Nel Periodo Tardo (XXVI-XXXI dinastia) gli Assiri delegarono il governo dell'Egitto a una serie di vassalli, intanto l'influenza greca si espandeva. Gli Egizi rimasero in continua lotta coi sovrani babilonesi che catturarono il faraone Psammetico III, poi il governo dello Stato fu affidato a un satrapo (governatore) formando la XXVII dinastia egizia per un secolo, l'ultima casa reale nativa dell'Egitto dinastico fu la XXX, nel 332 a.C. il governatore persiano cedette lo Stato ad Alessandro Magno senza combattere. Gli Egizi lo accolsero come un liberatore così iniziò il regno tolemaico (332-30 a.C.) che preservò l'antica cultura egizia pur avendo come capitale della cultura ellenistica Alessandria d'Egitto città opulenta e cosmopolita simbolo del potere e del prestigio dei faraoni ellenistici, i Tolomei, che patrocinarono la vita commerciale ed economica del Paese con spirito imprenditoriale. I sovrani tolemaici assecondarono tutte le antiche tradizioni per rafforzare il legame con il popolo, costruirono nuovi templi in stile pienamente egizio, supportarono il culto delle divinità egizie e si fecero effigiare come faraoni.
Man mano che Roma dipendeva sempre di più dal grano importato dall'Egitto, l'ingerenza dei Romani divenne determinante portando a una situazione instabile, la base della conquista romana del regno tolemaico d'Egitto, che divenne provincia dell'Impero romano nel 30 a.C. dopo la sconfitta di Marco Antonio e di Cleopatra. Roma cominciò ad approviggionarsi di quantità enormi di grano della valle del Nilo mentre l'esercito romano era impegnato a sedare rivolte, salvaguardare l'aumento della pressione fiscale e prevedere attacchi di banditi. Alessandria d'Egitto rimase un fondamentale scalo commerciale per gli scambi con l'Oriente e continuarono indisturbate le pratiche come la mummificazione e la venerazione degli dei tradizionali.
Iniziò la pratica di realizzare ritratti da applicare alle mummie e alcuni imperatori romani furono raffigurati come faraoni ma l'amministrazione divenne totalmente romana e fu preclusa ai nativi egizi. Dal I secolo il Cristianesimo iniziò a espandersi ma la chiusura a ogni tentativo di fusione con la religione egizia e greco-romana e il rifiuto della tradizione popolare si rivelarono problematici, iniziarono così varie persecuzioni contro i Cristiani, nel 391 l'imperatore cristiano Teodosio I emanò leggi che bandivano i riti pagani, dispose la chiusura dei templi e la nativa cultura egizia declinò, scomparve la capacità di scrivere i geroglifici e i sacerdoti e le sacerdotesse dei templi furono sporadicamente convertiti nelle chiese o abbandonati.

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