Il Carro etrusco di Monteleone (IV secolo a.C.) è in bronzo, ferro e legno di noce decorato a sbalzo con intarsi in avorio che raffigurano temi della mitologia omerica. Fu rinvenuto da un contadino a Monteleone di Spoleto nel 1902, parte del corredo funerario di una tomba a tumulo, ed oggi esposto al Metropolitan Museum of Art di New York, a Monteleone si trova una copia. E' un reperto unico al mondo che racconta la storia dei popoli pre-romani in stile etrusco, un carro da parata (biga) ricoperto da lamine bronzee che raccontano l'apoteosi di Achille, iconografia tipicamente etrusca con una forte influenza stilistica ionica (scultura greca arcaica). Il Comune di Monteleone di Spoleto è da decenni impegnato per la restituzione del carro contestandone la provenienza illecita, infatti furono aggirate le leggi vigenti che impedivano la vendita e l'esportazione di beni storici e artistici. Il manufatto fu acquistato a Roma da John Pierpont Morgan (banchiere e imprenditore statunitense) ma il Parlamento italiano bloccò ogni tentativo di esportazione, la biga invece fu portata di nascosto a Parigi su un carro per il trasporto del grano e di lì nei sotterranei del Credit Lyonnais finchè il Me T non pagò 250.000 lire a un intermediario sconosciuto e la portò a New York. Il carro fu rinvenuto in stato frammentario e ricostruito seguendo le fonti iconografiche subito dopo l'acquisizione del Metropolitan Museun of Art.



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Ho il vago sospetto che la Biga di Monteleone non tornera' mai a casa! Di quel determinato periodo storico, di bighe o carri, ne sono stati rinvenuti pochissimi e questa e' considerato la piu' bella. Tra le ipotesi che sono state fatte riguardo al fatto che sia un vero e proprio unicum, la piu' probabile e' che il ricco proprietario etrusco se la sia fatta costruire e decorare da un'artista greco. Difatti i motivi sono di ispirazione ellenica e la sua qualita' artistica e' talmente alta e fine da non poter essere assolutamente uscita dalla classica bottega di un facocchio. Viene considerata una 'Biga trionfale' dato che non era da trasporto e neanche da guerra ma serviva soltanto per sfilare e ricevere gli onori. Oltre questa meraviglia, se ho ben capito, e' andato disperso, o comunque frazionato, tutto il rimanente corredo funerario ... che non era roba da poco neanche quello. I detti popolari citano che gli affari si concludono quando 'il furbo' incontra 'lo stolto' ma stavolta, all'appuntamento, c'erano anche le leggi che tutelevano poco il nostro patrimonio. Non possiamo neanche prendercela con il contadino perche' al tempo l'ignoranza era tanta. Lui certamente penso' di aver trovato un deposito di ferri vecchi, sotterrati perche' non sapevano come smaltirli, quindi fu anche felice di togliersi tutto di torno e di intascare qualche soldino :o( La Biga e' meravigliosa ma, come gia' detto, sicuramente dovremo accontentarci di vedere la sua copia a Monteleone o l'originale a New York.
RispondiElimina@ ZeN: Difatti, ho pubblicato l'intervista del contadino che la ritrovò per fugare dubbi sulla sua onestà e invece concentrarsi sugli avvoltoi sempre pronti a fregare non solo la gente ma pure le leggi dello Stato. Devo dire che i "principi" in questa specialità sono, oltre agli Americani, i Francesi e gli Inglesi al tempo gli unici popoli occidentali che scorazzavano in tutto il mondo accaparrandosi l'impossibile basandosi sull'ignoranza della gente e delle istituzioni, il loro scopo è ed era quello "classico" di possedere il meglio dell'arte antica di ogni era e civiltà conosciuta e sconosciuta. E' un modo per sottolineare la propria potenza. Per me invece è simbolo di disonestà. :o/
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