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La crisi ha messo in difficoltà molte famiglie, per far fronte a una spesa inaspettata le strade sono due, se la banca nega il finanziamento: o andiamo in un negozio Compro oro per vendere i propri gioielli oppure al Monte di Pietà, sperando di poter riscattare il bene alla scadenza del contratto.
Per portare a casa più soldi i Compro oro sono più remunerativi, ma il bene è perso per sempre. Il Monte dei Pegni dà meno denaro ma c'è la possibilità di poter riacquistare il bene ceduto, pagando però tassi di interesse abbastanza elevati.
I negozi Compro oro sono aumentati moltissimo, in Italia ci sarebbero 20-30.000 esercizi che svolgono questa attività. Nei controlli della Guardia di Finanza, su 348 effettuati, è stata scoperta un'evasione fiscale di circa 290milioni di euro. Manca una regolamentazione.
Pochi negozi espongono il cartello con i prezzi d'acquisto, la pesatura spesso non viene fatta sotto gli occhi del cliente, nè viene riferito il prezzo al grammo. Bisogna fare domande, altrimenti vi danno un prezzo totale generico.
Quando si vuole vendere oro meglio girare più negozi, i prezzi al grammo possono variare moltissimo.
Il prestito su pegno (secondo una legge del 1938) è concesso, da banche e finanziarie, per somme non elevate. Il cliente impegna un bene mobile con la possibilità di rientrarne in possesso estinto il debito. I Monte dei pegni sono sportelli all'interno delle banche. Oltre agli oggetti di valore alcune banche accettano in pegno anche quadri, tappeti, pellicce, ecc.
Il valore dell'oggetto è stimato da un perito della banca e serve come base per stabilire l'ammontare del prestito. Per legge il finanziamento può raggiungere al massimo i 4/5 del valore di stima commerciale per gli oggetti preziosi e al massimo i 2/3 per gli altri beni. Questo serve per garantire, in caso di mancata restituzione del denaro da parte del cliente, che la banca rientri comunque in possesso della somma prestata insieme agli interessi. La durata del prestito su pegno va da 3 mesi a 1 anno, basta presentarsi in una delle banche che offre questo servizio con un documento d'identità, il codice fiscale e l'oggetto da impegnare. Al cliente viene data una polizza al portatore che indica la data del riscatto (con la possibilità di chiederne il rinnovo) e gli interessi da pagare. Se il cliente, alla scadenza, non salda il debito il bene impegnato viene messo all'asta.
Gli interessi (Tan, tasso annuo nominale) vanno dal 5,75% al 15% ma, per calcolare il vero costo dell'operazione bisogna conoscere il Taeg (tasso annuo effettivo globale) che include anche le commissioni, spese, bolli, ecc., il Taeg (indicativamente) va dal 9,20% al 18,34%.
I prestiti su pegno sono ripagati molto salatamente.
CONSIGLI
- Verificate il peso dell'oggetto in oro che volete vendere in modo da non essere raggirati.
- Controllate la quotazione dell'oro su giornali o internet, deve essere quello reale di quel giorno. State attenti che il prezzo si riferisca alla qualità di oro che state cedendo, spesso i prezzi esposti si riferiscono all'oro 24 carati, mentre quasi tutti gli oggetti sono in oro 18 carati, quindi hanno una quotazione inferiore del 25%.
- Confrontate le offerte, girate più negozi.
- La normativa antiriciclaggio, per i pagamenti superiori a mille euro, prevede i pagamenti con assegno o bonifico. Spesso i negozianti la violano per evadere fiscalmente. Se, in un controllo, scoprono che avete accettato un pagamento in contanti per un importo superiore a mille euro, verrete multati fino al 40% di quello che avete incassato in nero.
- Chiedete la ricevuta di acquisto con il dettaglio dei vostri dati, la descrizione della merce e l'importo pagato. Il negoziante non è obbligato a rilasciarla, ma è uno strumento che garantisce la trasparenza dell'operazione di acquisto.
IL PEGNO
In caso di finanziamento su pegno la banca o la finanziaria, prima di stipulare il contratto di finanziamento, non ha l'obbligo di consegnare al cliente il modulo standardizzato che riporta dettagliatamente i costi, le spese e i diritti del cliente (il Modulo Iebicc). Se si estingue in anticipo il debito può essere chiesta una commissione. Le regole sono quelle fissate dalla Banca d'Italia: prima della firma del contratto al cliente devono essere consegnati i foglietti informativi che devono riportare il Taeg, per poter calcolare il costo globale dell'operazione.

prima di arrivare a tale punto (che poi è l'anticamera del baratro) penso che proverei altre alternative. non ci penso proprio. tutti strozzini.
RispondiElimina@ Laraz: E' un fenomeno che è diventato diffusissimo, negli ultimi anni. Molte persone non sanno come tirare avanti e purtroppo questo porta all'espandersi di queste attività che guadagnano enormemente nell'acquisto dell'oro. Basta guardare il livello d'evasione fiscale... :o(
RispondiEliminaTrovo utile informare, nel caso, sui comportamenti da attuare. Certo, chi è costretto a separarsi dalle cose che ama... :o(
Qua e' pieno di Compro Oro, fioriscono ovunque, anche nei luoghi impensati. Di loro so' poco, anzi niente, pero' ho la sensazione che nella massa ci sia piu' ricettazione che strozzinaggio. Credo che entrambi i luoghi siano frequentati soprattutto da gente che non puo' accedere a nessuna forma di credito. Per il banco dei pegni invece posso assicurarvi che qua e' proprio un istituzione :o) eeh si' il buon caro vecchio Monte di Pieta' a cui quasi tutti i cittadini ci si sono rivolti almeno una volta nella vita... 'so' ito a porta' l'oro a studia'(studiare)' E' talmente un'istituzione che da piccola sono stata portata a vedere com'era. Ricordo la sala ove erano messi in vendita gli oggetti mai piu' ritirati. Noi personalmente non ne abbiamo mai usufruito perche' si faceva sempre in modo che i conti tornassero e che l'inutile (nei momenti di bassa marea) non fosse poi cosi' indispensabile. Le persona piu' anziane raccontano che anticamente ci si poteva impegnare anche la biancheria. Negli anni del boom economico verrebbe per logica da pensare che fosse spopolato ... e invece no! cambiava solo la tipologia di utenti. Le persone molto benestanti si impegnavano gioielli, oro, pellicce e poi a vacanza fatte o a inizio inverno riscattavano le polizze riportandosi a casa tutto. Ehehehe usavano il Monte di Pieta' come armadio o forziere contro i ladri poiche' gli interessi da pagare erano molto piu' bassi delle assicurazioni contro il furto. Infatti non era una cattiva idea perche' non esiste posto piu' sicuro, le assicurazioni pagano meno del valore e comunque perdi le tue cose. :o)
RispondiElimina@ ZeN: Un tuffo nel passato... :o)))
RispondiEliminaDifatti queste nuove attività sono diventate impegnative, dovrebbero essere costantemente controllate e chiuse, se fuori legge.
Anche qui ce ne sono molte, ma la maggioranza sono le stesse oreficerie tradizionali che mettono il cartello "compro oro". Non so se è un bene, ma credo che (forse) meglio farsi strozzinare da un orefice che ha il negozio da molti anni (ed è conosciuto e stimato) che da improvvisati esercizi di cui non si sa nulla. Forse. :o/