Sagalassos, nel distretto di Aglasun, è un sito archeologico che si trova lungo la parte occidentale della catena del Tauro a un'altitudine di 1450-1700 mt., rinomata città in stile ellenistico in epoca romana (XIV secolo a.C.-640 d.C.). Nota per la sua intemperanza a sottostare al giogo straniero, nel 333 a.C. fu conquistata da Alessandro Magno finendo poi in diverse mani, alla conquista ellenistica aderì rapidamente assorbendo la sua cultura diventando poi la nuova provincia romana dell'Asia intorno al 100 a.C. Territorio florido e sicuro con l'imperatore Augusto per secoli, fu un importante centro di esportazione trasformandosi nella più vasta metropoli della regione. Subì un duro colpo col terremoto del 518, ricostruita con un grande senso della monumentalità iniziò a declinare con un'epidemia che decimò quasi la metà della popolazione, nel VII secolo venne definitivamente abbandonata a causa di un altro terremoto e per i numerosi raid delle popolazioni arabe. Dal XIII secolo sparì dalla memoria, seppellita sotto massicci strati di terra e la difficoltà di raggiungerla, questo la preservò dalle sottrazioni di materiale edile. Gli edifici principali sono il Ninfeo Antonino (160-180 circa, ricostruito usando i suoi stessi elementi tra il 1998 e il 2010, con tanto di acqua corrente e repliche delle statue rinvenute, principale attrazione del sito), il fontanile dorico, la Biblioteca Neon, l'Heroon nord-occidentale e il Teatro in stile ellenistico (180-210).


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Il sito archeologico della citta' di Sagalassos e' vasto, interessante, nonche' particolarmente bello! Siamo in Turchia ma ci troviamo in una di quelle tante realta' elleniche, conquistate, riabbellite e parzialmente rieditate dai Romani. Le colonie greche erano molte e sparse un po' ovunque. Con l'espansione dei Romani, che si guardarono bene dal raderle al suolo, vissero quasi tutte quei periodi in cui l'arte romana si sovrappose a quella greca. Sono momenti molto particolari in cui si nota, da parte dei conquistatori, quella voglia di mantenere cio' che gia' c'era (difatti conoscevano benissimo 'il bello' e lo rispettavano), accostandolo pian pianino al loro modo di edificare, fino quasi a fonderlo in un qualcosa di completamente nuovo. Tutto questo diede vita a monumenti, opere d'arte ed edifici particolarmente interessanti. Col passare del tempo, tutto 'il nuovo' venne invece edificato in maniera prettamente romana, prima di sparire per sempre. La citta' di Sagalassos, abbandonata e seppellita, sicuramente non fu' preda dei vari sciacallaggi ma questa situazione non gli ha certo impedito di trasformarsi in un ammasso di ruderi. Oggi molto e' stato ripristinato, tanto che e' possibile percepire quanto fosse grande e bella, ma credo che 'volendo' molte altre cose potrebbero essere recuparate dato che, quasi tutte le macerie sono ancora la'. Una cosa che apprezzo tantissimo, e penso che ne sarebbero stati felici anche i Romani, e' stata il restaurare le condutture dell'acqua ... ed e' quasi spettacolare vederla scorrere nuovamente! Sagalassos merita sicuramente una visita!
RispondiElimina@ ZeN: E' indubbiamente un bel sito, bellissima l'idea di ricostruire con il materiale originale la Fontana Antonina con tanto di acqua zampillante, basta solo questa per attirare gi appassionati, ma altre cose, infatti, possono essere rimesse inpiedi, chissà ... ;o)
RispondiEliminaI Romani quando conquistavano città già costruite (se non ersno incaxxati) non le radevano al suolo ma si insinuavano adattandole alle loro esigenze, uno di questi esempi è proprio Sagalassos. :o)