L'Isola di Favignana ha circa 3400 abitanti, dell'Arcipelago delle Egadi è caratterizzata da tradizionali architetture mediterranee dagli intonaci bianchi e finestre azzurre o verdi.
Le cave di tufo sono sparse sul territorio della Piana, lo sfruttamento del suolo raggiunse il massimo sviluppo tra il XVII e l'inizio del XX secolo con i Florio.
L'isola era nota agli antichi Greci, i Fenici vi si stabilirono dall'VIII secolo a.C. e dal 241 a.C. fu romana. Caduta in mano ai Vandali, ai Goti e ai Saraceni, nel 1081 i Normanni vi realizzarono un villaggio e possenti fortificazioni. Passò varie volte di mano fino al 1874 quando fu dei Florio che ne potenziarono le tonnare.
Dal periodo borbonico fino al fascismo Favignana fu utilizzata soprattutto come prigione e luogo di confino per gli avversari politici.
Sin dai tempi della dominazione romana l'isola è stata sede estrattiva del tufo bianco conchigliare (una calcarenite) usato nell'edilizia, fonte economica importante per gli abitanti.
L'estrazione ha dato origine a particolari fossati, forre, caverne oggi trasformate, specie da privati cittadini, in particolari e suggestivi orti, giardini e abitazioni.







L'Isola di Favignana se da un lato mi e' piaciuta, da un altro mi ha fatto molta tristezza. Non e' simpatico vedere come la mano dell'uomo l'ha ridotta tra scavi e disboscamenti. Oggi, quello che sembra una particolarita' sono in definitiva delle profonde cicatrici. In molti punti la terra cosi' brulla, scavata e priva di flora fa' pensare molto a dei paesaggi, non dico lunari, ma comunque semi-desertici :o( Forse un tempo, non ci si rendeva neanche conto di come tutto si sarebbe trasformato: le cave davano lavoro, le tonnare pure ed era probabilmente anche un bell'ambiente ... visto che i Florio vi avevano costruito una residenza! Il mare, come generalmente si dice, guarisce tutto e oggi, anche qua, offre un'occasione per una nuovo indotto economico turistico. Piu' che forse in altri posti, bisogna avere l'intelligenza e la prudenza di non contnuare a far danni ma di utilizzare i ricavati proprio per coccolare tutto quest'ambiente. Non credo che sia densamente popolata ma ho notato che oltre ai classici borghetti, vi sono anche tante case sparse. Anche Favignana e' stata usata come luogo di confino e questa situazione credo che abbia ulteriormente aggravato le cose. I residenti sono sempre i veri amanti dei propri luoghi e quando, per determinati motivi, vanno via ... lasciano spazio a tutti gli altri ;o)
RispondiElimina@ ZeN: Favignana ai tempi ha dato lavoro ai suoi abitanti, all'epoca non esisteva l'idea di "conservazione" ma solo quella di "sopravvivenza". E' pefettamente capibile tanto che se continuavano sarebbe diventata un mucchio di terra e roccia senza vita che comunque non avrebbe più dato il sostentamento necessario alla popolazione provocandone l'abbandono. Meno male c'è stata una fine e s'è potuta conserare pur con tutte le sue ferite. Le tonnare, "fosse marine di morte" oggi son molto rare, la pesca indiscriminata le ha fatte chiudere in gran parte, a parte alcune dedite al Tonno Rosso, pare molto apprezzato dai Giapponesi...che già ancor oggi cacciano le balene (protette) con la scusa della "tradizione" o di pseudo studi "scientifici". Favignana ha potuto preservare quello che rimaneva di lei, ed è bellissima se pur ferita. :o)
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