domenica 18 agosto 2024

Larung Gar, Cina

 














Larung Gar è una comunità nella contea di Sertar della prefettura autonoma tibetana di Garzè nel Sichuan, è il nome locale della comunità composta principalmente da studenti tibetani e cinesi Han che è cresciuta intorno alla Serta Larung Five Science Buddhist Academy fondata nel 1970. I residenti sono monaci, monache, detentori di voti e laici, Larung Gar era considerato il più grande centro monastico buddhista fino a quando le demolizioni del governo cinese sono cominciate nel 2016. Tutto iniziò con meno di una dozzina di studenti che costruirono le loro residenze vicino a quella del ritiro del lama Khenchen Jighe Phuntsok, la comunità crebbe poi con l'arrivo di altri studenti buddhisti tibetani monaci e laici dall'altopiano tibetano, arrivarono anche studenti cinesi e internazionali che costruirono altre residenze. Il sito è considerato sacro. La comunità è composta da residenze e capanne di meditazione per ritiri costruite con mattoni di fango o legno, le suore hanno costruito delle guest house e i sentieri per collegare i quartieri, alcuni ristoranti si trovano vicino alla piazza principale adiacente al Gompa. Entro il 1999 le autorità cinesi hanno iniziato a molestare Larung Gar ordinando di ridurre il numero di studenti e nel 2001 sono iniziate le demolizioni. Si diceva che la popolazione internazionale proveniente da Tibet, Cina, Mongolia e altri Paesi asiatici fosse di 10.000 persone, le autorità cinesi ordinarono di dimezzare il numero dei residenti portandoli a 5.000 con non più di 3.500 monache e 1.500 monaci per il pericolo di incendi e per la sicurezza. Nel 2020, oltre ad altre manifestazioni simili, è stata letta una dichiarazione congiunta di 39 Paesi all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sui diritti umani che paragona le violazioni dei diritti umani in Tibet a quelle dello Xinjiang. I programmi cinesi di "rieducazione patriottica" sono iniziati nel 2001 per i monaci e le monache con "apparenti umiliazioni pubbliche".


2 commenti:

  1. Quanto si parla di Tibet ... viene piu' da piangere che da commentare :o( Cio' che accadde alla comunita' di Larung Gar e' forse stato l'atto piu' lampante della repressione cinese verso le comunita' buddistico-tibetane ma, sfortunatamente, non e' stato l'unico. E' immaginabile che, essendo uno dei cuori religiosi pulsanti piu' grandi e famosi al mondo, praticamente un concentrato di figure monastiche e di studenti che si preparavano ad esserlo, nonche' di studiosi e praticanti provenienti da ogni dove, venne maggiormente colpito. La 'punizione' fu eclatante ed esemplare, fatta di pesanti demolizioni, sfollamenti e 'rieducazioni'. Il buddismo e' una tra le Fedi meno violente in assoluto, per questo fu anche abbastanza facile agire contro una comunita' che, portata al massimo dell'esasperazione, protesta verbalmente, piange, si dispera, magari si immola ma non usa armi ne' addirittura alza mai le mani. La comunita' mondiale, salvo qualche risoluzione di poco conto, non ha poi effettivamente fatto nulla per queste genti. Che dire? Viene da pensare che in fondo il Tibet e' una terra povera, abitata da poveri, e forse proprio per questo, di cio' che e' accaduto e di cio' che ancora accade ... non interessa proprio niente a nessuno :o(

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  2. @ ZeN: Il modus operandi effettivo degli Stati "democratici" è quello di intervenire se ne hanno qualche tornaconto strategico o economico oppure per levarsi dai piedi quello che impedisce le loro mire. Avere a che fare con la Cina non è uno scherzo ... molti la vorrebbero veder sparire insieme alla Russia e ad altri popoli "scomodi" per i loro affari. Perchè di questo si tratta: denaro e potere sugli altri. Il Tibet è importantissimo proprio per i motivi opposti, non vale tanto da squilibrare la già profondamente squilibrata geopolitica mondiale, ma non possono nemmeno fare a meno di pronunciare parole di condanna per la situazione tibetana anche se penso per loro conti poco. Larung Gar, se continua così, sarà l'ombra di sè stessa o sparirà ma da decenni i monaci buddhisti hanno saputo mantenere viva la loro religione anche fuori dalla loro terra, la speranza (ma anche la certezza) è che continueranno a divilgare la propria fede ovunque si trovino...

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