lunedì 26 agosto 2024

I Dogon, Mali

 



















Songho


Teli


Ragazzi vestiti di bianco subito dopo la circoncisione


Donne che tornano dal mercato





Maschere


Un Toguna

I Dogon sono una popolazione africana del Mali di circa 240.000 individui che vive nella regione della falesia di Bandiagara, Patrimonio Unesco, sito di interesse archeologico e geologico. Alcuni gruppi si trovano in Burchina Faso. Sono coltivatori di miglio, caffè, tabacco e soprattutto sono abili fabbri e scultori. Il villaggio segue le forme umane: la testa è costituita dal Toguna, l'edificio pubblico più importante, chiamato la "casa della parola" dove gli anziani discutono di questioni importanti per il villaggio, il tronco e gli arti sono occupati dalle case di fango coi relativi granai dal tetto di paglia a forma conica.


2 commenti:

  1. I Dogon non li conoscevo e quindi mi ha fatto piacere leggere il post. Ho capito (sperando di non sbagliare) che non sono sempre stati nei luoghi dove oggi vivono ma, per loro motivazioni, ci sono spostati nel tempo andando a occupare terre ove gia' avevano vissuto altri popoli scomparsi, di cui ne erano rimaste solo le testimonianze archeologiche. I Dogon non hanno comunque occupato le loro case o usufruito di cio' che gia' c'era ma si sono ricostruiti i loro ambienti, secondo le proprie tradizioni, diventando semplicemente 'dei vicini di casa' di chi ormai non c'era piu'. Il loro modo di vivere e' tipicamente tribale e segue schemi e rituali che affondano le radici in un passato molto lontano. Non sono comunque genti che non hanno mai avuto contatti col mondo esterno e che non lo conoscono, ma per scelta continuano ad abitare le loro tipiche case, a fare i mestieri che hanno sempre fatto, a professare la propria religione ... insomma, tirano dritti per la loro strada mantenendo vive le proprie peculiarita'. Sinceramente ho dei seri dubbi a proposito dato che comodita', tecnologia e benessere fanno poi sempre gola a tutti. Spero di non vederli mai, come gia' accade in altre parti del mondo, con il telefonino ben nascosto in tasca, scimmiottare danze per i turisti o corrergli dietro con la manina tesa, trasformando tutto in scena solo per sopravvivere. Sperem ... ;o)

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  2. @ ZeN: Sarà, ma credo che qualche cellulare in zona esista ... :D
    Questo popolo ha comunque proseguito la sua storia ben saldo sulle proprie radici, vuol dire che possono restare nella loro terra senza essere costretti a emigrare per fame... O.o'
    Bella la zona in cui vivono, hanno scelto di fermarsi nel loro Eden che per gli Occidentali è anche Patrimonio Unesco, e mica poco! Che occhio! :D
    Spero tutto continui così e se ne possano stare tranquilli! :o)

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