Il tatuaggio è una forma di decorazione del corpo realizzata in modo permanente sia inserendo pigmenti colorati sotto pelle sia provocando rilievi cicatriziali.
Il tatuaggio praticato per motivi ornamentali o rituali risale a tempi remoti, i più elaborati sono quelli diffusi tra i notabili Maori della Nuova Zelanda e i Caduveo dell'America Meridionale.
Stati Uniti, 1907
foto da wikipedia.org
La parola "tatuaggio" deriva dal samoano "tatau", designa sia una tecnica di decorazione pittorica corporale sia la decorazione con tale tecnica. La pelle è incisa o punteggiata con punture introducendo sostanze coloranti.
Il tatuaggio è stato impiegato in moltissime culture accompagnando l'uomo per gran parte della sua esistenza, a seconda degli ambiti rappresenta una specie di carta d'identità dell'individuo o un rito di passaggio. La mummia dell'uomo di Pazyryk ha tatuaggi terapeutici che rappresentano animali, come il tatuaggio della principessa di Ukok (mummia dell'Altai, del 500 a.C.) che rappresenta un animale immaginario.
Tatuaggio samoano tradizionale
Fra le civiltà che lo praticavano ci fu l'Egitto e l'antica Roma (vietato con l'avvento del Cristianesimo, anche se era praticato anche da loro). Nel Medioevo c'era l'usanza dei pellegrini di tatuarsi con simboli religiosi dei santuari visitati (particolarmente quello di Loreto). Ebraismo e Islam lo vietano e in India si usa il tatuaggio con l'henna, temporaneo. I contadini egiziani e i nomadi musulmani (per lo più Sciiti), sia le donne che i bimbi particolarmente belli, vengono tatuati in modo permanente con piccoli cerchietti o sottli linee verticali azzurre sul mento e tra le sopracciglia. E' un'usanza scaramantica in quanto l'azzurro è un colore scaramantico per eccellenza, fin dal tempo dei faraoni.
Ta-Moko, Nuova Zelanda
L'Oceania sviluppò propri stili e significati, i Maori sono famosi come quelli della Nuova Guinea, i Giapponesi, i Cinesi e gli Inuit. In Europa fu reintrodotto nel XVIII secolo, celebri furono lo zar Nicola II e sir Winston Churchill. Nell'epoca degli attacchi dei pirati gli abitanti della costa si tatuavano segni cristiani perchè, in caso di morte violenta, sarebbero stati riconosciuti come fedeli e dunque sepolti in terra consacrata. Le spose recavano tatuaggi "amorosi" come promessa a Dio (cuori trafitti, frasi o il simbolo dello Spirito Santo).
Capo Maori
Le vedove si tatuavano, in ricordo del defunto, soggetti come il teschio con le tibie incrociate, il nome del defunto o la frase "memento mori". Anche i Crociati si tatuavano simboli cristiani per essere riconosciuti in caso di morte violenta. Contrarissimo Cesare Lombroso che nel 1876 scrisse il saggio "L'uomo delinquente", che collega il tatuaggio con la degenerazione morale innata nel delinquente. Il saggio è anche un catalogo approfondito di tutte le tipologie di tatuaggio dell'epoca con le storie degli uomini che li portano (soldati, detenuti, criminali e disertori), catalogati in: segni d'amore (iniziali, cuori, versi), simboli di guerra (date, armi, stemmi), segni legati al mestiere (strumenti di lavoro e musicali), animali (serpenti, cavalli, uccelli) e di soggetto religioso (croci, cristi, madonne e santi).
Tunisia
In seguito il tatuaggio subisce un'ulteriore censura, per questo non nascono studi e botteghe professionali fino agli anni Settanta, quando ebbe una progressiva diffusione iniziando coi giovani hippy e i motociclisti.
Tatuaggio con il monumento a Yuri Gagarin, Russia
Per tatuare gli Inuit usano aghi d'osso per far passare attraverso la pelle un filo coperto da fuliggine, nelle zone oceaniche (Polinesia e Nuova Zelanda) è eseguito tramite i denti di un pettine di osso che viene battuto per forare la pelle introducendo il colore ottenuto dalla lavorazione della noce di cocco.
Papua Nuova Guinea
I Giapponesi, con la tecnica del tebori, usano sottili aghi metallici e pigmenti fissati all'estremità di una bacchetta di bambù; il Thailandia e Cambogia il tatuaggio è simile a quello giapponese.
Myanmar
In Occidente è eseguito con una macchinetta elettrica cui sono fissati degli aghi che depositano il pigmento nella pelle.
Nel 2015 in Italia il 12,8% della popolazione era tatuata (quasi 7milioni di persone). Fra i principali stili di tatuaggio, la Old School o tradizionale (con soggetti semplici dalle linee nette, l'uso massiccio del nero e dei colori piatti, i soggetti sono quelli della tradizione europea e americana con rose, pugnali, cuori, pin up, simbologie marittime come sirene, ancore e navi);
Giappone
la New School si rifà alla vecchia scuola esasperandone le caratteristiche con linee più grosse e colori molto luminosi; il realistico copia la realtà (ambienti, oggetti, animali, ritratti, non ha linee di contorno e sfuma su più livelli di colore); il tribale New Style si basa sui tatuaggi tradizionali degli indigeni delle isole del Pacifico: Samoa, Isole Marchesi, Hawaii;
Bosnia e Erzegovina
il tatuaggio del Borneo, dei Maori, della Nuova Zelanda e dei Nativi ameticani ha disegni astratti, di solito riempiti totalmente di nero e linee intricate con disegni geometrici ripetuti che rappresentano la reinterpretazione di flora e fauna o elementi naturali, specialmente fuoco, aria e acqua.
Cambogia
I tribali tradizionali invece differiscono molto in base ai vari popoli che li usano. I tatuaggi giapponesi (irezumi o horimono) erano in origine praticati come mezzo punitivo per i criminali di reati minori.
Inuit, Alaska
Il tatuaggio gaman è a scopo decorativo, dal XIX secolo prende spunto dalle decorazioni dei kimono, dagli abiti dei samurai o da abiti da cerimonia. L'irezumi copre gran parte del corpo; l'horimono si è sviluppato alla fine dell'Ottocento, usato da prostitute, giocatori d'azzardo, malviventi, piccoli commercianti, attori kabuki, pompieri e lavoratori di fatica. Fra i disegni più classici i dragoni, i fiori di ciliegio, le carpe Koi, ideogrammi, versetti o citazioni buddhisti, l'uccello hou-ou (simile alla Fenice), fiori di crisantemo e di peonia, ecc.
Donna Kutia degli Orissa, India
Il tatuaggio biomeccanico è ispirato ai lavori di Hans Ruedigiger, molto praticato negli anni Ottanta-Novanta. Di solito rappresenta creature composte da organi e membra umane fuse con parti meccaniche. Nel tatuaggio Lettering le parole o le frasi sostituiscono o integrano i disegni.
Borneo
Stati Uniti, 1907
foto da wikipedia.org
La parola "tatuaggio" deriva dal samoano "tatau", designa sia una tecnica di decorazione pittorica corporale sia la decorazione con tale tecnica. La pelle è incisa o punteggiata con punture introducendo sostanze coloranti.
Il tatuaggio è stato impiegato in moltissime culture accompagnando l'uomo per gran parte della sua esistenza, a seconda degli ambiti rappresenta una specie di carta d'identità dell'individuo o un rito di passaggio. La mummia dell'uomo di Pazyryk ha tatuaggi terapeutici che rappresentano animali, come il tatuaggio della principessa di Ukok (mummia dell'Altai, del 500 a.C.) che rappresenta un animale immaginario.
Tatuaggio samoano tradizionale
Fra le civiltà che lo praticavano ci fu l'Egitto e l'antica Roma (vietato con l'avvento del Cristianesimo, anche se era praticato anche da loro). Nel Medioevo c'era l'usanza dei pellegrini di tatuarsi con simboli religiosi dei santuari visitati (particolarmente quello di Loreto). Ebraismo e Islam lo vietano e in India si usa il tatuaggio con l'henna, temporaneo. I contadini egiziani e i nomadi musulmani (per lo più Sciiti), sia le donne che i bimbi particolarmente belli, vengono tatuati in modo permanente con piccoli cerchietti o sottli linee verticali azzurre sul mento e tra le sopracciglia. E' un'usanza scaramantica in quanto l'azzurro è un colore scaramantico per eccellenza, fin dal tempo dei faraoni.
Ta-Moko, Nuova Zelanda
L'Oceania sviluppò propri stili e significati, i Maori sono famosi come quelli della Nuova Guinea, i Giapponesi, i Cinesi e gli Inuit. In Europa fu reintrodotto nel XVIII secolo, celebri furono lo zar Nicola II e sir Winston Churchill. Nell'epoca degli attacchi dei pirati gli abitanti della costa si tatuavano segni cristiani perchè, in caso di morte violenta, sarebbero stati riconosciuti come fedeli e dunque sepolti in terra consacrata. Le spose recavano tatuaggi "amorosi" come promessa a Dio (cuori trafitti, frasi o il simbolo dello Spirito Santo).
Capo Maori
Le vedove si tatuavano, in ricordo del defunto, soggetti come il teschio con le tibie incrociate, il nome del defunto o la frase "memento mori". Anche i Crociati si tatuavano simboli cristiani per essere riconosciuti in caso di morte violenta. Contrarissimo Cesare Lombroso che nel 1876 scrisse il saggio "L'uomo delinquente", che collega il tatuaggio con la degenerazione morale innata nel delinquente. Il saggio è anche un catalogo approfondito di tutte le tipologie di tatuaggio dell'epoca con le storie degli uomini che li portano (soldati, detenuti, criminali e disertori), catalogati in: segni d'amore (iniziali, cuori, versi), simboli di guerra (date, armi, stemmi), segni legati al mestiere (strumenti di lavoro e musicali), animali (serpenti, cavalli, uccelli) e di soggetto religioso (croci, cristi, madonne e santi).
Tunisia
In seguito il tatuaggio subisce un'ulteriore censura, per questo non nascono studi e botteghe professionali fino agli anni Settanta, quando ebbe una progressiva diffusione iniziando coi giovani hippy e i motociclisti.
Tatuaggio con il monumento a Yuri Gagarin, Russia
Per tatuare gli Inuit usano aghi d'osso per far passare attraverso la pelle un filo coperto da fuliggine, nelle zone oceaniche (Polinesia e Nuova Zelanda) è eseguito tramite i denti di un pettine di osso che viene battuto per forare la pelle introducendo il colore ottenuto dalla lavorazione della noce di cocco.
Papua Nuova Guinea
I Giapponesi, con la tecnica del tebori, usano sottili aghi metallici e pigmenti fissati all'estremità di una bacchetta di bambù; il Thailandia e Cambogia il tatuaggio è simile a quello giapponese.
Myanmar
In Occidente è eseguito con una macchinetta elettrica cui sono fissati degli aghi che depositano il pigmento nella pelle.
Nel 2015 in Italia il 12,8% della popolazione era tatuata (quasi 7milioni di persone). Fra i principali stili di tatuaggio, la Old School o tradizionale (con soggetti semplici dalle linee nette, l'uso massiccio del nero e dei colori piatti, i soggetti sono quelli della tradizione europea e americana con rose, pugnali, cuori, pin up, simbologie marittime come sirene, ancore e navi);
Giappone
la New School si rifà alla vecchia scuola esasperandone le caratteristiche con linee più grosse e colori molto luminosi; il realistico copia la realtà (ambienti, oggetti, animali, ritratti, non ha linee di contorno e sfuma su più livelli di colore); il tribale New Style si basa sui tatuaggi tradizionali degli indigeni delle isole del Pacifico: Samoa, Isole Marchesi, Hawaii;
Bosnia e Erzegovina
il tatuaggio del Borneo, dei Maori, della Nuova Zelanda e dei Nativi ameticani ha disegni astratti, di solito riempiti totalmente di nero e linee intricate con disegni geometrici ripetuti che rappresentano la reinterpretazione di flora e fauna o elementi naturali, specialmente fuoco, aria e acqua.
Cambogia
I tribali tradizionali invece differiscono molto in base ai vari popoli che li usano. I tatuaggi giapponesi (irezumi o horimono) erano in origine praticati come mezzo punitivo per i criminali di reati minori.
Inuit, Alaska
Il tatuaggio gaman è a scopo decorativo, dal XIX secolo prende spunto dalle decorazioni dei kimono, dagli abiti dei samurai o da abiti da cerimonia. L'irezumi copre gran parte del corpo; l'horimono si è sviluppato alla fine dell'Ottocento, usato da prostitute, giocatori d'azzardo, malviventi, piccoli commercianti, attori kabuki, pompieri e lavoratori di fatica. Fra i disegni più classici i dragoni, i fiori di ciliegio, le carpe Koi, ideogrammi, versetti o citazioni buddhisti, l'uccello hou-ou (simile alla Fenice), fiori di crisantemo e di peonia, ecc.
Donna Kutia degli Orissa, India
Il tatuaggio biomeccanico è ispirato ai lavori di Hans Ruedigiger, molto praticato negli anni Ottanta-Novanta. Di solito rappresenta creature composte da organi e membra umane fuse con parti meccaniche. Nel tatuaggio Lettering le parole o le frasi sostituiscono o integrano i disegni.
Borneo














Bellissima la realizzazione della civettina (o gufetto) che si trasfoma in cattivissima ahahah :o) Non ho un particolare pernsiero su questo tipo di espressione corporale ... chi si vuole tatuare lo faccia pure tranquillamente ... pero' per il momento io non gradisco farlo perche' mi impressiona il fattore 'per sempre' :o)
RispondiElimina@ ZeN: Meglio un tatuaggio "per sempre" che un marito! Ahahaha! Amo i bei tatuaggi, vere opere d'arte che decorano la pelle, molto rari sia per il cattivo gusto di chi lo fa sia per la scarsa capacità di chi lo realizza. Il tatuaggio dev'essere una decorazione piacevole da vedere, non deve seguire le mode, deve essere proporzionato alla persona che lo indossa e, perchè proprio "opera d'arte", deve stare isolato, in mezzo alla pelle, come un quadro su una parete. L'eccesso di queste decorazioni per me toglie identità alla persona, la stravolge e imbruttisce. Mi vien da pensare che ci sia qualche problemino psicologico... O.O
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