mercoledì 24 marzo 2021

La iella n. 2

 

 
Filippo IV di Francia detto il Bello
foto da wikipedia.org


Varie le cose che portano sfortuna, fra queste il numero 13 considerato negativo perchè era il numero dei partecipanti all'Ultima Cena, da cui la consuetudine di evitare banchetti di 13 persone pena la morte entro breve del 13° invitato; nel venerdì 13 del 1307 parrebbe che Filippo il Bello re di Francia diede l'ordine di sterminare i Cavalieri Templari per impadronirsi delle loro ricchezze e nella cabala il numero viene associato con la morte.

L'origine della sfortuna del numero 17 ha diverse tesi, una delle più diffuse riconduce questa credenza al latino in quanto il 17 si scrive XVII che anagrammato diventa VIXI (ho vissuto, quindi sono morto); un'altra ipotesi è che risalga a una delle più gravi sconfitte dell'esercito romano: la battaglia della Foresta di Teutoburgo nel 9 d.C. che vide l'annientamento di tre intere legioni romane. Per ultimo può essere di origine biblica, nella Genesi è indicato che il Diluvio Universale iniziò il 17.


La Battaglia di Teutoburgo, di Friedrich Gunkel


"7 anni di disgrazie se si rompe uno specchio", furono gli antichi romani a decretarne la nomea, pensavano che tramite uno specchio si potesse osservare quello che avveniva lontano dal loro impero. Poichè uno specchio rotto significava che la salute era stata spezzata, si concluse che sarebbero stati necessari 7 anni prima di ritornare sani inoltre lo specchio era molto prezioso pertanto la sua rottura avrebbe comportato una grande spesa per poterlo sostituire. Nella Repubblica di Venezia pare ci fossero sanzioni pecuniarie a carico del proprietario che lo rompeva in quanto il prezioso strato argenteo doveva essere recuperato ad opera delle fonderie.


Lo Specchio di Venere, di Edward Burne-Jones


Sfortuna anche a chi fa cadere il sale o il recipiente che lo contiene, questo perchè nell'antichità era una merce rara e preziosa, tuttavia si sconguira gettandone un pizzico dietro le spalle.

Anche gettare l'olio è un evento sfortunato soprattutto per il suo costo e perchè è scivoloso, per ovviare si dice di buttarci sopra il sale.

Aprire l'ombello in casa è un cattivo presagio perchè indicherebbe che il tetto lasci passare la pioggia simboleggiando la miseria, ma anche perchè l'ombrello era usato dal prete che portava il viatico al moribondo al di sotto di un ombrello aperto in segno di rispetto per il pane Eucaristico.


 

Il colore viola è tabù per molti artisti perchè nel Medioevo, durante la Quaresima, i sacerdoti indossavano paramenti viola ed erano vietati gli spettacoli. Ancor oggi il viola è evitato da alcuni artisti, in passato Luciano Pavarotti rinunciò a esibirsi al Teatro Regio di Torino per il suo soffitto viola.

 
 

The magic Circle, di John William Waterhouse


Il gatto nero nel Medioevo era associato al diavolo e ai sortilegi, bastava possederlo per poter essere accusati di stregoneria e condannati al rogo.

Di cattivo auspicio anche passare sotto a una scala, nel Medioevo la scala appoggiata a una parete formava un triangolo, simbolo inviolabile della Trinità, attirando l'ira divina.

I tatuaggi devono essere sempre dispari perchè i marinai al primo imbarco se ne facevano uno e uno a ogni porto, averne due significava essere in luoghi lontani da casa avendo subìto cause avverse per il ritorno.

Ma l'elenco continuerebbe ancora...


2 commenti:

  1. Tante sono le cose che non bisogna fare per tenere la jella lontano! eheheh! Oltre pero' al 'non fare', perliamo quindi di un comportamento volontario citiando per esempio il passare sotto la scala o l'aprire l'ombrello in casa, c'e' anche lo 'speriamo che non accada' che riguarda una serie di incidenti involontari come la caduta dell'olio e, per finire, abbiamo gli 'incontri nefasti': jellatore e gatto nero. La persona scaramantica sa' comunque che se la jella vuol farsi avanti, trovera' modo e mezzi per prennunciare il suo arrivo ... quindi il caro buon vecchio amuleto e' sempre da prendere in considerazione! Questa serie di credenze variano comunque da luogo a luogo, dall'educazione familiare e da fattori personali. Alcune persone interpretano in maniera piu' profonda un determinato accadimento negativo riuscendo persino a capire la quantita' di sforuna che avranno ;o) A tal proprosito una volta avevo letto proprio del (povero) gatto nero che, a seconda di come si comporta, puo' portare tanta o poca sfortuna, dare avvertimenti o addirittura portare fortuna ;o) E qui abbiamo: se attraversa da destra verso sinistra e viceversa, se viene incontro, se miagola, se sta fermo ... insomma ... una specie di cabala vivente! :oD Vorrei spezzare una lancia nei confronti dei scaramantici perche' generalmente vengono considerati tristi e timorosi, e invece no! ahahah ricordiamoci che chi crede cosi' tanto alla sfortuna, crede attrettanto alla fortuna e a tutti gli eventi che la preannunciano :oD

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  2. @ ZeN: Ho una cultura "mediamente" scaramantica, soprattutto nei periodi più neri non ho mai pensato di poterli evitare o sconfggere con un amuleto. Credo molto nell'istinto e tutto quello che mi dà una brutta sensazione lo evito come la peste. Ahahahaha! In fondo, mi sento un'auto-amuleto vivente e bipede. Ho capito che devo seguire le mie sensazioni e non sottovalutarle mai (come ho fatto per moltissimi anni), loro fanno parte della mia sensibilità più profonda che non conosco manco io (non son pratica...) ma so che ho un angelo molto discreto che mi ha già cavato dai guai una volta e mi ha permesso di continuare la mia strada molti anni fa. Seguo me stessa e nessun altro. E' come una melodia che non accetta disarmonie che possono vanificare tutto il mio pesante lavoro di ripristino. La iella campa su terreni fertili, alle volte è reputata la responsabile dei nostri comportamenti errati (lo scaricabarile...) in altre è espressione di una cultura millenaria molto vivace, questo non toglie che adoro alcuni "ninnoli" che "mi danno sicurezza", sono placebi che fanno bene. :o)

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