Nel comune di Curtatone (Mantova), il borgo accoglie 530 abitanti. Dista 8 km da Mantova, 57 da Verona e 59 da Cremona.
In origine, su un piccolo promontorio circondato da paludi e canneti, esisteva un'edicola in cui i contadini e i barcaioli veneravano un'immagine miracolosa della Vergine col Bambino in braccio. Nel 1399 inizia la costruzione del santuario della Beata Vergine delle Grazie, voluto da Francesco Gonzaga come ex voto per la fine della peste. Intorno al santuario sorge un villaggio per far alloggiare e rifocillare i pellegrini e vendere immagini benedette. Nel 1521 è costruito un porticato davanti al santuario per il ricovero dei pellegrini e delle derrate, nel 1652 fu costruita un'altra serie di portici per inserirvi le botteghe, demolite nel Novecento. Nel 1810 il convento viene soppresso dal governo napoleonico e i fabbricati venduti o demoliti. Nel 1973 si svolge il primo raduno nazionale dei Madonnari.
In questo paesaggio umido e nordico si scende nei prati che digradano verso il Mincio, si può navigare lenti fra il fiume e i suoi canali, tra canneti e ninfee, specie rare di uccelli e i fiori di loto in estate.
Il nucleo del borgo è il santuario della Beata Maria Vergine delle Grazie e gli edifici lungo la piazza antistante. Vi si trovano la case dei pescatori e case sorte dalla chiusura dei portici intorno alla piazza. Il palazzo Sarto è Liberty. Il santuario è in stile gotico lombardo, le lunette sotto il porticato hanno affreschi del Seicento. All'interno della chiesa si trova una folla di statue ex-voto che fanno da quinta a un teatro dei miracoli cinquecentesco e barocco. Su 80 nicchie 53 contengono una scultura. Le cappelle custodiscono straordinari monumenti sepolcrali, come quello di Baldassarre Castiglioni (1529), decorato con grottesche. Magnifica la decorazione delle vele delle volte, di gusto gotico internazionale; nell'altare maggiore è inserita l'icona miracolosa della Madonna delle Grazie adorata dai pescatori, una tavola di anonimo quattrocentesco; nella sacrestia sono custodite molte tavolette votive del Sei-Ottocento.
Il prodotto del borgo è il fiore di loto che appare in luglio e agosto sul Lago Superiore, importato dall'Oriente nel 1921. Un tempo i prodotti tipici erano quelli ricavati dalla coltivazione della canna palustre, come le arelle, usate soprattutto come coperture leggere per i controsoffitti, e il carice, con cui s'impagliavano sedie e fiaschi.
Il piatto tipico è il luccio in salsa.
La Riserva Naturale Valli del Mincio è uno degli ambienti naturalistici più preziosi dell'Italia Settentrionale, dichiarata "zona umida d'importanza internazionale" per la conservazione degli uccelli selvatici e "sito d'importanza comunitaria" per i suoi habitat naturali, flora e fauna selvatica. Negli specchi d'acqua (percorribili in barca a cura di un consorzio di barcaioli) fioriscono la rara ninfea bianca, lo splendido nanufaro (o ninfea gialla), il trigolo, la castagna d'acqua.
Nel Museo dei Madonnari sono illustrate le tecniche pittoriche usate dai madonnari, con fotografie e filmati dei concorsi svoltisi nel borgo dal 1973 e le opere pittoriche dei più grandi artisti del gessetto.
Che luogo incantevole e che aria di pace che si respira! :o) Una bellissima chiesa antica incorniciata da una natura selvaggia :o) ... il tempo si e' fermato sia per gli uomini che per l'habitat! Bello veramente, si'! :o)
RispondiElimina@ ZeN: Molto particolare, un borghettino inserito in un luogo sacro, in mezzo all'acqua ... :o)
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