Bibbona,
Livorno
Capalbio,
Grosseto
Leopoldo II d'Asburgo-Lorena
(1747-92)
Bolgheri,
Livorno
Rocca di Montauto,
Manciano, Grosseto -
Rifugio del brigante Tiburzi
Castiglione della Pescaia,
Grosseto
Pastore Maremmano-Abruzzese
foto da wikipedia.org
Una delle principali cure di Ferdinando III granduca di Toscana era la bonifica idraulica e agraria della Maremma, gli successe il figlio Leopoldo II di Toscana che nel 1828 emanò l'editto per la bonifica a spese dello Stato, furono impiegati circa 5.000 operai provenienti da varie parti della Toscana, da altri Stati italiani e dall'estero. Terra di briganti per secoli, l'ultimo fu Domenico Tiburzi che per molti decenni, alla fine dell'Ottocento, signoreggiò i boschi della Maremma, detto "il re della macchia" si rifugiava presso la Rocca di Montauto. Fu ucciso nel 1896.

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La bonifica fatta dai Lorena inizio' a trasformare la Maremma da completamente paludosa a un po' piu' vivibile. Era sicuramente gia' un passo avanti, l'avvio di un processo che, col tempo e con altri piu' tardivi interventi, la rendera' quel gioiellino che e' oggi. A differenza dell'Agro Pontino, i Lorena non si inventarono le 'deportazioni con inganno' ma utilizzarono della semplice mano d'opera, di cui pero' non conosciamo le vere condizioni lavorative ma e' immaginabile. Sicuramente nei loro intenti non era prevista nessuna cessione di terre. La zona gli apparteneva, i quattrini anche e percio', una volta bonificato, avrebbero goduto di un territorio immenso da destinare a un qualcosa che andava oltre la caccia. Mentre le maestranze meno qualificate raspavano nelle paludi, altre edificavano rocche e fortezze o, se gia' presenti, ristrutturavano e modificavano il patrimonio castellifero gia' appartenuto ad altri signori. Giusto per citarne alcuni: il Castello di Castiglione della Pescaia, il Forte delle Rocchette (Castiglione della Pescaia), il Castello di Punta Ala (Torre di Troia Nuova), il Castello dei Lorena (Campiglia Marittima) etc etc ... che si andarono ad aggiungere alle innumerevoli loro altre fortificazioni presenti fuori dalle terre in bonifica. Oggi la Maremma vanta di un territorio bello e variegato, fatto di villaggetti e cittadine che hanno (quasi sempre) un'anima propria. La loro economia si basa principalmente sul turismo e su di un'agricoltura che pian piano si sta modificando. Quindi non piu' grandi produzioni intensive e anonime ma prodotti d'eccellenza, tanti dei quali vengono localmente trasformati e immessi sui mercati con le varie marchiature di tutela.
RispondiElimina@ ZeN: Sì, è molto diversa questa bonifica, almeno all'inizio, rispetto a quella dell'Agro Pontino. Qui la Chiesa non ha un ruolo preponderante ma le terre erano gestite dai nobili proprietari che la possedevano da secoli. Rispetto al Lazio in Toscana il potere laico era il più diffuso e radicato insomma, era una Repubblica, un ducato, non uno Stato dipendente dal clero (nobili compresi). Quindi qui la bonifica iniziò nell'Ottocento a opera del granduca di Toscana. :o)
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