venerdì 4 dicembre 2015

Klausen - Chiusa





Comune in provincia di Bolzano a 523 s.l.m., con 527 abitanti nel borgo, che dista 10 km da Bressanone, 30 da Bolzano e 40 da Vipiteno.
Nelle prime notizie appare come stazione doganale (1027) fra mondo latino e germanico, su una strada di grande importanza. Città, dal 1308 e nel 1350-1550, vive il suo periodo di massima fioritura grazie allo sfruttamento delle miniere e ai traffici commerciali. Tra il XV e il XVI secolo gli edifici si arricchiscono di nuovi elementi decorativi e nuove soluzioni architettoniche, gli artigiani e i commercianti si organizzano in corporazioni. Nel 1699 Chiusa conosce una nuova fortuna con lo sfruttamento delle miniere di Fundres, come nel 1867, quando fu aperta la ferrovia del Brennero. Con il turismo arrivano gli artisti attratti dal luogo natale del più grande poeta medievale tedesco: Walter von der Vogelweide, tra il 1874 e il 1914 più di 300 artisti soggiornarono a Chiusa, da allora chiamata "cittadina degli artisti".
Il suo centro storico mantiene immutata la sua struttura medievale e l'atmosfera che ne deriva. Da vedere Casa Wegmacher e la chiesa degli Apostoli (gotica, del Quattrocento). Del tardo Medioevo il municipio, il complesso del vecchio albergo Leone d'Oro (oggi scuola elementare) e la casa della Dogana Vescovile (con la facciata dipinta). L'ex Albergo Agnello è un antico posto di ristoro, menzionato nel 1460 (con la sala Walther che fu ritrovo di artisti di fama internazionale). Notevoli gli edifici che ospitavano la Canonica, il Tribunale e il Vecchio Municipio, chiamato Casa del Cervo. Nella Città Alta sorge la chiesa di Sant'Andrea (tardogotica del 1482-98, una delle più belle chiese del gotico sudtirolese), poi la Torre del Sagrestano e la Cappella della Cripta (1439). Nella Città Bassa si ammirano le belle insegne degli alberghi, da vedere l'ex albergo Orso Grigio (il posto di ristoro più antico della città, menzionato nel 1335), l'attuale Cassa di Risparmio (del tardo Medioevo), il caffè Nussbaumer (ex albergo Croce Bianca) e l'ex albergo Rosa. Piazza Tinne è incorniciata da vecchi alberghi. L'ex convento dei Cappuccini è ora sede del Museo Civico e della Biblioteca Civica. Del complesso conventuale dei Cappuccini fanno parte la chiesa dei Cappuccini e la Cappella di Loreto. Dell'originale Castel Branzoli rimane la torre del Capitano (inizi Duecento). Il sentiero della Via Crucis porta verso il convento di Sabiona, che sovrasta il borgo. Il monastero è stato ultimato nel 1686, comprende la chiesa del convento e la chiesa di Santa Croce.
Tipici del borgo gli eccellenti vini, la birra locale, lo speck e i salumi tipici tirolesi. Tipico il menù tirolese, con un primo piatto a base di ravioli della valle Isarco o i knodel (canederli). Come secondo il gulasch, o carrè di maiale con crauti, e come dolce lo strudel o una torta di grano saraceno con mirtilli rossi.
Gudon è un pittoresco paesino panoramico, come Lazfons e Verdignes.
Il Museo Civico di Chiusa, Tesoro di Loreto e Galleria Civica (nell'ex convento dei Cappuccini) espone opere dei più noti esponenti della Colonia Artistica di Chiusa (1874-1914); d'inestimabile valore la collezione d'arte il "Tesoro di Loreto", costituita da doni che il chiusano Padre Gabriel Pontifeser (confessore della regina di Spagna Maria Anna, 1653-1706) aveva ricevuto dai reali di Spagna e da personalità di corte (arredi sacri, tessuti, gioielli appartenuti alla regina, porcellane Ming, dipinti di scuole europee del Cinque-Seicento). Nella Chiesa dei Cappuccini due splendide pale d'altare. Nella Galleria Civica, arte contemporanea.

      

2 commenti:

  1. Interessantissima! Antica, presiosa, ben ten tenuta, artistica e godereccia :oP Al pari delle citta' di mare, anche le genti di confine sono state sempre oggetto di invasioni e razzie ... pero' Chiusa da' l'impressione di essere stata risparmiata :o) Mi piacciono questi paesaggi si si si ... pero' soffro il freddo :o(

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  2. @ ZeN: Siamo entrati in Trentino-Alto Adige, terra tedesca ceduta da "pochi" anni all'Italia, con grande sconforto degli Altoatesini. In parte son emigrati, alcuni di quelli rimasti ancor oggi non ammettono di essere italiani. Li capisco perfettamente, quando uno è Tedesco è Tedesco e basta. Non capisco invece l'ostinazione di far finta di non capire l'italiano rifiutando indicazioni stradali ai turisti. La trovo solo maleducazione e grettezza. Tant'è che si reclamizzano come luoghi turistici anche in Italia. Se gli fanno così schifo gli Italiani, possono anche smettere di pubblicizzarsi qui, e rivolgersi esclusivamente ai Paesi di lingua tedesca. ;o)
    Fatta questa premessa (doverosa perchè mi ci son trovata in mezzo), è innegabile che questa regione offre panorami, paesi e città molto caratteristici, molto ben tenuti, puliti e lindi, da cartolina. :o)

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