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mercoledì 12 agosto 2020

La Comedia n.5

Beatrice Portinari (1266 circa-90) detta Bice, coniugata de' Bardi
di Gustave Dorè
foto da wikipedia.org



Per poter accedere al Paradiso Dante si libera dei suoi peccati bevendo l'acqua dei fiumi Lete ed Eunoè e poi accede al Paradiso con Beatrice volando ad altissima velocità.
Il Paradiso è composto da nove cieli concentrici al cui centro sta la Terra, in ognuno di questi cieli stanno i beati più vicini a Dio a seconda del loro grado di beatiudine.
Tutte le anime si trovano nell'Empireo a contemplare Dio, nessun'anima desidera una condizione migliore di quella che già ha poichè la carità non permette di desiderare altro se non quello che si ha.



Angeli Principati
custodiscono il tempo e le epoche storiche



Dio, al momento della nascita, ha donato a ogni anima una certa quantità di grazia ed è in proporzione a questa che esse godono di diversi livelli di beatitudine.



 Angeli Potestà o Potenze
governatori celesti



Nel primo cielo (della Luna) si trovano i Cherubini e coloro che mancarono ai voti fatti, nel secondo (di Mercurio) gli Arcagneli e coloro che in Terra fecero del bene per ottenere gloria e fama.



  Angeli delle Virtù o Fortezze
rappresentano il coraggio e la forza di affrontare gli ostacoli e le difficoltà


Nel terzo cielo (di Venere) ci sono gli Angeli Principati e gli spiriti amanti, nel quarto (del Sole) gli spiriti sapienti e gli Angeli Potestà.
Nel quinto cielo (di Marte) ci sono gli spiriti militanti dei combattenti per la fede e gli Angeli delle Virtù.



 Angeli delle Dominazioni
regolano i compiti deli angeli inferiori



Nel sesto cielo (di Giove) gli Angeli delle Dominazioni e gli spiriti dei governanti giusti, nel settimo (di Saturno) si trovano gli Angeli Troni e gli spiriti contemplativi.



Angeli Cherubini
a guardia della luce e delle stelle



Beatrice non sorrise più perchè il suo sorriso, così vicino a Dio, sarebbe insopportabile a Dante per la sua luminosità che si sta innalzando fino al cielo delle Stelle Fisse delle anime trionfanti che cantano le lodi di Cristo e della Vergine Maria.
Da qui Dante vede il mondo e i 7 pianeti. Dopo aver sostenuto un esame di Fede, Speranza e Carità da parte di San Pietro, San Giacomo e San Giovanni, sale al nono cielo, il Primo Mobile o Cristallino, il cielo più esterno, origine del movimento e del tempo universale con gli Angeli Serafini.



 Empireo
il più alto dei Cieli
Dante e Beatrice
di Gustave Dorè



In questo luogo Dante vede un punto luminosissimo contornato da nove cerchi di fuoco vorticanti, è Dio con attorno i nove cori angelici. Superato l'ultimo cielo accede all'Empireo dove si trova la Rosa dei Beati, un anfiteatro sul cui gradino più alto sta la Vergine Maria, qui risiedono i più grandi santi e le più importanti figure delle Sacre Scritture come Sant'Agostino, San Benedetto, San Francesco, Eva, Rachele, Sara e Rebecca.
Da qui Dante osserva la luce di Dio grazie all'intercessione di Maria, la sua anima si placa e realizza l'armonia che gli dona la visione di Dio: "L'Amor che move il Sole e l'altre stelle".
 

giovedì 6 agosto 2020

La Comedia n.4

Purgatorio
foto da wikipedia.org




Dante e Virgilio uscirono dall'Inferno e si trovarono nell'Emisfero Australe terrestre dove, in mezzo al mare, s'innalza la montagna del Purgatorio creata con la terra che avanzò dallo scavo del baratro dell'Inferno.
Il suo giardiano è Catone Uticense. Nell'antipurgatorio stanno i negligenti e i morti scomunicati che attendono il tempo di purificazione per poter accedere al Purgatorio vero e proprio diviso in sette cornici dove le anime scontano la loro inclinazione al peccato per purificarsi prima di accedere al Paradiso.



 Anime del Purgatorio
di Gustave Dorè



Qui alla base della montagna, nella prima cornice, stanno coloro che si son macchiati delle colpe più gravi, le anime non sono punite in eterno e per una sola colpa, ma scontano una pena pari ai peccati commessi durante la vita.
Nella prima cornice ci sono i superbi, nella seconda gli invidiosi, nella terza gli iracondi, nella quarta gli accidiosi, nella quinta gli avari e i prodighi, nella sesta i golosi (magrissimi) e nella settima i lussuriosi (avvolti dalle fiamme).
Attraversato un muro di fuoco si diparte una scala che dà accesso al Paradiso Terrestre dove dimorarono Adamo ed Eva.
Qui Virgilio si congeda perchè non è degno di guidare Dante fino al Paradiso, sarà Beatrice a farlo.
 

martedì 28 luglio 2020

La Comedia n.3

Fiume Stige
di Gustave Dorè
foto da wikipedia.org




Oltre al terzo fiume infernale, il Flegetonte (un fiume di sangue bollente presidiato dai Centauri) Dante pone il settimo cerchio con i violenti contro il prossimo, i violenti contro sè stessi, i suicidi trasformati in arbusti secchi feriti e straziati per l'eternità dalle Arpie, e gli scialacquatori inseguiti e sbranati da cagne. I violenti contro Dio nella Parola, nella natura e nell'arte (ossia i bestemmiatori), i sodomiti e gli usurai.


 Le Arpie nella foresta dei suicidi
di Gustave Dorè


L'ottavo cerchio si chiama Malebolge, qui sono puniti i traditori, i ruffiani, i seduttori, gli adulatori, i simoniaci (che hanno effettuato la compravendita di cariche ecclesiastiche), gli indovini, i barattieri, gli ipocriti, i ladri, i consiglieri fraudolenti, i seminatori di discordie e i falsari.
Nel nono cerchio sono puniti i traditori in chi si fida, dei parenti, della patria, degli ospiti e dei benefattori.
Nell'ultima zona si trovano i tre grandi traditori: Cassio, Bruto e Giuda Iscariota, maciullati dalle tra bocche di Lucifero che qui dimora.
 

lunedì 20 luglio 2020

La Comedia n.2

Lucifero
di Gustave Dorè
foto da wikipedia.org



A ogni anello dell'Inferno Dante fa corrispondere un peccato, più gli anelli sono stretti più è grave il peccato e più è vicino a Lucifero.
Al di là del fiume Acheronte si trova il Limbo, qui sta chi non è stato battezzato ma visse bene. All'ingresso c'è Minosse, il secondo guardiano infernale che indica in quale cerchio ogni anima dovrà andare.



Minosse
di Gustave Dorè



Nel secondo cerchio infernale ci sono i lussuriosi, tra essi Semiramide, Cleopatra, Achille ed Elena di Troia, travolti dal vento.
I golosi si trovano nel terzo cerchio, immersi in un fango puzzolente sotto una perenne pioggia, morsi e graffiati da Cerbero, terzo guardiano infernale.



 Cerbero
di Gustave Dorè



Il quarto cerchio è presidiato da Plutone, occupato dagli avari e dai prodighi divisi in due schiere destinate a scontrarsi per l'eternità mentre fanno rotolare massi di pietra.
Nel quinto cerchio c'è il secondo fiume infernale, lo Stige, nelle sue acque fangose sono puniti gli iracondi e gli accidiosi (quelli che non hanno voluto fare niente), sull'altra sponda si trova la città di Dite in cui sono puniti i peccatori consapevoli di peccare, gli epicurei (per il rifiuto della vita politica e degli onori) e gli eretici, all'interno di grandi sarcofagi infuocati.

martedì 7 luglio 2020

La Comedia

Dante Alighieri (1265-1321) Alighiero battezzato Durante di Alighiero degli Alighieri
foto da wikipedia.org



La Comedia è un poema allegorico di Dante Alighieri scritto in lingua volgare fiorentina, l'aggettivo "Divina" le fu attribuito dal Boccaccio nel 1357-62. Secondo i critici fu composta fra il 1304 e il 1321 quando Dante era in esilio in Lunigiana e in Romagna.
Il poema narra di un viaggio immaginario attraverso i 3 regni ultraterreni  che lo condurrà alla visione della Trinità. La sua visione medievale del mondo immagina l'oltretomba cristiano della chiesa cattolica.
L'opera ebbe subito uno straordinario successo e contribuì in modo determinante al consolidamento del dialetto toscano come lingua italiana.



 Virgilio (70 a.C.-19 a.C.) Publio Virgilio Marone
mosacico del III secolo d.C.



Accompagnato da Virgilio, poeta nato a Mantova, percorre il suo viaggio iniziando dall'Inferno dove si trovano i peggiori peccatori iniziando dagli ignavi, quelli che nella vita non vollero prendere posizioni, indegni sia di premio che di castigo che corrono nudi dietro a una bandiera senza stemma perennemente punti da vespe e da mosconi.
Il primo fiume infernale è l'Acheronte, sulle sue rive stanno le anime che devono raggiungere l'altra riva e attendono Caronte, il primo guardiano infernale, che le traghetti.



 Caronte
di Gustave Dorè



Dante rappresenta l'Inferno come un cono rovesciato con una serie di anelli numerati la cui estremità più stretta si trova al centro della terra ed è occupata da Lucifero che, muovendo le ali, produce un vento gelido, è il ghiaccio la massima pena.



 Inferno
di Sandro Botticelli


martedì 29 marzo 2011

Su di noi...su di me





irlanda






"Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e fibra; ...fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare: a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie.
A non essere amara.
Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole."
(Diari, Sylvia Plath.)




 

venerdì 13 novembre 2009

Alda Merini 21.3.1931/1.11.2009

Image and video hosting by TinyPic
(Da: http://nunzyconti.files.wordpress.com)



La sua casa era un mondo a parte: tanto caos e peluche, mozziconi di sigaretta spenti per terra, giornali, sciroppi, numeri di telefono scritti col rossetto sul muro. Alda Merini stava a letto, fumava e mangiava panini con la mortadella. Scriveva versi sui foglietti e li dettava a un amico fidato. Era folle, ma non era matta. Aveva passato tanti anni in manicomio, le avevano fatto tanti elettroshock. Amava la vita perchè aveva visto tante volte la morte in faccia. Diceva: "Quando vieni fuori dal manicomio e sei ancora vivo non hai tempo per lavarti". E amava gli uomini che l'hanno tradita e abbandonata: Giorgio Manganelli scappò a Roma in Vespa; Quasimodo, Pasolini, Spagnoletti la stimavano. Ha vinto premi, era l'unica poetessa a vendere 20mila copie in Italia. E' andata anche in tv, dal Costanzo Show e poi da Chiambretti. Viveva a Milano sui Navigli con i soldi della legge Bacchelli. E' morta sola e in povertà, come i grandi. Lascia dietro di sè quattro figlie e versi sublimi.

"Illumino spesso gli altri
ma io rimango
sempre al buio"



mercoledì 5 novembre 2008

Ritmo d'autunno



donna92ax3(Da: http://img401.imageshack.us)


...

La tristezza umida del paesaggio                  La mojada tristeza del paisaje
mostra come un giglio                                     ensena como un lirio
le rughe severe che lasciarono                      las arrugas severas que dejaron
gli occhi pensierosi dei secoli.                       los ojos pensadores de los siglos.

E mentre riposano le stelle                              Y mientras que descansan las
                                                                                                                estrellas
nell'azzurro addormentato,                                sobre el azul dormido,
il mio cuore vede lontano il suo ideale           mi corazòn ve su ideal lejano
e implora:                                                             y pregunta:
- Dio mio!                                                              - Dios mìo!
Ma, Dio mio, a chi?                                             Pero, Dios mìo, a quién?
Chi è Dio mio?                                                     Quién es Dios mìo?
Perchè la nostra speranza si addormenta       Por qué nuestra esperanza se
                                                                                                                    adormece
e sentiamo la poetica delusione                        y sentimos el fracaso lìrico
e gli occhi si chiudono abbracciando                y los ojos se cierran comprendiendo
tutto l'azzurro?                                                       todo el azul?



                                                      Federico Garcìa Lorca





 


 

mercoledì 6 agosto 2008

Alda Merini



Alda_Merini(Da: biografie.leonardo.it)


Ha 77 anni, è nata nel 1931 a Milano dove vive, sui Navigli. Professione: poetessa.
Bocciata alla prova d'italiano, non è ammessa al liceo classico. Suona il pianoforte. E' l'unica poetessa in Italia che vende 20mila copie.
Esordisce giovanissima, a 16 anni. Stimata da Quasimodo, Pasolini, nel 93 ha vinto il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale". Nel 96 il Premio Viareggio, nel 97 il Premio Procida Elsa Morante. E' stata candidata più volte al Nobel per la letteratura. Il primo ricovero in manicomio fu a 16 anni, e dal 1961 al 1979 sono più gli anni di manicomio che quelli passati fuori. Su di lei hanno scritto e cantato canzoni Roberto Vecchioni e Milva.
Non ha scrivania nè suoi libri in casa. Ne ha scritti più di quaranta tra prosa e poesia, ma non ne conserva nessuna copia. Prima scriveva a macchina ma poi ha smesso perchè la vicina si lamentava del ticchettio notturno. Adesso detta i suoi versi a un amico fidato, sdraiata sul letto. "Noi poeti lavoriamo di notte, i poeti lavorano nel buio come falchi notturni o usignoli dal dolcissimo canto".
Vive circondata da migliaia di oggetti, ma non esiste una cosa speciale per lei. Sporcizia e cianfrusaglie si accumulano ovunque, il tavolo è ricoperto di carte, ritagli di giornali, libri, foto di personaggi, ritratti di bambini, foto sue, animali di  peluche, sculture, pupazzetti, avanzi di cibo...
Sulla porta, un cartello "Attenti al gatto".
Le sigarette le spegne sul pavimento, pacchetti di sigarette e mozziconi sono ovunque. Sui mobili e sul comodino le bruciature formano intarsi quasi artistici.
"Che palle quelli che dicono: no grazie, non fumo". Lei si accende una sigaretta dopo l'altra. Suo padre era un grande fumatore, prese un infarto, si svegliò dal coma e chiese una sigaretta.
"Mi piace sporcare la casa, vivere nel pattume come i maiali, il maiale pulito non diventa grasso. Non mi lavo da vent'anni. Perchè mai dovrei lavarmi? Io odoro di paradiso. Mio marito faceva tre docce al giorno, è morto di cancro. Il medico mi ha detto che è morto perchè era troppo pulito. La bestia non puzza come l'uomo, quando vieni fuori da un manicomio ancora vivo non hai tempo per lavarti".
"Non ho la vocazione al tradimento, però me l'han fatta pagare lo stesso". Due mariti e vari amori, tra cui Titano, un barbone incontrato su una panchina.
Ha la rubrica telefonica più originale d'Italia: i numeri sono scritti sul muro a penna o col rossetto. Numeri rossi, blu, disegni e scritte, però non ci sono i nomi.

Sono sempre stata giovane
come una ragazza
ma la gente non mi ha tradotto
in nessuna lingua.

#

Vorrei chiederti
almeno una grazia
di andartene lontano
senza ricordarmi.

giovedì 13 marzo 2008

Oda a unas flores amarillas


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Contra el azul moviendo sus azules,
el mar, y contra el cielo,
unas flores amarillas.

Octubre llega.

Y aunque sea
tan importante el mar desarollando
su mito, su misiòn, su levadura,
estalla
sobre la arena el oro
de una sola
planta amarilla
y se amarran
tus ojos
a la tierra,
huyen del magno mar y sus latidos.

Polvo, somos, seremos.

Ni aire, ni fuego, ni agua
sino
tierra,
sòlo tierra
seremos
y tal vez
unas flores amarillas.

Pablo Neruda

(Contro l'azzurro movimento dei tuoi lapislazzuli, - il mare, e contro il cielo, - alcuni fiori gialli. - Ottobre arriva. - E benchè sia - così importante il mare che svolge - il suo mito, la sua missione, la sua grandezza, - esplode - sull'arena d'oro - di una sola - pianta gialla - e si legano - i tuoi occhi - alla terra, - fuggono dal grande mare e dai suoi palpiti. - Polvere siamo, saremo. - Nè aria, nè fuoco, nè acqua, - ma - terra, - solo terra - saremo, - e forse - alcuni fiori gialli.)




sabato 17 novembre 2007

Potessero le mie mani sfogliare

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...
T'amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!!

(Federico Garcia Lorca)

mercoledì 31 ottobre 2007

Le pietre del cielo

753484_moonlight(Thassos, Grecia)

D'indurire la terra
s'incaricano le pietre:
presto
ebbero ali:
le pietre
che volarono:
quelle che sopravvissero
salirono
al lampo,
diedero un grido nella notte,
un segno d'acqua,
una spada violetta,
una meteora.
...
(Pablo Neruda)

martedì 23 ottobre 2007

Madrigale d'estate



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...
Anche se tu non m'amassi io t'amerei
per il tuo sguardo oscuro,
come l'allodola ama il nuovo giorno
solo per la rugiada.
...
(Federico Garcia Lorca)

lunedì 15 ottobre 2007

DOVE



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DOVE la mente non conosce paura
e la testa è tenuta ben alta;
DOVE il sapere è libero;
DOVE il mondo non è stato frammentato
entro anguste mura domestiche;
DOVE le parole sgorgano
dal profondo della verità;
DOVE lo sforzo incessante tende le braccia
verso la perfezione;
DOVE il limpido fiume della ragione
non ha smarrito la via
nell'arida sabbia del deserto
delle molte abitudini;
DOVE tu guidi innanzi la ragione
verso pensieri e azioni sempre più ampi;
in quel cielo di libertà, PADRE,
fa che il mio paese si desti.

(Rabindranath Tagore)

domenica 7 ottobre 2007

Non abbandonarti




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Non abbandonarti, tienti stretto
e vincerai
vedo che la notte se ne va:
coraggio, non aver paura.
Guarda, sul fronte dell'oriente
di tra l'intrico della foresta
si è levata la stella del mattino.
Coraggio, non aver paura.

Son figli della notte, che dal buio battono le strade
la disperazione, la pigrizia, il dubbio:
sono fuori d'ogni certezza, non sono figli
dell'aurora.
Corri, vieni fuori;
guarda, leva lo sguardo in alto,
il cielo s'è fatto chiaro.
Coraggio, non avere più paura.

(Rabindranath Tagore)

giovedì 4 ottobre 2007

Da lungo tempo




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sto ad aspettare
da lungo tempo intorno al tamburo
che il mio amore
venga
dove io sto seduta.

(poesia anishinabe)

martedì 2 ottobre 2007

Ci sono anime che hanno...




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Ci sono anime che hanno
stelle azzurre,
mattini sfioriti
tra foglie del tempo,
casti cantucci
che conservano un antico
sussurro di nostalgia
e di sogni.
...
La mia anima è matura
da gran tempo,
e si dissolve
confusa di mistero.
Pietre giovanili
consunte di sogno
cadono sulle acque
dei miei pensieri.
Ogni pietra dice:
"Dio è molto lontano!".
...

Federico Garcìa Lorca









mercoledì 26 settembre 2007

Canzone d'autunno



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Oggi ho nel cuore
un vago tremolio di stelle
ma il mio pensiero si perde
nell'anima della nebbia.
La luce mi tronca le ali
e il dolore della mia tristezza
bagna i ricordi
alla fonte dell'idea.
...
(Federico Garcia Lorca)

Stare con se stessi è una cosa bellissima ed impagabile. Poter far volare il pensiero ovunque, senza limiti. Sorridere. Scorrere la mano sul pelo morbido e candido di Mirò. E incontrare i suoi dolcissimi occhi neri. Ripercorrere un sogno con la mente. La gioia, la speranza, la fiducia illimitata. Non importa com'è finito e nemmeno com'è iniziato. Importa il sentimento. I pensieri alle volte viaggiano nella nebbia che risplende come un manto d'oro alla luce del sole.



lunedì 24 settembre 2007

Non tornano più




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...
Le cose che se ne vanno non tornano più,
tutti lo sanno,
e fra l'illustre massa dei venti
a nulla serve lamentarsi.
Vero, pioppo, maestro di brezza?
A nulla serve lamentarsi!
...
(Banderuola, Federico Garcìa Lorca)

Così viviamo. Girarsi indietro per ricordare porta dolore. Insieme a vittorie insperate. Perchè lamentarsi? Non serve a nulla. Serve fare. Serve guidare il cuore in porti sicuri dove la furia delle onde non può entrare.
Con il vento che trasporta i pensieri lontano. Saremo noi. Solo noi stessi. Il timone e l'ancora. La vela e il vento.