I quattro campanili angolari imitano i minareti islamici e accompagnano il primitivo torrione campanario. Nell'Alto Medioevo il campanile svolgeva anche funzioni strategiche come torre d'avvistamento e via di fuga, infatti una rete di cunicoli sotterranei dalla cripta e degli archiponti aerei collegano la cattedrale al Palazzo Vescovile passando per il campanile.
Nella cripta si trovano 23 sarcofagi con sepolture paleocristiane, ellenistiche, romane, bizantine medievali e rinascimentali.
Palermo ha un centinaio di Santi Patroni protettori fra cui Santa Rosalia (1130-70), Rosalia de' Sinibaldi (o Berardi) figlia del conte Sinibaldo de' Sinibaldi, vassallo del re normanno Ruggero II e di Maria Guiscardi, nobildonna normanna, divenne damigella di una delle spose di Ruggero II maturando presso la corte reale nel Palazzo dei Normanni.
Fu promessa al conte (o principe) Baldovino ma preferì la vita monastica e la contemplazione solitaria ritirandosi in un monastero dell'Ordine basiliano di rito greco. Osteggiata dai genitori e dalle insistenze del promesso sposo abbandona il monastero e diventa eremita nei boschi di Palazzo Adriano (cittadina in provincia di Palermo) per poi rifugiarsi sul monte Quisquina (Agrigento) in una spelonca vivendo da anacoreta e ricevendo assistenza dall'abate Cirillo.
Dopo 12 anni si sposta in un altro bosco e infine in una grotta di Monte Pellegrino (Palermo) presso una chiesa bizantina retta da monaci benedettini dove visse per 8 anni.
Per la condotta esemplare fu considerata santa già in vita e fu oggetto di culto con l'edificazione di numerose chiese e cappelle a lei dedicate.
Dimenticata, ritorna in auge nel 1624 con l'arrivo della peste, col ritrovamento del suo corpo che concise con l'affievolimento dei focolai, questo decretò il suo primato sulle compatrone.
Le sue reliquie sono conservate nella cattedrale in un'urna d'argento con un'arca di Mariano Smeriglio (del Seicento) che viene portata in processione durante la festa patronale del 15 luglio. L'opera ha tre parti sovrapposte, la prima è una pedana finemente decorata, su di essa poggia il fusto con 4 putti alati che sorreggono l'urna, il terzo livello dell'arca è il coperchio.
Sono contenta di questo nuovo approfondimento sulla Cattedrale di Palermo che io reputo bellissima :oD Oltre che per lo stile costruttivo, formato da un'armonica sovrapposizione e affiancamento di gusti di epoche diverse, l'ho trovata piacevole perche' visitabile a tutto tondo. Chi non si accontenta di vederne solo gli interni puo' scendere nei locali ipogei o fare un giro panoramico sul tetto. I sotterranei, perfettamente conservati e in uno stato di pulizia estrema, conservano una vasta collezione di sepolture di varie epoche, alcune severe e minimali, altre ampiamente decorate :o) Contrariamente alle solite parti alte visitabili nelle altre chiese, generalmente cupola o terrazzo, qua esiste un particolare percorso sul tetto a mo' di giro di ronda che ben si addice alla sua struttura quasi castellifera. L'antistante piazza pedonale pemette un'ottima osservazione di tutto l'edificio e, tra palme, aiuole e il tanto spazio lastricato, mi ha fatto venire in mente le costruzioni di gusto tipicamente arabo. Non conoscevo le vicende di Santa Rosalia ma leggendole sono rimasta meravigliata dalla sua scelta di vita da anacoreta, dura per tutti e in special modo per le donne. Le sue spoglie sono conservate in una pregevole urna e caldamente omaggiate dai palermitani.
RispondiElimina@ ZeN: Molto suggestiva la passeggiata sui tetti del Duomo, in effetti pare quella di ronda su un castello. :o)
RispondiEliminaLa Cattedrale è indubbiamente un'opera d'arte notevole che ne contiene tantissime altre di varie epoche.
Donne anacorete ce n'erano, ma poche rispetto agli uomini, Rosalia è una di queste e la gente l'ha amata da subito così tanto che ha superato tutti gli altri patroni per importanza. Mi pare giusto. ;o)