domenica 8 giugno 2014

Damasco




Capitale della Siria a 680 mt, ai margini del deserto, sulle rive del fiume Barada che, tramite un sistema di canalizzazioni, forma un'immenso giardino (Ghuta) ricco di orti e di frutteti.
Tradizionalmente è un grande centro di commerci e traffici grazie alla sua posizione all'incontro di importanti vie di comunicazione con la Mesopotamia, l'Arabia, la Giordania e il Mediterraneo. Diffuso l'artigianato dei gioielli, dei broccati, del damasco e delle armi damaschinate (leggerissimo intarsio d'oro e d'argento su metallo meno pregiato (ottone, rame, bronzo) decorato mediante incisione). La città è il principale centro religioso e culturale del Paese.
Col nome di Ube era indicata la zona in cui sorge la città,  compare nei documenti fin dal XIX secolo a.C., nel XV secolo a.C. era sotto il controllo egiziano, alla fine del II millennio divenne la capitale di uno Stato aramaico prima dipendente da Israele, poi indipendente e sempre più potente. I suoi re combatterono contro Israele per il controllo delle carovaniere, verso l'800 a.C. fu sottomessa dall'Assiria. Da questa data la storia autonoma di Damasco finisce, passò sotto il dominio babilonese, persiano e seleucide. Tornò all'antico splendore nel 66 a.C., con i Romani, fu sede vescovile sotto il dominio bizantino. Conquistata dagli Arabi nel 663, divenne capitale della dinastia omayyade (661-750), poi decadde a semplice centro provinciale. Baluardo inespugnabile della resistenza musulmana durante le crociate, sotto gli Ayyubiti ritornò al suo splendore. Dal 1516, per quattro secoli, conobbe l'umiliante dominio dei Turchi ottomani, dopo la I guerra mondiale fu sottoposta al mandato francese, solo nel 1945 riacquistò la sua libertà e divenne capitale della Siria.
La moschea, costruita da al-Walid I (705-15) ha subito numerosi rifacimenti, riproduce lo schema dell'agorà con basilica, mentre il santuario vero e proprio ricorda la tipica disposizione delle chiese cristiane di Siria e dell'Armenia. Nel portico e nel vestibolo della sala di preghiera si trovano preziosi mosaici di stile bizantino eseguiti da maestranze siriache. I Mamelucchi (XII-XVI secolo) dotarono la città di una cittadella, di mura e di numerosi monumenti in un caratteristico stile composito ispirato da tutte le parti del mondo musulmano e persiano, tra essi il bel mausoleo di Saladino (XII secolo), l'ospedale, la tomba di Nur ad-Din e le madrase 'Adiliyya (sede dell'Accademia araba e del museo) e Zahiriyya (con la tomba del sultano mamelucco Baybars). In epoca mamelucca particolarmente feconda fu la produzione di ceramiche, la metallistica e l'arte vetraria che, specie dei secoli XIII-XVI, creò i più preziosi cimeli del genere in Islam. Nel periodo ottomano sorse il palazzo al-'Azm (XVIII secolo), splendido esempio di dimora privata ricca di marmi, ceramiche e legni dipinti.

   Damasco italiano del XIV secolo
foto: wikimedia.org

Il damasco, che prende il nome dalla città, è un tessuto operato ottenuto generalmente con filato di seta con un'armatura in raso che rappresenta il fondo. Il disegno, quasi sempre d'ispirazione floreale, è ricavato dall'intreccio e non di colore, è reso visibile dalla riflessione della luce, che crea un contrasto fra trama e ordito.
Di origine cinese, si diffuse prima in Oriente, trovando a Damasco, nel XII secolo, il centro più importante di produzione. Poi arrivò in Europa, in Italia prima del XVI secolo fu prodotto solo in raso a cui si aggiunsero il damasco marezzato, quello diagonale e quello con effetto broccato. I damaschi italiani (prodotti a Lucca, Catanzaro, Venezia, ecc.) furono fra i più celebri.
Attualmente il damasco viene tessuto a macchina usando, oltre al filo di seta, filati misti (seta e lana, seta e cotone, ecc.) con cui si ottiene un tessuto detto "damascato", talvolta bicolore, usato specialmente per tovaglieria (celebre quello di Fiandra).
  

4 commenti:

  1. E' bello pensare alle mani di abili artigiani che tessono il damaschi, che lavorano i metalli e che con orgoglio mostrano la loro elegantissima citta' al mondo ... e' bello pensarlo ma purtroppo non e' piu' cosi' :o(

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  2. non è più così, grazie agli Yankee

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  3. @ ZeN: So bene la situazione, ma queste sono le loro radici... O.O

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  4. @ Laraz: Ma strano...il popolo più DEMOCRATICO del mondo ... O.o

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