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giovedì 22 dicembre 2022

Firenze: Torre della Pagliazza e Palazzo di Bianca Cappello

 




foto da wikipedia.org

La Torre della Pagliazza, in Piazza Santa Elisabetta, è ritenuta l'edificio più antico di Firenze, forse del VI-VII secolo, poggia su fondazioni d'epoca romana, forse una piscina o un vano termale, proprio la struttura a esedra che ha come base si pensa abbia determinato l'insolita forma semicircolare, caso unico a Firenze. Forse fu costruita dai Bizantini o dai Longobardi come casa-torre, dal XII secolo fu carcere, poi campanile. Il restauro le ha reso l'aspetto vicino a quello che aveva nel XV secolo.


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Il Palazzo di Bianca Cappello di Via Maggio in Oltrarno (1570-74) è di Bernardo Buontalenti, costruito su richiesta di Francesco I de' Medici per la sua amante Bianca Cappello, famoso come scena per una delle più chiacchierate storie d'amore del Rinascimento tra il Granduca e una nobildonna veneziana nonostante lui fosse già sposato con Giovanna d'Austria. Il palazzo fu costruito il più vicino possibile alla residenza ducale di Palazzo Pitti, è questa la prima opera documentata del Buontalenti che in seguito divenne scenografo e artista di corte. Ceduto da Bianca all'Ospedale di Santa Maria Nuova, le celebri grottesche della facciata furono dipinte nel 1579-80. Oggi il palazzo appartiene a privati.


lunedì 12 dicembre 2022

Firenze: Palazzo Gondi e Palagio di Parte Guelfa

 




foto da wikipedia.org



Palazzo Gondi, in Piazza San Firenze, (1490-98, rinascimentale) dell'architetto Giuliano da Sangallo, appartiene ancora ai discendenti della famiglia Gondi, che lo fece costruire. E' Patrimonio Unesco.


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Sala Palagio di Parte Guelfa





Entrata di Giorgio Vasari

Il Palagio di Parte Guelfa (XIV secolo, rinascimentale) si trova in Piazza di Parte Guelfa, ha subìto interventi di Filippo Brunelleschi e Giorgio Vasari (1589 circa) ed ebbe un restauro "disinvolto" nell'Ottocento. La facciata sulla piazza è molto pittoresca, è il maggior frutto dei restauri neomedievali. Notevoli gli interni, per lo più frutto dell'intervento in stile del 1920 quando vennero ristrutturati utilizzando elementi decorativi provenienti da demolizioni ottocentesche dell'antico centro.


sabato 26 novembre 2022

Firenze: Casa-Galleria Vichi e Palazzo dell'Arte della Lana

 







foto da wikipedia.org

Casa-Galleria Vichy è in stile Liberty, si trova in Borgo Ognissanti. Dell'architetto Giovanni Michelazzi risale al 1911 circa. La facciata è molto stretta, in finto travertino, acciaio e vetro, fu realizzata all'apice delle fortune nazionali del Liberty ed è un esemplare di rilievo nel panorama del "floreale italiano". Il piano terra e il primo piano sono destinati anche oggi a uso commerciale, i tre piani superiori a uso abitativo. La facciata è ornata da fiabeschi draghi, ghirlande e mascheroni.


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Tabernacolo di Santa Maria della Tromba

Il Palazzo dell'Arte della Lana, a Orsanmichele, è tra le torri antiche meglio conservate a Firenze (XIII secolo), all'interno è ricca di affreschi trecenteschi.


lunedì 12 settembre 2022

Il Calcio Storico Fiorentino

 

2022

Il Calcio Storico Fiorentino è un gioco antesignano a quello del calcio anche se ricorda di più il rugby con contorno di scontri corpo a corpo tra pugilato e lotta libera. Di origine quattrocentesca fu giocato soprattutto nelle piazze più importanti della città, declinò nel Settecento e solo dopo due secoli risorse, rinato nella memoria collettiva dei Fiorentini.


Piazza Santa Maria Novella (1561-62)
foto da wikipedia.org

Nel 1930 venne organizzato il primo torneo tra i quartieri della città, da allora diventò la manifestazione rievocativa più importante di Firenze. I calcianti appartengono ai 4 quartieri storici della città: i Bianchi di Santo Spirito, gli Azzurri di Santa Croce, i Rossi di Santa Maria Novella e i Verdi di San Giovanni.


Piazza Santa Croce

Si gioca con regole ben precise del XVI secolo fra cui: "il Teatro del Calcio sia in Piazza Santa Croce; il numero de' giocatori sia di 27 per parte; ecc.". La partita inizia con il lancio del pallone da parte del Pallaio, da quel momento i calcianti cercheranno con qualunque mezzo di portare il pallone fino al fondo del campo avversario o di farlo cadere nella rete oltre il parapetto che segna la fine del campo opposto segnando una "caccia" (goal).


Corteo del 2008 
con il Capitano di Guardia 
Luciano Artusi


Partita tra Azzurri e Rossi

La durata del gioco è di 50 minuti, si può atterrare l'avversario con il placcaggio, sono ammessi gli scontri fisici uno contro uno solo se entrambi i giocatori accettano lo scontro. Il premio consisteva, oltre al Palio, alla consegna simbolica di una vitella di razza Chianina con le corna e gli zoccoli dorati.


Sede del Calcio Storico Fiorentino


Antico premio per la squadra vincitrice: 
una vitella di razza Chianina

Fra i personaggi più illustri che praticarono il gioco: Pietro II de' Medici, Lorenzo II de' Medici, Alessandro de' Medici, Cosimo I de' Medici, Vincenzo Gonzaga duca di Mantova, Cosimo II de' Medici, Enrico principe di Condè, Giulio de' Medici (papa Clemente VII), Alessandro de' Medici (papa Leone XI) e Maffeo Barberini (papa Urbano VIII).


martedì 19 gennaio 2016

Civitavecchia





Civitavecchia è un Comune di circa 53.000 abitanti, fa parte della Città Metropolitana di Roma Capitale. Affacciata sul Mar Tirreno, la sua storia è legata alla marineria e al commercio, il porto è fra i più importanti d'Italia, il secondo scalo europeo per numero di passeggeri annui in transito.
Insediamento etrusco, la zona civitavecchiese diventa una città dopo il ritorno di Traiano nel 103 d.C.
I primi due insediamenti si trovavano presso il Colle della Ficoncella, nei pressi dei resti delle Terme di Traiano, e il secondo presso il torrente Marangone.
Il territorio della città è disseminato da resti di tombe etrusche.
Si ipotizza che la città fu compiuta intorno al 110 d.C., si chiamava Centum Cellae (cento (numerose) celle), riferito a un luogo dove erano in corso i lavori di costruzione del porto, vicino alla villa dell'imperatore Traiano.
L'origine del nome Centumcellae si ritiene possa riferirsi al numero delle insenature naturali sulla costa, oppure ai numerosi ambienti costruiti nella darsena per raccogliere le merci, oppure alle 100 stanze della villa imperiale.
Nell'828, con l'invasione distruttiva dei Saraceni, la popolazione lasciò il centro rifugiandosi sui monti e fondando un nuovo sito: Cencelle. Ci rimase sino a quando, nell'889, tornò nella città d'origine cambiandole il nome in Civitas Vetula (Città Vecchia) per distinguerla da Cencelle.
L'Impero Bizantino controllò Civitavecchia tra il 537 e il 538, togliendola ai Goti, per la sua importanza strategica e il porto in piena efficienza. Bisanzio controllò la città fino all'VIII secolo, che poi passò sotto lo Stato Pontificio nel 728. Nel 740 papa Gregorio III fece restaurare le mura che resistettero ai Longobardi ma non ai Saraceni che costrinsero i Civitavecchiesi a rifugiarsi nei boschi. Papa Leone IV consacrò una nuova città fra le colline dei Monti della Tolfa, che chiamò Centumcellae, munendola di 10 torri e 3 porte, che mutò nel tempo il nome in Centocelle e poi Cencelle.
Dopo 60 anni dall'invasione saracena gli abitanti erano indecisi se tornare o no nella vecchia città, intervenne un vecchio marinaio, Leandro, uno dei superstiti dell'antica città, che li convinse al ritorno nella città vecchia, ribattezzata Civitas Vetula. La piazza principale della nuova città marinara prese il suo nome: Piazza Leandra.
La città fondata da Leone IV si estinse nel XV secolo, con lo sviluppo commerciale della romana Centumcellae, che attorno al 1072 compare come una Rocca sulle rovine dl porto con il nome di Civita Vetula o Civita Veccia, da qui il nome di Civitavecchia.
Le lettere O.C. che compaiono nell'insegna araldica della città sono le iniziali del motto "Ordo Centumcellensis", in ricordo e a onore delle sue origini romane.
Durante il Basso Medioevo la città fu feudo dei Di Vico che la vendettero poi al papa per 4000 fiorini d'oro. Il potere dei papi su Civitavecchia portò a una rinascita durante il Rinascimento (restauro delle mura nel 1455, un efficiente acquedotto, la fortezza oggi chiamata "Michelangelo"). Nel XVI secolo Civitavecchia fu fortificata e dotata di nuove infrastrutture (le mura del Sangallo, opere di difesa, la darsena e 4 torri d'avvistamento). Papa Sisto V istituì la flotta pontificia permanente nel 1588 dotando la città di acqua dalla sorgente di San Liborio, altri papi portarono il porto alla piena efficienza perduta con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Nel XVII secolo la città fu dotata di un imponente arsenale (distrutto durante la II guerra mondiale), il porto divenne nevralgico per l'approvvigionamento di cereali per la capitale e indispensabile per la flotta pontificia che lottava contro la pirateria e l'espansione dell'Impero Ottomano.
Nel 1693 Civitavecchia ottenne lo statuto di città. L'acquedotto di Traiano fu incrementato dalla captazione di nuove sorgenti, l'opera era lunga 35 km. Nel XVIII secolo la città divenne capoluogo di provincia comprendendo i territori di Tolfa, Allumiere e Tarquinia.
Nel 1798 Civitavecchia fu presa dai Francesi e nel 1809 Napoleone ne sviluppò le istituzioni, fra l'altro furono creati il Tribunale, la Camera di Commercio e un'importante stazione meteorologica. Con il ritorno di Pio VII nel 1814 fu creato un Ufficio di Sanità Marittima e successivamente sorse il Teatro Traiano. Durante l'ultimo ventennio di dominio pontificio fu realizzato il tronco ferroviario Civitavecchia-Roma (1859).
Nel 1870, dopo la Breccia di Porta Pia, Civitavecchia divenne definitivamente italiana, è la fine di un potere millenario dei papi risalente al 728 d.C.
Durante la II guerra mondiale la città fu rasa al suolo dalle bombe alleate (1943-44), fu luogo di forte movimento partigiano, la bandiera degli Arditi del Popolo di Civitavecchia assunse valenza nazionale come gagliardetto delle squadre di difesa antifascista.

Cattedrale di San Francesco d'Assisi
le foto sono di wikipedia.org


La Cattedrale di San Francesco d'Assisi risale al 1782, restaurata dopo i bombardamenti nel 1950, con facciata barocca.

  

La chiesa dell'Orazione e della Morte è la più antica della città.




Il porto antico, nonostante i bombardamenti del 1943, è un importante opera architettonica: l'antemurale Cristoforo Colombo è una diga lunga oltre 2000 mt che difende il porto dalle onde del mare; il Forte Michelangelo (1508-37) fu costruito da Antonio da Sangallo il Giovane, ha 4 torrioni angolari e il maschio ottagonale; vi sorgono poi la Rocca, la Fontana del Vanvitelli (1743) di Luigi Vanvitelli, in travertino, il Muraglione di Urbano VIII, Porta Livorno e la Torre del Lazzaretto.







Fra i siti archeologici, le Terme Traiane (a pochi chilometri dalla città), già descritte nel 416 d.C., divise in Terme Repubblicane (I secolo a.C.) e Terme Imperiali (123-136 d.C.).




Altri luoghi della città:





Il porto di Civitavecchia è conosciuto fin dai tempi antichi come "Porto di Roma", fondato dall'imperatore Traiano nel 108 d.C., ha rappresentato per molti secoli il fulcro degli scambi e dei contatti tra i popoli dell'antico Mare Nostrum. La circoscrizione di competenza dell'Autorità Portuale di Civitavecchia è stata estesa ai porti di Fiumicino e Gaeta riuniti sotto il nome di "Porti di Roma e del Lazio". Il porto di Civitavecchia è multifunzionale, diviso in due macro aree diverse: a sud quella dedicata al turismo, al diportismo e alle crociere, a nord l'area per i traffici commerciali, la pesca e il cabotaggio. Ha 1.900.000 mq di banchine, 25 attracchi operativi per 13 km di accosti. Ogni anno movimenta circa 11milioni di tonnellate di merci, auto e container, nel 2011 è diventato il primo porto crocieristico del Mediterraneo con circa 2,6milioni di passeggeri. Fra i servizi di linea (suscettibili di variazioni), Arbatax, Cagliari, Olbia e Porto Torres in Sardegna; Palermo e Termini Imerese in Sicilia; poi Barcellona in Spagna e Tunisi. La rotta per Porto Torres è stagionale. Le grandi navi appartengono a Tirrenia, Grimaldi Lines e Grandi Navi Veloci.



Da un anno abito questa bellissima città. L'amore profondo che ho per il mare si libera, qui. Amo tutte le attività legate al mare e vedere le grandi navi arrivare, ancorarsi e ripartire. Civitavecchia ha una storia molto antica che sbuca fra i nuovi palazzi costruiti dopo i bombardamenti della II guerra mondiale. Credo sia necessario conoscere il passato della città in cui si vive, Civitavecchia ne ha tanto. Amatissima o detestata (ma credo per l'inefficienza, l'incompetenza e il pressapochismo della sua gestione) senz'altro merita molto di più di quello che ha. Se fosse amata sarebbe magnifica, a misura d'uomo. Me la descrivono come "una seconda Venezia", casomai non proprio, ma dà l'idea di quello che era. Le persone amano chiacchierare, son giocose e abbastanza casinare. Stanno molto fuori, notte e giorno, bambini compresi. Alcuni abitanti avrebbero bisogno di avere più rispetto, di essere sensibilizzati sulle cose belle, sulla storia che rappresenta. Insomma, di essere orgogliosi e gelosi delle pietre che formano le loro case, i loro palazzi, i loro monumenti. Orgogliosi, guardiani incorruttibili del benessere della loro città. Che è anche un pò mia.




 

mercoledì 26 giugno 2013

Voglia de laurà saltame addosso




Da alcuni anni abito in una cittadina capoluogo di provincia. Ho notato che i negozi hanno accorciato mano a mano gli orari di apertura, fino a farli diventare mini mini. Poche ore al giorno. Altri espongono orari normali, ma non li rispettano. Aperture selvagge a comodo, anche mezz'ora dopo. Chiusure improvvise per "caffè e cappuccino con gli amici" che durano mezz'orate. Negozianti che sbarcano le ore direttamente al bar vicino, dove devi cercarli. Adesso, poi, che siamo in estate, la chiusura settimanale si dilata sia al sabato che alla mattina del lunedì. Alcuni aprono qualche ora di pomeriggio. Ho visto un negozio chiuso tutto il pomeriggio senza alcuna giustificazione e altri che chiudono un quarto d'ora prima (e aprono dopo) per permettere alle commesse di sistemare. Invece le commesse te le trovi regolarmente fra i piedi a sistemare perchè sono arrivate un quarto d'ora dopo. 
Pochi rispettano i tradizionali orari, quelli che davano al consumatore la certezza di trovarli aperti, qualunque merce vendano. Era, una volta, un servizio. Adesso è un hobby, un part-time.
Quando avevo la mia profumeria a Firenze sono stata redarguita da un vigile urbano perchè avevo aperto 10 minuti dopo l'orario. Pensa. Una profumeria. S'è mai visto che a uno sgli "scappi" l'urgenza di uno shampoo? Eppure poi l'ho capita. E' un servizio per la gente, che sa che ti trova aperta in quelle ore.
Quando leggo della crisi dei commercianti di questa "ridente" cittadina incazzati come tori perchè gli è calato il fatturato, mi vien da ridere. Certo, il fatturato è calato a tutti ma, se il negozio è chiuso, è anche colpa tua. Liberissimi di scegliere i propri orari ma, ricordiamoci, che gestire un negozio implica molte ore di lavoro, estrema dedizione ai clienti (che devono uscirne contenti), sacrificio e gentilezza. Non ti va di passarci 8-10 ore? Vai a zappare il campo. Vedrai, così, quanto rendi.
Son passati i tempi in cui sarei rimasta a dormire in negozio pur di vendere il più possibile. Non era un sacrificio, era il mio lavoro. Adesso, pare, sia più interessante e gratificante dedicarsi alle relazioni sociali o allo sport. Qui incolpano i mercati e le fiere del calo della clientela. Vanno in delegazione dal sindaco a protestare e fanno uscire articoli di allarme sul giornale locale. Nessuno, invece, coltiva con amore il suo orticello.
Troppo abituati ai privilegi. Poco abituati al rispetto del cliente. E a lavorare...
 
    

sabato 4 agosto 2012

Alle 6,30




Arriva ogni mattina. Lo vedi avviarsi verso il cancello rosso di una villetta fronte mura medicee. Apre con la chiave, prende la bici, chiude e fa il giro dell'isolato. Ritorna al punto di partenza. Si ferma. Ripone la bici dov'era. Richiude.  Forse poi torna da dov'era venuto.
Non si può dire certamente che fa sport, un giro di due minuti non è il Tour de France...
E' una presenza continua e costante a quell'ora e in quel posto, come me, d'altronde.
Forse io ho motivi più logici: porto Birra a passeggiare quand'è fresco. Lui non credo sudi, a quell'ora.
Non sprizza intelligenza da tutti i pori, ma ha un'incedere sicuro di chi sa quello che fa.
Una signora "porta a spasso" il suo Pincher, lei rimane sul piano strada, il cane scende da solo nel fossato delle mura. Passeggiano, così separati, in su e in giù, finchè, in un luogo stabilito, il cane risale al richiamo.
Ci sono persone, di fronte allo studio medico. Anziane. Apre alle 7,30. Meglio arrivare prima, che si esce presto. Guatano Birra per coglierci in fallo se deposita la sua pupù sul marciapiede. Gliela dovrebbe fare sulle scarpe.
Il "circolo dei cubani", con la serranda chiusa, è ancora abitato. Si sente la musica da fuori. Ieri notte non hanno depositato bicchieri di plastica, lattine e vomito per la strada. C'è un sacchetto dell'immondizia, fuori: whisky, vodka, birra...
Al ritorno la serranda è mezza alzata e un ragazzo sta sdraiato sulla strada. Cerca qualcosa sotto una macchina. Le chiavi? La sobrietà?
Attraverso la strada, sia mai che chieda qualcosa.
Bell'orario, le 6,30. C'è pace, poca gente in giro, fresco, silenzio, e l'aria è fina.

 
 

venerdì 22 giugno 2012

Il senso delle parole ...




"Prima delle 8-8,15 non posso lavare le macchine perchè i vicini si sono lamentati del rumore".
"Ok, prendo appuntamento per venerdì prossimo, a che ora vengo?"
"Vieni alle 8-8,15"
Qui, alcune persone pretendono il "tu" (anche se non li conosci affatto), altrimenti li destabilizzi, e di conseguenza danno il "tu" anche a te.
Faccio lavare l'auto un par di volte l'anno, a mano. Con la Golf plus prendeva 20 euro, con la Fiesta 17. Quest'anno (nel pieno disprezzo della matematica più elementare) il mio benzinaio ha praticato un'aumento di 5 euro. Ho pagato 25 euro. Però ha fatto (udite udite) la ricevuta fiscale redatta a mano con tanto di data. E' passata la finanza o si sta cagando addosso per una sua visitina? :o)))
Arrivo, puntuale, manco a dirlo, alle 8,10. Parcheggio sul piazzale e vedo un'auto già iniziata. Mi chiedo come mai abbia iniziato prima. I vicini sono diventati tutti sordi? Ma la mia quando la fa?
"Vieni a prenderla alle 11,30"
"Ma mi avevi detto che eri libero alle 8,15, come mai c'è già una macchina?"
"E' arrivato prima di te"
"Come prima di me? Mi hai detto tu di arrivare a quest'ora!"
"Questo me l'ha parcheggiata ieri sera, quando ho aperto mica potevo aspettare che arrivassi tu! Ho iniziato con quella che avevo a disposizione".
"Ma a che seve allora prenotare una settimana prima quando chiunque ti può passare avanti?"
"La prenotazione è indispensabile, io garantisco che entro le 12,30 lavo tutte le auto che hanno l'appuntamento poi, chi arriva prima ha la precedenza. Sai, c'è quello che deve andare a un matrimonio, chi ha bisogno subito dell'auto..."
"Prima delle 8-8,15 non posso lavare le macchine perchè i vicini si sono lamentati del rumore"
Quella non era un'auto. Era un calesse.
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Mercato settimanale. M'infilo con la Birra in braccio (che le devo tenere il naso con la mano che lecca o annusa tutti) di lato a un banco per vedere meglio una borsa. Mentre la valuto una...diciamo una, và, s'infila pure lei nello spazio angusto, mi urta e mi passa davanti col braccio per afferrare una borsa più in là. Quasi quasi urto il banco di dietro...ma sto zitta. Ho visto che era una mezza sega, anzianotta come me, molto villana e noncurante delle altre persone. Mi giro per uscire dal budello. Lei era ancora lì. :o)))
Col mio dolce peso mi comporto come una ruspa: esco trascinandola con tutte le scarpe.
Lei inizia a starnazzare inveendo in malo modo e protestando per il trattamento subito. Io, sorridendo, le sibilo una parola "CAFONA".

Questo fra ieri e oggi. 
E' il motivo per cui, quando so di dover fare delle commissioni o un pò di shopping, sono agitatissima. Questa cittadina di provincia mi ha costretta a essere quello che non sono per difendermi, a non cercare la logica nelle loro elucubrazioni, a non credere minimamente nella loro professionalità. Ho capito che, di soprannome, fa "bugia" e che nessuno ti dà il minimo di confidenza se non ha qualche interesse. 
La Maremma è bellissima, ma abitarci è tutto un altro par di maniche. 
 
 
 
 
 
 

sabato 10 marzo 2012

Perchè cambiare




Ma come mai l'afflusso turistico non arriva quasi per niente al capoluogo maremmano?
Eppure ha mura medicee con camminamenti fra giardini e vialetti, alcuni palazzi in stile Liberty, è piacevole da visitare così com'è, a misura d'uomo...
Lo so io il perchè.
Per favorire le visite ci vorrebbero operatori che possiedono lo "spirito turistico". Quelli che non ti guardano con diffidenza, quelli che fanno il loro meglio per fartici trovare bene. Ci vorrebbero persone che veramente tengano alla conservazione dei pochi monumenti storici presenti, che se ne freghino dei cartelli interattivi sul flusso del traffico (qui stamo a 60-70000 persone, mica in una metropoli...), costosissimi e inutili, ma che per loro è motivo di vanto. Vanto di cosa??? Piccolo mondo farcito di feroce provincialismo, che se esci di casa un pò sgualdrappata, ti guardano schifati. Negozi "in" che preferiscono perdere un cliente nuovo perchè non sei persona "conosciuta", per non parlare dell'eccessivo campanilismo. Credo si facciano coraggio l'un l'altro. C'è poco da competere. Allora si attaccano ai particolari. E siccome, qui, i particolari fanno schifo, inventano le cose. "Abbiamo il centro pavimentato a sampietrini". Quando mai??? Sò piastrellette che saltano se ci passi sopra colla bici...
Qualsiasi opera pubblica è destinata a durare lo spazio di una stagione. Quella dopo, salta tutto. Un pò alla volta, neh! Allora intervengono i validi elementi del Comune, che mettono le pezze. E che pezze! Roba da non credere. La sabbia impera. 
E' tutta una questione di mentalità. Che non c'è. Non vedo orizzonti nuovi, ma solo molta tristezza. 
Un buon ristorantino tipico a prezzi giusti, giardini curati, mura non pericolanti, negozianti col sorriso, bar che non vendono merce in scadenza (o scaduta da mo'), un'ufficio turistico reperibile in loco ad orari consoni...
Basta poco, che ce vò?
Amare la propria cittadina vuol dire curarla, evitare le spese inutili e cercare di aprirsi al nuovo.
Il nuovo fa paura? Ce ne freghiamo altamente?
Allora non ci lamentiamo se tutti ci snobbano, preferendo altri lidi più accoglienti.
Appena potrò, anch'io sarò costretta ad andarmene. Peccato. Ci stavo bene (a parte le persone). Sembra i nativi siano "spaventati" dal mio dialetto fiorentino. Otto anni e ancora sono un'estranea. Eppure io sto bene quasi ovunque. 
Andrò dove i turisti qui bistrattati sono accolti con gioia.
Sempre vicina al mare... ;o)
 

giovedì 25 agosto 2011

Vita di provincia




grosseto_panorama





Piccoli fatti spulciati dal quotidiano.

Ragazzino di 15 anni residente a Follonica è finito all'ospedale dopo un salto nel vuoto di sei metri.
Era uscito con gli amici e aveva alzato il gomito un pò troppo. Rendendosi conto che sarebbe stato rimproverato dai genitori, ha pensato bene di rientrare a casa passando dal terrazzo al secondo piano. E' caduto nel vuoto.  Vuoto come il bicchiere che aveva lasciato al pub. Ferite non preoccupanti. E' tornato a casa.
Mi chiedo come mai è normale che i genitori facciano uscire i ragazzini fino alle prime luci del giorno. Non sanno camminare, solo correre.

>o<

Un gioielliere del centro città s'è fatto ciulare 40mila euro in gioielli. I "clienti", mentre il gioielliere si era recato alla cassaforte per prendere altri modelli in oro, si sono intascati il rotolo lasciato sul bancone. Li stanno cercando. Auguri.
Ma è normale lasciare incustoditi valori di questa entità? Suggerisco un cambio di attività. Non commerciale.

>o<

Il presidente locale di Liberacaccia minaccia uno sciopero dei cacciatori per un anno, per dimostrare quanto prolificherebbero le specie considerate dannose come cinghiali e colombi. La Lav accoglie con gioia la proposta. Il Parco della Maremma ringrazia. Ci sono altri modi per limitare il problema. Ringrazio anch'io, e chi va a funghi, attività pericolosissima.












 

giovedì 3 dicembre 2009

Liscia, gassata, o...

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A pochi giorni dall'approvazione alla Camera del decreto Ronchi che liberalizza i servizi pubblici locali, il Comune di Grosseto va controcorrente, e annuncia l'attuazione della Casa dell'Acqua.
Un piccolo edificio in via Giotto dove i cittadini potranno attingere gratis da tre rubinetti di acqua naturale, gassata e refrigerata.
L'iniziativa è stata pensata con l'Acquedotto dei Fiora. Entro marzo i grossetani potranno bere l' "acqua del sindaco" trattata con particolari filtri a carbone attivo che la rendono più gradevole al palato. La Casa dell'Acqua serve a promuovere una corretta cultura dell'uso della risorsa idrica potabile.
L'idea piace a tutti: da Federconsumatori a Legambiente, quest'ultima promotrice anche del progetto "Imbrocchiamola" per disincentivare l'uso dell'acqua minerale in bottiglia.
Tutti contenti, ma non tutto fila liscio, perchè è vero che l'acqua del supermercato costa fino a 300 volte di più di quella della cannella di casa, ma per realizzare l'impianto del parco (diciamo...) di via Giotto, il Fiora spenderà circa 60mila euro, e 10mila euro all'anno ci vorranno al Comune per la gestione.
La risposta all'iniziativa si preannuncia entusiasta, a giudicare dalla valanga di gente che, bottiglia alla mano, ha preso d'assalto la Casa dell'Acqua di Monteriggioni, in privincia di Siena, dove la scorsa primavera il Fiora ha inaugurato la prima struttura del genere nel territorio di sua competenza. In otto mesi sono stati attinti 760mila litri d'acqua e la ressa è stata tale che il Comune senese ha dovuto disciplinare l'accesso imponendo un costo di 5 centesimi al litro per l'acqua frizzante, con cui conta di costruire una seconda Casa dell'Acqua.
Stessa sorte toccherà a Grosseto?

Il Comune di Grosseto si interessa anche ai distributori automatici di cibi e bevande, che aprono i cassetti agli snack ipocalorici, al parmigiano, alla frutta fresca. Il programma di sostituzione prenderà il via in alcune vie della città (diciamo...). Le buone regole alimentari e la salute passano anche dagli spuntini, pensa il Comune. Col nuovo sistema di somministrazione di generi di ristoro mediante macchine automatiche elaborato dall'ente, i 70 distributori (42 di bevande calde, 28 di bibite fredde e alimenti) installati negli uffici e negli stabili del comune, nelle scuole comunali primarie e medie, forniranno anche prodotti equo solidali, privi di glutine, snack ipocalorici, parmigiano, frutta fresca, yogurt, succhi senza zuccheri e latte in brik.

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Bene...ce lo daranno il numerino per prendere l'acqua da tre misere cannelle? C'è chi dovrà prendere qualche ora di permesso per poter riempirsi la bottiglietta? Ci saranno panchine e chioschi per alleviare la lunga attesa? Accettiamo pure un'orchestrina. :o(

E chi a dieta non vuole stare? E la frutta dei distributori, sarà veramente fresca? Chi controllerà e la cambierà quand'è fracica? Sarà lavata bene? :o(
Prevedo esodi ai bar... :o)




martedì 30 giugno 2009

Ombrone come Rio delle Amazzoni

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Oppure come l'Orinoco. Sono fiumi del Sudamerica. Un pescatore ha pescato nel fiume Ombrone un grosso Piranha. Non è una specie carnivora, ma un tranquillo pescione onnivoro che può raggiungere gli 80 cm di lunghezza e che si nutre per lo più di vegetali. Certo, l'Ombrone non è il suo habitat tipico.
Il Piaractus Brachypomus (questo è il suo nome scientifico) è stato portato dal pescatore all'Acquario Comunale di Grosseto, dove è stato identificato. I Piranha sono molto apprezzati dagli appassionati di acquariofilia, ma necessita di molte attenzioni, a causa della mole che raggiunge. Quello trovato nell'Ombrone pesa 1 kg e mezzo ed è lungo 45 cm. E' stato abbandonato da un privato, probabilmente stufo delle cure che richiede l'animale.
Il fenomeno dell'abbandono di specie tropicali ed esotiche nel nostro territorio, oltre che ad essere illegale, può portare gravi danni all'habitat. Questa specie, ad esempio, può essere molto pericolosa per altri pesci autoctoni. Questo fenomeno è definito "inquinamento biologico" ed è stato molto influenzato dalla globalizzazione con l'introduzione di specie aliene in nuovi territori (gambero della Louisiana, gamberi killer, tartarughe azzannatrici, vongola filippina...).
Il biologo dell'Acquario Comunale di Grosseto incita i proprietari di specie alloctone a rivolgersi allo stesso Acquario o al proprio negoziante qualora non avessero più la possibilità di occuparsi dei propri esemplari, in questo modo gli animali verrebbero raccolti da un centro specializzato e non creerebbero danni all'habitat.
A Roccalbegna è stato recuperato un orsetto lavatore famelico: il procione, spinto dalla fame, si era avvicinato troppo alle ciotole dei cani di un podere e poi si è rifugiato su una quercia. Solo i vigili del fuoco sono riusciti a domare la resistenza dell'orsetto, che è stato consegnato al Centro Recupero Animali Selvatici (Crasm) di Semproniano. Al Centro ci sono tanti animali, come rettili  e pappagalli, arrivati illegalmente in Italia. Il procione difatti è un animale tipico del Nordamerica che vive nelle grandi foreste e si chiama orsetto lavatore perchè ha l'abitudine di lavare il cibo o di sfregarlo sull'erba prima di mangiarlo. Anche lui abbandonato prima delle ferie.
Prima del Piranha al centro dell'attenzione c'erano i gamberi killer e le tartarughe azzannatrici: esemplari che fanno male col loro morso, anche se non sono in grado di staccare un dito. Ecco perchè ad un certo punto i proprietari pentiti le gettano nei fossi. Nove su dieci muoiono, come gli altri animali esotici, ma se sopravvivono sviluppano forme di adattamento che le rende aggressive e nocive. I gamberi killer sono presenti ovunque, nel territorio, questi gamberi si riproducono in massa e distruggono tutto.
Come le meduse Caravella Portoghese: sono meduse atlantiche con tentacoli urticanti lunghi fino a 15 metri; è molto raro, ma può capitare che passino lo Stretto di Gibilterra, una di queste ha avuto un incontro con una turista in Corsica.
Sulle coste grossetane sembra che questo problema non ci sia, per questa estate. Al massimo, dicono, troveremo i cosiddetti polmoni di mare (Rhizostoma Pulmo), meduse poco urticanti, oppure le più antipatiche e fastidiose Pelagia Noctiluca.

chameleon-icon
...E fare il bagno con la tuta da sub?


venerdì 5 giugno 2009

EVENTO!!!!




CHIUSURA CAMPAGNA ELETTORALE

INIZIO ore 20:00

LEONARDO MARRAS PRESIDENTE


SHAKER DJ

E

LUCACORSI DJ

PRESENTANO:

IL GENIO

E

CASINO ROYALE

Presenta STEFANO BELLANI (da Zelig)

5 GIUGNO, PIAZZA DEL MERCATO
GROSSETO

(Godi, popolo!)



Elezioni amministrative Provincia di Grosseto: PD, Di Pietro, Sinistra di Grosseto e affini
www.leonardomarras.it



giovedì 2 aprile 2009

Un record!




per_non_perdere_il_treno(Da: www.turicampo.it)


Odissea di viaggiatori maremmani alle prese coi dissesti ferroviari.
Sette ore di treno. In sette ore da Firenze si arriva a Reggio Calabria o, andando a Nord, si passa il confine con l'Austria.
Ma, sempre per sette ore, c'è anche un'altra destinazione: Grosseto.
A febbraio, i passeggeri del treno regionale 3033 sono saliti alla stazione di Santa Maria Novella poco dopo le 14 e sono scesi a Grosseto alle 21. Sette ore per 199 chilometri di linea ferrata.
Il primo imprevisto è capitato poco prima di Siena, alle Badesse, il treno si ferma per mezz'ora: uno scambio è rotto e può essere spostato solo manualmente. Il treno arriva a Siena con 20 minuti di ritardo, quando la coincidenza per Grosseto è già partita. Il primo treno utile arriva alle 17,44, pazienza, i passeggeri dovrebbero arrivare in città alle 19,16. Ma i guai non sono finiti. Alle 18,10 la locomotiva urta un ostacolo, sembra l'investimento di un capriolo. Il convoglio, danneggiato dall'utro, si ferma in piena campagna con le portiere aperte. Poi il treno riparte viaggiando a bassissima velocità perchè le porte erano rimaste aperte. A Monte Antico è rimasto fermo circa 40 minuti, le carrozze sono state rimorchiate e portate fino a Grosseto.
Il ritardo totale è stato di 4 ore e 10 minuti.
Un progetto, denominato "Memorario", organizza meglio gli spostamenti in treno fra i piccoli centri e le città capoluogo. Con gli orari pianificati secondo cadenze precise a tutto vantaggio dei pendolari. E' già stato applicato a Firenze e a Livorno, e doveva essere fatto anche per la tratta Firenze-Siena-Grosseto.
E invece il nuovo Memorario della Regione comprende tutte le province toscane, tranne Grosseto.






lunedì 19 maggio 2008

Percorsi



Stavo pensando  agli spostamenti più importanti della mia vita. Così ho cercato le foto dei posti che ho abitato, tanto per rinfrescare il ricordo.
Ci sono persone che nascono e muoiono nello stesso posto, che diventa un preciso riferimento rispetto al resto del mondo: vecchi amici di sempre, parentado, strade, rumori, odori, quartieri, piazze, mercati, tutto è un punto fisso, possono anche viaggiare, ma lì ritornano perchè lì sono le loro radici.
Io le radici non le ho. Mi sono sempre spostata, fin da piccola, seguendo con mia madre e mio fratello la carriera di mio padre.
Non sono affatto legata alla mia famiglia, ad una terra.
Da adulta, ho continuato a spostarmi con la mia nuova famiglia e poi, dopo la separazione, da sola. Mi fermo dove penso di trovarmi bene. Poi me ne vado, dopo un pò. Mi piace tutto quello che è bello (che non vuol dire monumentale), non ho pregiudizi perchè non ho un posto dell'anima. Sono una piccola vagabonda che appare in un posto e poi scompare.
Non so cos'è il campanilismo, che mi pare buffo e pure esagerato. Ci rido. Ci sono tantissimi bei posti, non è il caso di litigare.
Perciò ho deciso di postare i cinque posti principali in cui sono passata. Chissà, potrebbero diventare sei, sette... :o)

Prato della Valle - Padova_1

Qui sono nata: è Padova. Questo posto si chiama Prato della Valle.
Ci sono rimasta fino ai quattro anni, poi ci siamo trasferiti. Di Padova non ricordo nulla. Non so nemmeno se abitavo in centro o no.

treviso_piazza_dei_signori

Questa è Treviso, qui siamo a Piazza dei Signori, centro nevralgico della città. Questa me la ricordo, ci sono stata dai quattro agli otto anni d'età. Ho fatto Comunione e Cresima, le elementari fino alla terza, ho cominciato ad avere le prime rogne: la maestra Scudeller mi detestava e mi tirava i capelli. Su 32 bambine, è stato un bello sc**o! :o(

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Bè, chi non riconosce questa città? Firenze. Qui ho abitato trent'anni, spostandomi di quartiere più volte. La prima casa era vicino alla Fortezza da Basso, la seconda vicino allo Stadio di Campo di Marte, poi mi sono sposata ed ho abitato a San Felice, una frazioncina sotto Poggio Imperiale, poi mi sono spostata a Campo di Marte, per finire a Coverciano. Vita dura! Non potevo uscire mai, niente divertimenti, niente lazzi. Che pallini! :o(

Vacanze_toscana_vista_Siena_torre_del_mangia_G

Quel filino in fondo è la Torre del Mangia, a Siena. Nel 1993 mi sono trasferita in una grande colonica in provincia. Lì sono stata felice, per un pò: allevavo Westy. Andavo alle esposizioni e conoscevo persone con la mia stessa passione in tutta Italia. E' stato il mio momento sociale.

bonazza

Ed ecco l'ultimo approdo! Grosseto. Questo è uno scorcio di mura. Sono qui dal 2004, anno del mio divorzio. :o)
Questa cittadina mi piace: è a misura d'uomo. Così tanto a misura, che è facile pestarsi i piedi. ;o)

Ecco, per ora finisce qui il mio percorso nella Penisola.
La prossima tappa?
Vedrèm
;o)


domenica 9 marzo 2008

Piccolo tour


mura di grosseto
Questo è uno scorcio delle mura grossetane. Da qui, ogni week end, inizia il nostro giro delle mura, passeggiata bucolica fra i giardini pensili che costellano tutto il percorso. A destra si nota il tetto del Cassero senese, luogo usato dai ragazzi "agitati" della cittadina. Si introducono la sera e ci dormono, in estate. Col loro comportamento irrispettoso, hanno mobilitato la Polizia che, nel tentativo di farli sloggiare, si è vista presa a sassate. Queste mura risalgono al 1344. Le mura medicee hanno un'estensione di 2 chilometri e 900 metri. Sono stati fatti molti rifacimenti, fino al 1900. Il percorso sulle mura non è fruibile da tutti. E' abitato da vagabondi, sbandati e drogati (le siringhe decorano molti luoghi). Un'anziana signora s'è vista lanciare il suo cagnolino giù dalle mura. Io non ci vado mai da sola. Anche qui, basterebbe un minimo per restituire questo gioiello alla sua gente.

mercatinoQuesta è una piccola parte del mercato del giovedì. In questo periodo, per tutta la quaresima, c'è pure la domenica e anche da prima di Natale e fino alla Befana vengono allestiti mercati speciali.
Il mercato occupa una parte della circonferenza muraria.
Avendo la fortuna di abitaci vicina, quando c'è il mercato o qualsiasi esposizione, non posso usare l'auto, pena: girovagare per chilometri in cerca di un posto. :o(
Qui ci vedete poca gente perchè ripresa la mattina presto. Se avessi fatto la foto più tardi, il panorama sarebbe peggiorato parecchio. Un'orda umana mi avrebbe travolta. :o(
portavecchia 2Questo è il mio ristorante preferito. :o)
Ci conoscono e ci sopportano con notevole stoicismo.
Come quando, all'ottavo anniversario della mia convivenza, entro splendida e sorridente, cavo il cappotto e...mi cade l'orecchino. :o(
Il titolare ha cercato la farfallina di chiusura con la scopa, pover'uomo...serata monca...
La cosa più piacevole è sapere che sanno cosa vogliamo, ci consigliano i piatti più freschi e succulenti. Si ricordano dei vini che preferiamo e fanno quattro chiacchiere volentieri.
Devo dire che hanno un cuoco eccellente, che non si ferma all'ovvio ma non fa nemmeno voli troppo pindarici. Un'azzeccata unione fra tradizione e moderata inventiva. Fra pesce (il mio preferito) e carne (preferita da Fabio).
Se hanno le fiorentine chi Chianina, siamo i primi a saperlo. :o)

portavecciaQuesto è lo spazio esterno del ristorante. Mano santa per noi che fumiamo. Adesso è inagibile, ma nella bella stagione diventa un'oasi. C'è un geco, sul muro davanti, che ritroviamo ogni anno a caccia di falene. C'è una leggera musica che favorisce il relax, raramente ci sono bambini urlanti che ti fanno andare il boccone di traverso. Sarà che i prezzi non sono popolari, comunque adeguati alla qualità del cibo e al servizio. Da noi, il più famoso è Canapone. Ristorante decisamente di lusso, con sgabelli per far appoggiare le borse alle signore, apparecchiatura di classe e prezzi esagerati. Lo lascio volentieri ai "UIP". Meglio farli stare fra di loro. ;o)


domenica 2 marzo 2008

Pasear



facciata liberty
Nella cittadina dove abito, molti edifici sono stati abbattuti per sostituirli con anonimi condomini di dubbio gusto. Qualcosa si è salvato e io cerco un pò la sua vecchia anima, quella vera. Sul corso principale (detto "struscio"), usato dai single per incontrarsi, guardarsi, "strusciarsi" e palparsi, c'è questo bello stabile: l'edificio del Genio Civile. Le decorazioni sono di terracotta  e maioliche, il palazzo è sobrio e pulito, semplice ed elegante con i suoi decori di frutta, limoni, arance, melagrane e uva. Ho fotografato la parte sopra ai negozi, quella sotto è un campo di battaglia, spesso, con decori non proprio artistici. Il palazzo è del 1911. Liberty.


facciata liberty 2 Questo è il palazzo dei fratelli Tognetti. Pure lui sta in angolo con la strada dello struscio, è decorato fin sul tetto. Si è consrvato il negozio originale dell'epoca, che adesso vende scarpe, ma prima c'era una mescita di vini. Una delle cose più piacevoli di questa cittadina è proprio questa: in mezzo allo sfacelo spuntano cose perfettamente conservate. Entrare in un negozio così è come fare un tuffo nel passato.
Qui si vede male, ma le vetrine sono tutte in legno dell'epoca Liberty, meno luminose delle moderne, ma con molto fascino in più.

barettino vanni

Questa...bè è una foto intima... :o)
No, nessuna ciapèt. Questo è il bar di Vanni! :o)
Qui io passo il quarto d'ora sociale delle mia giornata, litigo col geometra e mi mangio i favolosi salati che fanno con le loro manine.
A sinistra (non si vede) d'estate
Vanni mette i tavoli fuori, in Piazza del Sale, che si ostinano a chiamare Piazza del Mercato. :o(
Quell'esserino smilzo è Fabio e quel puntino bianco è Mirò. A destra si nota il cestino dei rifiuti messo dal Comune. Quel buchino microbico è il portacicche a cui tutti dobbiamo andare pena 100 euro di multa. :o(

piazza del saleE questa è Piazza del Sale! :o)
Di notte è molto scenografica, ci ballano il tango, d'estate. Le luci quasi rosa gli danno un'alone di mistero. A destra c'è lo stabile denominato "Cassero del Sale", del 1345 con la funzione di "Dogana del sale": un Camarlengo ne regolamentava la produzione, la distribuzione e l'esportazione.
A destra, quasi invisibili, gli ombrelloni chiusi dei tavolini esterni di Vanni. Lì, nella buona stagione, faccio la Lady: colazione e lettura quotidiano in santa pace. Le macchine quasi non passano, mi par di essere una regina. (Sempre che non arrivi il geometra a far discussioni con qualcuno...) :o(