martedì 27 aprile 2021

Colonie britanniche negli Stati Uniti n. 5

 

Fort St. Augustine
foto da wikipedia.org
 

Nel 1763 la Gran Bretagna ottenne dalla Spagna la Florida insieme al Forte di St. Augustine scambiandola con l'isola di Cuba. Arrivarono i nuovi coloni inglesi attratti da concessioni di terreni, la Gran Bretagna permise ai cittadini l'esercizio della loro religione instaurando la piena tolleranza religiosa.


Processo a Mary Walcott (1692), illustrazione del 1876 
La diciassettenne fu accusata di essere una strega quando cominciò 
a parlare in modo insolito.

Le colonie si distinguevano in colonie della Corona (costituitesi con concessione governativa) e colonie private autonome (nate a seguito di una concessione reale a varie famiglie di possidenti privati).

Le colonie private autonome erano: Fhiladelphia in Pennsylvania (alla famiglia Penn, dal 1681 al 1779), Baltimora nel Maryland (ai baroni Calvert, dal 1729 al 1771) e New Haven nel Connecticut.

 

Architettura georgiana: Falling Spring-Morgan's Grove 
Shepherds Town, West Virginia

Nel Settecento iniziò il declino della pratica religiosa anche come conseguenza del processo alle streghe di Salem. Le forze che avrebbero cambiato la storia delle colonie sarebbero state decisamente laiche anche se l'America, ancora oggi, rimase una nazione profondamente religiosa.

 
Thomas Chippendale (1750 circa)


Le colonie erano parte dell'Impero britannico, l'elite coloniale di Boston, New York, Charleston e Philadelphia vedeva la propria identità come britannica anche se non erano mai stati in Inghilterra, imitavano gli stili britannici di abbigliamento, danza ed etichetta, costruivano le loro dimore in stile georgiano, copiavano i mobili di Thomas Chippendale e partecipavano alle correnti intellettuali europee. Molte politiche delle colonie si ispiravano alle tradizioni politiche inglesi e i codici legali delle colonie erano spesso tratti direttamente dalla legge inglese.

 

2 commenti:

  1. In tempi di colonialismo presuppongo che sia stato facile per gli Stati madre europei, anche se in costante disaccordo e tensione, scambiarsi o vendersi porzioni di colonie. Erano accordi che facevano improvvisamente cambiare appartenenza, leggi e modi di fare, ai loro cittadini ... ma, nonostante tutti i vari disagi, non c'erano spargimenti di sangue. Accontentando la Spagna nell'avere Cuba, sicuramente gli inglesi cercavano di annettersi piu' terre possibili in maniera consenseguenziale. L'America del nord era un puzzle di religioni e di ceppi di genti, cosi' com'era a puzzle la sua politica dato che molto apparteneva alla Corona ma anche tanto alle varie famiglie aristocratiche inglesi. Questa situazione mi fa' venire in mente l'epoca medievale delle nostre citta'-stato in cui ogni luogo aveva un suo proprio funzionamento e amministrazione. Questi nuovi coloni immagino che, nel quotidiano, avessero bisogno di un termine di paragone con cui confrontarsi e allinearsi. Stili architettonici, moda, arredamento e maniere, non potevano certo rifarsi ad una societa' locale preesistente visto che salvo i Native non esisteva null'altro, ma era anche proppo presto per inventarsi un qualcosa di proprio. Vista l'appartenenza piu' o meno diretta alla Corona, risulto' quasi naturale prendere quella societa' come modello da imitare. Tanto fu copiato, ma anche rieditato, se non addirittura scimmiottato poiche', come hai fatto notare tu, tantissimi di loro ne' avevano radici inglesi, ne' c'erano mai stati. Ho sempre pensato che in quest'America le indoli umane erano rappresentate nel loro lato piu' superlativo: ... il religioso era un adepto radicale, il delinquente lo era della peggior specie ... etc etc ... insomma tutto sopra le righe ;o) Fort St. Augustine e' una meraviglia architettonica ... in queste cose, gli Spagnoli, son sempre stati un passo avanti a tutti!

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  2. @ ZeN: La nostra Specie ha sempre avuto bisogno di un' "appartenenza", dalle tribù, agli Stati, agli Imperi, abbiamo sempre avuto il bisogno di identificarci con una comunità, i coloni Inglesi non potevano far altro che portare in America quella che era la loro identità originaria, casomai cercavano di migliorare quello che in patria ritenevano ingiusto o migliorabile, a seconda delle loro esperienze. In parte furono trascinati da motivi religiosi e in parte da motivi economici perchè in Inghilterra morivano di fame o per l'opposto: erano già ricchi lì ma non gli bastava, ben aiutati e favoriti nelle concessioni terriere dalla Corona. In fondo s'è riproposta la stessa situazione fortemente gerarchica inglese...per essere veramente "liberi e puri" avrebbero dovuto dimenticare le loro origini e saper creare un mondo più giusto al di là dello scopiazzamento delle architetture. Avevano un'opportunità più unica che rara, invece si è ricreata la stessa "mappazza" colma di regole e mentalità anglosassone dove radicata è la convinzione di essere un popolo "eletto", superiore agli altri, tutto votato allo sfruttamento dello sfruttabile. Questo è stato perpetrato anche dagli Spagnoli, Olandesi, Francesi, ecc. Dovranno passare molti anni perchè entri il concetto di democrazia, che poi non è un concetto ma un'utopia, perchè se allora comandavano i grandi proprietari terrieri, i nobili, i re, gli imperatori, ecc., oggi comanda in assoluto il denaro che non conosce nè titoli nè casate. ;o)

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