sabato 29 maggio 2021

L'Arte della nuova bellezza n. 12

 

Pettorale Libellula (1897-98) di Renèe Lalique 
(oro, smalti, cristopazio, calcedonio, pietre lunari e diamanti)
foto da wikipedia.org

L'Art Nouveau rivitalizzò la gioielleria con la natura come principale fonte di ispirazione e l'introduzione di nuovi materiali come gli opali o pietre semipreziose, la gioielleria era motivata da un artista-designer più che da un gioielliere con solo la qualità di incastonare pietre preziose.


Diadema Gallo (1897-98) di Renèe Lalique 
(oro, smalti, corno e ametista)

 
Parte della collana Anemone (1899-1900) di Renee Lalique 
(oro, vetro e smalti)

I gioiellieri di Parigi e bruxellesi definirono l'arte della gioielleria, il fulcro fu il disegnatore francese Renee Lalique (1860-1945) che nella sua arte glorificò la natura unendo la sua intelligenza all'arte giapponese.


Collana (1900 circa) di Renee Lalique 
(oro, smalto, diamanti, giada e vetro)

 
Collier (1899 circa) di Renee Lalique


Spilla Foglia Morta (1899-1903) di Renee Lalique 
(oro, smalti e tormaline)

I gioiellieri guardavano al Rinascimento, con i suoi monili in oro lavorato e smaltato, la visione del gioielliere come artista prima che artigiano. Nella maggior parte delle opere le pietre preziose retrocessero in un secondo piano, i diamanti furono utilizzati con un ruolo secondario accostati a materiali meno noti come il vetro, l'avorio e il corno.




 

2 commenti:

  1. Vedere l'orefericeria di Lalique e' sempre piacevolissimo perche' ogni volta sembra come la prima volta! Non ci si stanca mai di perdersi nel bello ed e' stupefacente che pur osservando, per esempio, gli stessi pezzi, sembra di scorgere qualche particolare sfuggito la volta prima. Questo artista ha eseguito i suoi lavori di oreficeria basandosi sulla natura, spesso rappresentata in maniera immaginaria, e sull'eleganza, mettendo quasi in secondo piano la peziosita' dei materiali. Non vorrei esagerare ma per molti versi mi ha ricordato Gaudi' e di come era riuscito, usando i vetri di bottiglia o gli scampoli di mattonelle rotte, a creare opere d'arte che nessun altro materiale, sebbene nobile, avrebbe dato come risultato finale lo stesso impatto visivo. Detto cio' e' quindi inutile valutare i lavori di Lalique pesando l'oro e l'argento o valutando le pietre usate perche' e' come se ci trovassimo di fronte ad un quadro il cui pregio lo si vuole associare solo alla qualita' e al costo dei colori usati. Fondamentalmente non ha inventato nulla perche' la tecnica di usare materiali poveri (conchigliette, perline, semi) incastonandolii su metalli preziosi la ritroviamo presso molti popoli arcaici, o l'usare pietre dure, tipicamente orientale. Lalique ha esaltato all'inverosimile tutte queste tecniche antiche aggiungendoci altri elementi come il vetro e la smaltatura ... e trasformando ogni oggetto in una meraviglia!

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  2. @ ZeN: Lalique meritava un post tutto per sè. L'oreficeria fu una grande espressione dell'Art Nouveau, oltre alle architetture, oltre ai mobili, le suppellettili, le vetrate, i vasi, le lampade, ecc. L'oreficeria (al di là della preziosità dei materiali) di questo movimento utilizzava quello che serviva per esprimere la propria fantasia ampiamente (se non in modo determinato) surclassato dalla tecnica. E' una antica tradizione quella di dare vita a creazioni basate sulle tecniche più raffinate, anche e soprattutto su materiali "poveri". Il genio non ha prezzo. ;o)

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