giovedì 18 marzo 2021

La iella

 

 
Totò come Rosario Chiarchiaro in "Questa è la vita", 1954
foto da wikipedia.org


Iella o sfortuna, questo termine deriva dall'arcaismo "iettare", gettare sotto forma di polvere il proprio risentimento verso una persona affinchè sia colta da maleficio e patisca fortuna avversa. Colui che lancia il maleficio è detto iettatore o menagramo. Lo iettatore non ha controllo sulla sua "aura" sfortunata e quindi contagia chi gli sta intorno involontariamente a differenza di chi intenzionalmente lancia una fattura.


Lord George Byron


Il malocchio, la fama di iettatore, può nascere per scherno o per gioco ma può accompagnare questa vittima involontaria per parte della sua vita, lo iettatore può essere riverito per scaramanzia, ma spesso viene emarginato.


 

Napoleone III di Francia


La figura dello iettatore appare nell'Illuminismo napoletano, emerge per la prima volta nel 1787 in un saggio del giurista Nicola Valletta. 

La fama di iettatore ha investito numerosi personaggi, anche storici, inclusi poeti come George Byron (perchè era zoppo), Napoleone III, Guglielmo II (imperatore tedesco), Alfonso XIII di Borbone (re di Spagna) e il primo ministro italiano Antonio Salandra. La nomea non ha risparmiato neppure alcuni papi come Pio IX e Leone XIII,


Papa Pio IX


il primo fu protagonista di diversi episodi sfortunati fra cui il crollo della canonica di Sant'Agnese e di un fulmine che si abbattè sulla cattedrale di Velletri, diversi scrittori riportano che al suo passaggio il popolo s'inchinava, ma faceva anche gli scongiuri.



2 commenti:

  1. Eheheh ... tie'! famo gli scongiuri! :oD Oggi parliamo della jella, la cosiddetta sfortuna che tanto si fugge ;o) Lo jettatore non e' altro che la personificazione della malasorte o comunque il portatore e preannunciatore di un eventone nefasto. Quindi per una persona scaramantica, il solo vederlo casualmente, ha la stessa valenza di incontrare un gatto nero o di rompere uno specchio. Se questa visione gia' potrebbe rovinare la giornata ... la situazione ulteriormente peggiora a seconda di cosa fa' e di cosa dice lo stesso malagramo. Se il suo sguardo incrocia quello del malcapitato, se sorride o se addirittura parla di un argomento specifico, magari augurando buona fortuna, e' la fine! ahahah! Amuleti toccati e gesti scaramantici ... seguono questo fatale incontro. Lo jettatore non serve che agisca con cattiveria perche' porta sfortuna di per se', comunque contro gli altri e non contro se' stesso. Generalmente si iniziano a vestire questi panni per diceria o per essere stati partecipi piu' volte di eventi negativi senza mai subirne le conseguenze. Indubbiamente tale soggetto viene allontanato ed emarginato ma non e' detto che proprio questa situazione di isolamento possa fargli nascere dentro una sorta di cattiveria. E' un po' come il cane che si morde la coda: si allontana una persona dicendo che porta male e questa, a forza di essere allontanata, finisce per portar male. C'e' anche da dire che nel superstizioso, dopo l'incontro, si genera una speciale ansia-aspettativa di un 'qualcosa di brutto' che potrebbe farlo agire nervosamente e distrattamente tanto da procurargli qualche piccolo incidente. E' vero che nella storia molti personaggi sono stati additati come jettattori ma credo che il massimo dell'ilarita' sia per i papi ... caspista che benesiun che davano ahahah :oD

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  2. @ ZeN: Beh, considerando "sacra" la figura del papa (di per sè portatore di bene e spiritualità) essere considerato uno iettatore dev'essere un bel handicap. La gente, per non far torto a nessuno, si faceva benedire sì, ma con le dovute precauzioni antiiella. :D
    Associare una persona che è stata presente a varie "malagrassie" senza mai subirle in effetti può far pensare che sia lui che se le porti appresso per distribuirle "democraticamente" a destra e a manca. Ahahahaha!

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