Sono i piccoli che il tribunale ha allontanato dalle famiglie, anche solo per un periodo breve.
Un tempo si parlava di patria podestà, oggi di responsabilità genitoriale, che può decadere se l'adulto è violento verso il figlio o altri, se espone il bambino a pericoli e se lo trascura ripetutamente.
Di solito è un parente, un insegnante o un conoscente che segnalano il caso ai servizi sociali che poi indagano e mandano una relazione al Tribunale dei minori che può aprire il "provvedimento di decadenza", e la responsabilità genitoriale può essere sospesa. Il giudice può allontanare l'adulto da casa se è violento o ha problemi di droga. Se la responsabilità decade il minore è portato in una struttura protetta, i rapporti con la famiglia si interrompono e assistenti sociali e psicologi cercano di ricucire lo strappo.
Quando la situazione è irrecuperabile o ci sono gravi questioni penali in corso il giudice dichiara il minore adottabile e, se possibile, lo affida a nonni o parenti. E' una misura estrema basata su prove che innesta indagini e processi molto complessi.
Negli ultimi anni sono aumentati i casi di grave trascuratezza con bimbi abbandonati a sè stessi da genitori colpiti dalla crisi o da situazioni sociali difficili. In queste situazioni viene proposto un aiuto agli adulti per trovare lavoro e una terapia familiare con lo psicologo. Se non si risolve, scatta l'allontanamento del bimbo. Per i bambini, anche se bersagli di urla e strattoni, l'allontanamento è un enorme trauma, c'è bisogno di coordinazione fra giudici, avvocati e assistenti sociali, che devono seguire le famiglie per tutto il processo, e una figura super partes che monitori queste storie fino alla fine.
In Italia sono 91.000 i minori seguiti dai servizi sociali.
Il 55% sono seguiti per la trascuratezza materiale o affettiva.
Il 19% dei minori hanno assistito a episodi di violenza domestica.
Il 14% ha situazioni di maltrattamento psicologico.
Il 20% dei minori sono seguiti dai servizi sociali e mandati in una comunità.
Il 14% è affidato ad altri familiari.

Questo dei bimbi e' un problema molto grave e spesso le istituzioni, visto la lentezza delle procedure, si muovono in ritardo rispetto ai reali bisogni del 'piccolo'. tant'e' che gli affidi temporanei o 'per sempre' arrivano spesso dopo che il 'dramma psicologico' si e' compiuto :o( Quando il dado e' tratto, la fragilita' psicologica sara' difficile da superare per il giovane con conseguenti problematiche anche nella nuova famiglia :o( Ogni siruazione e' una storia a se' e per questo bisogna intervenire presto e bene :o)
RispondiElimina@ ZeN: C'è l'annoso problema dei tempi, sì, ma c'è anche il problema di assistenti sociali diciamo "frettolosi" che, appena vengono segnalati disagi, "se la cavano" togliemdo i figli ai genitori e mettendo tutto nelle mani di tribunali e psicologi...se non ci sono maltrattamenti, ma è solo una questione di reddito, è molto più complicato seguire la famiglia dando un aiuto psicologico e materiale. La casistiche sono tante, dalla perdita del lavoro a quella della casa. Alcuni genitori si esasperano e perdono l'equilibrio. Bisognerebbe evitare proprio questo. Curare è meglio che separare. :o)
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