martedì 8 giugno 2021

L'acqua di Roma n.3

 



Nel Medioevo (VI secolo) i pochi acquedotti che non furono abbandonati furono tagliati sia dagli Ostrogoti che dal difensore di Roma Belisario (generale bizantino), le fontane furono private di alimentazione e si dovette tornare all'antico uso delle fonti.


Presunto ritratto di Belisario 
(mosaico della Basilica di San Vitale a Ravenna)
foto da wikipedia.org

Il Tevere (che aveva le acque potabili) e qualche pozzo per lo più privato erano le uniche fonti di approvvigionamento, la città si immiserì, vittima di un pesantissimo crollo demografico dovuto alle precarie condizioni igieniche.

 
Aqua Virgo o Vergine, resti dell'acquedotto in Via Nazareno, Roma

La decadenza di Roma portò allo smantellamento delle fontane monumentali e al recupero dei materiali, le vasche e i bacini vennero riutilizzati a fini agricoli e come abbeveratoi per il bestiame. L'unico acquedotto funzionante era quello dell'Aqua Virgo (che funziona tuttora), pozzi furono scavati nei pressi di ospedali, conventi e chiese in cui il pozzo era una struttura chiamata càntaro, una fontana sacra con vasca molto bassa costruita spesso con i reperti antichi reperibili nella città.


Fontana di Santa Maria in Trastevere

Oggi ne sopravvivono di rarissimi ma quello del cortile della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere è ancora funzionante. Della metà del XV secolo la fontana di Piazza Santa Maria in Trastevere restaurata più volte e spostata nella piazza, alimentata con l'Acqua Felice.



2 commenti:

  1. Bellissimo video e post. I detti non sbagliano mai e quando si cita: 'non si finisce mai d'imparare' e' proprio vero perche' oggi ho scoperto una cosa che non sapevo! Davanti all'acquedotto Traiano, quello che costeggia villa Pamphili, ci saro' passata un milione di volte e l'ho sempre miseramente scambiato per un muro di cinta della villa stessa :o( Eheheh 'la storia' bisogna conoscerla perche' spesso gli occhi ingannano ... difatti credo che da molti venga scambiato per un muro perche' la sua attuale altezza non credo che arrivi ai 6 metri. Il vuoto degli archi e' stato chiuso ma alcune sagome sono ancora molto evidenti. Quindi, anche passando sotto l'arco Tiradiavoli (ho saputo oggi come si chiama), non l'avevo mai associato all'acqua ma pensavo fosse solo un arco di ingresso cittadino visto che e' posta su via Aurelia Antica. Mi ha incuriosito e ho scoperto che il suo nome deriva da una leggenda in cui si narra che il fantasma di Donna Olimpia, nelle notti di plenilunio, compariva su una carrozza trainata da quattro cavalli dagli occhi di fuoco lanciati al galoppo su questa strada, in direzione di ponte Sisto, e si gettava nel Tevere, dove i diavoli l’aspettavano per riportarla negli inferi. La Roma antica e' stata la citta' dove credo sia stata portata la maggior quantita' di acqua di sempre! Per questo popolo dalla mentalita' e dai servizi avanti anni luce rispetto ad altri e' bastato perdere l'efficienza dei suoi acquedotti per essere ricondotto in uno stato di barbarie. La fontana di Trastevere e' conosciutissima vista l'enorme frequentazione di giovani e di turisti in quella piazza ;o) I suoi gradini sono stati un ambito seggiolino per tutti ... e anche per me! Purtroppo da anni non regala piu' acqua ed e' in forte stato di incuria ... ma i cittadini non si sono arresi e continuano a chiederne il ripristino.

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  2. @ ZeN: Siamo arrivati al Medioevo, l'approvvigionamento d'acqua voluto dagli Antichi Romani per la città entra in crisi e inizia un periodo di grande declino per la popolazione che in parte s'allontana e in parte s'ammala. Considerando che il resto dell'Occidente manco sapeva cos'era un acquedotto mi immagino quante malattie si siano evitate a Roma. Nel Medioevo c'è stata quindi un'importante retrocessione a causa di gesti scellerati, ma l'acqua tornerà di nuovo. :o)

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