In provincia di Reggio Calabria, Gerace conta 1900 abitanti nel borgo. Dista 12 km da Locri, 100 da Lamezia Terme e 115 da Reggio Calabria.
Piccolo insediamento nell'VIII-VII secolo a.C. forse fondato da coloni greci provenienti da Locri, diviene un "kastron" nel 787 che resiste agli attacchi degli Arabi fino al 986. La cattedrale, di rito greco, è consacrata nel X secolo. Nel 1045 Gerace passa ai Normanni sotto i quali conosce un periodo di grande prosperità. Nel XII-XVII secolo la città passa agli Angioini e poi agli Aragonesi, sede di una delle più antiche diocesi della Calabria e centro di forte spiritualità e cultura, ma sottoposto a feudatari. Con l'abolizione del feudalesimo (1806) da parte dei Francesi e diviene capoluogo di circondario, anche sotto ai Borboni.
Luogo di civiltà che si mescolano, di nobiltà decaduta, di profonda religiosità, Gerace aveva 128 chiese, oggi ne rimangono 17. Il passaggio del tempo è testimoniato dagli archi barocchi, i nobili palazzi con fastose decorazioni, le suggestioni orientali, i loggiati rinascimentali, le fortificazioni e le rovine. La cattedrale è una meravigliosa opera d'arte, tra le più importanti del Meridione, consacrata secondo tradizione nel 1045 e riconsacrata nel 1222 alla presenza dell'imperatore Federico II. Ha avuto vita tormentata, fra rimaneggiamenti, cambiamenti di stile e di rito, incurie, crolli da terremoto o alluvione: è l'emblema del sud. Le colonne all'interno provengono dai templi della Magna Grecia, il suo stile primitivo era tra il romanico e il normanno, l'altare maggiore è barocco del Seicento, come l'arco trionfale della chiesa di San Francesco, che per il resto è gotica del 1252 con uno splendido portale arabo-normanno. Dell'annesso Convento rimangolo il pozzo e una parte del chiostro. Bizantina la chiesa di San Giovannello, piccolo edificio medievale del X secolo. Il monastero di Sant'Anna (1344), con la sua chiesa, conserva un ricco altare barocco. Il convento dei Cappuccini, del Cinquecento, ha un'estensione di 1200 mq, ha la facciata barocca del 1722 e splendidi altari in noce intarsiati. Greca la chiesa di Santa Maria del Mastro, superbo edificio di impianto bizantino. Il castello è ridotto a un rudere, fu edificato dai Bizantini, è crollato col terremoto del 1783.
Il prodotto più noto della zona è il vino Greco di Gerace che si produce a Bianco, è un vino liquoroso di 17 gradi ottenuto da uve greco. Ottimo l'olio d'oliva. Fra i dolci, i rafioli fatti di pan di Spagna ricoperto di crema, zucchero e chiara d'uovo. La gastronomia ha le sue radici nella civiltà contadina (peperoncino, olio di oliva e pomodoro fresco, gli ingredienti base).
Il Museo di Gerace conserva i tesori della cattedrale, quello Civico i reperti di uno dei siti archeologici più antichi della Locride, appartenente al Neolitico medio.
Il prodotto più noto della zona è il vino Greco di Gerace che si produce a Bianco, è un vino liquoroso di 17 gradi ottenuto da uve greco. Ottimo l'olio d'oliva. Fra i dolci, i rafioli fatti di pan di Spagna ricoperto di crema, zucchero e chiara d'uovo. La gastronomia ha le sue radici nella civiltà contadina (peperoncino, olio di oliva e pomodoro fresco, gli ingredienti base).
Il Museo di Gerace conserva i tesori della cattedrale, quello Civico i reperti di uno dei siti archeologici più antichi della Locride, appartenente al Neolitico medio.
Localita' molto particolare :o) Effettivamente si rimane incantati per la quantita' e la 'qualita''' dei luoghi di culto. Il castello normanno e i palazzi storici quasi rimangono in secondo piano rispetto alle costruzioni religiose :o) Sono luoghi ove la cultura degli antichi italici e' entrata in contatto con quella greca e anche i riferimenti e i reperti archeologici lo ricordano in continuazione :o) Molto bella si' :o)
RispondiElimina@ ZeN: Nel Sud i Greci hanno lasciato molte tracce, sì, e anche abitanti! Note alcune località dove la Grecia non è mai andata via...Gerace ha una lunghissima storia, la sua importanza si vede nelle architetture e nei luoghi di culto. :o)
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