Panorama con il Cerro de Potosì
Industria mineraria
(1809-36, barocca e neoclassica)
Plaza 6 de Agosto
(Zecca Nazionale della Bolivia, 1572 e 1755-73, oggi museo,
sul sito della seconda sede coloniale che operò fino al 1951)
Patrimonio Unesco
Teatro Modesto Omiste
Iglesia de San Benito
San Lorenzo
(1548)
Casa delle Tre Porte
(1545)
foto da wikipedia.org
Potosì o Villa Imperial (267.000 abitanti, 4.067 mt sul mare) è una delle città più alte del mondo sede della Zecca coloniale spagnola dell'argento e con una considerevole architettura coloniale nel suo centro storico, Patrimonio Unesco. Si trova ai piedi del Cerro de Potosì, una montagna "fatta d'argento", ragione dell'importanza storica della città in quanto la principale fonte d'argento dell'Impero spagnolo fino al Settecento. Città fondata nel 1545, ancora oggi si trova in uno dei più grandi giacimenti d'argento al mondo.






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Il centro storico di Potosi', in ricco coloniale spagnolo, in cui lussuose abitazioni, preziosi palazzi amministrativi e ricche chiese, sono una costante, non vanta di un passato storico cosi' splendido come si penserebbe, soprattutto se a raccontarlo sono gli indigeni. I conquistadores, dopo aver messo le mani su queste terre, iniziarono a estrarre l'argento dall'enorme giacimento presente nella montagna di Cerro Rico, sopra Potosi'. La loro opera fu quella di 'guardarlo, contarlo e spedirlo in Spagna', tutto il resto, a partire proprio dal lavoro in miniera, venne fatto eseguire alla gente locale, in condizioni di coercizione-alias-schiavitu'. In quei secoli, l'America e' stata teatro di carneficine, basta pensare ai Native negli Usa e in Messico, agli Indigeni e ai Maya nel Centro-Sud. Mentre i digrassia' morivano di fatica e di malattie nelle miniere, la citta' calamito' alti funzionari della Corona, una certa fascia di benestanti, affaristi, mercanti e gli addetti alla Zecca ... e nel frattempo cambio' volto, aumentando il proprio patrimonio architettonico, diventando cosi' sempre piu' bella e opulenta. Visitare il centro storico di Potosi' e osservare cio' che offre, ovvero un coloniale spagnolo in tono maggiore, dovrebbe essere una bellissima esperienza. Oltre i caseggiati con i tipici balconi e le lussuose dimore, cio' che rimane 'dell'epoca della ricchezza' e' tutt'oggi osservabile all'interno delle Chiese, spesso abbellite con elementi in argento. Mi hanno particolarmente colpito la Casa Real de Moneda, l'Iglesia de San Benito e la Casa delle Tre Porte. Oggi, l'economia cittadina e' in sofferenza e gli abitanti cercano nell'indotto tutistico una buona via d'uscita. Potosi' merita di esser visitata, si'!
RispondiElimina@ ZeN: L'indubbia bellezza del centro storico di Potosì è la testimonianza della ricchezza dei conquistadores spagnoli, notevoli monumenti la costellano, ricchi di opere d'arte e di oggetti preziosi, tutti ben tenuti. In effetti è una meta turistica questa città, sempre che si voglia arrivare a un'altitudine di oltre 4.000 metri! L'estrazione dell'argento stride col lusso del centro, eppure è proprio questa attività che ha permesso tutto sto ben di Dio ... la popolazione, tanto per cambiare, ha pagato molto caramente questa attività, con la povertà, le malattie e la vita. Certamente le loro abitazioni non son degne di attenzione artistica ma fanno parte di tutto il pacchetto. Per me quando si visita un centro urbano è bene anche conoscere i lati "oscuri", tenuti ai margini, "invisibili" del luogo perchè ne fanno parte. ;o)
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