lunedì 5 ottobre 2020

Golda Meir n.2

1973
foto da wikipedia.org



Golda Meir fu nominata ministro degli esteri e promulgò una legge per l'immigrazione ebrea verso Israele che nel 1951 restrinse il campo degli aventi diritto riservando l'entrata e la cittadinanza solo agli Ebrei che erano a rischio nel proprio Paese di origine e che potevano pagarsi da soli il viaggio, preferibilmente se giovani in salute e con un'attività commerciale.
Nel 1966, sofferente per un linfoma, si ritirò dalle scene ma per poco tempo, diventò infatti Segretario Generale del Partito Laburista.



 Kibbutz Neve Eaitan, Israele



Abbandonò di nuovo la scena politica ma fu richiamata di nuovo per diventare primo ministro, strinse ottimi rapporti con gli Stati Uniti  (nonostante la reciproca antipatia con Nixon) e con la comunità ebraica americana, la più grande del mondo, incoraggiò inoltre fortemente l'immigrazione degli Ebrei nella terra d'Israele.






Nel 1972 un commando palestinese denominato Settembre Nero prese in ostaggio la delegazione di atleti israeliani ai Giochi Olimpici di Monaco di Baviera rivendicando la liberazione di prigionieri politici palestinesi, ma la Meir non trattò. La conseguenza fu che tutti gli ostaggi e 5 degli 8 terroristi morirono, da questa vicenda il suo governo iniziò segretamente, tramite il Mossad (agenzia di intelligence e servizio segreto di Israele), una politica repressiva su tutti i nuclei sospettati di essere in contatto con Settembre Nero. Seguì poi l'operazione "collera di Dio" in cui gli agenti israeliani uccisero tutti coloro che erano ritenuti responsabili della vicenda dei Giochi.
Nel 1974 la Meir lasciò la politica.



 Tomba di Golda Meir a Mount Herzi
Gerusalemme
 

2 commenti:

  1. Golda Meir e' stata uno dei cardini durante la creazione dello stato d'Israele. Nella sua carriera politica, iniziata molto prima, lo ha visto nascere e compiere i primi passi. Il suo ruolo in questo turbinoso scenario e' sempre stato di primo piano ma, come gia' precedentemente ricordato., la sua personale carriera e' avanzata e si e' ampliata solo per meritocrazia. Molto ma molto lontanamente, e solo a livello teorico, la si potrebbe assimilare a uno dei tanti personaggi mondiali che ha lottato per la liberta' del suo popolo anche se le 'sue genti' non erano accumunate dalla stessa etnia ma dalla medesima fede religiosa. Tutto cio' e' avvenuto senza armi ne' rivoluzioni perche' lo stato d'Israele e' sorto tramite una risoluzione dell'Onu. Questa nuova nazione doveva essere ben popolata al fine di creare un tessuto economico resistente ed e' per forse questo che all'inizio era piu' facile avere la cittadinanza se giovani e muniti di proprie risorse per vivere. Ma non sempre tutto quel che e' bene finisce bene, difatti a tutt'oggi, ma iniziate all'epoca, non si sono ancora calmate le faide tra Israele e i popoli del circondario. Purtroppo alcune risoluzioni Onu in medio-oriente e in Africa, che ridisegnarono nuovi confini, hanno dato vita a malcontenti e scontri armati che a distanza di tempo non si sono ancora sopiti. Golda Meir ha fatto moltissimo per il suo popolo e sono convinta che anche se siano cambiati i tempi e il modo di vedere le cose, sia tutt'ora molto amata.

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  2. @ ZeN: Grande donna, politica e stratega, la Meir ha remato furiosamente per garantire un ruolo israeliano di leadership nel nordafrica appoggiato dall'America e dalla Chiesa, e c'è riuscita. E stato riconosciuto il popolo di Israele sparso per tutto il globo terracqueo come titolare dei territori all'epoca palestinesi e sdoganata la facoltà di scacciarli dai territori di loro appartenenza da secoli. Alle volte l'accoglienza non conviene...sta di fatto che una donna con tali palle è riuscita nn solo a far riconoscere uno Stato che non c'era, ma anche a legalizzare una "pulizia etnica" senza precedenti. Lei SCEGLIEVA gli ebrei che volevano entrare in Israele in modo che non fossero un peso ma una risorsa. Qui Dio non c'entra e nemmeno le discriminazioni razziali perpertuate contro gli Ebrei, qui c'entra un preciso disegno volto a sbarazzarsi di qualsiasi cosa impedisse un disegno voluto da più potenze per i loro scopi strategici.La pulizia etnica è tuttora un fatto assodato. Si vede che la storia e le sofferenze subìte non hanno insegnato proprio niente a questo popolo...nessuno si deve sentire autorizzato a cancellare un altro popolo, tantomeno in nome della religione.

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