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Centro francese nel dipartimento dell'Aube, frazione di Ville-sous-la-Fertè, a 55 km da Troyes (Chiaravalle).
Vi ha sede il monastero cistercense fondato da San Bernardo nel 1115. E' una delle abbazie primigenie. In origine sorse in una radura isolata deve c'era abbondanza d'acqua e di legname. Nel 1135 Bernardo la spostò in un luogo più pianeggiante, adatto ad accogliere i numerosi monaci. Clairvaux si avviò a diventare uno dei più importanti e ricchi centri cistercensi, dal 1201 si contavano oltre 1000 atti di donazione all'abbazia da parte dei fedeli. Grazie a questo danaro l'abbazia investì in immobili e in altre rendite.
Nel 1174 fu consacrata una basilica più grande e nel 1178 Enrico II d'Inghilterra donò i fondi necessari per realizzare una copertura in piombo, contraccambiato dalla reliquia di un dito di Bernardo, canonizzato da poco.
La chiesa aveva un'abside contornata da cappelle, era lunga 106 mt, larga 54, con 32 altari e 805 stalli per i monaci.
Ospitava le sepolture dei santi Bernardo e Malachia, 4 cardinali, 16 tra arcivescovi e vescovi, oltre agli stessi monaci seppelliti nel chiostro grande o in uno dei tre cimiteri dell'abbazia. Nel 1587 il monastero subì il saccheggio delle truppe svizzere. Nel XVII secolo, nel periodo di massima espansione, possedeva segherie, fucine, fattorie, oleifici, tessiture, concerie, e riforniva le principali fiere di Francia.
L'abbazia fu completamente ricostruita nel 1708, l'edificio dei conversi (XII secolo) fu conservato come granaio, esempio dell'architettura cistercense. Nel 1789 restavano 40 monaci e circa 20 conversi, ma le rendite erano comunque ragguardevoli. Con la Rivoluzione Clairvaux divenne patrimonio della nazione, quindi venne posta in vendita e nel 1792 fu acquistata da alcuni industriali per installarvi alcune manifatture e una vetreria. Rilevata dallo Stato nel 1808, fu sede di una prigione, così l'edificio dei conversi divenne un carcere femminile con dei laboratori e il chiostro un carcere maschile.
Nel 1812 la chiesa abbaziale fu venduta come fonte di materiale da costruzione per ripianare i debiti.
Oggi la prigione è ospitata negli edifici del XVIII secolo e in parte in costruzioni degli anni Sessanta.

E' abbastanza triste sapere che luoghi che hanno avuto 'successo' per opera del duro lavoro dei monaci si sono trasformati per altro uso :o( Anche la Chiesa e' come la vita ... c'e' chi lavora sodo e chi si gongola sulle spalle altrui. Peccato che in tutti questi passaggi di mano poi non sia stata ridonata ai monaci.
RispondiElimina@ ZeN: Questa, poi, che è attualmente un carcere... :o/
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