mercoledì 31 marzo 2021

United States of America n. 11

 

foto da wikipedia.org


Jacksonville ha circa 892.000 abitanti, si trova in Florida e porta il nome del settimo presidente degli Usa, Andrew Jackson.
 
 
Il capo Saturiva, tribù Timucua 

 In inverno ha un clima mite e caldo in estate.
In origine la zona era abitata dagli indiani Timucua, la Florida fu scoperta dalla Spagna nel 1513, poi fu conquistata dai Francesi, ritornò poi alla Spagna che la cedette agli Inglesi nel 1763. Ritornò alla Spagna nel 1783 e divenne territorio degli Stati Uniti nel 1821.
 
 
 
Fort Caroline, sul fiume Johns 
francese (1528-98)
 
 
Dopo la guerra di secessione Jacksonville e la vicina St Augustine divennero popolari luoghi di svago invernale per i ricchi e famosi, declinò d'importanza quando la Florida si estese arrivando a Palm Beach e a Miami alla fine dell'Ottocento, ne risentì anche con l'epidemia di febbre gialla del 1886-88.
 
 
Interfaith Chapel, University of North Florida
 
 
Nel 1901 ci fu un grande incendio che lasciò 10.000 residenti senza casa ma la ricostruzione incominciò immediatamente.
Una significativa crescita della città è dovuta alla presenza di basi navali nella regione (XX secolo).

 
Historic District, Old Ortega
 
 
Jacksonville ha una storia di segregazione razziale e violenza che arrivò all'apice nel 1960 con una violenza diffusa in cui i delinquenti bianchi iniziarono ad attaccare tutti gli afroamericani che vedevano e la polizia non intervenne. Agli afroamericani furono negati i servizi sanitari in ogni ospedale, anche quando erano in fin di vita.
La città è abitata per il 64,48% da bianchi, il 29,03% da afroamericani, lo 0,34% da nativi americani, il 2,78% da asiatici, il 4,16% da ispanici o latini.
 

1 commento:

  1. Quasi quasi gia' solo leggendo la storia antica di Jacksonville la si puo' immaginare. Forse la violenza, che speriamo sia un ricordo passato, scaturisce dai tanti passaggi di mano dei vari conquistatori, dalla forte presenza di schiavi e da una piccola popolazione di native. Piu' che un luogo di integrazione, probabilmente lo era di deportazione ... con sempre nuovi padroni che alternandosi, spezzavano i piccoli equilibri sociali che di volta in volta si formavano. Il grande incendio ha spazzato via i quartierini piu' vecchi e al loro posto l'internazionale oggi spadroneggia. Generalmente negli Usa, a differenza del centro e sud America, gia' c'e' sempre molto poco da vedere come patrimonio artistico ... quindi il fuoco e' solo stata la ciliegina sulla torta ;o) La cosa che piu' ho gradito e' stato il suo affaccio sul mare e i sostanziosi fiumi che l'attraversano ... acque buone per mitigare la calura e distanziare i palazzoni :o) A colpo d'occhio non pare tanto brutta ... ;o)

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