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Il Liberty a Messina si sviluppò durante la ricostruzione che seguì al devastante terremoto del 1908 che rase al suolo la città.
Palazzo Coppedè o del Granchio o Banco Cerruti (1915-17) Messina
Palazzo Magaudda di Gino Coppedè, Messina
Furono costruiti edifici elaborati in un linguaggio eclettico che s'integrò con l'Art Nouveau.
Galleria Vittorio Emanuele III (1924-29)
di Camillo Puglisi Allegra (1884-1961)
Giunse a Messina il fiorentino Gino Coppedè che intervenì con diverse strutture, le più famose sono il Palazzo dello Zodiaco e Palazzo Tremi (o del Gallo).
Palazzo dello Zodiaco, Messina, di Gino Coppedè
Palazzo Via Garibaldi, Messina
Altre importanti strutture il Palazzetto Coppedè, il Palazzo Cerruti Bisazza e il Palazzo Magaudda. Di Camillo Puglisi Allegra la Galleria Vittorio Emanuele III. Altri palazzi, quello della Dogana (di Lo Cascio) e il Gran Camposanto (di Leone Savoja).







Il terremoto e' una delle peggiori catastrofi perche', oltre che far perdere vite umane, spesso azzera ogni architettura. Lo sanno bene alcune regioni particolarmente sismiche come la Sicilia. Nel momento il cui si ricostruisce, salvo che per determinati edifici storici in cui c'e' la volonta' di farli tornare a come erano, generalmente lo si fa' utilizzando lo stile architettonico attuale in quel momento. Dopo il terremoto del 1908, Messina risorse in Liberty proprio come, dopo il 1693, accadde nel siracusano che al tempo venne ricostruito in barocco. Sono molto interessanti gli edifici cittadini di Messina inseriti come esempio nel post ma, dato che ci troviamo in pieni anni Liberty, questo stile venne apprezzato e utilizzato altrove in quest'Isola. Lo splendido Villino Florio di Palermo e', secondo me, il frutto di una nuova visione del mondo e di un cambiamento intellettuale che stava emergendo in una Sicilia ottimamente rappresentata da questa famiglia. Il lavoro del Basile, ai miei occhi, appare come un connubio perfetto tra una costruzione castellifera, quindi tradizionale, e un qualcosa di completamente nuovo, ispirato alla natura, secondo l'allora piu' in voga visione liberty del mondo. Il risultato e' stato splendido perche' l'edificio ha assunto quel tocco di surreale tanto da assomigliare a una casina delle bambole o comunque delle fate. Spettacolari anche gli interni! :oD L'unica cosa che mi ha meravigliato e' il poco verde che lo circonda, ovvero la mancanza di un'ottima cornice floreale.
RispondiElimina@ ZeN: Non è detto che il origine il Villino Florio non abbia avuto un giardino anzi mi parrebbe strano non ne fosse dotato, ma non ho informazioni in merito. Pensavo che i suoi interni fossero molto più decorati però rispecchiando la complessità degli esterni invece ho visto solo (bellissime) carte da parati e curati soffitti. Anche a Messina il Liberty prese piede fra la ricca borghesia, molto più sobriamente espressa. ;o)
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