foto da wikipedia.org
# Forte Antenne (1882-91) si trova all'interno di Villa Ada, quartiere Parioli. Fino agli anni '40 fu utilizzato come deposito del Reggimento Radiotelegrafisti e poi dismesso. Una parte è del Comune di Roma, l'altra è occupata da unità militari. Pare ci sia un progetto per realizzare una struttura alberghiera o una sede distaccata della Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli.
# Forte Pietralata (1881-85) si trova nell'omonima via, è il forte più grande. Ospita la caserma Antonio Gandin della Brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna.
# Forte Tiburtino (1880-84) sorge nell'omonima via al km 4, adiacente al forte si trova la caserma militare della Brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna intitolata al capitano medaglia d'oro Albanese Ruffo. Fu attiva fino agli anni '80.
(2018)
# Forte Prenestino (1880-84) si trova in Via Prenestina al Km 4, preso in consegna nel 1977 dal Comune di Roma che lo lasciò in stato di abbandono per molti anni, destinato dal piano regolatore generale comunale a verde pubblico. Dal 1986 è occupato dal centro sociale autogestito CSOA Forte Prenestino.
# Forte Casilino si trova nell'omonima via al Km 4 progettato da Luigi Durant de La Penne. E' compreso all'interno della zona militare dell'aeroporto di Centocelle. Durante la II guerra mondiale fu usato dalle truppe tedesche, nel dopoguerra alcuni locali divennero magazzini delle squadriglie di volo di stanza, fino al 1965. Attualmente sono allo studio progetti di valorizzazione per restituirlo alla cittadinanza per un pubblico utilizzo.



I Forti di Roma fanno ormai parte del nostro patrimonio artistico dato che iniziano ad essere abbastanza datati. Oltre a cio' son proprio belli da vedere perche' sono edifici militar-difensivi molto sostanziosi e unici nel loro genere. Credo, e spero di non sbagliarmi, che furono ideati con una logica che all'epoca gia' apparteneva al passato; quella in cui lo spessore dei muri e i tunnel riparati gia' erano sinonimo di sicurezza. Insomma avevano tutte le qualita' castellifere pur discostandosene stilisticamente. A livello di evoluzione militare li collocherei in maniera intermedia tra il castello e il bunker ... non elaboratissimo come il primo ma neanche squallideo e asettico come il secondo. Al tempo me li immagino visivamente gradevoli perche' tutto sommato erano dotati di ornamenti, come ad esempio alcune bugnature, di archi e di molte altre accortezze architettoniche ... insomma ben si integravano in una citta' d'arte come Roma. La passeggiata dentro il Forte Prenestino che ci hai mostrato, rende benissimo l'idea di come potevano essere strutturati internamente. Mi da' molta tristezza vederli in stato di abbandono o addirittura ridotti a ruderi, tant'e' che stavolta quoto l'idea di averne lasciati alcuni in gestione ai militari ... almeno li custodiscono! ;o)
RispondiElimina@ ZeN: In effetti gli unici forti curati sono quelli gestiti dai militari, questo però significa che non sono visitabili...in più col tempo sono stati integrati con altre strutture necessarie ma di dubbia bellezza e integrazione col contesto. Poi c'è Forte Prenestino...gestito da un Centro sociale...praticamente una gasbah...nel giro del video non si capisce nulla sulla sua struttura ma si comprende che sia diventato un "villaggio" autonomo dove gli abitanti decidono l'aspetto e l'uso che se ne fa. Siccome i forti non brillavano per policromie, hanno ben pensato di "decorarlo" a loro modo e misura, son così autonomi e indipendenti che si son creati addirittura una zona "teatro". Lì Belle Arti, Asl e Polizia Urbana non hanno voce in capitolo. Come fosse uno Stato a sè, per non parlare che è praticamente proprietà "privata". O.o'
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