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Liquore d'origine dalmata dolce e incolore a base di una particolare ciliegia: il Prunus cerasus (visciolina o amarena), con un contenuto alcolico fino ai 35°. Tradizionalmente è commercializzato in tipiche bottiglie impagliate a mano. Il suo nome deriva dalla varietà del frutto usato in Dalmazia, la marasca. Fin dal Medioevo il "rosolio maraschino" fu prodotto a Zara, nella Dalmazia veneta. La prima produzione industriale fu avviata nel 1759, dal console del Regno di Sardegna a Zara, patrizio genovese Girolamo Luxardo, che aprì l'omonima distilleria ottenendo poi il privilegio imperiale. In poco tempo il maraschino di Zara ebbe notevole fama e fu il primo prodotto dalmata a essere esportato oltreoceano. Durante la II guerra mondiale gli imprenditori di Zara si rifugiarono in altre regioni d'Italia, seguiti dalla stragrande maggioranza dei Dalmati italiani che si spostarono in vista della cessione della città alla Jugoslavia nel 1947. Il Luxardo si stabilì a Torreglia (Padova) e già nel 1947 aprì una nuova distilleria, ancor oggi in attività. I Drioli ne fondarono una a Mira (Venezia), chiusa negli anni Settanta. A Zara la distilleria Luxardo fu ricostruita mutando il nome in Maraska, tuttora è il più diffuso marchio di fabbrica di maraschino croato. In cucina è spesso impiegata per la preparazione di dolci, per le macedonie di frutta, i gelati e i cocktail.

Tutto sommato si protrebbe considerare come un liquorino italiano ;o) Sinceramente non ricordo il suo sapore e questa cosa mi intriga parecchio ... :oP Trovo estrema simpatia per tutti quei drinkini passati di moda come ad esempio il marsala, il maraschino, il rosolio (lo sherry) ... avevano posto nelle credenze 'buone' e serviti in bicchierini piccini piccini :oD
RispondiElimina@ ZeN: Infatti è italiano! All'epoca Zara era Italia. Credo però che vada cercato il vero maraschino, in giro ci sono molti "troiai" ... :o/
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