In provincia di Reggio Calabria, Chianalea conta 350 abitanti nel borgo, dista 25 km da Reggio Calabria e da Palmi e 10 da Villa San Giovanni.
La leggenda vuole che il primo nucleo abitato fosse stato fondato dagli esuli troiani in epoca omerica. Nel 456 d.C. il villaggio è distrutto dai Vandali. Nell'VIII-IX secolo vi fu una certa prosperità col dominio bizantino, nella rocca abitavano monaci italo-greci (i Padri Basiliani), ma iniziarono le scorrerie saracene. Nel 1060 i Normanni occupano il borgo scacciando i Bizantini. Sotto gli Svevi (XI-XIV secolo) tornò la prosperità grazie ai commerci con l'Oriente e i porti dell'Adriatico, poi arrivano gli Aragonesi e successivamente gli Angioini. Il feudo di Scilla fu acquistato da Paolo Ruffo, conte di Sinopoli, nel 1523. La famiglia Ruffo, di antichissime origini, porta i suoi membri a occupare varie cariche (vicari, vicerè, marescialli, prelati e cardinali) in Calabria. Gli Austriaci fortificano il castello nel 1720 per difendersi dagli Spagnoli che ne ritornarono in possesso nel 1734. Devastato da un terremoto nel 1783, e dopo il tramonto di Napoleone, i Borbone tornarono padroni del Regno.
Scilla si trova lungo la costa calabrese, fra il Tirreno e l'Aspromonte, vecchio borgo di pescatori che ancora vive di pesca. Il Tirreno penetra sin quasi dentro le case, palazzo Scategna ha un doppio ordine di balconi in pietra; villa Zagari risale al 1933 ed è in stile eclettico. Il castello dei Ruffo fu costruito a scopo militare, riadattato a uso residenziale dal conte Paolo Ruffo.
Prodotti tipici del borgo, il pesce spada, il vino ottenuto da uve zibibbo e i limoni "verdello". In cucina il pesce spada è il re, cucinato secondo ricette tradizionali, al forno, in padella e nel sugo dei maccheroni o alla griglia.
Scilla si trova lungo la costa calabrese, fra il Tirreno e l'Aspromonte, vecchio borgo di pescatori che ancora vive di pesca. Il Tirreno penetra sin quasi dentro le case, palazzo Scategna ha un doppio ordine di balconi in pietra; villa Zagari risale al 1933 ed è in stile eclettico. Il castello dei Ruffo fu costruito a scopo militare, riadattato a uso residenziale dal conte Paolo Ruffo.
Prodotti tipici del borgo, il pesce spada, il vino ottenuto da uve zibibbo e i limoni "verdello". In cucina il pesce spada è il re, cucinato secondo ricette tradizionali, al forno, in padella e nel sugo dei maccheroni o alla griglia.
Localita' molto caratteristica ... praticamente quasi in mare :oD La immagino 'modellata' dalle varie genti che sono passate su questi territori ;o) La sua posizione e la natura circostante ne esalta la sua bellezza :oD Piacevolissima si'!
RispondiElimina@ ZeN: Sto borgo marinaro è tipicissimo! Per niente, pare, inquinato da costruzioni turistiche che l'offendono. Non ha particolati monumenti, ma il monumento è proprio lui. ;o)
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