domenica 1 settembre 2024

Coober Pedy, Australia

 













Porta di una casa sotterranea





Salotto e camera da letto di una casa sotterranea


Bar


Chiesa


Motel sotterraneo


Gioielleria sotterranea


Opale arcobaleno con diamanti


Opale

Coober Pedy (1.700 abitanti) si trova nell'Australia meridionale, in un'area desertica, è definita la "capitale mondiale dell'opale" con 70 campi di estrazione, la maggior produzione di opale al mondo. Oggi la cittadina conta anche sul turismo, la sua particolarità è che i suoi abitanti vivono per la maggior parte sottoterra per sfuggire al calore del giorno e al freddo della notte. In superficie il posto sembra piuttosto deserto con poche case, qualche locanda e ristorante, la stazione di polizia, una scuola e l'ospedale. La maggior parte dei residenti lavora nelle miniere, le case rimangono a una temperatura costante tutto l'anno, alcune attrazioni del posto sono i musei sotterranei, i negozi dove si vende l'opale, la galleria d'arte, le chiese sotterranee e le miniere di opale. Il problema dell'acqua è stato risolto con un rifornimento idrico da una fonte sotterranea a 24 km dalla città. Con la ferrovia trans-continentale nel 1917 la cittadina si sviluppò con l'insediamento di un gran numero di reduci della I guerra mondiale, i nuovi arrivati, abituati alla vita in trincea, ebbero l'idea di scavare le abitazioni nel sottosuolo dove c'erano le temperature più miti. Durante gli anni Sessanta l'industria estrattiva si è espansa velocemente grazie ai molti immigrati europei che vi vennero per cercare fortuna.


2 commenti:

  1. Coober Pedy, in Australia, e' una citta' molto particolare perche' oltre ad aver un territorio in cui esistono molte tra le piu' redditizie miniere di opale, i suoi abitanti, per difendersi dall'eccessivo freddo e caldo, hanno deciso di vivere sottoterra. Contrariamente a cio' che si sarebbe portati a pensare, questo stile di vita non e' ne' arcaico ne' proprio di qualche tribu' indigena ma dettato dalle esigenze dei primi abitanti, soprattutto europei, che arrivarono in zona al termine della prima guerra mondiale, alla ricerca di fortuna. Come proprio accadde un secolo prima in America, nel periodo della corsa all'oro, questa inospitale terra Australiana si trasformo' in zona di cercatori e minatori, attirando tutti coloro che erano ' a caccia' di facili e immediati guadagni. Chi designava Coober Pedy come il punto focale piu' ricco di opale, ebbe ragione, difatti proprio qua sono stati trovati i maggiori giacimenti al mondo di queste semipreziose pietre dure. La scelta di vivere sottoterra, sicuramente amplificata da un clima desertico, forse e' stata anche dettata da una serie di tante scavazioni che non portarono a nulla, unita a quell'istindo di sopravvivenza sempre innato nel genere umano ma anche da quell'abitudine di frequentare le trincee che gia' possedevano i primi arrivati. Questa (forse casuale) scelta e' diventata una prassi tant'e' che oggi in quel sottosuolo troviamo di tutto: case, chiese, istituzioni pubbliche, negozi. L'aspetto panoramico della citta' e' invece altamente deludente e immerso in una natura assetata piena di buche e di perforazioni in cui, come funghi, fuoriescono i camini di ventilazione degli abitati ambienti sottostanti. La sensazione generale e' quella di osservare un enorme e abbandonato sito di demolizione in cui vecchie carcasse di auto e macchinari obsoleti fanno mostra di se'. Non mi piace quel vivere come le talpe e neanche come hanno ridotto la citta' ... e' tutto molto brutto, si'!

    RispondiElimina
  2. @ ZeN: Nessuno va a visitare Coober Pedy per la bellezza del paesaggio o per le preziose architetture, ci va per vedere come sono fatte le abitaziomi sotterranee e come ci vive la gente o per comperare opali. A parte le trincee di guerra che hanno ispirato l'idea di rifugiarsi nel sottosuolo per il clima inclemente, in tutto il mondo c'è gente che ha vissuto o vive sottoterra, nulla di nuovo sotto il sole, questa cittadina ha anche qualcosina all'esterno, proprio l'essenziale come la polizia, la scuola e l'ospedale. Si vede non ci tenevano a dare subito un impatto piacevole all'esterno per i visitatori, credo che per loro la città sia quella invisibile all'aria aperta. Comunque, a parte naturalmente all'assenza di finestre e terrazzini, mi chiedo se là sotto si può fumare ma anche cosa succede se scoppia un incendio, poi mi posso dilungare su come sono concepite le fogne e quanto pagano di luce... O.o'

    RispondiElimina