lunedì 5 gennaio 2026

4 - L'Agro Pontino o Pianura Pontina, Lazio

 






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Pontinia,
1939


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Aprilia,
1936


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Pomezia


PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO:











Laghi costieri


Foresta
foto da wikipedia.org

Le circa 4.000 coloniche, molte tuttora abitate, erano al centro dei poderi, in seguito il territorio fu suddiviso in borghi con la chiesa, la casa del fascio, il credito agricolo e la scuola. Il primo borgo fu Borgo Podgora, dal 1933 i nuovi borghi in gran parte avevano nomi ispirati ai principali luoghi di battaglia della I guerra mondiale. Si procedette anche all'edificazione di nuove città concepite secondo i criteri dell'architettura razionalista, la prima fu Littoria (1932, oggi Latina) cui seguirono Sabaudia (dai Savoia), Pontinia, Aprilia e Pomezia (le ultime due sono nell'Agro Romano). Per tutelare gli ultimi lembi di habitat originario fu istituito il Parco Nazionale del Circeo nella foresta demaniale di Terracina esteso alle paludi costiere, all'area del Circeo e alla spiaggia fra Sabaudia e Capoportiere, all'isola di Zannone. Durante la II guerra mondiale la guerra aveva raso al suolo intere zone e buona parte della popolazione era stata allontanata forzatamente, inoltre i tedeschi per rallentare l'avanzata degli alleati avevano danneggiato e distrutto molte opere di bonifica provocando l'allagamento di ettari di terreno e causando il ritorno della malaria. Con l'introduzione della Cassa del Mezzogiorno e la notevole disponibilità di manodopera fu favorito l'insediamento di moltissime aziende soprattutto chimiche, alimentari, farmaceutiche e sintetiche, soprattutto fra Latina, Aprilia e Cisterna. Molti gli immigrati attratti da tutta l'Italia centro-meridionale, soprattutto da Abruzzo, Campania e Sicilia e dal nord Italia. L'arrivo da tutta Italia ha favorito, soprattutto nei centri maggiori, un mescolamento di culture, modi di vivere e dialetti. Dagli anni Novanta molto forte l'immigrazione dall'India, in particolare sikh principalmente irregolari, per lavorare nei campi in condizioni di sfruttamento.


2 commenti:

  1. La storia dell'Agro Pontino e' particolarmente travagliata, sia per i vari tentativi di bonificarla, sia successivamente per i molteplici cambi di indotti economici con le annesse fasi di emigrazioni e immigrazioni. Diciamo quindi che la zona e' stata attrattiva a ondate, tanti furono gli arrivi ma altrettante le partenze. Probabilmente non e' neanche facile trovare famiglie che abbiano avi arrivati dopo la Prima Guerra Mondiale e che ancora abitano i luoghi, gente che ne ha viste e passate di cotte e di crude ma non ha mai gettato la spugna! La prima soluzione 'Borghi', muniti di qualche servizio, credo che abbia aiutato molto a creare una specifica identita' alle zone e alle persone. La fondazione invece delle 'nuove citta'', per quanto non in meraviglioso stile, ha dato loro un grande riferimento e li ha tolti da quell'essere solo un'immensa landa desolata priva di qualsiasi servizio di prima necessita' come uffici amministrativi, ospedali, scuole di vario grado ... insomma di tutto quello che non poteva essere presente in ogni singolo Borgo. Dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e il ripristino dei danni effettuati sui vari canali di bonifica, negli anni '50 verra' istituita la Cassa del Mezzogiorno ma servira' ancora quasi un decennio per vederne i risultati. Questo potente aiuto per l'industrializzazione fu una fortuna per l'Agro Pontino poiche' lo comprendeva tutto e la citta' di Pomezia (inclusa) ne rappresento' il confine massimo. Salvo le varie speculazioni che da sempre esistono, le fabbriche sorsero come funghi visto che gli imprenditori preferirono questa zona a molto Sud dato che ... era piu' vicino alle altre aziende del Nord, a due passi da Roma e aveva gia' buona rete di autostradale, quindi non bisognava aspettare la costruzione di nessuna grande infrastruttura ;o) Chiusa la Cassa del Mezzogiorno, molte aziende abbandonarono gli stabilimenti e l'Agro Pontino dovette nuovamente reinventarsi per sopravvivere, stavolta riuscendoci molto bene. Oggi come oggi, i settori maggiori sono quello agricolo e industriale. La zona richiama molti immigrati, soprattutto braccianti, ma anche molti giovani perche' vivere la' costa meno che nelle grandi citta'. Fortunatamente hanno provveduto, con il Parco del Circeo, a salvaguardare alcune porzioni di natura piu' selvaggia e molti animali.

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  2. @ ZeN: I piccoli centri con i servizi essenziali (chiesa, scuola, ecc) e una piazza sono essenziali per far sentire la gente in una comunità, nelle zone rurali infatti le fattorie sono anche molto distanti fra loro e la vita familiare scorre per lo più isolata, ed ecco nascere i Borghi. E' una terra che fu abitata da molte culture "aliene" (non della regione e nemmeno solo da quelle limitrofe), gente poverissima con usanze diversissime probabilmente vista come venuta da Marte dai residenti autoctoni, non mi meraviglia che questo all'inizio abbia portato anche a scontri. In effetti un Veneto non c'incastrava nulla con chi lì c'era nato e forse se ne teneva anche lontano. Con gli anni chi è rimasto si è integrato e forse ha anche contribuito a una sorta di "multiregionalità" positiva, che non è mai male. :o)
    Quando in Italia si parla di industrie si entra in un terreno molto scivoloso ... da noi mancano da sempre molte infrastrutture, alcuni hanno approfittato della Cassa del Meggiogiorno per arricchirsi ma non per dare lavoro alle persone, e poi sono "fuggiti" ... le tutele del patrimonio dello Stato e quelle sul diritto al lavoro non ci sono mai state davvero, nell'Agro Pontino è successo quello che è avvenuto in molti altri posti in Italia. Basta vedere oggi dov'è finita l'ex Fiat ... :o/

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