domenica 1 febbraio 2026

3 - La bonifica della Maremma Toscana

 



PARCO NATURALE DELLA MAREMMA:


Alberese,
Bocca d'Ombrone


Cala Violina,
Magliano in Toscana, Grosseto


Dune costiere e Torre di Collelungo,
Grosseto





Monti dell'Uccellina








Buffalo Bill
(1846-1917)


Butteri con cavalli maremmani
foto da wikipedia.org

Difficoltà anche giuridiche ostacolavano lo sviluppo della Maremma Toscana, sui pascoli vi erano le "Bandite per usi" (pascolo gratuito per i residenti) e le "Bandite per fida" (con l'affitto dei pascoli per la comunità), i restanti pascoli erano di proprietà granducale (Dogana di pascolo) che potevano essere affittati a privati o dati ai forestieri. Tutte le pasture maremmane erano di competenza della Dogana di Siena ed era vietato recintarle, questo permetteva agli animali liberi e incustoditi di essere decimati dalle piene dei fiumi o dalle epidemie. La Maremma Toscana fu tradizionalmente distinta tra Maremma Pisana (o Volterrana) e Maremma Senese (poi Grossetana). Le vacche maremmane e i butteri giocano un ruolo centrale nella cultura e nell'agricoltura locali, un evento storico che evidenzia le competenze dei butteri è la loro vittoria in un concorso amichevole contro Buffalo Bill e i suoi cowboy nel 1890.


2 commenti:

  1. La Maremma Toscana, una volta bonificata, divenne un piccolo Eldorado per agricoltori ed allevatori. La terra era fertile e ben assolata, i pascoli ricchi di erbette e poco recintati. Penso proprio che tutta la zona si presentasse cosi' dopo i vari prosciugamenti e la sconfitta della malaria. Tanti borghetti si trasformarono in cittadine mentre, in qua e in la', vicino alle case sparse sorsero nuovi edifici, tanto da diventare a loro volta villaggetti. Me la immagino cosi' la Maremma pre-industrializzazione, quando ancora si viveva bene gia' solo con piccoli raccolti e qualche bestiola. Credo che gli 'anni belli' furono pochi e il grande richiamo del lavoro pulito e senza rischi metereologi, quello delle fabbriche, provoco' un nuovo spopolamento. Difatti, piu' le industrie crescevano e piu' si squalificava, dando meno guadagni, il lavoro nei campi. Oggi la zona e' nuovamente 'un richiamo', piu' per l'indotto turistico che per le coltivazioni e gli allevamenti. Il Parco Dell'Uccellina e' una meraviglia, popolato di tanti animalini in un habitat vario, fatto di boschi, campagne, mare e acquitrini. Tanto perche' son tignosa, vorrei ricordare ai visitatori del Parco che esclamano 'Ah come era bella la Maremma allo stato brado' ... che quella zona non lo e' poiche' anch'essa venne bonificata. Basta guardare i pini dei Lorena e i canali di scolo ;o) Dietro quello scenario cosi' selvaggio c'e' ancora un grande lavoro umano, fatto di preservazione ma anche di controllo, affinche' non torni di nuovo ad essere una malsana palude ;o)

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  2. @ ZeN: Giusto, molta Toscana non è "naturale e selvaggia" ma modellata sapientemente dall'uomo. Il Parco dell'Uccellina è uno dei fiori all'occhiello di questa pratica, bello, sorvegliato, riporta indietro non proprio al periodo malarico ma a quello successvo, più sano, con boschi, corsi d'acqua, lagune e animali che lì vivono da sempre. E' la loro casa ed è meglio "pulirsi i piedi" prima di visitarlo. ;o)

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