L'Aquila reale è lunga fino a 1 mt, pesa fino ai 7 kg e ha un'apertura alare fino a 2,30 mt. In Italia si trova sulla dorsale appenninica e sull'arco alpino, sui rilievi della Sardegna, in Calabria e in Sicilia. Frequenta molti ambienti aperti, in Valle d'Aosta ogni vallata ospita almeno una coppia nidificante, il territorio che frequenta è solitamente composto da un sito di nidificazione con pareti rocciose che ospitano i nidi e da una serie di territori di caccia poco o per nulla boscati, solitamente i nidi si trovano sui 1.700-2.200 mt di altitudine. L'aquila reale caccia all'agguato o in volo cercando di sorprendere le prede, di solito cacciano in due: un'aquila vola bassa per spaventare la preda, l'altra dall'alto cerca di catturarla. Durante il giorno è molto tranquilla tranne nella parte centrale. Si nutre di mammiferi, uccelli e di rettili (tartarughe comprese che lascia cadere da grande altezza sulle rocce per rompere il carapace). Spesso solo un piccolo, il primo nato, sopravvive perchè si accaparra tutto il cibo. L'aquila reale può trasportare solo prede di medie dimensioni (circa 1,5 kg) e solo se la cattura è avvenuta in posizione sopraelevata rispetto al nido. Fedele per la vita, la coppia, conquistato un territorio, rimane stanziale per molti anni costruendo nei dintorni anche una decina di nidi scegliendo di anno in anno quello più adatto, i nidi sono costruiti più in basso rispetto all'altitudine di caccia per evitare faticose risalite con la preda fra gli artigli. Entrambi controllano il territorio (fino a 1.180 kmq) lungo il confine. Il rituale di accoppiamento è preceduto da uno spettacolare rituale (danza del cielo) per vari giorni, entrambi gli individui sono impegnati in spettacolari evoluzioni aeree che spesso vedono la femmina volare rovesciata mentre il maschio sembra piombarle sopra, con scambi di prede al volo o giri della morte. Specie protetta, in Italia si trovano circa 290 coppie, considerata quasi minacciata per le popolazioni dell'Appennino a causa della riduzione degli habitat per la nidificazione, l'avvelenamento con bocconi avvelenati, l'avvelenamento da pesticidi, topicidi, piombo, il bracconaggio, l'impatto con i cavi eletterici e l'impatto con le pale eoliche. Per i Greci era il simbolo di Zeus, emblema dei Romani, l'aquila bicipite fu adottata dal Sacro Romano Impero, fu ripresa da tutte le nazioni che volevano emulare la grandezza dell'antica Roma, questo comporterà che essa venisse utilizzata da Napoleone, negli Stati dell'Europa dell'Est continuatori della tradizione bizantina, da Mussolini, da Hitler e dagli Stati Uniti. La Chiesa cattolica la considera simbolo di spiritualità (è simbolo dell'Evangelista Giovanni, il più spirituale dei quattro).

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