Villino Raby (1901) Torino, di Pietro Fenoglio (nato a torino nel 1865-1927),
uno dei più importanti interpreti del Liberty in Italia
foto da wikipedia.org
Casa Fenoglio-Lafleur (1902) Torino, di Pietro Fenoglio
Chiesa di Santa Elisabetta, Villaggio operaio Leumann, Collegno (Torino)
di Pietro Fenoglio
Principali esponenti dell'Art Nouveau italiani.
Palazzo d'Aronco (Municipio di Udine), di Ramondo d'Aronco
(Gemona del Friuli 1857-1932)
Moschea Sheikh Zafir, di Raimondo d'Aronco
Villino Florio, Palermo, di Ernesto Basile (Palermo 1857-1932)
Hotel Villa Igiea, Palermo, di Ernesto Basile
Casa Galimberti (1905) Milano,
di Giovanni Battista Bossi (Novara 1864-1924),
foto di Michele Sacerdoti
Casa Broggi (Palazzo della Società Italia), Milano,
di Giuseppe Sommaruga (Milano 1867-1917)
Castello Mackenzie, Genova, di Gino Coppedè (Firenze 1866-1927)
Palazzo del Gallo e Palazzo Tremi, Messina, di Gino Coppedè
Quartiere Coppedè, Villini delle Fate, Roma, di Gino Coppedè
Palazzo del Quartiere Coppedè, Roma, di Gino Coppedè
Villa Ercole Pozzi (1906), Busto Arsizio,
di Silvio Gambini (Teramo 1877-1948)
Manifesto di Aleandro Terzi (Palermo 1870-1943)
Manifesto di Aleandro Terzi
Terme Berzieri, Autunno e Primavera (1922),
del ceramista Galileo Chini (Firenze, 1873-1956)
Casa Guazzoni, Milano, balcone in ferro battuto del mastro ferraio
Alessandro Mazzucotelli (Lodi 1865-1938)


















Anche il nostro Liberty ha avuto i suoi bei personaggi famosi che hanno crato delle meraviglie anche se ho come l'impressione che comunque questo stile non abbia radicato piu' di tanto. Non credo che sia accaduto cio' perche' non fosse gradito a livello visivo, o in generale come fiosofia di pensiero, ma perche' la nostra storia ha un'andamento molto particolare. Immagino (ma questa e' solo un mio pensiero) che rispetto ad altre parti del mondo, noi gia' possedevamo un patrimonio immobiliare di tutto rispetto. Pensiamo ai castelli secolari o alle ville antiche e nobiliari con parchi e giardini, abitati da un ceto medio-alto di tutto rispetto che non gli passava neanche lontanamente per la testa di lasciare la propria dimora per andare a vivere in qualcosa di piu' nuovo, magari meno prezioso e piu' scomodo. Ed ecco cosi' che gli architetti si sono trovati a lavorare solo per i non tantissimi nuovi patrizi, come i Florio, per qualche amministrazione locale, per i nuovi alberghi o strutture ricettive e per qualche nuovo ricco che abbisognava di una villetta o di una palazzina. Credo che solo il Coppede', a Roma, sia stato ingaggiato per edificare un intero quartiere. Quindi, morale della favola, in Liberty non c'e' tantissimo ma, quello che c'e', spicca per bellezza e buongusto visto che abbiamo avuto fior fiore di architetti ;o) Eheheh le foto e il video non mi smentiscono! ;o)
RispondiElimina@ ZeN: In effetti in Italia il Liberty non ha avuto grande espansione credo perchè la borghesia (che poteva permettersene il costo) aveva una mentalità più classica e non apprezzava le "stramberie" di questo movimento innovativo. I ricchissimi e potenti Florio sono stati un esempio più unico che raro di apertura mentale, in effetti queste nuove costruzioni racchiudevano in sè elementi decorativi che portavano in sè il passato, esaltavano la decorazione pura e coloravano le case, dentro e fuori. Nulla a che vedere con castelli, ville rinascimentali ecc. ma pura espressione innovativa. In questo post ho cercato una piccola parte delle opere italiane per poterle comparare a quelle degli altri Paesi. :o)
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