lunedì 8 settembre 2014

Aldo Fabrizi (1905(6)-1990)




Attore, regista, sceneggiatore, produttore e poeta che ha rappresentato la romanità nel cinema.
Sua madre aveva un banco di frutta e verdura a Campo de' Fiori, suo padre, vetturino, morì quando lui aveva 11 anni. Fu costretto ad abbandonare gli studi per aiutare a sostenere la numerosa famiglia (5 sorelle) facendo i lavori più disparati.
Nel 1928 pubblicò un volumetto di poesie romanesche (Lucciche ar sole) e partecipò alla redazione del giornale dialettale Rugantino. Iniziò a calcare le scene con la Filodrammatica Tata Giovanni come dicitore in teatro delle sue stesse poesie. Nel 1931 esordì come macchiettista nei piccoli teatri di Roma e in giro per l'Italia con la compagna Reginella. Comico grottesco romano, proponeva caricature dei tipi caratteristici romani (il vetturino, il conducente di tram, lo sciatore).


Divenne presto popolare e costituì una sua compagnia. Fece il suo esordio sul grande schermo nel 1942 con Avanti c'è posto, poi con Campo de' Fiori e L'ultima carrozzella in cui ripropose le macchiette già interpretate a teatro accanto ad Anna Magnani, con la quale ha un rapporto conflittuale.
Con Roma città aperta (di Roberto Rossellini) interpretò il ruolo più significativo e intenso delle sua carriera, ispirato ai sacerdoti romani don Giuseppe Morosini e don Pietro Pappagallo, entrambi fucilati nel 1944 durante l'occupazione nazista a Roma.
In maniera saltuaria si dedicò al doppiaggio. Interpretò circa 70 film in ruoli drammatici, brillanti e comici nei quali manifestò una naturale carica di bonaria umanità.


Con Totò interpretò Guardie e ladri; Una di quelle; I tartassati; Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi; e Totò contro i quattro. Con Peppino de Filippo, Signori in carrozza!; Accadde al penitenziario; e Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo.
Era particolarmente legato a Totò da una profonda stima e amicizia. Tra il 1948 e il 1957 diresse 9 film (fra cui Emigrantes, la trilogia sulle avventure della famiglia Passaguai, Hanno rubato un tram e il Maestro).
Grande successo al Teatro Sistina (1962-63) con il ruolo del boia Mastro Titta nella commedia musicale Rugantino, con trasferta a Broadway dove lo spettacolo registrò sempre il tutto esaurito.


In televisione trionfò nel varietà del sabato sera "Speciale per noi", con Ave Ninchi, Paolo Panelli e Bice Valori, che è anche l'unica testimonianza visiva rimasta delle sue macchiette teatrali.
Di buona forchetta, coltivava l'hobby della gastronomia, sulla pasta scrisse alcune poesie in dialetto romanesco.
Fabrizi era sposato con Beatrice Rocchi (cantante di varietà molto nota negli anni '20 col nome di Reginella) dalla quale ebbe due gemelli. Abitava nel quartiere Nomentano, nello stesso edificio dell'amica Ave Ninchi.
E' sepolto al Cimitero Monumentale del Verano, a Roma.

  

2 commenti:

  1. E' stato veramente un grande! :o) Se e' vero che rappresenta la romanita' e' anche pur vero che ne rappresenta il lato piu' popolano e bonario. La 'sua' Roma e' povera e fondamentalmente onesta :o) Mai arrogante, mai sfrontato ... tutto 'core'. :o).

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  2. @ ZeN: E' la Roma più bella, quella vera. Gli ho dedicato questo post perchè lo merita ed è uno degli attori che preferisco. Non mi annoia mai e lo rivedo sempre con felicità. Un VERO attore che sa recitare!!! (Sarebbe quello che dovrebbero saper fare quelli odierni, invece di occhieggare e ammiccare spesso seminudi altrimento non ce sarebbe proprio nulla da vedere...) :o/

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