Dipinto su seta
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La seta è una sostanza secreta da numerosi insetti da particolari ghiandole poste ai lati della bocca, consiste in un filo continuo molto sottile e lucente detto bava, con cui si costruiscono i bozzoli, le reti e i nidi. Commercialmente il termine indica la fibra tessile che si ricava dai bozzoli di Bombyx mori, cioè dal baco da seta.
Secondo la tradizione furono i Cinesi, in epoca remotissima, a scoprire il metodo di sfruttare il prezioso filamento mediante l'allevamento dei bachi e a produrre i primi tessuti di seta nel III millennio a.C., per vari secoli queste stoffe erano riservate alla corte imperiale, il segreto venne rigorosamente mantenuto così che altrove si conosceva solo la seta selvaggia. Più tardi si cominciò a esportare la seta in tessuto, matasse o filati attraverso la famosa Via della Seta, percorsa da lunghe carovane. Partendo da Singan-fu (antica capitale della Cina), e più tardi da Pechino, la Via della Seta, protetta dalla Grande Muraglia, attraversava la Porta di Giada e aggirava l deserto del Turkestan con diversi percorsi che si ricongiungevano a Samarcanda e poi all'Asia Minore, fino a Costantinopoli o le coste del Mediterraneo.
I Greci, e soprattutto i Romani, furono grandi importatori dei tessuti di seta con cui venivano confezionate raffinate vesti. Dapprima centro del commercio era Costantinopoli, sede anche di tessiture, in seguito vi si realizzò il primo allevamento di bachi da alcune uova portate di nascosto dalla Cina da due monaci inviati da Giustiniano nel 550 circa. L'Impero d'Oriente così si specializzò nella produzione di splendide stoffe di seta impreziosite da raffinati disegni decorativi, impiegate nell'abbigliamento. Con la caduta dell'Impero la produzione e diffusione furono appannaggio degli Arabi, che la resero fiorente in Spagna e in Sicilia, donde passò in Italia (Palermo, Messina, Catanzaro). A Firenze venne riconosciuta l'Arte della Seta quale una delle sette Arti Maggiori. Fino al Medioevo l'impiego della seta fu limitato alle classi privilegiate per il suo costo, solo dopo le crociate e con l'espandersi delle manifatture, divenne più accessibile. La sericoltura si diffuse in altri Paesi europei, soprattutto in Francia, dove nei secoli XV e XVI sorsero grosse manifatture che tolsero il primato a quelle italiane. Nel XIX secolo industrie della seta fiorirono a Lucca e in seguito a Bologna (Mulino alla Bolognese, modello protoindustriale), primeggiano Catania, Como, la zona di Meldola (forlivese) e San Leucio (Caserta). La produzione di bozzoli in Italia iniziò a declinare tra le due guerre mondiali, fino a scomparire dopo l'ultima, a causa della produzione di fibre sintetiche e al cambiamento dell'organizzazione agricola. Le stamperie e le tessiture del centro-nord lavoravano seta cinese. L'invenzione del telaio meccanico nell'Ottocento potenziò l'industria della seta, l'invenzione delle fibre sintetiche e l'aumento costante del prezzo della seta pura rende oggi il suo impiego sempre più limitato.
Kimono ricamato
Mandala, Cina
Tessuto cinese
Oggi i Paesi asiatici si sono industrializzati massicciamente e il loro livello tecnologico e qualitativo si è adeguato alle esigenze occidentali, quindi molti produttori italiani si limitano a commercializzare coi loro marchi prodotti interamente realizzati all'estero.
Tessuto cinese






La seta eì una stoffa a dir poco meravigliosa le cui qualita' superano di gran lunga moltissimi altri filati :o) Nonostante gli sforzi fatti per togliere il 'primato' ai cinesi, ci siamo dovuti arrendere e lasciare loro lo scettro ;o) Bruttina la boboja della seta :oD
RispondiElimina@ ZeN: Sorvolando sulla boboia... :o/
RispondiEliminaLa seta è l'unico filato adatto a essere indossato tutto l'anno, non dà allergie, è piacevolissima sulla pelle ed è bellissima. D'altro canto, è costosissima, molto delicata da lavare e stirare, e raramente si trova quella "vera". :o(