stati 21.848, in aumento del 6,4% rispetto all'anno precedente, le ragazze sono il 12,2%. I delitti in Italia commessi da minori che entrano in carcere sono principalmente contro il patrimonio o la persona, o violazione delle leggi in materia di stupefacenti. Se a Napoli i ragazzini colpiscono sia per rapinare sia per pura esibizione di forza, in altre realtà come Roma o Torino prevale la seconda motivazione, con una matrice quasi sempre razziale. A Milano l'aggressione può essere predatoria o vandalistica: 39 componenti minorenni  ha distrutto due vagoni della metropolitana, senza contare i furti e le aggressioni dove spesso nelle mani dei ragazzi compare un coltello.

mercoledì 21 febbraio 2018

Le donne, i figli, il lavoro



Negli ultimi anni c'è stato un boom di centri e case rifugio per le donne maltrattate ma nello stesso tempo questi centri sono sempre più a rischio di chiusura, parrebbe che molti si stiano improvvisando esperti della materia pur di ricevere i finanziamenti statali.
Questi posti hanno iniziato a moltiplicarsi dal 2013, quando il governo emise un piano straordinario contro la violenza sulle donne. E' stata approvata una normativa per definire i centri e così regolamentare la concessione dei fondi (fra cui è richiesto di avere almeno 5 anni di esperienza) ma quando le Regioni emettono i bandi per distribuire i finanziamenti partecipa chiunque, le documentazioni non vengono verificate oppure è accettata l'autocertificazione. In questo modo i soldi vanno anche a strutture che si occupano di povertà e migranti che non hanno nessuna esperienza sul campo.
Il governo ha promesso di triplicare i fondi per arrivare ai 30milioni di euro annui, ottenere una parte del denaro per aprire una struttura quindi fa gola a molti. Con strutture improvvisate e operatori poco esperti anche l'aiuto alle vittime è messo a rischio, il Consiglio d'Europa nel Trattato contro la violenza ha deciso che ogni Stato deve mettere a disposizione ogni mezzo per aiutare le vittime con il supporto di forze dell'ordine, servizi sociali, mondo della gustizia e del lavoro, tutti con un'adeguata formazione professionale.



Il ruolo materno oggi richiede un tasso di efficienza mai conosciuto nelle società precedenti e molte madri (specie lavoratrici) entrano in crisi.
La natalità decresce  e le mamme sono pressate per essere sempre efficienti a casa, sul lavoro, negli affetti e per santificare il mito della madre perfetta. Oggi si suppone che la maternità sia tutto amore e gioia, la responsabilità della cura parentale è ancora quasi tutta sulle spalle delle madri, in più le donne fra i 40 e i 50 anni si devono occupare anche dei genitori anziani da assistere, difatti c'è stato un boom di dimissioni volontarie delle neomamme, nell'ultimo anno ben 24.618 hanno lasciato il lavoro.
La maternità di oggi è allo stesso momento santificata e mistificata, fra le madri c'è un fanatismo che si impone come modello, ci sono madri che catechizzano sui blog, mamme orse che riversano tutto sulla cura dei figli e rinunciano al ruolo di moglie per la maternità, hanno certezze incrollabili e cadono nel "plusmaterno": tengono il figlio in ostaggio invece di lasciarlo andare nel mondo. Organizzano i suoi saperi e i suoi gusti, vivono in sua simbiosi e godono del potere totalizzante, rassicurante e riconosciuto della maternità. In questo periodo storico i padri non hanno molta voce, o scimmiottano le mogli e diventano mammi o sono esiliati invece ad essere una voce diversa al pensiero unico di una madre iperpresente.
Autosufficiente, ombelicale, la famiglia è diventata un luogo ristretto in cui i membri pensano di trovare tutto ciò di cui hanno bisogno: affetto, sostegno, educazione, viaggi, svago. Una famiglia all inclusive che restringe gli orizzonti, produce dipendenza nei figli e non educa al legame con l'altro. I bambini sono esibiti come trofei alle cene con amici, come fossero un prodotto miracoloso in cui si specchiano. Il pericolo di fare della maternità un altare al proprio narcisismo, oggi promosso da incessanti campagne sociali, è tra le maggiori cause di stress post gravidanza. 



Secondo le statistiche gli adolescenti che bevono saltuariamente esagerano con la quantità e iniziano sempre più presto ad abusare di alcolici o a mischiarli con le droghe, con effetti devastanti sul fisico e sulla mente.
Bevono fuori di casa, e l'età si sta abbassando: 11/12 anni, chi assaggiava il primo bicchiere di vino a casa, durante il pasto, ne comprendeva i limiti e il contesto, così la prima ubriacatura arrivava più tardi, oggi i due momenti si sovrappongono sfuggendo al controllo dei genitori, della scuola e dello stesso adolescente. I consumatori a rischio fra i teenager sono 1milione, il 17% delle intossicazioni alcoliche che arrivano al pronto soccorso riguarda gli under 14. I minorenni in teoria non possono acquistare alcolici, nei piccoli alimentari etnic aperti 24 ore nessuno chiede la carta d'identità oppure basta mandare avanti un amico maggiorenne, cosa che nei locali non si potrebbe fare. Ecco i cocktail con una canna o una striscia di cocaina, bibite gassate corrette con il gin, whisky e vodka, bevande dolci e colorate a bassa gradazione o il vino low cost, più che la qualità conta la quantità. Il risultato è la diffusione del "binge drinking", la pratica di bere fino a stordirsi. In Italia il 6% dei ragazzi e il 2% della ragazze già prima dei 16 anni assume almeno una volta alla settimana più di 6 unità alcoliche, oltre la quale scatta la patologia.
I minorenni sono più esposti agli effetti dannosi dell'alcol rispetto agli adulti, apparato digerente e fegato maturano poco prima dei 20 anni e metterli sotto stress significa rischiarne l'efficienza per tutta la vita. Lo stesso accade con il metabolismo, fiaccato dai flussi di alcol e con vasi e tessuti che non sono ancora allenati a smaltire il processo etilico. Nella maggior parte dei casi si hanno effetti collaterali: fragilità, sbalzi d'umore, riflessi lenti e perdita della memoria a breve, ma i danni cerebrali per chi beve in maniera continuativa sono più rilevanti proprio perchè il cervello si sta sviluppando e possono ridurne in modo permanente le potenzialità, anche in età adulta.



Con le riforme ci sono meno posti di lavoro ed è aumentato lo sfruttamento.
La flessibilità (maggior facilità di licenziare) non dà più lavoro, in Italia la flessibilità ha invece aumentato i contratti a termine e i sottoccupati, ogni lavoratore fa in media un numero inferiore di ore rispetto al passato, guadagna di meno ed è più ricattabile. L'accresciuta produttività non si converte in compensi maggiori, a lievitare sono solo i profitti delle aziende, non i redditi dei dipendenti.
L'alternanza scuola-lavoro è classista in due modi: da una parte perchè gli studenti dei licei svolgono 200 ore contro le 400 degli istituti tecnici professionali dove, statisticamente, si iscrivono persone provenienti da famiglie meno abbienti (come dire che chi ha un reddito inferiore deve lavorare gratis per più tempo), dall'altro queste esperienze sono più o meno utili perchè invece di dare una conoscenza che poi possa essere applicata nei vari contesti, forma i lavoratori togliendo alle aziende un costo di loro competenza.
I voucher tutelano le categorie deboli? Sono usati spesso per lavori svolti dalle categorie più vulnerabili (giovani e inoccupati di lungo corso), quindi restano dentro un circolo vizioso di precarietà. Per non parlare che all'articolo 36 della Costituzione in cui si dice che la retribuzione deve essere proporzionale al tipo di lavoro svolto per quantità e qualità mentre i voucher pagano a tutti lo stesso salario orario.
Che la classe operaia non esiste più è inesatto, sempre più persone ne fanno parte. Oltre agli operai metalmeccanici ne fanno parte anche quelli che sono impiegati nella grande distribuzione e molti autonomi. I cosiddetti freelance vivono una condizione totalmente subordinata alle decisioni del datore di lavoro e rientrano nella categoria dei "lavoratori poveri", devono accettare il lavoro quando c'è, dovunque sia e per quanto tempo decide chi li impiega.

  

giovedì 16 novembre 2017

L'invidia

foto da wikipedia.org

Uno psichiatra dell'istituto di scienze radiologiche di Tokio ha scoperto che l'area coinvolta nell'insorgere dell'invidia (la corteccia cingolata dorsale anteriore del cervello) è la stessa che si attiva quando si sente un intenso dolore fisico.
L'invidia è un dolore inconfessabile perchè implica una dichiarazione di inferiorità, una sconfitta, ma l'invidia è anche un moto primitivo dell'anima che coinvolge tutti, basta imparare a riconoscerla, è un tabù e un atto privato che non si dice, che alla fine fa diventare ciechi e incapaci di decifrare la realtà. L'invidiato non sa di esserlo e tra invidioso e invidiato si instaura un rapporto di amore e odio, persino la pubblicità si fonda sul piacere di essere invidiati che in quest caso diventa glamour, è un meccanismo che diventa il motore dell'acquisto e del capitalismo.
Se dichiarata pubblicamente l'incantesimo svanisce perchè l'ammissione cancella l'onta e la vergogna e ristabilisce l'ordine.
Esiste l'invidia costruttiva e quella distruttiva, la prima riconosce la superiorità dell'altro e diventa un pungolo per sforzarsi di migliorare, ma il prezzo più alto lo pagano sempre gli invidiosi.

lunedì 13 novembre 2017

Vado da solo



I genitori italiani sono iperprotettivi, solo uno studente su tre, fra gli under 14, va a scuola da solo e la percentuale alle elementari scende al 17%, invece in Germania e Inghilterra oltre il 40% degli studenti delle scuole primarie si reca a scuola da solo.
La maggior parte dei genitori italiani pensa sia giusto lasciare andare i figli da soli a scuola ma ne ha paura, li accompagnano per proteggerli, ma senza volerlo li espongono a rischi maggiori. Ogni bimbo deve sapersi muovere nel traffico, a 6 anni dovrebbe imparare a camminare sul marciapiede e ad attraversare la strada, e a 9 ad andare in bici. Chi sta solo sul sedile dell'auto non acquisisce queste abilità e quando a 14 anni sale impreparato su un motorino rischia molto di più. Meglio educarlo gradualmente individuando un'area protetta intorno alle scuole sorvegliata da vigili, volontari e da genitori a turno e a scuola devono essere insegnati gli eventuali imprevisti: lasciar passare un'auto che va troppo veloce anche se abbiamo il verde, far spazio a una bici anche se è sul marciapiede e ha torto ecc., infine iniziare ad anticipare la sveglia del mattino per dare il tempo ai bambini di spostarsi con calma.
Andare a scuola da soli, già alle elementari, è un'importante tappa verso l'indipendenza, l'autonomia si sviluppa mettendosi alla prova, sperimentanto limiti e capacità, se ciò non avviene i ragazzi crescono fragili, dipendenti dagli altri e incapaci di assumersi le respondabilità. Un altro modo per aiutarli è fare insieme il percorso per alcuni giorni spiegando passo passo cosa fare e cosa evitare e come reagire ai possibili imprevisti, fino anche a controllarli di nascosto per vedere come si comportano.

sabato 11 novembre 2017

I numeri sbagliati



Le statistiche indicano un aumento degli occupati ma questi numeri comprendono anche i sottoccupati, quelli che lavorano poche ore al giorno o pochi mesi all'anno.
Secondo l'Istat in Italia ci sono quasi 2,7milioni di part-timer involontari con un contratto a tempo parziale, accettato solo perchè era l'unica possibilità. Due terzi di loro sono donne, quasi raddoppiate dal 2008. Anni fa il part-time era accettabile per le donne perchè coniugava lavoro e famiglia e oggi molti uomini hanno perso il posto e i contratti parziali delle donne sono rimasti l'unica entrata in casa. In pochissimi casi si riesce a passare a un full-time, soprattutto perchè la crisi ha ridotto il bisogno delle imprese di ore lavorate, molte attività sarebbero in perdita se portate a tempo pieno.
Milioni di persone mettono insieme lavoretti nel week end o impieghi stagionali che figurano come occupati nelle statistiche, ma vivono al limite ella povertà. Per la Banca centrale europea la disoccupazione reale arriverebbe quasi al 20% in Italia.
I giovani faticano a trovare un'occupazione e i laureati devono accontentarsi di ruoli non corrispondenti al loro titolo, il 30% dei lavoratori italiani oggi ha competenze in eccesso, l'offerta di mansioni manuali e operaie non manca, invece il nostro mercato offre pochi posti di alto livello, come dirigenti o figure tecniche specializzate.
Pochi professionisti guadagnano tantissimo, gli altri non fatturano a sufficienza, se il reddito medio di un dipendente italiano è di circa 20.000 euro l'anno, quello di uno psicologo si ferma a circa 13.000, quello di un giornalista freelance a circa 15.000, di un agrotecnico a 17.000 e più della metà degli avvocati è sotto i 20.000, soprattutto nella fascia d'età fra i 25 e i 40 anni.


giovedì 9 novembre 2017

Nuove genti riti antichi

Wicca - Stella con i 5 elementi del cosmo
(Acqua, aria, fuoco e spirito)
foto di wikipedia.org


Aumentano sempre di più i seguaci dei riti neopagani, i fedeli di culti dalle antiche radici, pregano le divinità romane, celtiche o greche rispolverando credenze millenarie.
E' una religiosità nata durante il Romanticismo che non crede in un unico dio e ritorna alle antiche divinità.
Il culto più diffuso è la Wicca, poi il Druidismo e la Via romana agli dei. Queste chiese non hanno una struttura gerarchica ma percorsi individuali in cui conta più la pratica che la fede dato che non esistono dottrine o comandamenti rigidi. Molta è l'attenzione per la natura e alla spiritualità e le figure femminili diventano protagoniste con un gran numero di sacerdotesse.
 Druidi - Celebrazione a Stonehenge
In Italia i fedeli abitano soprattutto al Nord, si avvicinano a queste religioni verso i 20-30 anni, spesso sono liberi professionisti, ecologisti e hanno la voglia di cambiare il mondo dalle religioni alle istituzioni. Il matrimonio pagano si celebra anche tra persone dello stesso sesso.
E' un percorso che dura tutta la vita che implica una crescita interiore. Nella Wicca le dee sono le più potenti spiritualmente perchè madri, guerriere e sapienti, le sacerdotesse praticano la magia, rigorosamente bianca, e usano le erbe per guarire.
Ogni anno a Roma in autunno è organizzato il Pagan Pride, una festa aperta a tutti, per combattere i tabù su queste pratiche religiose.
 Via romana degli dei - membri di Nova Roma presso le rovine di Aqinch (Budapest) durante il Festival romano di Floralia.
Diverse sono le religioni sotto il nome di "neopaganesimo", in Italia è nata l'Unione comunità neopagane che ha chiesto il riconoscimento giuridico dello Stato. Non ci sono chiese o templi, si prega a casa, all'aperto o in piccole associazioni. Si celebrano feste e riti di iniziazione come i matrimoni e il battesimo e i fedeli non finanziano i culti.
- La Wicca è un percorso misterico che celebra i cicli della natura e venera due principi, la Dea e il Dio, da cui ha avuto origine il mondo, più altre divinità.
- Il Druidismo si basa sulla religione celtica che lega l'uomo alla natura. Cerimonie e preghiere si svolgono nei boschi e gli dei più importanti sono Cernunnos (il dio cervo) e Morrigan (la dea della guerra).
- La Via romana degli dei segue divinità e riti dell'antica Roma, ogni adulto è un sacerdote, ci sono Lari e Penati, divinità protettrici della casa e della famiglia. Si celebrano feste come le idi, i solstizi e gli equinozi.
 

giovedì 19 ottobre 2017

Crimine "rosa"

foto da wikipedia.org

Negli ultimi anni le mafie italiane sono più meritocratiche e attente alle quote rosa di qualsiasi altro settore,
moltissime madri, mogli e compagne di affiliati sono al comando del clan di appartenenza a causa delle faide e degli arresti che hanno decimato molti clan, soprattutto in Campania. Nella camorra l'investitura è ereditaria, come per le donne che oggi guidano molte famiglie importanti di Napoli Sud, da Torre Annunziata a Portici, da Torre del Greco a Ercolano. Nei momenti più critici, come quelli che seguono a un'arresto o l'uccisione dei vertici, è la scelta più logica e un segnale di continuità, sempre più spesso l'emancipazione avanza anche senza svolte violente, come la crescita delle quote rosa nell'organizzazione più tradizionalista e maschilista che ci sia: la 'ndrangheta. Le 'ndrine calabresi hanno sempre riservato alle donne ruoli importanti e autonomi rispetto a quanto previsto dai codici mafiosi e anche rispetto a quanto avviene nella società normale, queste donne hanno potere decisionale a stretto contatto con gli uomini dei traffici più redditizi come armi e droga.
Negli anni i boss hanno fatto studiare le figlie, che non sono più semianalfabete, date in sposa per suggellare alleanze e che agiscono nella finanza, nel commercio e nei servizi.


mercoledì 18 ottobre 2017

Cibo: altri mondi

foto da wikipedia.org

La vendita dei prodotti alimentari alternativi è cresciuta del 16%, cibi vegani ma anche la richiesta di alimenti kosher e halal (con precetti ebraici e musulmani) è cresciuta del 10%. Oggi l'alimentazione tende a seguire le mode in più è in aumento chi ha particolari esigenze alimentari (10.000 celiaci in più all'anno e nel 2016 il numero dei vegani è triplicato). Siamo disposti a pagare di più per acquistare prodotti che favoriscono il dimagrimento, rispettano l'ambiente e fanno invecchiare bene, così siamo attirati da prodotti ritenuti più salutari come quelli senza glutine, lieviti o lattosio, soprattutto da quelli vegani, privi di grassi animali, ma non ci chiediamo se è davvero una buona scelta, per esempio alcuni prodotti per vegani o gluten free sono più eleborati e ricchi di grassi.
Risulta che circa 6000 italiani sono celiaci per moda ma a forza di eliminare il frumento si rischia di impoverire la dieta, lo stesso per i prodotti senza lattosio, se chi non è intollerante si priva di tutti i latticini rischia di diventarlo davvero perhè perde la lattasi, l'enzima che digerisce il latte. La scelta di questi cibi alternati a quelli tradizionali invece permette più varietà. Anche chi non ha restrizioni religiose sceglie alimenti kosher o halal (+4%) certificati.
Ogni notizia negativa legata al mondo alimentare animale spinge i consumatori verso i vegetali, se mangiare carne è tipico delle società appena uscite dalla povertà (l'Italia del dopoguerra o la Cina di oggi), le società più evolute puntano su regimi ipersalutari, così essere veg è diventato un nuovo status. Il web ha un grosso ruolo nella diffusione degli stili alimentari alternativi e lo fa molto velocemente, come i semi di Chia o le bacche di Goji che erano sulla cresta dell'onda e oggi sono quasi dimenticati.

 

mercoledì 11 ottobre 2017

L'evoluzione della specie...



Dopo i recenti fatti di violenza sulle donne ci si chiede cosa passi per la mente degli stupratori, che sono persone molto diverse, concepiscono il sesso come un diritto e un rifiuto provoca loro una profonda frustrazione, per questo cercano facili prede, donne che appaiono loro disponibili o che si fidano. Spesso chi commette violenza l'ha subìta (traumi infantili, abusi sessuali, ambiente in cui i conflitti si risolvono con la violenza e i soprusi) e usa il sesso aggressivo per manifestare il suo disagio.
Spesso uno stupratore è incapace di capire la gravità della sua violenza e non si pente, si sminuisce addossando la responsabiltà alla vittima o ai complici. In un gruppo di uomini si innesca una forma di concorrenza che porta a volersi superare. Questo comportamento risale ai tempi antichi, quando per conquistare una femmina dovevano lottare, poi c'è quello che aggredisce in un posto isolato. Gli stimoli sessuali sono dappertutto, l'erotismo impera nelle pubblicità, nel porno online e allora o lo si compra o si ruba.
Il luogo più a rischio è la famiglia, qui avvengono gli stupri più frequenti, quasi il 70% a opera del partner e il 17% di un conoscente. Queste violenze spesso non vengono denunciate, gli abusi derivano da una cultura patriarcale secondo la quale le donne di famiglia appartengono all'uomo di casa. Oggi alcuni uomini non accettano i cambiamenti delle donne e con la violenza cercano di riavere quello che considerano loro.
1.157.000
le donne che hanno subìto una violenza sessuale nel corso della vita, compresi i tentati stupri.
25%
i casi di violenza sessuale su minorenni
4.000
le violenze sessuali commesse ogni anno, la maggior parte non denunciata
61%
gli stupratori italiani denunciati, seguiti dai romeni (8,6%), marocchini (6%), albanesi (1,9%) e tunisini (1,3%).
  

lunedì 25 settembre 2017

La terra promessa

foto da fanpage - Flickr

Sempre più anziani lasciano l'Italia alla fine del percorso lavorativo, alcuni Paesi difatti hanno un bel clima, la vita costa di meno e il fisco non è oppressivo.
Ci sono Paesi, come il Portogallo e la Tunisia, che incentivano il trasferimento dei pensionati sulle loro terre, posti vicini dove gli anziani che faticano ad arrivare a fine mese possono vivere decisamente meglio per il minore costo della vita, e la pensione è detassata. Il 64% dei pensionati è disposto a uscire dai nostri confini, sono quelli che con circa 1000 euro vogliono fare una vita migliore che in Italia.
Oggi è più facile sradicarsi dall'Italia perchè i voli low cost permettono di tornarci spesso e le tecnologie di restare sempre in contatto con chi rimane. Il primo motivo di scelta è la detassazione della pensione, gli accordi bilaterali difatti prevedono che non si possa applicare una doppia imposta ma solo quella del Paese di residenza e in alcuni posti (come le Canarie) le tasse sono più basse. In Portogallo non si pagano per i primi 10 anni (i dipendenti pubblici, invece pagano le tasse italiane pur vivendo all'estero). Il secondo criterio riguarda il basso costo della vita e anche il clima. Importante anche la cultura e la lingua, tutto il bacino del Mediterraneo attrae, compresa la Tunisia che, passato il timore di attentati, torna appetibile. Importante è anche la sicurezza.
Per acquisire la residenza in un Paese bisogna dimostrare di viverci almeno 183 giorni l'anno, in questo modo si accede automaticamente al regime fiscale locale. Le cure mediche sono garantite come ai cittadini di quel Paese e dove non arriva la sanità pubblica ci sono le assicurazioni private, a Minorca la più cara costa 50 euro al mese e copre tutto.
Per facilitare lo spostamento dei pensionati sono nate agenzie che pensano a tutto: viaggi prova di 2 settimane, appartamenti in diversi Paesi, collaboratori italiani residenti sul posto che aiutano a valutare zone, case, città e stile di vita, ma anche per la burocrazia, l'apertura del conto corrente in banca e la richiesta della pensione.

Il 41% degli Italiani over 60 ritiene che la pensione non garantirà un tenore di vita sufficiente.

5 sono i Paesi che ospitano quasi la metà dei pensionati europei residenti fuori dallo Stato, nell'ordine: Spagna, Panama, Nicaragua, Portogallo e Marocco. Agli Italiani piacciono anche Tunisia, Bulgaria, Ecuador e Croazia.

La crescita più forte di pensionati provenienti da altri Paesi l'ha avuta Lagos, in Portogallo (100 nuclei familiari nell'ultimo anno).

martedì 19 settembre 2017

A.A.A. cercasi portinaio



Il numero dei portinai sta aumentando, oltre che scacciare gli importuni, fa salire i prezzi degli appartamenti e ne facilita la vendita.
La sua figura garantisce più sicurezza contro le truffe agli anziani e scoraggia i furti in pieno giorno, i condomini da lui presidiati subiscono l'80% in meno di furti rispetto a quelli senza portierato, il portiere ritira i pacchi, deve essere affidabile, disponibile e preciso, in grado di trasformare la guardiola in un concierge. Ci sono portinerie di ultima generazione che prenotano la baby sitter o riservano un tavolo al ristorante, tutto per migliorare la vita nel palazzo e semplificare la vita dei condomini.

A Roma i portieri che lavorano a tempo pieno sono il 66%, a Napoli il 70% e a Milano il 50%.
Il 75% di loro lavora nelle grandi città, occupazione ereditata da genitori o parenti.
Quasi 3/4 dei portinai stranieri sono filippini, seguono srilankesi, peruviani e albanesi.

lunedì 11 settembre 2017

Bella de mamma toia



Il business dell'immagine dei bambini ruota fra centri commerciali, competizioni di bellezza, casting di agenzie specializzate, pubblicità e sfilate per prestigiose griffe. In Italia ancora non siamo ai livelli degli Stati Uniti ma questo mondo di moda e concorsi di bellezza per i bambini attrae molti genitori in cerca di fama e soldi.
In molti casi l'iniziativa parte da un genitore ma in altri è un desiderio del figlio, attratto dal mondo della moda e della bellezza, difficile però arrivare a un compenso, sicure sono le spese sostenute dalla famiglia per book fotografici, gli abiti e gli spostamenti.
Ci sono casi in cui un bambino subisce discutibili trattamenti, come non poter mangiare o bere durante un evento, per limitare le richieste di andare al bagno, condiderato come una persona che percepisce un compenso e quindi un lavoratore vero. Le retribuzioni variano dagli 80 ai 150 euro per una sfilata e da 350 a 400 euro per uno spot televisivo o un catalogo, addirittura alcune aziende pagano 100 euro lordi per 3 giorni di lavoro, tra prove e sfilate, senza nessun rimborso spese, e l'agenzia si prende circa il 20% del compenso. Secondo l'Ispettorato del lavoro i minori di 6 anni non possono lavorare per più di 4 ore al giorno, che in realtà lievitano, senza rispetto per i tempi per mangiare, bere, andare in bagno, giocare.
Purtroppo attraverso il bambino le madri vogliono realizzare un proprio sogno, sono spesso persone insoddisfatte che vedono in questa attività una specie di riscatto o una rivincita sociale.
Questi bambini sono molto attenti alla propria immagine e questo è un rischio, soprattutto se questo ruolo viene preso troppo seriamente e non come un gioco o un'attività saltuaria perchè finiscono per essere ossessivi del loro corpo. Le mamme li fanno sentire unici, invincibili, piccoli re a cui tutto è dovuto, amplificando e fomentando un'eccessiva stima si sè. Le bambine che appaiono in pose sexy, con abiti griffati, truccate e ingioiellate, forzano una precoce "adultizzazione", questi comportamenti smaliziati e eduttivi possono portare a una personalità poco equilibrata perchè non sono supportati da uno sviluppo psicofisico.
La scuola non ha più importanza, come le amicizie o lo sport, importa come sei truccata, come ti atteggi e quanto sei magra. L'eccessiva attenzione all'immagine può portare a disturbi alimentari e all'ossessione per difetti che in realtà non esistono.
In pratica, è una specie di violenta forzatura della personalità del bambino, la negazione della sua infanzia e un danno psicologico difficilmente recuperabile.

martedì 25 luglio 2017

Studenti: lezioni pratiche



L'alternanza scuola-lavoro è il programma che gli studenti dell'ultimo triennio delle superiori svolgono "sul campo" per iniziare a conoscere il mondo del lavoro.
Nel 2015-2016 vi hanno partecipato 652.000 studenti e nel prossimo anno scolastico ne sono stimati circa 1milione e mezzo. Al programma partecipano 5.000 istituti in tutta Italia che inseriscono gli studenti  in multinazionali o piccole attività artigianali coinvolgendoli in attività di ristorazione e volontariato, assistenza fiscale ai Caf dei sindacati, biblioteche pubbliche, come guida turistica, ecc.
Alcuni ragazzi ritengono l'esperienza positiva, altri sono stati assunti con contratti di apprendistato, per molti non è stata un'esperienza soddisfacente: le scuole erano impreparate al progetto e molti progetti si basano solo sulla buona volontà degli insegnanti che contattano gli imprenditori e le associazioni del territorio facendo accordi. Se nella zona ci sono poche imprese, gli studenti arrivano a spendere 300 euro di trasporti per raggiungere i luoghi anche a 60 km da casa, alcuni non ricevono alcuna mansione e altri devono distribuire volantini invece di essere impiegati nella conoscenza del loro lavoro futuro, il risultato è che il 57% degli studenti ha ritenuto questa esperienza non coerente con gli studi e il 37% si è sobbarcato spese extra. Il ministero finora non ha contribuito al finanziamento ma pare ci siano 140milioni di fondi europei da spendere. Ma i tempi ancora non si conoscono.
L'alternanza scuola-lavoro è diventata obbligatoria nel 2015 (la cosiddetta Buona scuola), le aziende, le associazioni sportive e di volontariato, gli enti culturali e gli ordini professionali devono unire formazione teorica e attività pratica. Le ore previste sono 400 per gli istituti tecnici e 200 per i licei, anche fuori dall'orario scolastico e durante le vacanze. La Buona scuola dura 3 anni ed è diversa dall'apprendistato perchè ha una finalità formativa e non è un contratto di lavoro. Lo studente può usare badge aziendali e ha diritto alla copertura Inail, ma non può essere impiegato in orari notturni nè pagato. Le famiglie non dovrebbero pagare nulla e gli studenti dovrebbero godere di rimborsi per i trasporti o di buoni pasto, ma solo se l'ente ospitante li offre o se lo stanziamento dato dallo Stato li copre. Un caso che si è verificato molto raramente.

venerdì 21 luglio 2017

L'azzardo delle donne

foto di wikipedia.org

Il gioco d'azzardo è praticato da circa il 6% della popolazione italiana di cui metà sono donne. Questo vizio "concesso" agli uomini, è stigmatizzato nelle donne.
La donna ha un ruolo sociale centrale, intorno a lei ruotano lavoro, figli, accudimento degli anziani e dei nipoti e questo comportamento mette in crisi tutta la famiglia. Le giocatrici hanno a disposizione meno soldi e si indebitano con amici e finanziarie pur di continuare a giocare, in più chiedono raramente aiuto. La loro ètà media è di 48 anni, le over 65 sono il 18%, il gioco inizia nei momenti di fragilità o malattie familiari, alla pensione, per un lutto o se si è in crisi con il partner. A creare la dipendenza è la velocità dello stimolo-risposta, ci vogliono 2 secondi per raschiare un Gratta e vinci e ancora meno per vedersi comparire i 3 simboli uguali sulla slot machine. Si inizia per estraniarsi dai problemi, per avere una situazione di non-pensiero o per solitudine. Dal vizio del gioco però si può guarire rivolgendosi ai SerD, i servizi pubblici per le dipendenze o ai centri privati convenzionati. Si inizia con terapie di gruppo o colloqui individuali.

In Italia, per il gioco d'azzardo, si spendono 96miliardi, il 4,4% del Pil, e lo Stato incassa 12miliardi.

L'Italia è al 9° posto nella classifica mondiale per le perdite pro capite al gioco.

Si stima che siano 1milione i ludopatici italiani.

In Italia ci sono 400mila slot machine, 1 ogni 150 abitanti.

martedì 18 luglio 2017

Ritornano?

foto di wikipedia.org

Tra gli anni '90 e il 2015, 88 aziende sono rientrate in Italia abbandonando la Cina, l'Europa dell'Est e i Paesi asiatici.
Grossi produttori come Benetton, Marcolin, Safilo e Roncato, ma anche altre che non hanno dichiarato il rientro.
Non è certo un boom, ma si verificano ritorni anche in altri Paesi occidentali che confermano la possibilità per le aziende di produrre in patria senza rimetterci denaro. La differenza del costo del lavoro si è ridotta fra Italia ed estero, e a questo costo va aggiunta la produttività che può vanificare un apparente risparmio. Poi si aggiunge il costo di trasporto della merce dal Paese di produzione a quelli di vendita. La manodopera non specializzata inoltre produce prodotti di minore qualità, la nostra produzione nazionale è riconosciuta per il grande pregio manifatturiero quindi non è vero che conviene produrre in Cina o in Vietnam.
Il settore in rientro ha optato per pagare di più pur di avere un bene che vanti una filiera tricolore, il luogo di produzione è una garanzia di qualità della materia prima e di lavoro a condizioni etiche, dunque rappresenta un valore aggiunto e giustifica un prezzo più alto.
Altre aziende potrebbero rientrare in Italia se ci fossero buoni accordi, come la flessibilità oraria senza incremento del costo del lavoro.
Recentemente è stato preso un accordo fra il governo e 13 imprese che rappresentano il 65% del fatturato nel settore dei call center, valido per 18 mesi, che prevede che il 95% delle attività di call center sia svolto in Italia, pena pesanti sanzioni. Ogni settore impiega 80.000 lavoratori, l'obiettivo del governo è di riportare nel nostro Paese 20.000 posti di lavoro.

giovedì 13 luglio 2017

Tempi moderni...



Un tempo le droghe erano poche, letali, ma poche. Adesso più della metà dei teenager assume stupefacenti sintetici senza sapere cosa contengono.
Dal 2016 a oggi gli acquisti di droghe sintetiche via web in Europa è aumentato del 57%.
Una bustina di Som da 1 grammo costa 10-20 euro ed è venduto anche fuori dai locali della movida. Aiuta a socializzare, provoca euforia e rilassatezza ma non aumenta i battiti cardiaci come la cocaina e le anfetamine. Provoca lunghi vuoti di memoria e in Nord Europa è chiamato "droga da stupro". Il som si scioglie nei drink, ha un sapore dolce e arriva dall'Asia, come quasi tutte le droghe sintetiche che hanno invaso il mercato italiano.
I laboratori della criminalità organizzata tagliano e sperimentano alla ricerca della droga perfetta, e i nuovi componenti sono quasi 500 contro i 5-6 di pochi anni fa. I nuovi stupefacenti sintetici sono facili da produrre, costano poco e i rischi di chi spaccia sono minimi. Nelle grandi città è diffuso lo Shaboo, un cristallo di scarto dell'anfetamina che, fumato o inalato, fa star svegli fino a 26 ore. Col nome di "diamantino" si è diffuso come stimolante del sabato sera. I rischi sono d'infarto e il danneggiamento permanente della corteccia cerebrale.
L'MD è uno dei principi attivi dell'ecstasy, oggi è offerto sbriciolato e combinato con antidolorifici, Xanax e codeina. Raramente supera i 30 euro di costo. La marijuana spesso è tagliata con oppiacei e metadone.
Il consumo di queste sostanze è sempre più giovane e inconsapevole, 4 consumatori su 10 prendono queste sostanze per la prima volta sotto i 15 anni e fra i 19 e i 20 anni il consumo è un'abitudine per 1 ragazzo su 3.
Difficile individuarne i sintomi, ma bisogna fare attenzione agli sbalzi d'umore, a improvvise euforie, all'inappetenza e alla distanza.

mercoledì 12 luglio 2017

30.000



Sono i piccoli che il tribunale ha allontanato dalle famiglie, anche solo per un periodo breve.
Un tempo si parlava di patria podestà, oggi di responsabilità genitoriale, che può decadere se l'adulto è violento verso il figlio o altri, se espone il bambino a pericoli e se lo trascura ripetutamente.
Di solito è un parente, un insegnante o un conoscente che segnalano il caso ai servizi sociali che poi indagano e mandano una relazione al Tribunale dei minori che può aprire il "provvedimento di decadenza", e la responsabilità genitoriale può essere sospesa. Il giudice può allontanare l'adulto da casa se è violento o ha problemi di droga. Se la responsabilità decade il minore è portato in una struttura protetta, i rapporti con la famiglia si interrompono e assistenti sociali e psicologi cercano di ricucire lo strappo.
Quando la situazione è irrecuperabile o ci sono gravi questioni penali in corso il giudice dichiara il minore adottabile e, se possibile, lo affida a nonni o parenti. E' una misura estrema basata su prove che innesta indagini e processi molto complessi.
Negli ultimi anni sono aumentati i casi di grave trascuratezza con bimbi abbandonati a sè stessi da genitori colpiti dalla crisi o da situazioni sociali difficili. In queste situazioni viene proposto un aiuto agli adulti per trovare lavoro e una terapia familiare con lo psicologo. Se non si risolve, scatta l'allontanamento del bimbo. Per i bambini, anche se bersagli di urla e strattoni, l'allontanamento è un enorme trauma, c'è bisogno di coordinazione fra giudici, avvocati e assistenti sociali, che devono seguire le famiglie per tutto il processo, e una figura super partes  che monitori queste storie fino alla fine.

In Italia sono 91.000 i minori seguiti dai servizi sociali.
Il 55% sono seguiti per la trascuratezza materiale o affettiva.
Il 19% dei minori hanno assistito a episodi di violenza domestica.
Il 14% ha situazioni di maltrattamento psicologico.
Il 20% dei minori sono seguiti dai servizi sociali e mandati in una comunità.
Il 14% è affidato ad altri familiari.

giovedì 6 luglio 2017

Migranti

Rifugiati Siriani e Iracheni provenienti dalla Turchia
sbarcano sull'isola di Lesbo (2015)
foto di wikipedia.org


Da gennaio ad aprile  2017 sono arrivati via mare in Europa 44.776 migranti.

Nei primi mesi di quest'anno sono arrivati via mare in Italia 24.000 migranti.

I morti accertati durante la traversata nel 2017 sono stati 1.090, nel 2016 in media 14 al giorno.

I centri di primo soccorso e accoglienza sono 4, 14 quelli di accoglienza e di accoglienza per richiedenti asilo e 5 i centri di identificazione ed espulsione.



La situazione è tragica, ultimamente alcune organizzazioni umanitarie che prestano soccorso con le loro navi sono state accusate di collaborare coi trafficanti, che le finanzierebbero per portare i migranti in Italia.
Le Ong negli ultimi anni si sono piazzate nel vuoto creato dalle istituzioni europee e la realtà, da una parte gli Stati vogliono impedire gli arrivi, dall'altra bisogna pure aiutare i migranti, così le navi militari lasciano gli spazi alle Ong. Nel 2015 una volta su 4 i soccorsi erano gestiti da navi mercantili di passaggio avvisate dalla Guardia costiera perchè più vicine, ma queste navi non erano attrezzate, così sono avvenuti incidenti che hanno provocato vittime. Il compito quindi è stato assegnato alle Ong che gestiscono il 28% dei salvataggi. Medici senza frontiere con 3 navi presidia il tratto di mare fra Libia e Italia, ma servirebbero navi per contrastare le rotte dei trafficanti, una flotta apposita che dovrebbe predisporre l'Europa.
Le segnalazioni alle Ong dei migranti in mare arrivano da avvistamenti o dalla Guardia costiera che istruiscono dove andare, cosa fare, dove stazionare e il tratto di mare da presidiare. Pare che navi autonome, persino in accordo coi trafficanti, di alcune Ong siano straniere, ma la cosa appare improbabile in quanto il Mediterraneo è un mare molto presidiato.
I clandestini si imbarcano in Libia, non usano più i barconi ma mettono sempre più gente su natanti fragili e affidano il timone e il telefono satellitare agli stessi profughi. Dalle navi dei migranti chiamano i soccorsi prima di entrare nelle acque internazionali e affrontare la parte più pericolosa del viaggio, per questo i salvataggi avvengono sempre più a Sud.
Le speculazioni, in Italia, avvengono soprattutto sulla terraferma, molti Comuni assegnano l'accoglienza a operatori profit, come albergatori con stanze libere, che ne fanno un business. Per chi opera correttamente, invece, non è possibile lucrare sui 35 euro al giorno che lo Stato dà al giorno a ogni immigrato.

>o<

Non ho parole...moltissimi Italiani se li sognano 35 euro al giorno...un tetto sulla testa...l'Italia non tutela manco gli Italiani, che hanno perso moltissimi diritti negli anni. Se questo fosse veramente uno Stato di diritto gestito come si deve, potrei anche capire, ma con una situazione interna così schifosa credo non possiamo nemmeno prenderci il lusso di aiutare. Questo problema dovrebbe essere affrontato da tutta la Ue, in proporzione alle capacità finanziarie degli Stati membri.