domenica 18 gennaio 2026

1 - La bonifica della Maremma Toscana

 




Mappa della Maremma
tra i secoli XV e XVI


Marina di Alberese


Ferdinando III di Lorena
(1769-1824)





Massa Marittima,
Grosseto





Gavorrano,
Grosseto





Castagneto Carducci,
Livorno





Piombino,
Livorno





Castiglioncello,
Livorno


Leopoldo II di Toscana
(1797-1870)


Vacca Maremmana





Cecina,
Livorno
foto da wikipedia.org

Con la fine del feudalesimo e con l'affermarsi delle signorie, la Maremma Toscana del Duecento cadde sotto l'influenza della Repubblica di Siena che conquista anche Grosseto e trasforma la Maremma in un enorme pascolo a pagamento. Viene istituita la Dogana dei Paschi da cui trae origine il Monte dei Paschi di Siena. Grazie al clima mite e alla primavera precoce attira i transumanti del centro Italia, tuttavia l'assoggettamento all'economia di sfruttamento di Siena distruggerà l'economia locale e comporterà l'abbandono del territorio coltivato con l'avanzamento dell terre paludose, la malaria e la povertà che durerà per molti secoli, finirà con l'avvento delle pompe idriche a motore a cavallo con la II guerra mondiale, con le bonifiche avviate dal regime fascista e con la poderosa opera dell'Ente Maremma a metà degli anni Cinquanta. In Toscana la Maremma occupa 5.000 Kmq pari a 1/4 dell'intera regione, inizia a sud di Rosignano Marittimo fino al confine regionale (Chiarone). Dal Settecento fu oggetto di vari tentativi di bonifica e di ripopolamento ma la malaria mietè molte vittime fra cui il granduca Ferdinando III di Lorena. La terra era poco fertile, produceva solo grano e la pastorizia, nei primi decenni del Settecento fu periodicamente invasa dalle cavallette che distrussero oltre 70 miglia di terre coltivate, queste invasioni continuarono fino al 1786.


2 commenti:

  1. Quando si parla di Maremma Toscana mi si drizzano i capelli visto che sono sempre in contrasto con l'attuale modo di definirne i confini. Ho comunque capito che quando c'e' da guadagnarne in prestigio e turismo, tutto si amplifica ... basta guardare il vino del Chianti. Tra un po' si raccontera' che, al tempo, anche il Monte Amiata era paludoso ma oggi produce un ottimo vino il 'maremmachiantino', visto che ci vuole anche poco a sovrapporre le zone. Non parlo dei confini sul mare (da Rosignano Marittimo al Chiarone) ma di quanto si sia allargata nell'entroterra coivolgendo luoghi che sono prettamente collinari. La penso quindi come Lawrence che la delimitava nella fascia costiera o come mio nonno. Oggi anche il paesello del mio cuore (circa 400 s.l.m) e' stato infilato in Maremma ma, per mio nonno e per tutti quelli della sua generazione, la indicavano iniziare nei pressi di Capalbio. La Siena duecentesca vantava di un territorio talmente vasto che le zone di mare, problematiche piu' che produttive, sicuramente venivano considerate come periferie poco importanti, luoghi da sfruttare il piu' possibile senza investirci nulla. Tale comportamento fu deleterio per la gia' povera economia dei residenti e per gli ambienti che si impaludarono ancor di piu'. Attualmente, le cittadine e i villaggetti costieri sono quasi tutti molto piacevoli e ben vivibili, con un indotto turistico che puo' soddisfare le esigenze di un po' tutti, basta saper scegliere bene. A lume di naso (dico cosi' perche' non conosco) le localita' in Provincia di Livorno mi appaiono messe meglio di quelle di Grosseto ma, ripeto, potrei sbagliarmi. Mi ha intrigato parecchio Piombino ... pero' Castagneto Carducci e' proprio una chicchina, eh si'!

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  2. @ ZeN: Tralasciamo i confini attuali della Maremma (potrebbero essere infatti cambiati col tempo) ... bisognerebbe fare uno studio approfondito sull'argomento perchè credo ci dovrebbero essere quelli veri da qualche parte, questo è quello che ho trovato che può essere solo un'indicazione superficiale oppure potrebbe essere veri! :o/
    La Maremma ha avuto una storia diversa dall'Agro Pontino, almeno all'inizio, si vede dall'uso che se ne faceva e dalla proprietà delle terre, tutte senesi, tutte abbandonate, tutte abitate da "servi della gleba" sottomessi a Siena e alle sue esigenze che non ci ha speso un soldo o quasi e l'ha sfruttata fino al midollo. L'Agro invece era quasi "terra di nessuno", territorio per la caccia dei nobili e chi ci abitava si arrangiava per la sua sopravvivenza. E non si può dire che erano "liberi" se non di sopravvivere, e non sempre ... e poi le cavallette che parono una delle 7 piaghe d'Egitto ... :o(


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