lunedì 16 febbraio 2026

Voli d'Italia: Aquila reale (Aquila chrysaetos)

 




Il volo delle aquile




















foto da wikipedia.org

L'Aquila reale è lunga fino a 1 mt, pesa fino ai 7 kg e ha un'apertura alare fino a 2,30 mt. In Italia si trova sulla dorsale appenninica e sull'arco alpino, sui rilievi della Sardegna, in Calabria e in Sicilia. Frequenta molti ambienti aperti, in Valle d'Aosta ogni vallata ospita almeno una coppia nidificante, il territorio che frequenta è solitamente composto da un sito di nidificazione con pareti rocciose che ospitano i nidi e da una serie di territori di caccia poco o per nulla boscati, solitamente i nidi si trovano sui 1.700-2.200 mt di altitudine. L'aquila reale caccia all'agguato o in volo cercando di sorprendere le prede, di solito cacciano in due: un'aquila vola bassa per spaventare la preda, l'altra dall'alto cerca di catturarla. Durante il giorno è molto tranquilla tranne nella parte centrale. Si nutre di mammiferi, uccelli e di rettili (tartarughe comprese che lascia cadere da grande altezza sulle rocce per rompere il carapace). Spesso solo un piccolo, il primo nato, sopravvive perchè si accaparra tutto il cibo. L'aquila reale può trasportare solo prede di medie dimensioni (circa 1,5 kg) e solo se la cattura è avvenuta in posizione sopraelevata rispetto al nido. Fedele per la vita, la coppia, conquistato un territorio, rimane stanziale per molti anni costruendo nei dintorni anche una decina di nidi scegliendo di anno in anno quello più adatto, i nidi sono costruiti più in basso rispetto all'altitudine di caccia per evitare faticose risalite con la preda fra gli artigli. Entrambi controllano il territorio (fino a 1.180 kmq) lungo il confine. Il rituale di accoppiamento è preceduto da uno spettacolare rituale (danza del cielo) per vari giorni, entrambi gli individui sono impegnati in spettacolari evoluzioni aeree che spesso vedono la femmina volare rovesciata mentre il maschio sembra piombarle sopra, con scambi di prede al volo o giri della morte. Specie protetta, in Italia si trovano circa 290 coppie, considerata quasi minacciata per le popolazioni dell'Appennino a causa della riduzione degli habitat per la nidificazione, l'avvelenamento con bocconi avvelenati, l'avvelenamento da pesticidi, topicidi, piombo, il bracconaggio, l'impatto con i cavi eletterici e l'impatto con le pale eoliche. Per i Greci era il simbolo di Zeus, emblema dei Romani, l'aquila bicipite fu adottata dal Sacro Romano Impero, fu ripresa da tutte le nazioni che volevano emulare la grandezza dell'antica Roma, questo comporterà che essa venisse utilizzata da Napoleone, negli Stati dell'Europa dell'Est continuatori della tradizione bizantina, da Mussolini, da Hitler e dagli Stati Uniti. La Chiesa cattolica la considera simbolo di spiritualità (è simbolo dell'Evangelista Giovanni, il più spirituale dei quattro).


2 commenti:

  1. Ohhh sua maesta' l'Aquila Reale! Meraviglioso e grande rapace a cui il nomigliolo 'puffolino' calza un po' strettino ;o) A differenza di molti altri uccelli, non ha mai una posa o un atteggiamento che scatena ilarita', anzi direi che le sue regali movenze, e' come se richiedessero sempre rispetto. L'aquila Reale e' fisicamente molto bella; rivestita di un piumaggio ammaliante che ricopre un corpo muscoloso e robusto. Il nostro areale e' abitato soprattutto da uccelli di medie e piccole dimensioni, percio' immagino che vederla gia' solo appollaiata, dovrebbe fare un certo effetto ;o) Il momento in cui pero' sfodera tutta la sua bellezza, facendoci sgranare gli occhi dalla meraviglia, e' durante il volo. Gli oltre due metri di ali spiegate, che planano cavalcando le correnti, sono uno spettacolo per noi e un campanello d'allerta per le piccole prede che in quel frangente e' meglio se cercano riparo. Purtroppo anche 'lei' e' in pericolo grazie a noi :o( A molti ancora non e' chiaro la grande utilita' di ogni animalino ... da chi preda in grande e con gli avanzi del suo banchetto nutre altri, a chi ripulisce la natura dalle carogne. E' una catena in cui ogni bestiolina ha il suo ruolo, che a noi puo' apparire bello o brutto, ma va' comunque rispettato! Simpaticissimi i puppyni con le piume cotonate si si si!

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  2. @ ZeN: Ecco il più grande rapace italiano, l'aquila reale, abbiamo circa 600 esemplari in tutta le Penisola, non è un gran numero e penso potrebbe essere incentivato. Purtroppo le nuove catastrofiche leggi inerenti la caccia non guardano in faccia a nessuno ed è facile nel futuro prossimo vederne esemplari impagliati in qualche casa ... :o/
    Bisogna anche pensare che i fondi destinati alla tutela degli animali son stati tagliati quindi tutta la nostra fauna è in mano solo a volontari ... :o(
    Questa bellissima specie merita di sopravvivere libera sui nostri monti perchè fa parte della nostra identità storica insieme a tutte le altre specie. :o)

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