Tianducheng (30.000 abitanti) è un complesso residenziale di Hangzhou nello Zhejiang modellato su Parigi, un tempo città fantasma fu progettata per 100.000 abitanti. Iniziata nel 2007 la sua caratteristica è la replica alta 108 mt della Torre Eiffel, i viali radianti in stile francese, gli edifici neoclassici e fontane e statue in stile barocco. Inizialmente l'occupazione fu bassa, 10 anni dopo è cresciuta, popolata principalmente da residenti della classe media.
Una delle principali cure di Ferdinando III granduca di Toscana era la bonifica idraulica e agraria della Maremma, gli successe il figlio Leopoldo II di Toscana che nel 1828 emanò l'editto per la bonifica a spese dello Stato, furono impiegati circa 5.000 operai provenienti da varie parti della Toscana, da altri Stati italiani e dall'estero. Terra di briganti per secoli, l'ultimo fu Domenico Tiburzi che per molti decenni, alla fine dell'Ottocento, signoreggiò i boschi della Maremma, detto "il re della macchia" si rifugiava presso la Rocca di Montauto. Fu ucciso nel 1896.
Il Giardino degli Aranci (1932, 7.800 mq) si trova sul Colle Aventino noto per le numerose piante di aranci amari e il suo panorama su Roma. Si estende sull'area dell'antico fortilizio della famiglia Savelli nei pressi della Basilica di Santa Sabina. L'attuale giardino occupa l'ex orto dei padri Domenicani della vicina chiesa, realizzato per poter aprire un nuovo belvedere sulla città.
Nefta o Nafta (22.700 abitanti, governorato di Tozeur) è un Comune e un'oasi considerata dai Sufi la patria spirituale del sufismo, una branca mistica dell'Islam, è un centro di pellegrinaggi con oltre 24 moschee e più di 100 marabutti (leader religiosi e insegnanti musulmani che prestano servizio come parte di un esercito islamico come cappellani) che attraggono i pellegrini. Nefta è l'ultima roccaforte di questo sufismo. Durante l'Impero romano la città (Nepte) fu sede di un vescovado cristiano che funzionò fino al VII secolo. Nefta è divisa in due parti da un piccolo wadi (valle pluviale), la città nuova ospita il vecchio quartiere del suk e la città vecchia a ovest, ha case cubiche addossate le une alle altre decorate in stile Tozeur. I Romani e poi i Bizantini costruirono forti nell'oasi per proteggersi dai nomadi del deserto, gli Arabi la conquistarono nel VII secolo e la convertirono all'Islam, nei secoli successivi prosperò come importante punto di sosta per le carovane, iniziò a declinare nel Quattrocento a causa delle frequenti incursioni delle tribù nomadi e del declino del commercio carovaniero, rinacque con l'arrivo dei Francesi nel 1881. Nelle sue saline furono realizzate alcune scene del film Star Wars.
Lo gnocco fritto è tradizionale delle province di Modena e Reggio Emilia diffuso anche nella pianura lombarda, forse di origine longobarda è un impasto di farina 00, strutto di maiale, acqua gassata, sale e talvolta una goccia di latte per ammorbidire. Si impasta ogni 20-30 minuti (non ha lievito) per farlo gonfiare, se ne fa una sfoglia alta 2-6 mm, si taglia a rombi o rettangoli di 10-15 cm o tondo dal diametro di 25 cm e viene fritto nello strutto bollente di maiale. Nella versione bolognese si usa il lievito di birra o istantaneo, oggi si usano oli di semi per la frittura. Cibo da strada, è consumato con gli affettati tipici emiliani (prosciutto, salame, mortadella Bologna, coppa o coppa di testa) accompagnato con formaggi locali spalmabili e vino Lambrusco. A Modena è consumato caldo o freddo della sera precedente per colazione con il cappuccino o il caffelatte ed esiste la Confraternita del Gnocco d'Oro, dal 2008.
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foto da wikipedia.org
Il pane casareccio di Genzano di Roma IGP è fatto con farina di ottima qualità di tipo "0" e "00", lievito nturale, sale e acqua, è un prodotto estremamente leggero a forma di pagnotta tonda o filone con crosta scura e fine, mollica soffice e fortemente occhiata dal profumo di cereale. Pesa dai 0,5 ai 2,5 kg, ogni pagnotta deve riportare sempre il bollino identificativo con le indicazioni (codice del produttore, numero progressivo di produzione, logo comunitario dei prodotti IGP). Il pane proviene dalla tradizione rurale, fin dall'antichità era compito delle donne preparare e portare il pane a cuocere nelle strutture pubbliche segnandone la proprietà. Preparato con lievito madre, si fa un preimpasto, dopo la lievitazione è modellato e spolverato con il cruschello o tritello, lievitato una seconda volta in ambiente caldo e poi cotto sia in forni a legna che ad alimentazione diversa.