venerdì 21 gennaio 2011

Paradisea


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(Da: regione.piemonte.it)

Paradisea raggiana



Denominazione attribuita a gran parte degli uccelli passeriformi della famiglia Paradiseidi, detti anche uccelli del paradiso.
La specie più nota, la Paradisea apoda, deve la singolare denominazione al fatto che i primi esemplari giungevano in Europa grossolanamente alterati dalla sommaria imbalsamazione cui venivano sottoposti dagli indigeni delle isole Aru che comportava, fra l'altro, l'amputazione delle zampe. I maschi, lunghi circa 50 cm, hanno un robusto becco dritto di colore grigio-azzurro, zampe robuste di colore rossiccio, due grandi ciuffi di penne molto lunghe giallo-arancioni ai lati del tronco e le due timoniere centrali lunghissime e filiformi. Il tronco è rosso-marrone e in altre zone del corpo è giallo, verde e nero. Le femmine sono uniformemente marroni  e prive dei due grandi ciuffi. Il maschio, durante il periodo degli amori, effettua spettacolari parate in cui dispiega tutta la bellezza del suo piumaggio. La Paradisea rubra (Paradisea rossa) è propria dell'isola Uaigeo, in Nuova Guinea. Singolari sono gli atteggiamenti assunti nel corteggiamento dai maschi della Paradisea rudolphi (Paradisea dell'arciduca Rodolfo)  che rimangono appesi con la testa all'ingiù spiegando i grandi ciuffi di penne ornamentali. La Paradisea dalle 12 penne (Seleucides ignotus), che vive in Nuova Guinea, ha un piumaggio nero, giallo, verde, violetto con splendide iridescenze. La Paradisea dalle 6 penne (Parotia sexpennis) vive nelle foreste montane della Nuova Guinea ed è molto rumorosa. La Paradisea reale ( Cinnurus regius) è la specie più diffusa e più comune. Non più lunga di 20 cm, ha il becco quasi completamente ricoperto di penne e timoniere mediane enormemente sviluppate nel maschio. La Paradisea repubblicana ( Diphyllodes respublica) vive su isole vicine alla Nuova Guinea, si distingue per il capo azzurro percorso da una doppia croce di piccole penne nere. Rara è la Paradisea dal becco a falce (Epimachus fastosus), col becco lungo, sottile e ricurvo. Lunga oltre 60 cm, vive a notevole altitudine in Nuova Guinea e possiede un bel piumaggio nero con riflessi vivissimi. Nello stesso ambiente vive la Paradisea superba minore (Lophorina superba) i cui maschi sono molto appariscenti per una gorgiera e una mantellina di penne verdi con riflessi metallici. Infine la Paradisea del re di Sassonia ( Pteridophora alberti) di piccole dimensioni, con due straordinarie penne lunghe circa mezzo metro ai lati del capo.


 

4 commenti:

  1.  lo conosco si si si! l'ho visto comodamente agiato sul braccio di un'amica  ...... si si si vivono in simbiosi! .... e quanto si vogliono beneeeeeeeeee!  Si dice che rappresenti la vicinanza a Dio e il distacco da mondo! 

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  2.  lo conosco si si si! l'ho visto comodamente agiato sul braccio di un'amica  ...... si si si vivono in simbiosi! .... e quanto si vogliono beneeeeeeeeee!  Si dice che rappresenti la vicinanza a Dio e il distacco da mondo! 

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  3. @ ZENITeNADIR: E difatti...sta qui, sul mio polso, e continua il suo volo. Come volesse godere delle bellissime cose del Creato, scevro da bassità e tradimenti umani. Lui vola alto, e le sue lunghe piume si muovono al vento. E' un'inno alla libertà "dolce", a quel distacco che è doveroso per poter avvicinarsi a qualcosa di più grande: sè stessi. Perchè in ognuno di noi c'è Dio. Le Paradisee per me rappresentano gioielli nascosti e tanta serenità. Chi me l'ha fatto, si vede, mi ha guardata e ha capito la mia stanchezza di vivere. L'ha disegnato per me, solo per me. E non ha voluto quasi nulla. Ci sono ancora persone che riescono a guardare dentro. Un vero artista ha il "terzo occhio", che va oltre...
    Grazie Zen. Mi sono commossa leggendo il tuo commento.

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  4. @ ZENITeNADIR: E difatti...sta qui, sul mio polso, e continua il suo volo. Come volesse godere delle bellissime cose del Creato, scevro da bassità e tradimenti umani. Lui vola alto, e le sue lunghe piume si muovono al vento. E' un'inno alla libertà "dolce", a quel distacco che è doveroso per poter avvicinarsi a qualcosa di più grande: sè stessi. Perchè in ognuno di noi c'è Dio. Le Paradisee per me rappresentano gioielli nascosti e tanta serenità. Chi me l'ha fatto, si vede, mi ha guardata e ha capito la mia stanchezza di vivere. L'ha disegnato per me, solo per me. E non ha voluto quasi nulla. Ci sono ancora persone che riescono a guardare dentro. Un vero artista ha il "terzo occhio", che va oltre...
    Grazie Zen. Mi sono commossa leggendo il tuo commento.

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