venerdì 23 ottobre 2015

Maremma





Regione della Toscana meridionale e del Lazio nord-occidentale, secondo la maggior parte degli studiosi comprende la fascia tirrenica fra la foce del fiume Cecina e i monti della Tolfa, vicino Civitavecchia; all'interno il territorio si estende lungo il medio corso del fiume Ombrone, fino alle pendici meridionali delle Colline Metallifere e quelle settentrionali del monte Amiata. Si suole dividere la regione in tre parti: la Maremma Pisana (prevalentemente in provincia di Livorno); la Maremma Grossetana (la Maremma propriamente detta, con la Maremma Senese); e la Maremma Laziale o Romana. Pare che il suo nome derivi da "marisma" che significa "palude". Tra le principali località toscane: Grosseto, Follonica, Castiglione della Pescaia, Porto Santo Stefano, Orbetello e parte del territorio di Massa Marittima. Nella Maremma Pisana (in parte anche provincia di Livorno): Rosignano Marittimo, Cecina, Riparbella, Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo, Bibbona, Bolgheri, Castagneto Carducci, Campiglia Marittima, Suvereto, San Vincenzo, Populonia e Piombino. Nella Maremma Laziale (in parte nella provincia di Viterbo e in parte in quella di Roma): Vulci, Montalto di Castro, Cellere, Ischia di Castro, Tarquinia e Tuscania.





La Maremma ha conosciuto varie presenze preistoriche, etrusche e romane (con città etrusche: Populonia, Roselle e Vetulonia); in epoca altomedievale è presente una delle famiglie più importanti dell'Italia centrale, gli Aldobrandeschi, di probabile origine longobarda, che nel XII secolo erano padroni di 100 castelli. Di quell'epoca anche un papa maremmano: Gregorio VII, nato Ildebrando Aldobrandeschi di Sovana. Nel XIII secolo, con la Repubblica di Siena, la Maremma diventa un enorme pascolo a pagamento con l'istituzione della dogana dei paschi (da dove ha origine il nome della famosa banca senese). L'assogettamento a Siena distruggerà l'economia locale, i territori coltivati furono abbandonati e aumentarono le paludi. Dal XIV secolo imperano malaria e povertà che finirà solo con l'avvento delle pompe idrauliche, a cavallo della II guerra mondiale, con le bonifiche del regime fascista che istituì l'Ente Maremma. Nel XVIII secolo la Maremma fu oggetto di vari tentativi di bonifica e ripopolamento, era una guerra contro le vaste paludi e gli acquitrini costieri, fiumi che allagavano le terre e la malaria che mieteva le sue vittime. La terra era poco fertile e nel Settecento la pastorizia fu decimata dalle frequenti invasioni di cavallette che devastavano le terre. Alla bonifica si dedicò Ferdinando III, Granduca di Toscana, seguito dal figlio Leopoldo II di Toscana che nel 1828 emanò l'editto per la bonifica della Maremma a spese dello Stato. Furono impiegati circa 5000 operai arrivati da varie parti della Toscana, da altri stati italiani e dall'estero. Solo con il fattore Giuseppe Mazzanti gli estesi campi paludosi divennero fertilissimi e nel 1830 le acque dell'Ombrone bonificarono tutto il territorio circostante. Per secoli fu terra di briganti, era una terra di confine fra lo Stato Granducale e quello della Chiesa. L'ultimo brigante fu Domenico Tiburzi che signoreggiò sul territorio alla fine dell'Ottocento.
Oggi la Maremma mostra quasi tutta la sua natura di terra aspra, dai forti contrasti. I butteri sono custodi della razza del cavallo maremmano. Alcuni territori protetti, fra cui il Parco Naturale della Maremma e la zona archeologica di Vulci, hanno permesso di mantenere quasi intatto l'ambiente esistente.



2 commenti:

  1. La maremma e' nel mio cuore! :o) E' stata la terra dei butteri, dei contadini e dei briganti ... ma tra tutti loro era una bella lotta per capire veramente chi erano i piu' disgrassia' ... perche' alla fin fine, chi per un motivo chi per un altro ... erano tutti povera gente :o( Quando la maggior parte degli italiani viveva di agricoltura e di pastorizia, lo faceva nel vero senso della parola in quanto 'scavava la terra quasi con le mani' e 'pascolava insieme alle greggi' ... qua in maremma e (credo) in pianura padana, la ciliegina sulla torta veniva data dalla malaria :o( In un certo senso queste due zone lontane secondo me hanno la triste similitudine di aver macinato vittime a causa del lavoro sui campi ... :o( Oggi la maremma e' vista come un luogo 'brado' e incantevole ... ma quanta sofferenza ha visto lo ricorda solo lei :o(

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  2. @ ZeN: Bellissima terra, sì. Chiunque, oggi, vorrebbe viverci. Anch'io ci sono molto affezionata, ma la gente che ho conosciuo nel capoluogo è chiusa e gretta. Mi spiace, ma l'umanità non sa dove alberga. Peccato. :o(

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