mercoledì 15 marzo 2017

Aieta





In provincia di Cosenza, Aieta ha 850 abitanti, dista 24 km da Maratea, 91 da Castrovillari e 114 da Cosenza.

Colonia romana nel I secolo a.C., nell'VIII secolo nel territorio giunsero i monaci basiliani provenienti dal Mediterraneo orientale che fondarono i loro cenobi, piccoli monasteri di rito greco. Nel IX-X secolo le scorrerie dei pirati costrinsero gli abitanti a rifugiarsi all'interno dando origine a paesi e rioni. La feudalità inizia nell'XI secolo coi Normanni e prosegue fino all'Ottocento (dominazioni angioina e aragonese; famiglie feudatarie degli Scullando, De Montibus, Loria, Martirano, Cosentino e Spinelli). Falliti i tentativi di liberarsi dalle servitù baronali nel XVI secolo, nella marina iniziò la coltivazione della canna da zucchero, importante risorsa della zona. Il paese si popolò ma alla fine dell'Ottocento iniziò il fenomeno dell'emigrazione.

Il tocco rinascimentale di Aieta è raro in Calabria, dato dal suo palazzo nobiliare, con il loggiato in odor di Toscana. Il borgo ha origine medievale, le sue stradine risalgono al Mille, domina il bianco delle facciate e il rosso dei tetti. Il palazzo (XVI secolo) fu eretto dai Martirano, ampliato dai marchesi Cosentino e poi venduto agli Spinelli di Scalea, uno dei pochi esempi dello stile rinascimentale in Calabria. Ha una pianta a U e un loggiato  che si apre sulla facciata con colonne tuscaniche addossate a pilastri, in pietra grigia locale. Conserva porzioni di affreschi ed è monumento nazionale di proprietà comunale. Tra gli edifici, la chiesa madre di Santa Maria della Visitazione (XVI secolo, con portale in pietra e l'interno affrescato, conserva varie opere d'arte), la chiesa di San Francesco, la cappella di San Vito Martire (XVII secolo), quella di San Giuseppe, di San Biagio (con affreschi rinascimentali), la cappella di Santa Maria della Purità, quella dell'Addolorata al Ponte (XVIII secolo) e quella di San Nicola in Cantongrande (dell'XI secolo). Magnifici i portali in pietra lavorati da scalpellini locali tra il Settecento e l'Ottocento, sparsi nel centro storico.

Prodotto tipico è il prosciutto di maiale, poi la pancetta affumicata, la salsiccia, il capocollo e la soppressata col pepe rosso. Fra i piatti, i fusilli (fatti col ferretto) conditi con sugo di carne di capra, di maiale o all'aietana (con olio, aglio, mollica di pane, acciughe salate e pepe rosso), e i lagani (fettuccine larghe e spesse conditi con ceci o fagioli). Le cotiche di maiale sono accompagnate con i fagiolini, poi la poncia (di melanzane, peperoni, patate, cipolle, basilico e aglio), la coscia di castrato o agnello con aglio, peperoncino, prezzemolo, vino bianco e rosmarino (cossa 'mbittunata).

L'antico insediamento di Aieta Vetere si trova nell'area archeologica di Monte Calimaro, in una grotta.

Il Museo Virtuale di Aieta ospita il museo cittadino e arti visive.

    

2 commenti:

  1. Localita' molto bella sia per le antiche architetture che per la sua posizione geografica :o) Probabilemnte la storia dei cittadini sempre sovrastati da un signore feudatario non e' stata cosi' rosea ... ma oggi hanno lasciato qua i loro palazzi e di loro non ve ne e' piu' traccia ;o) Bellissimi i cedri! :oD

    RispondiElimina
  2. @ ZeN: Colpisce sto palazzone rinascimentale, in effetti ste architetture sono rare in Calabria. Buono il cedro! Soprattutto candito... :oP

    RispondiElimina