Il Capovaccaio è un piccolo avvoltoio del Vecchio Mondo che si nutre soprattutto di carogne ma può catturare anche piccoli mammiferi, uccelli e rettili, inoltre mangia le uova di altri uccelli. Per la costruzione del nido, raro negli altri uccelli, è in grado di arrotolare ciuffi di lana sui rametti. I capovaccai che vivono nelle regioni temperate migrano a sud in inverno mentre le popolazioni tropicali sono relativamente sedentarie. E' una specie in pericolo per la caccia, gli avvelenamenti accidentali e la collisione coi cavi elettrici. Ha 3 sottospecie. Vive prevalentemente nelle pianure aride e sulle colline poco elevate, le popolazioni europee migrano in Africa in inverno, nidifica soprattutto su falesie rocciose ma può fare il nido anche su davanzali di alti edifici e su grossi alberi. Nella migrazione evita tratti troppo lunghi sul mare, gli esemplari italiani passano dalla Sicilia alla Tunisia con brevi spostamenti fra le isole di Marettimo e Pantelleria o attraverso la Penisola Iberica mentre altri sorvolano il Levante (Libia, Israele, ecc.). Si nutrono anche di feci (comprese quelle umane) di ungulati (animali con gli zoccoli) che contengono carotenoidi i cui pigmenti danno una colorazione gialla e arancio brillante alla pelle facciale. Trascorrono la notte in dormitori comunitari su grossi alberi, edifici o falesie in genere vicino alle discariche o altre aree di foraggiamento. Nella stagione riproduttiva le coppie effettuano parate aeree con giostre di rapide picchiate seguite da repentine risalite, sono monogami e possono riusare lo stesso nido ogni anno: una piattaforma di ramoscelli imbottita di materiali morbidi sul fianco di una falesia, su un edificio o sulla biforcazione di un grosso albero. Sulle falesie in cui i nidi sono vicini i giovani nati si arrampicano fino a raggiungere i nidi vicini per elemosinare il cibo, non appena imparano a procurarsi il cibo da soli volano lontano anche a 500 km di distanza dal nido natìo, migrano in Africa e rimangono lì per almeno un anno prima di tornare nelle aree di nidificazione dove cercano nuovi territori di foraggiamento e il partner. Vivono fino a 37 anni in cattività e almeno 21 in natura. Non hanno molti predatori ma le attività umane sono una grave minaccia, i nidiacei possono essere preda di aquile reali, gufi reali e volpi rosse, solo raramente gli adulti cercano di scacciare i predatori. In Italia il numero di coppie riproduttive è sceso dalle 30 del 1970 a 9 negli anni Novanta, quasi tutti i fallimenti nella pianificazione sono causati dalle attività umane, si stanno attuando alcuni programmi di conservazione e ripopolamento, attualmente si trova in Basilicata, Toscana, Calabria e Puglia. Il capovaccaio era sacro a Iside presso gli antichi Egizi, simbolo reale protetto dai faraoni, i naturalisti britannici dell'India coloniale invece li consideravano tra gli uccelli più ripugnanti.


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