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Tra gli anni '90 e il 2015, 88 aziende sono rientrate in Italia abbandonando la Cina, l'Europa dell'Est e i Paesi asiatici.
Grossi produttori come Benetton, Marcolin, Safilo e Roncato, ma anche altre che non hanno dichiarato il rientro.
Non è certo un boom, ma si verificano ritorni anche in altri Paesi occidentali che confermano la possibilità per le aziende di produrre in patria senza rimetterci denaro. La differenza del costo del lavoro si è ridotta fra Italia ed estero, e a questo costo va aggiunta la produttività che può vanificare un apparente risparmio. Poi si aggiunge il costo di trasporto della merce dal Paese di produzione a quelli di vendita. La manodopera non specializzata inoltre produce prodotti di minore qualità, la nostra produzione nazionale è riconosciuta per il grande pregio manifatturiero quindi non è vero che conviene produrre in Cina o in Vietnam.
Il settore in rientro ha optato per pagare di più pur di avere un bene che vanti una filiera tricolore, il luogo di produzione è una garanzia di qualità della materia prima e di lavoro a condizioni etiche, dunque rappresenta un valore aggiunto e giustifica un prezzo più alto.
Altre aziende potrebbero rientrare in Italia se ci fossero buoni accordi, come la flessibilità oraria senza incremento del costo del lavoro.
Recentemente è stato preso un accordo fra il governo e 13 imprese che rappresentano il 65% del fatturato nel settore dei call center, valido per 18 mesi, che prevede che il 95% delle attività di call center sia svolto in Italia, pena pesanti sanzioni. Ogni settore impiega 80.000 lavoratori, l'obiettivo del governo è di riportare nel nostro Paese 20.000 posti di lavoro.

Io spero che rientrino tutti perche' la nostra produzione e' sempre di qualita', pero' non so' quanti siano rimasti che producono fuori dall'Italia ... molte aziende non sono andate via, ma sono state acquistate da altre societa' estere solo per acuistarne il marchio e i brevetti ... poi l'oblio :o( Spero soprattutto che nuovi imprenditori italiani con nuove idee e nuove forze, abbiano il coraggio, visti di tempi non ancora rosei, di mettersi in gioco e di impiantare nuove fabbriche con nuovi marchi :o) Forse ce la possiamo fare! :oD
RispondiElimina@ ZeN: L'imprenditoria italiana, per me, è stata soffocata dall'enorme macchina burocratica italiana, ferruginosa, impietosa ed esosa. Gli imprenditori, bravi o no, cercano il massimo guadagno, ecco l'uscita dei nostri marchi dal Paese, attirati dalle offerte estere. Il "bello" è che sono usciti (nella produzione) anche aziende di alta qualità che, secondo me, potevano benissimo rimanere qui avendo come clienti gente danarosa...spero come te che ci sia un lento ma costante ritorno dei marchi migliori, che la nostra burocrazia sia più snella e si adatti alla concorrenza del mercato, facendo norme adeguate ai tempi. Il mercato è globale, non provinciale!!! :o(
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